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Note per Studenti Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli

Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli

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Esercizi svolti: Esercizio 40 · sistema omogeneo, non omogeneo e soluzioni come particolare più nucleo, Esercizio 41 · sistema 4×4 con due parametri (compitino 2025), Esercizio 42 · rango con parametro e condizione sui termini noti (compitino 2026). Seguito: Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →, Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →.

Dall'inizio del corso si risolvono sistemi di equazioni di primo grado "come alle superiori" (sostituzione, confronto). Ora che si conoscono matriciFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare → e nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine → di una funzione lineare, i sistemi si possono studiare in modo preciso: si capisce quando hanno soluzione, quante ne hanno e come sono fatte.

Scrittura matriciale di un sistema

Un sistema lineare di mm equazioni in nn incognite x1,…,xnx_1, \dots, x_n ha la forma

{a11x1+a12x2+⋯+a1nxn=b1a21x1+a22x2+⋯+a2nxn=b2⋮am1x1+am2x2+⋯+amnxn=bm\begin{cases} a_{11} x_1 + a_{12} x_2 + \dots + a_{1n} x_n = b_1 \\ a_{21} x_1 + a_{22} x_2 + \dots + a_{2n} x_n = b_2 \\ \quad \vdots \\ a_{m1} x_1 + a_{m2} x_2 + \dots + a_{mn} x_n = b_m \end{cases}

I numeri aij∈Ka_{ij} \in K sono i coefficienti (ii = numero dell'equazione, jj = numero dell'incognita), i bib_i i termini noti. Il numero di equazioni mm e quello di incognite nn non devono per forza essere uguali.

Si raccolgono i dati in tre oggetti:

A=(a11⋯a1n⋮⋮am1⋯amn)∈Mm×n(K),X=(x1⋮xn),B=(b1⋮bm)A = \begin{pmatrix} a_{11} & \cdots & a_{1n} \\ \vdots & & \vdots \\ a_{m1} & \cdots & a_{mn} \end{pmatrix} \in M_{m \times n}(K), \qquad X = \begin{pmatrix} x_1 \\ \vdots \\ x_n \end{pmatrix}, \qquad B = \begin{pmatrix} b_1 \\ \vdots \\ b_m \end{pmatrix}

  • AA è la matrice dei coefficienti (o matrice incompleta): una riga per ogni equazione, una colonna per ogni incognita;
  • XX è il vettore delle incognite (colonna di nn elementi);
  • BB è il vettore dei termini noti (colonna di mm elementi).

Con il prodotto righe per colonneLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici →, la ii-esima componente di AXAX è ai1x1+⋯+ainxna_{i1}x_1 + \dots + a_{in}x_n, cioè proprio il primo membro della ii-esima equazione. Quindi l'intero sistema si scrive come una sola equazione:

Formula (scrittura matriciale di un sistema lineare). AX=B\boxed{AX = B}

Esempio. Il sistema {x+2y=34x−y=1\begin{cases} x + 2y = 3 \\ 4x - y = 1 \end{cases} si scrive (124−1)(xy)=(31)\begin{pmatrix} 1 & 2 \\ 4 & -1 \end{pmatrix}\begin{pmatrix} x \\ y \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 3 \\ 1 \end{pmatrix}.

La matrice completa del sistema è AA con in più la colonna dei termini noti, e si indica con (A ∣ B)(A \,|\, B):

(A ∣ B)=(a11⋯a1nb1⋮⋮⋮am1⋯amnbm)∈Mm×(n+1)(K)(A \,|\, B) = \left(\begin{array}{ccc|c} a_{11} & \cdots & a_{1n} & b_1 \\ \vdots & & \vdots & \vdots \\ a_{m1} & \cdots & a_{mn} & b_m \end{array}\right) \in M_{m \times (n+1)}(K)

Il sistema si dice omogeneo se B=0B = 0 (tutti i termini noti nulli). Dato un sistema qualunque AX=BAX = B, il sistema AX=0AX = 0 (stessa matrice, termini noti azzerati) si chiama sistema omogeneo associato.

Un'osservazione che guida tutto. Un'equazione di primo grado ax=bax = b con a≠0a \ne 0 si risolve moltiplicando per a−1a^{-1}: x=a−1bx = a^{-1} b. Allo stesso modo, se la matrice AA è quadrata e ha un'inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa → A−1A^{-1}, moltiplicando AX=BAX = B a sinistra per A−1A^{-1} si ottiene X=A−1BX = A^{-1}B. Quindi invertire una matrice e risolvere un sistema sono due facce dello stesso problema: per questo nessuno dei due può essere "facile".

Tre modi di leggere AX=BAX = B

1. Con le funzioni lineari

Sia fA:Kn→Kmf_A : K^n \to K^m, fA(X)=AXf_A(X) = AX, la funzione lineare che ha AA come matrice rispetto alle basi canonicheFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →. Allora:

Da quest'ultimo punto segue un fatto già usato molte volte: le soluzioni di un sistema omogeneo formano un sottospazio vettorialeUn sottospazio vettoriale è un sottoinsieme che è spazio vettoriale con le stesse operazioni: basta che sia chiuso per somma e per prodotto per scalari. Deve contenere il vettore nullo. In R^2 i sottospazi sono {0}, le rette per l'origine e tutto R^2.Sottospazi vettoriali → di KnK^n, perché il nucleo di una funzione lineare lo è. Ed è per questo che un sottospazio si descrive con equazioni cartesiane con termini noti nulli: un sottospazio è il nucleo di qualche funzione lineare.

2. Con le colonne

Indichiamo con A1,A2,…,AnA_1, A_2, \dots, A_n le colonne di AA. Scrivendo il sistema "per colonne":

x1(a11⋮am1)+x2(a12⋮am2)+⋯+xn(a1n⋮amn)=(b1⋮bm),cioeˋx1A1+x2A2+⋯+xnAn=B.x_1 \begin{pmatrix} a_{11} \\ \vdots \\ a_{m1} \end{pmatrix} + x_2 \begin{pmatrix} a_{12} \\ \vdots \\ a_{m2} \end{pmatrix} + \dots + x_n \begin{pmatrix} a_{1n} \\ \vdots \\ a_{mn} \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} b_1 \\ \vdots \\ b_m \end{pmatrix}, \quad \text{cioè} \quad x_1 A_1 + x_2 A_2 + \dots + x_n A_n = B.

Risolvere il sistema significa quindi scrivere BB come combinazione lineareUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare → delle colonne di AA: le incognite sono i coefficienti della combinazione. Siccome le colonne di AA generano Im⁡fA\operatorname{Im} f_A, è la stessa condizione del punto 1 detta con altre parole.

3. Con le righe

Ogni riga di AA contiene i coefficienti di un'equazione. Il rangoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine → di AA è il numero di colonne linearmente indipendenti, ma è anche uguale al numero di righe linearmente indipendenti (è il teorema "rango per righe = rango per colonne" di Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →, che si dimostra con l'Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →): quindi rango⁡(A)\operatorname{rango}(A) è il numero di equazioni davvero indipendenti del sistema (scrivere cinque volte la stessa equazione non dà cinque equazioni, ma una sola).

Struttura delle soluzioni: particolare più nucleo

Teorema (struttura delle soluzioni di un sistema lineare). Sia Xˉ\bar X una soluzione (detta soluzione particolare) del sistema AX=BAX = B. Allora le soluzioni del sistema sono tutti e soli i vettori della forma

X=Xˉ+Y,Y∈Ker⁡fA (cioeˋ AY=0).X = \bar X + Y, \qquad Y \in \operatorname{Ker} f_A \ (\text{cioè } AY = 0).

Esempio. x+y=2x + y = 2 (una equazione, due incognite, A=(1  1)A = (1 \ \ 1)): Xˉ=(2,0)\bar X = (2, 0) è una soluzione (2+0=22 + 0 = 2) e Ker⁡fA={x+y=0}={(t,−t)}=⟨(1,−1)⟩\operatorname{Ker} f_A = \{x + y = 0\} = \{(t, -t)\} = \langle (1,-1) \rangle, quindi le soluzioni sono (2,0)+t(1,−1)=(2+t, −t)(2,0) + t(1,-1) = (2 + t, \ -t). Controllo: (2+t)+(−t)=2(2 + t) + (-t) = 2 per ogni tt ✓. Con un'altra soluzione particolare, per esempio (0,2)(0, 2), si ottiene lo stesso insieme: (0,2)=(2,0)+(−2)(1,−1)(0, 2) = (2, 0) + (-2)(1, -1).

In forma compatta si scrive fA−1(B)=Xˉ+Ker⁡fAf_A^{-1}(B) = \bar X + \operatorname{Ker} f_A (scrittura simbolica: un vettore fissato più tutti i vettori del sottospazio).

Dimostrazione. Bisogna far vedere due cose.

  1. Ogni vettore Xˉ+Y\bar X + Y con AY=0AY = 0 è soluzione. Per la proprietà distributiva del prodotto di matrici: A(Xˉ+Y)=AXˉ+AY=B+0=B.A(\bar X + Y) = A\bar X + AY = B + 0 = B. Si è usato che AXˉ=BA\bar X = B (Xˉ\bar X è soluzione per ipotesi) e AY=0AY = 0 (YY sta nel nucleo).

  2. Ogni soluzione è di questo tipo. Sia XX una soluzione qualunque. Poniamo Y=X−XˉY = X - \bar X (è l'unico candidato possibile, perché vogliamo X=Xˉ+YX = \bar X + Y). Allora AY=A(X−Xˉ)=AX−AXˉ=B−B=0,AY = A(X - \bar X) = AX - A\bar X = B - B = 0, quindi Y∈Ker⁡fAY \in \operatorname{Ker} f_A e X=Xˉ+YX = \bar X + Y è della forma voluta. ∎

In parole: la differenza di due soluzioni del sistema è una soluzione dell'omogeneo associato; una soluzione più una soluzione dell'omogeneo è ancora una soluzione. Basta quindi trovare una sola soluzione e il nucleo.

Interpretazione geometrica. Ker⁡fA\operatorname{Ker} f_A è un sottospazio, quindi passa per l'origine (una retta, un piano, … per 0⃗\vec 0). Sommare Xˉ\bar X a tutti i suoi vettori significa traslarlo: le soluzioni di un sistema non omogeneo formano una retta, un piano, … parallelo al nucleo ma che non passa per l'origine (infatti 0⃗\vec 0 non è soluzione: A0⃗=0≠BA \vec 0 = 0 \ne B). Per questo, se B≠0B \ne 0, l'insieme delle soluzioni non è un sottospazio vettoriale: è un sottospazio affine (vedi Spazi affini, rette e pianiNello spazio affine Aⁿ si distinguono punti e vettori (Q − P è il vettore da P a Q). Un sottospazio affine è L = P + W, un punto più un sottospazio vettoriale (lo spazio direttore): si descrive con equazioni parametriche X = P + t₁w₁ + … oppure cartesiane AX = B. Rette e piani di A³, passaggio tra i due tipi di equazioni, posizione reciproca: incidenti, paralleli, sghembi.Spazi affini, rette e piani →), con giacitura Ker⁡fA\operatorname{Ker} f_A.

Grafico interattivo: x + y = 2: il nucleo è la retta x + y = 0 per l'origine; le soluzioni sono la retta parallela ottenuta traslando il nucleo del vettore X̄ = (2, 0)

Esempio

A=(1−32−26−4),B=(5−10).A = \begin{pmatrix} 1 & -3 & 2 \\ -2 & 6 & -4 \end{pmatrix}, \qquad B = \begin{pmatrix} 5 \\ -10 \end{pmatrix}.

  • Omogeneo associato. Dalla prima equazione x1=3x2−2x3x_1 = 3x_2 - 2x_3; sostituendo nella seconda, −2(3x2−2x3)+6x2−4x3=−6x2+4x3+6x2−4x3=0-2(3x_2 - 2x_3) + 6x_2 - 4x_3 = -6x_2 + 4x_3 + 6x_2 - 4x_3 = 0: si ottiene 0=00 = 0 (la seconda riga è −2-2 volte la prima). Restano x2,x3x_2, x_3 liberi e le soluzioni sono (3x2−2x3, x2, x3)=x2(3,1,0)+x3(−2,0,1)(3x_2 - 2x_3, \ x_2, \ x_3) = x_2 (3, 1, 0) + x_3 (-2, 0, 1) (si separano i termini con x2x_2 da quelli con x3x_3). Quindi Ker⁡fA=⟨(3,1,0),(−2,0,1)⟩\operatorname{Ker} f_A = \langle (3, 1, 0), (-2, 0, 1) \rangle, un piano per l'origine di R3\mathbb{R}^3: i due generatori non sono proporzionali, quindi dim⁡Ker⁡fA=2=3−rango⁡(A)\dim \operatorname{Ker} f_A = 2 = 3 - \operatorname{rango}(A) con rango⁡(A)=1\operatorname{rango}(A) = 1.
  • Per quali BB ci sono soluzioni. Sommando alla seconda equazione il doppio della prima, a sinistra resta 00 e a destra 2b1+b22b_1 + b_2: serve 2b1+b2=02b_1 + b_2 = 0. È l'equazione della retta Im⁡fA⊂R2\operatorname{Im} f_A \subset \mathbb{R}^2 (ha dimensione 3−2=13 - 2 = 1 per il teorema nullità + rangoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →).
  • Con B=(5,−10)B = (5, -10): 2⋅5−10=02 \cdot 5 - 10 = 0 ✓, e le soluzioni sono (5+3x2−2x3x2x3)=(500)⏟Xˉ+x2(310)+x3(−201)⏟∈Ker⁡fA\begin{pmatrix} 5 + 3x_2 - 2x_3 \\ x_2 \\ x_3 \end{pmatrix} = \underbrace{\begin{pmatrix} 5 \\ 0 \\ 0 \end{pmatrix}}_{\bar X} + \underbrace{x_2 \begin{pmatrix} 3 \\ 1 \\ 0 \end{pmatrix} + x_3 \begin{pmatrix} -2 \\ 0 \\ 1 \end{pmatrix}}_{\in \operatorname{Ker} f_A} cioè il piano del nucleo traslato di 55 unità lungo l'asse x1x_1. Svolgimento completo nell'Esercizio 40 · sistema omogeneo, non omogeneo e soluzioni come particolare più nucleo.

Quante soluzioni ha il sistema omogeneo

Per il teorema nullità + rangoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine → applicato a fA:Kn→Kmf_A : K^n \to K^m:

dim⁡Ker⁡fA=n−dim⁡Im⁡fA=n−rango⁡(A).\dim \operatorname{Ker} f_A = n - \dim \operatorname{Im} f_A = n - \operatorname{rango}(A).

Quindi:

dim⁡{soluzioni di AX=0}=n−rango⁡(A)=(numero di incognite)−(numero di equazioni indipendenti)\boxed{\dim\{\text{soluzioni di } AX = 0\} = n - \operatorname{rango}(A) = (\text{numero di incognite}) - (\text{numero di equazioni indipendenti})}

È la regola "incognite meno equazioni" usata finora, resa precisa: le equazioni vanno contate solo se indipendenti.

Il teorema di Rouché-Capelli

Teorema (Rouché-Capelli). Il sistema AX=BAX = B, con A∈Mm×n(K)A \in M_{m \times n}(K), ha soluzioni se e solo se rango⁡(A)=rango⁡(A ∣ B).\operatorname{rango}(A) = \operatorname{rango}(A \,|\, B). In tal caso, detto rr questo rango comune:

  • se r=nr = n la soluzione è unica;
  • se r<nr < n le soluzioni sono infinite e dipendono da n−rn - r parametri liberi (si scrive ∞n−r\infty^{n-r} soluzioni).

Esempio. {x+y=22x+2y=4\begin{cases} x + y = 2 \\ 2x + 2y = 4 \end{cases} ha rango⁡(A)=rango⁡(A∣B)=1<2\operatorname{rango}(A) = \operatorname{rango}(A|B) = 1 < 2: infinite soluzioni (∞1\infty^1). Infatti in (A∣B)=(112224)(A|B) = \left(\begin{array}{cc|c} 1 & 1 & 2 \\ 2 & 2 & 4 \end{array}\right) la seconda riga è il doppio della prima, quindi c'è una sola riga indipendente (anche aggiungendo la colonna BB). Con termine noto (2,5)(2, 5) invece (A∣B)=(112225)(A|B) = \left(\begin{array}{cc|c} 1 & 1 & 2 \\ 2 & 2 & 5 \end{array}\right): la colonna (2,5)(2, 5) non è multipla della colonna (1,2)(1, 2) di AA (servirebbe il fattore 22 per la prima componente e 52\frac52 per la seconda), quindi il rango di (A∣B)(A|B) è 2≠12 \ne 1: nessuna soluzione. Sottraendo alla seconda equazione il doppio della prima si arriva a 0=10 = 1.

È un teorema di esistenza: dice se ci sono soluzioni e quante, non come trovarle (per quello c'è l'Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →).

Dimostrazione. Sia r=rango⁡(A)r = \operatorname{rango}(A), cioè il numero di colonne linearmente indipendenti tra A1,…,AnA_1, \dots, A_n. La matrice (A ∣ B)(A \,|\, B) ha le stesse colonne più la colonna BB. Quando si aggiunge una colonna, il numero di colonne indipendenti:

  • resta rr se la nuova colonna BB è combinazione lineare delle precedenti (non aggiunge niente di nuovo);
  • diventa r+1r + 1 se BB non è combinazione lineare delle colonne di AA.

(Non può crescere di più di 11, perché si è aggiunta una sola colonna.) Quindi

rango⁡(A ∣ B)=rango⁡(A)  ⟺  B eˋ combinazione lineare di A1,…,An  ⟺  il sistema ha soluzione,\operatorname{rango}(A \,|\, B) = \operatorname{rango}(A) \iff B \text{ è combinazione lineare di } A_1, \dots, A_n \iff \text{il sistema ha soluzione},

dove l'ultima equivalenza è la lettura "per colonne" del sistema vista sopra.

Per il numero di soluzioni: se il sistema è risolubile, le soluzioni sono Xˉ+Ker⁡fA\bar X + \operatorname{Ker} f_A, e dim⁡Ker⁡fA=n−r\dim \operatorname{Ker} f_A = n - r. Se r=nr = n il nucleo è {0}\{0\} e c'è solo Xˉ\bar X; se r<nr < n il nucleo contiene infiniti vettori, descritti da n−rn - r parametri. ∎

Perché in fondo è "ovvio". Quando si riduce (A ∣ B)(A \,|\, B) a scala con l'Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →, il caso rango⁡(A ∣ B)=rango⁡(A)+1\operatorname{rango}(A \,|\, B) = \operatorname{rango}(A) + 1 si presenta come una riga del tipo (0 0 ⋯ 0 ∣ c)(0 \ 0 \ \cdots \ 0 \,|\, c) con c≠0c \ne 0, cioè l'equazione

0⋅x1+0⋅x2+⋯+0⋅xn=c≠0,0 \cdot x_1 + 0 \cdot x_2 + \dots + 0 \cdot x_n = c \ne 0,

che è falsa per qualunque scelta delle incognite. Rouché-Capelli dice esattamente questo: il sistema è impossibile quando, semplificandolo, si arriva a "0=0 = numero non nullo".

Riassunto dei casi

rango⁡(A)\operatorname{rango}(A) rango⁡(A ∣ B)\operatorname{rango}(A \,\vert\, B) Soluzioni
rr r+1r + 1 nessuna (sistema incompatibile)
r=nr = n r=nr = n una sola
r<nr < n rr infinite, ∞n−r\infty^{n-r} (n−rn - r parametri liberi)

Casi particolari utili:

Grafico interattivo: Sistemi 2×2 come rette: x + y = 3 e x − y = 1 si incontrano in (2, 1) (rango 2, soluzione unica); x + y = 3 e x + y = −1 sono parallele (rango A = 1, rango (A|B) = 2, nessuna soluzione); due equazioni proporzionali darebbero la stessa retta (infinite soluzioni)

Come si leggono i ranghi sul disegno. Ogni equazione ax+by=cax + by = c con (a,b)≠(0,0)(a, b) \ne (0, 0) è una retta del piano, e risolvere il sistema vuol dire trovare i punti comuni alle due rette.

  • x+y=3x + y = 3, x−y=1x - y = 1: le righe (1,1)(1, 1) e (1,−1)(1, -1) di AA non sono proporzionali, rango⁡(A)=2=n\operatorname{rango}(A) = 2 = n: rette incidenti, un solo punto comune. Sommando le equazioni 2x=42x = 4, quindi x=2x = 2 e y=3−2=1y = 3 - 2 = 1.
  • x+y=3x + y = 3, x+y=−1x + y = -1: le righe di AA sono uguali (rango⁡(A)=1\operatorname{rango}(A) = 1) ma quelle di (A∣B)(A|B), cioè (1,1,3)(1, 1, 3) e (1,1,−1)(1, 1, -1), non sono proporzionali (rango⁡(A∣B)=2\operatorname{rango}(A|B) = 2): rette parallele distinte. Sottraendo, 0=40 = 4.
  • x+y=2x + y = 2, 2x+2y=42x + 2y = 4: anche le righe di (A∣B)(A|B) sono proporzionali, rango⁡(A)=rango⁡(A∣B)=1<2\operatorname{rango}(A) = \operatorname{rango}(A|B) = 1 < 2: la stessa retta scritta due volte, ∞1\infty^1 soluzioni.

Grafico interattivo: Il caso con infinite soluzioni: x + y = 2 e 2x + 2y = 4 sono la stessa retta; ogni suo punto, per esempio (2, 0), (0, 2) e (3, −1), risolve il sistema

Due esempi

Sistema incompatibile.

{2x1−4x2=−43x1−6x2+3x3=−3x1−2x2−x3=−2(A ∣ B)=(2−40−43−63−31−2−1−2)\begin{cases} 2x_1 - 4x_2 = -4 \\ 3x_1 - 6x_2 + 3x_3 = -3 \\ x_1 - 2x_2 - x_3 = -2 \end{cases} \qquad (A \,|\, B) = \left(\begin{array}{ccc|c} 2 & -4 & 0 & -4 \\ 3 & -6 & 3 & -3 \\ 1 & -2 & -1 & -2 \end{array}\right)

Riducendo a scala (i passaggi sono spiegati in Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →): R1↔R3R_1 \leftrightarrow R_3 (per avere 11 come primo pivot); poi R2→R2−3R1R_2 \to R_2 - 3R_1, R3→R3−2R1R_3 \to R_3 - 2R_1 (zeri in prima colonna); poi R2→13R2R_2 \to \frac13 R_2 (numeri più piccoli); infine R3→R3−R2R_3 \to R_3 - R_2 (zero sotto il secondo pivot). I conti riga per riga, termine noto compreso:

  • R2−3R1=(3−3, −6+6, 3+3 ∣ −3+6)=(0,0,6 ∣ 3)R_2 - 3R_1 = (3 - 3, \ -6 + 6, \ 3 + 3 \,|\, -3 + 6) = (0, 0, 6 \,|\, 3);
  • R3−2R1=(2−2, −4+4, 0+2 ∣ −4+4)=(0,0,2 ∣ 0)R_3 - 2R_1 = (2 - 2, \ -4 + 4, \ 0 + 2 \,|\, -4 + 4) = (0, 0, 2 \,|\, 0);
  • 13(0,0,6 ∣ 3)=(0,0,2 ∣ 1)\frac13 (0, 0, 6 \,|\, 3) = (0, 0, 2 \,|\, 1) e (0,0,2 ∣ 0)−(0,0,2 ∣ 1)=(0,0,0 ∣ −1)(0, 0, 2 \,|\, 0) - (0, 0, 2 \,|\, 1) = (0, 0, 0 \,|\, -1).

Nella seconda colonna, dopo il primo passo, sono comparsi solo zeri: il secondo pivot è nella terza colonna.

(1−2−1−23−63−32−40−4)→(1−2−1−200630020)→(1−2−1−20021000−1)\left(\begin{array}{ccc|c} 1 & -2 & -1 & -2 \\ 3 & -6 & 3 & -3 \\ 2 & -4 & 0 & -4 \end{array}\right) \to \left(\begin{array}{ccc|c} 1 & -2 & -1 & -2 \\ 0 & 0 & 6 & 3 \\ 0 & 0 & 2 & 0 \end{array}\right) \to \left(\begin{array}{ccc|c} 1 & -2 & -1 & -2 \\ 0 & 0 & 2 & 1 \\ 0 & 0 & 0 & -1 \end{array}\right)

Guardando solo le prime tre colonne ci sono 22 righe non nulle: rango⁡(A)=2\operatorname{rango}(A) = 2. Con anche l'ultima colonna le righe non nulle sono 33: rango⁡(A ∣ B)=3\operatorname{rango}(A \,|\, B) = 3 (per il teorema sul rango delle matrici a scalaCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss → il rango è il numero di righe non nulle). Ranghi diversi: nessuna soluzione. L'ultima riga è l'equazione 0=−10 = -1.

Lo si vede anche direttamente sulle equazioni di partenza: la prima, divisa per 22, dice x1−2x2=−2x_1 - 2x_2 = -2; sostituendo nella terza resta −2−x3=−2-2 - x_3 = -2, cioè x3=0x_3 = 0; sostituendo nella seconda divisa per 33 (x1−2x2+x3=−1x_1 - 2x_2 + x_3 = -1) resta −2+x3=−1-2 + x_3 = -1, cioè x3=1x_3 = 1. Due valori diversi per x3x_3: contraddizione.

Sistema con soluzione unica. Quattro equazioni, tre incognite:

{2x1−2x2+8x3=52x2+6x3=1x1−2x2+4x3=−1x1+10x3=0\begin{cases} 2x_1 - 2x_2 + 8x_3 = 5 \\ 2x_2 + 6x_3 = 1 \\ x_1 - 2x_2 + 4x_3 = -1 \\ x_1 + 10x_3 = 0 \end{cases}

La matrice completa è (A ∣ B)=(2−28502611−24−110100)(A \,|\, B) = \left(\begin{array}{ccc|c} 2 & -2 & 8 & 5 \\ 0 & 2 & 6 & 1 \\ 1 & -2 & 4 & -1 \\ 1 & 0 & 10 & 0 \end{array}\right) Con R1↔R3R_1 \leftrightarrow R_3 (pivot 11 in alto), poi R3→R3−2R1R_3 \to R_3 - 2R_1, R4→R4−R1R_4 \to R_4 - R_1 (zeri in prima colonna; la seconda riga ha già 00), poi R3→R3−R2R_3 \to R_3 - R_2, R4→R4−R2R_4 \to R_4 - R_2 (zeri sotto il pivot 22 della seconda colonna). I conti:

  • R3−2R1=(2−2, −2+4, 8−8 ∣ 5+2)=(0,2,0 ∣ 7)R_3 - 2R_1 = (2 - 2, \ -2 + 4, \ 8 - 8 \,|\, 5 + 2) = (0, 2, 0 \,|\, 7);
  • R4−R1=(1−1, 0+2, 10−4 ∣ 0+1)=(0,2,6 ∣ 1)R_4 - R_1 = (1 - 1, \ 0 + 2, \ 10 - 4 \,|\, 0 + 1) = (0, 2, 6 \,|\, 1);
  • (0,2,0 ∣ 7)−(0,2,6 ∣ 1)=(0,0,−6 ∣ 6)(0, 2, 0 \,|\, 7) - (0, 2, 6 \,|\, 1) = (0, 0, -6 \,|\, 6) e (0,2,6 ∣ 1)−(0,2,6 ∣ 1)=(0,0,0 ∣ 0)(0, 2, 6 \,|\, 1) - (0, 2, 6 \,|\, 1) = (0, 0, 0 \,|\, 0).

Si arriva a

(1−24−1026100−660000)\left(\begin{array}{ccc|c} 1 & -2 & 4 & -1 \\ 0 & 2 & 6 & 1 \\ 0 & 0 & -6 & 6 \\ 0 & 0 & 0 & 0 \end{array}\right)

rango⁡(A)=rango⁡(A ∣ B)=3=n\operatorname{rango}(A) = \operatorname{rango}(A \,|\, B) = 3 = n: soluzione unica. Le quattro equazioni non erano indipendenti (la quarta è diventata 0=00 = 0). Per sostituzione all'indietro: −6x3=6⇒x3=−1-6x_3 = 6 \Rightarrow x_3 = -1; 2x2+6(−1)=1⇒x2=722x_2 + 6(-1) = 1 \Rightarrow x_2 = \frac72; x1−2⋅72+4(−1)=−1⇒x1=10x_1 - 2 \cdot \frac72 + 4(-1) = -1 \Rightarrow x_1 = 10. Soluzione (10,72,−1)(10, \frac72, -1).

Verifica in tutte le equazioni originali: 2⋅10−2⋅72+8⋅(−1)=20−7−8=52 \cdot 10 - 2 \cdot \frac72 + 8 \cdot (-1) = 20 - 7 - 8 = 5 ✓; 2⋅72+6⋅(−1)=7−6=12 \cdot \frac72 + 6 \cdot (-1) = 7 - 6 = 1 ✓; 10−7−4=−110 - 7 - 4 = -1 ✓; 10+10⋅(−1)=010 + 10 \cdot (-1) = 0 ✓.

Un'applicazione: l'equilibrio di un nodo con tre o quattro aste

Un peso di 1212 kN è appeso a un nodo PP, fissato al soffitto e alle pareti da aste incernierate. Ogni asta può tirare o spingere il nodo solo lungo il proprio asse. Con gli assi x,yx, y orizzontali e zz verticale verso l'alto, il peso è la forza F=(0,0,−12)F = (0, 0, -12) kN. Le aste partono dal nodo con le direzioni (versori, cioè vettori di norma 11):

u1=13(2,1,2),u2=13(−2,1,2),u3=13(1,−2,2),u4=13(2,−1,2).u_1 = \tfrac13(2, 1, 2), \qquad u_2 = \tfrac13(-2, 1, 2), \qquad u_3 = \tfrac13(1, -2, 2), \qquad u_4 = \tfrac13(2, -1, 2) .

(Si controlla la norma: 134+1+4=13⋅3=1\frac13\sqrt{4 + 1 + 4} = \frac13 \cdot 3 = 1, e allo stesso modo per gli altri.) Se l'asta ii tira il nodo con forza NiN_i (tensione, positiva se l'asta è tesa), l'equilibrio del nodo è N1u1+N2u2+N3u3+N4u4+F=0N_1 u_1 + N_2 u_2 + N_3 u_3 + N_4 u_4 + F = 0: un sistema lineare nelle incognite NiN_i, con una equazione per ciascuna componente. Moltiplicando per 33 i versori si tolgono le frazioni.

Tre aste (u1,u2,u3u_1, u_2, u_3). Il sistema AN=BAN = B ha

A=(2−2111−2222),B=(0036)A = \begin{pmatrix} 2 & -2 & 1 \\ 1 & 1 & -2 \\ 2 & 2 & 2 \end{pmatrix}, \qquad B = \begin{pmatrix} 0 \\ 0 \\ 36 \end{pmatrix}

(le prime due equazioni dicono che le componenti orizzontali si annullano; la terza è 13(2N1+2N2+2N3)=12\frac13(2N_1 + 2N_2 + 2N_3) = 12, cioè 2N1+2N2+2N3=362N_1 + 2N_2 + 2N_3 = 36). Qui det⁡A=24≠0\det A = 24 \ne 0: rango⁡(A)=rango⁡(A ∣ B)=3\operatorname{rango}(A) = \operatorname{rango}(A \,|\, B) = 3 = numero di incognite, quindi una sola soluzione (Rouché-Capelli). Con Gauss: N=(92,152,6)N = \left(\frac92, \frac{15}2, 6\right) kN, tutte positive (aste tese). Controllo: 2⋅92−2⋅152+6=9−15+6=02 \cdot \frac92 - 2 \cdot \frac{15}2 + 6 = 9 - 15 + 6 = 0 ✓, 92+152−12=0\frac92 + \frac{15}2 - 12 = 0 ✓, 9+15+12=369 + 15 + 12 = 36 ✓. È un sistema isostatico: tante aste quante servono.

Tre aste complanari: il sistema è incompatibile. Se la terza asta ha direzione (0,2,4)=(2,1,2)+(−2,1,2)(0, 2, 4) = (2, 1, 2) + (-2, 1, 2), cioè sta nel piano delle prime due, la matrice dei coefficienti ha rango 22 (la terza colonna è la somma delle prime due) mentre rango⁡(A ∣ B)=3\operatorname{rango}(A \,|\, B) = 3: nessuna soluzione. Fisicamente: tre aste in uno stesso piano non possono equilibrare una forza fuori da quel piano; la struttura è un meccanismo e il nodo si sposta.

Quattro aste (u1,…,u4u_1, \dots, u_4). Ora ci sono 33 equazioni e 44 incognite: rango⁡=3<4\operatorname{rango} = 3 < 4, quindi ∞4−3=∞1\infty^{4-3} = \infty^1 soluzioni, che dipendono da un parametro. Riducendo:

N1=92−12N4,N2=152+16N4,N3=6−23N4,N_1 = \tfrac92 - \tfrac12 N_4, \qquad N_2 = \tfrac{15}2 + \tfrac16 N_4, \qquad N_3 = 6 - \tfrac23 N_4,

con N4N_4 libera (per N4=0N_4 = 0 si ritrova la soluzione a tre aste). È una struttura iperstatica: le sole equazioni di equilibrio non bastano e serve la deformabilità delle aste per fissare N4N_4. Anche qui la soluzione è "una soluzione particolare più il nucleo", con nucleo generato da (−12,16,−23,1)\left(-\frac12, \frac16, -\frac23, 1\right).

Errori comuni

  • Contare le equazioni senza controllare che siano indipendenti. Quattro equazioni in tre incognite non implicano "nessuna soluzione": conta il rango.
  • Dire che le soluzioni di AX=BAX = B con B≠0B \ne 0 formano un sottospazio. Non contengono 0⃗\vec 0: sono un sottospazio traslato.
  • Dimenticare la colonna dei termini noti nel calcolo di rango⁡(A ∣ B)\operatorname{rango}(A \,|\, B), o confrontare il rango di (A ∣ B)(A \,|\, B) con il numero di equazioni invece che con rango⁡(A)\operatorname{rango}(A).
  • Scrivere "∞n−r\infty^{n-r}" con nn = numero di equazioni: nn è il numero di incognite (colonne di AA).

Versione ripasso

Scrittura matriciale

Un sistema lineare di mm equazioni in nn incognite si scrive come: AX=B\boxed{AX = B} dove A∈Mm×n(K)A \in M_{m \times n}(K) è la matrice dei coefficienti, X∈KnX \in K^n il vettore incognite e B∈KmB \in K^m il vettore dei termini noti. La matrice completa è (A ∣ B)∈Mm×(n+1)(K)(A \,|\, B) \in M_{m \times (n+1)}(K). La componente ii di AXAX è il primo membro della ii-esima equazione. Il sistema è omogeneo se B=0B = 0; AX=0AX = 0 è l'omogeneo associato. Se AA è quadrata e invertibile, X=A−1BX = A^{-1}B (Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →).

Interpretazioni

  1. Funzioni lineari: fA(X)=AXf_A(X) = AX. Il sistema ha soluzione   ⟺  B∈Im⁡fA\iff B \in \operatorname{Im} f_A. Le soluzioni sono l'antiimmagine fA−1(B)f_A^{-1}(B). Le soluzioni dell'omogeneo (AX=0AX=0) formano il Ker⁡fA\operatorname{Ker} f_A, che è un sottospazio vettorialeUn sottospazio vettoriale è un sottoinsieme che è spazio vettoriale con le stesse operazioni: basta che sia chiuso per somma e per prodotto per scalari. Deve contenere il vettore nullo. In R^2 i sottospazi sono {0}, le rette per l'origine e tutto R^2.Sottospazi vettoriali →.
  2. Colonne: Risolvere il sistema significa scrivere BB come combinazione lineareUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare → delle colonne di AA.
  3. Righe: rango⁡(A)\operatorname{rango}(A) indica il numero di equazioni linearmente indipendenti.

Struttura delle soluzioni

Teorema. Le soluzioni di AX=BAX = B sono della forma X=Xˉ+YX = \bar X + Y, dove Xˉ\bar X è una soluzione particolare e Y∈Ker⁡fAY \in \operatorname{Ker} f_A.

  • Dimostrazione: A(Xˉ+Y)=B+0=BA(\bar X + Y) = B + 0 = B; viceversa se AX=BAX = B allora A(X−Xˉ)=B−B=0A(X - \bar X) = B - B = 0, quindi X−Xˉ∈Ker⁡fAX - \bar X \in \operatorname{Ker} f_A. Basta trovare una soluzione particolare e il nucleo.
  • Geometria: Le soluzioni formano un sottospazio affine (il nucleo traslato di Xˉ\bar X). Se B≠0B \neq 0, l'insieme delle soluzioni non è un sottospazio.
  • Dimensione: dim⁡(Ker⁡fA)=n−rango⁡(A)\dim(\operatorname{Ker} f_A) = n - \operatorname{rango}(A).

Teorema di Rouché-Capelli

Il sistema AX=BAX = B ha soluzioni   ⟺  rango⁡(A)=rango⁡(A ∣ B)=r\iff \operatorname{rango}(A) = \operatorname{rango}(A \,|\, B) = r.

  • Se r=nr = n: soluzione unica.
  • Se r<nr < n: ∞n−r\infty^{n-r} soluzioni (dipendenti da n−rn-r parametri).
rango⁡(A)\operatorname{rango}(A) rango⁡(A ∣ B)\operatorname{rango}(A \,\vert\, B) Soluzioni
rr r+1r + 1 nessuna (incompatibile)
r=nr = n r=nr = n una sola
r<nr < n rr infinite (∞n−r\infty^{n-r})

Dimostrazione: aggiungendo la colonna BB il numero di colonne indipendenti resta rr se BB è combinazione delle colonne di AA (cioè c'è soluzione) e diventa r+1r + 1 altrimenti; se c'è soluzione, sono Xˉ+Ker⁡fA\bar X + \operatorname{Ker} f_A con dim⁡Ker⁡fA=n−r\dim\operatorname{Ker} f_A = n - r (nullità + rango, Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →).

Casi particolari: un sistema omogeneo ha sempre la soluzione nulla; se rango⁡(A)=m\operatorname{rango}(A) = m il sistema è risolubile per ogni BB; se AA è quadrata di rango nn la soluzione è unica per ogni BB (Matrice aggiunta e teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →).

Esempio (Esercizio 40 · sistema omogeneo, non omogeneo e soluzioni come particolare più nucleo): A=(1−32−26−4)A = \begin{pmatrix} 1 & -3 & 2 \\ -2 & 6 & -4 \end{pmatrix}: il nucleo è ⟨(3,1,0),(−2,0,1)⟩\langle (3,1,0), (-2,0,1) \rangle; risolvibile solo se 2b1+b2=02b_1 + b_2 = 0 (retta Im⁡fA\operatorname{Im} f_A); per B=(5,−10)B = (5,-10) le soluzioni sono (5,0,0)+Ker⁡fA(5,0,0) + \operatorname{Ker} f_A, un piano traslato (non un sottospazio, perché 0⃗\vec 0 non è soluzione). Sistema con soluzione unica: 4 equazioni in 3 incognite che si riducono a rango⁡(A)=rango⁡(A∣B)=3\operatorname{rango}(A) = \operatorname{rango}(A|B) = 3 danno (10,72,−1)(10, \frac72, -1).

Nota: Si giunge all'incompatibilità quando la riduzione a scala mostra una riga del tipo (0…0 ∣ c)(0 \dots 0 \,|\, c) con c≠0c \neq 0.

Esercizio: sistema incompatibile

Testo. {2x1−4x2=−43x1−6x2+3x3=−3x1−2x2−x3=−2\begin{cases} 2x_1 - 4x_2 = -4 \\ 3x_1 - 6x_2 + 3x_3 = -3 \\ x_1 - 2x_2 - x_3 = -2 \end{cases}

Metodo: Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →.

  1. Scambio R1↔R3R_1 \leftrightarrow R_3: (1−2−1−23−63−32−40−4)\left(\begin{array}{ccc|c} 1 & -2 & -1 & -2 \\ 3 & -6 & 3 & -3 \\ 2 & -4 & 0 & -4 \end{array}\right)
  2. Operazioni R2→R2−3R1R_2 \to R_2 - 3R_1 e R3→R3−2R1R_3 \to R_3 - 2R_1: (1−2−1−200630020)\left(\begin{array}{ccc|c} 1 & -2 & -1 & -2 \\ 0 & 0 & 6 & 3 \\ 0 & 0 & 2 & 0 \end{array}\right)
  3. R3→R3−13R2R_3 \to R_3 - \frac{1}{3}R_2 porta a una riga (0,0,0 ∣ −1)(0, 0, 0 \,|\, -1). Risultato: rango⁡(A)=2≠rango⁡(A∣B)=3⇒\operatorname{rango}(A)=2 \neq \operatorname{rango}(A|B)=3 \Rightarrow Nessuna soluzione.

Applicazione (nodo con aste). Equilibrio di un nodo: una equazione per componente. Tre aste non complanari: det⁡A=24≠0\det A = 24 \ne 0, soluzione unica N=(92,152,6)N = (\frac92, \frac{15}2, 6) kN. Tre aste complanari: rango⁡(A)=2<3=rango⁡(A ∣ B)\operatorname{rango}(A) = 2 < 3 = \operatorname{rango}(A \,|\, B), sistema incompatibile (meccanismo). Quattro aste: ∞1\infty^1 soluzioni (struttura iperstatica).

Errori tipici

  • Confondere il numero di incognite (nn) con quello delle equazioni (mm) nel calcolo dei parametri.
  • Dimenticare che le soluzioni non sono un sottospazio se B≠0B \neq 0.
  • Non verificare l'indipendenza delle righe prima di contare il rango.

Esercizi su questo argomento

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