Funzioni lineari e isomorfismi
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Esercizi svolti: Esercizio 20 · riconoscere le funzioni lineari. Seguito: Coordinate rispetto a una baseFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base →, Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →, Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →.
Finora abbiamo studiato gli spazi vettorialiUno spazio vettoriale su un campo K è un insieme con una somma di vettori e un prodotto per scalari che rispettano 7 proprietà. Esempi fondamentali: K^n (somma componente per componente), le funzioni da R in R, i polinomi.Spazi vettoriali → uno alla volta. Il secondo grande argomento del corso sono le funzioni tra spazi vettoriali. Uno spazio vettoriale non è un semplice insieme: ha due operazioni (somma di vettori e prodotto per uno scalare). Le funzioni che interessano sono solo quelle che "vanno d'accordo" con queste operazioni.
Da dove nasce la definizione
Siano e due spazi vettoriali sullo stesso campo (pensate pure ) e una funzione: a ogni vettore associa un vettore .
Compatibilità con la somma. Presi si possono fare due cose in due ordini diversi:
- prima sommare e poi applicare : si ottiene ;
- prima applicare a ciascuno e poi sommare: si ottiene .
In generale i due risultati sono diversi. Si vuole che siano uguali.
Compatibilità con il prodotto per uno scalare. Presi e : moltiplicare prima e poi applicare dà ; applicare prima e poi moltiplicare dà . Anche qui si vuole che i due risultati coincidano.
Definizione
Definizione (funzione lineare). Una funzione tra spazi vettoriali sul campo si dice lineare se
- per ogni (additività);
- per ogni e ogni (omogeneità).
Esempio. è lineare; non lo è, perché .
Le due condizioni si possono riunire in una sola:
cioè: di una combinazione lineareUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare → è la combinazione lineare, con gli stessi coefficienti, delle immagini.
Perché le due forme sono equivalenti. Se valgono additività e omogeneità, (prima l'additività con i due vettori e , poi l'omogeneità su ciascuno). Viceversa, dalla formula unica con si riottiene l'additività, e con l'omogeneità.
Ripetendo il ragionamento, lo stesso vale per combinazioni di quanti vettori si vuole (la sommatoriaIl simbolo di sommatoria, le sue proprietà (linearità, additività, cambio di indice) e le somme notevoli di Gauss e geometrica.Sommatorie → è solo un modo compatto di scrivere la somma):
Per esempio con tre vettori si raggruppano i primi due e si usa due volte la formula con due vettori: In generale si procede per induzionePer dimostrare una proprietà per ogni n basta il passo base e il passo induttivo da n a n+1.Principio di induzione → su : se la formula vale per vettori, il caso si ottiene raggruppando i primi termini in un unico vettore, esattamente come qui.
Le funzioni lineari sono rarissime. Quasi nessuna delle funzioni di Analisi 1 è lineare: dire che è lineare vorrebbe dire , che è falso (per esempio : a sinistra , a destra ; la formula giusta è quella di addizione delle funzioni trigonometricheSeno, coseno e tangente definiti sulla circonferenza goniometrica (angoli in radianti), le loro proprietà e le inverse arcoseno, arcocoseno e arcotangente; come risolvere a sin t + b cos t ≥ c.Funzioni trigonometriche e loro inverse →, ). Lo stesso per (è che vale , vedi Esponenziale e logaritmoLa funzione esponenziale a^x (base positiva diversa da 1) e la sua inversa, il logaritmo in base a, con grafici e proprietà.Esponenziale e logaritmo →), per , per e così via. Le uniche funzioni lineari da a sono le : le rette per l'origine (per l'omogeneità , con ). In questo corso interessano solo le funzioni lineari, perché sono le uniche che rispettano la struttura di spazio vettoriale.
Una funzione lineare manda in
Proposizione (una funzione lineare manda 0 in 0). Se è lineare, allora .
Esempio. ha : non è lineare.
(Scriviamo per il vettore nullo di e per quello di : sono vettori di spazi diversi.)
Dimostrazione con l'additività. Non sappiamo chi sia : chiamiamolo . Poiché ,
dove il terzo passaggio è l'additività. Da si somma a entrambi i membri l'opposto (esiste perché è uno spazio vettoriale) e resta ∎.
Dimostrazione con l'omogeneità. Preso un vettore qualsiasi, (il numero per il vettore dà il vettore nullo: è una delle conseguenze degli assiomi di spazio vettorialeUno spazio vettoriale su un campo K è un insieme con una somma di vettori e un prodotto per scalari che rispettano 7 proprietà. Esempi fondamentali: K^n (somma componente per componente), le funzioni da R in R, i polinomi.Spazi vettoriali →, perché e sommando l'opposto di resta ). Allora
perché lo scalare si può "portare fuori" per l'omogeneità ∎.
A cosa serve: un test rapido. Se , la funzione non è lineare, senza bisogno di altri conti. Attenzione: è una condizione necessaria ma non sufficiente (vedi il secondo esempio qui sotto).
Esempi
Esempio 1 (non lineare: termine noto). , .
Calcolo : il vettore nullo non va nel vettore nullo, quindi non è lineare. Il colpevole è il termine noto .
Esempio 2 (non lineare: termine di secondo grado). .
Qui : il test rapido non basta, bisogna controllare l'additività. Presi e :
Le seconde componenti coincidono (lì c'è un'espressione di primo grado), le prime no: in compaiono in più i "doppi prodotti" . Con numeri: , danno ma . Quindi non è lineare.
Esempio 3 (lineare). . Ogni componente è una somma di termini del tipo (numero), senza termini noti. Verifica dell'additività sulla prima componente: ; l'omogeneità: . Lo stesso per la seconda componente: è lineare.
Regola pratica (che gli esempi rendono evidente). Una funzione scritta in coordinate è lineare esattamente quando ogni componente è un polinomio di primo grado senza termine noto nelle variabili , cioè della forma . Un termine noto rovina ; un termine di grado (, , …) fa comparire termini in più quando si sviluppa .
| Funzione | Lineare? | Motivo | |
|---|---|---|---|
| no | termine noto | ||
| no | monomio di grado 2 | ||
| sì | solo termini di grado 1 | ||
| no | : non omogenea |
L'ultima riga in dettaglio: il valore assolutoIl valore assoluto è la distanza di un numero da zero: definizione, proprietà, disuguaglianza triangolare e disequazioni con i moduli.Valore assoluto (modulo) → non rispetta il prodotto per uno scalare negativo. Con e : , mentre . Qui e non ci sono termini noti né prodotti, ma non è un polinomio di primo grado: la regola pratica lo esclude.
Nomi
- Una funzione lineare si chiama anche omomorfismo (di spazi vettoriali).
- Un isomorfismo è una funzione lineare biiettiva (iniettiva e suriettiva), quindi invertibile: sono le stesse nozioni di funzione iniettiva, suriettiva e inversainiettiva: punti diversi hanno immagini diverse; suriettiva: ogni elemento del codominio è immagine di qualcosa; biiettiva: entrambe, e allora esiste la funzione inversaFunzioni iniettive, suriettive e inverse → viste in Analisi 1, applicate a funzioni tra spazi vettoriali. Se esiste un isomorfismo si dice che e sono isomorfi e si scrive .
- Un endomorfismo è una funzione lineare da uno spazio in sé stesso, (dominio e codominio coincidono).
Due fatti utili, con dimostrazione immediata:
- La compostaLa composta g(f(x)) e come trovarne il dominio, somma, prodotto e quoziente di funzioni, e i grafici di f(x+a), f(x)+a, f(|x|) e |f(x)|.Composizione e operazioni tra funzioni → di funzioni lineari è lineare. Se e sono lineari, e Nel secondo passaggio si usa la linearità di ; nel terzo quella di , applicata ai due vettori di .
- L'inversa di un isomorfismo è lineare. Sia un isomorfismo e siano . Poiché è biiettiva esistono (unici) e , cioè e . Per la linearità di Applicando a entrambi i membri (e usando ) si ottiene : è la linearità di .
Esempi nel piano: rotazione e proiezione
Per vedere una funzione lineare basta guardare dove vanno ed (il motivo è il teorema della sezione successiva).
Rotazione di 90° in senso antiorario: . Ogni componente è di primo grado senza termine noto, quindi è lineare (è un endomorfismo di ). Si ha e . È biiettiva: la funzione (rotazione di 90° in senso orario) la disfa, perché e . Quindi è un isomorfismo.
Grafico interattivo: Rotazione R(x, y) = (−y, x): R(e₁) = e₂ e R(e₂) = −e₁; il quadrato unitario va nel quadrato ruotato di 90°
Proiezione sull'asse : . È lineare, con e . Non è un isomorfismo: non è iniettiva (, due vettori diversi con la stessa immagine) e non è suriettiva ( non è immagine di nessun vettore, perché la seconda componente di è sempre ). Il quadrato unitario viene "schiacciato" sul segmento dell'asse : si perde un'intera direzione, quella di . Quale sottospazio va perso e quale resta lo dicono nucleo e immagine, in Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →.
Grafico interattivo: Proiezione p(x, y) = (x, 0): p(e₂) = 0 e il vettore v = (1, 1) va in p(v) = (1, 0); il quadrato unitario diventa il segmento [0, 1] dell'asse x
Una funzione lineare è determinata dalle immagini di una base
Questo è il motivo per cui le funzioni lineari sono così comode.
Teorema (una funzione lineare è determinata dalle immagini di una base). Sia una baseDei vettori generano V se ogni vettore di V è loro combinazione lineare; una base è un insieme di generatori linearmente indipendenti, e allora ogni vettore si scrive in modo unico come combinazione dei vettori di base. Lemma dello scambio: i vettori indipendenti non sono mai più dei generatori.Generatori e basi → di .
- (Unicità) Una funzione lineare è completamente determinata dai vettori .
- (Esistenza) Comunque si scelgano vettori (anche uguali, anche nulli), esiste una e una sola funzione lineare con .
Dimostrazione.
- Ogni si scrive in modo unico come (è la proprietà delle basi). Per la linearità Quindi, se conosco , so calcolare per ogni : conosco tutta la funzione.
- Si definisce . La definizione ha senso perché i coefficienti di sono unici. La funzione è lineare: se e , allora e quindi . Ed è unica per il punto 1 ∎.
Per le funzioni non lineari niente del genere è vero: conoscere in tre punti non dice nulla su negli altri.
Grafico interattivo: Esempio nel piano: la funzione lineare con f(1, 0) = (2, 1) e f(0, 1) = (−1, 1) è determinata da queste due immagini e manda il quadrato unitario nel parallelogramma di lati f(e₁) e f(e₂)
Nel grafico la formula di si ricava proprio come dice il teorema: , quindi . Il quarto vertice del quadrato, , va in : è il quarto vertice del parallelogramma.
Attenzione: i vettori devono essere indipendenti. Se fossero dipendenti le immagini non si potrebbero scegliere liberamente: per esempio da segue per forza . È proprio la domanda (d) dell'Esercizio 24 · nucleo, immagine e immagine di un sottospazio (appello 17/6/2025).
Esempio. Esiste una funzione lineare con e ? Sì e una sola, perché è una base. Per calcolarla in un vettore qualsiasi: , quindi (si sommano componente per componente: , , ). Per esempio . Controllo: e , come richiesto.
Le immagini di vettori indipendenti possono essere dipendenti
Una funzione lineare non trasforma necessariamente vettori indipendenti in vettori indipendenti.
Esempio. , . Sulla base canonica:
Per vedere se sono indipendenti si pone :
Dalla seconda ; sostituendo, la prima diventa e anche la terza diventa . Prima e terza sono diventate la stessa equazione: restano due equazioni indipendenti ( e ) in tre incognite, quindi è libera e ci sono infinite soluzioni (per esempio , , ). Infatti, componente per componente, I tre vettori sono dipendenti (per la definizione di dipendenza lineareUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →: esiste una combinazione nulla con coefficienti non tutti nulli), anche se erano una base.
Quello che resta vero è che le immagini dei vettori di una base generano l'immagine di : si vede in Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →.
Errori comuni
- Concludere che è lineare solo perché : è necessario ma non basta (esempio 2).
- Verificare l'additività su due vettori numerici particolari e dichiarare lineare: un esempio numerico può solo dimostrare che non è lineare; per dimostrare che lo è servono vettori generici.
- Confondere il vettore nullo con il numero zero: in il primo è uno scalare, il risultato è il vettore .
- Assegnare immagini arbitrarie a vettori dipendenti: si può fare solo sui vettori di una base.
Versione ripasso
Esercizi svolti: Esercizio 20 · riconoscere le funzioni lineari. Prerequisiti: Spazi vettorialiUno spazio vettoriale su un campo K è un insieme con una somma di vettori e un prodotto per scalari che rispettano 7 proprietà. Esempi fondamentali: K^n (somma componente per componente), le funzioni da R in R, i polinomi.Spazi vettoriali →. Seguito: Coordinate rispetto a una baseFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base →, Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →, Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →.
Definizione
Siano e spazi vettoriali sullo stesso campo e . La funzione è lineare se
- additività: per ogni ;
- omogeneità: per ogni e .
Le due condizioni si riuniscono in una sola: . Cioè manda combinazioni lineariUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare → in combinazioni lineari con gli stessi coefficienti; per induzione vale anche .
Esempio. è lineare; non lo è, perché .
Le uniche funzioni lineari sono le : , per esempio.
Il vettore nullo va nel vettore nullo
Proposizione. Se è lineare, .
Dimostrazione con l'additività. Sia . Poiché , . Sommando a entrambi i membri resta .
Dimostrazione con l'omogeneità. Per un vettore qualunque vale (dagli assiomi: ). Quindi .
Test rapido. Se , la funzione non è lineare. È una condizione necessaria ma non sufficiente.
Esempi
Non lineare: termine noto. ha .
Non lineare: monomio di grado 2. ha , quindi il test non basta. Con e : Le seconde componenti coincidono, le prime no. Numericamente: danno ma .
Lineare. : ogni componente è somma di termini (numero). Per la prima componente, , e .
Regola pratica. Una funzione in coordinate è lineare esattamente quando ogni componente è un polinomio di primo grado senza termine noto, cioè della forma . Un termine noto rovina ; un termine di grado fa comparire termini in più quando si sviluppa .
| Funzione | Lineare? | Motivo | |
|---|---|---|---|
| no | termine noto | ||
| no | monomio di grado 2 | ||
| sì | solo termini di grado 1 | ||
| no | non omogenea: |
Nell'ultima riga, con e : , mentre .
Nomi
- Una funzione lineare si chiama anche omomorfismo.
- Un isomorfismo è una funzione lineare biiettiva (iniettiva e suriettivaIniettività (test delle rette orizzontali), suriettività, biunivocità e funzione inversa con il suo grafico simmetrico rispetto a y = x.Funzioni iniettive, suriettive e inverse →). Se esiste un isomorfismo , si dice che e sono isomorfi: .
- Un endomorfismo è una funzione lineare .
Composta. Se e sono lineari, anche lo è: , usando prima la linearità di e poi quella di sui vettori di (vedi Composizione e operazioni tra funzioniLa composta g(f(x)) e come trovarne il dominio, somma, prodotto e quoziente di funzioni, e i grafici di f(x+a), f(x)+a, f(|x|) e |f(x)|.Composizione e operazioni tra funzioni →).
Esempi nel piano: rotazione e proiezione
Una funzione lineare è nota quando si conoscono le immagini di ed .
Rotazione di : . Ogni componente è di primo grado senza termine noto, quindi è lineare. e . È biiettiva, con inversa : è un isomorfismo.
Proiezione sull'asse : , lineare ma non isomorfismo: . Si perde la direzione di (Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →).
Una funzione lineare è determinata dalle immagini di una base
- Unicità. Una funzione lineare è determinata dai vettori .
- Esistenza. Comunque si scelgano (anche uguali o nulli), esiste una e una sola funzione lineare con .
Dimostrazione. (1) Ogni si scrive in modo unico come , e per linearità . (2) Si definisce : la definizione ha senso perché i coefficienti sono unici, ed è lineare perché . L'unicità segue dal punto 1.
Per le funzioni non lineari niente del genere è vero: conoscere in tre punti non dice nulla altrove.
Esempio. e danno .
Attenzione: i vettori devono essere indipendenti. Se , per forza : le immagini non si possono scegliere liberamente. È la domanda (d) dell'Esercizio 24 · nucleo, immagine e immagine di un sottospazio (appello 17/6/2025).
Le immagini di vettori indipendenti possono essere dipendenti
Una funzione lineare non trasforma necessariamente vettori indipendenti in vettori indipendenti. Esempio: dà , , . Si verifica che quindi le tre immagini sono dipendenti, anche se erano una base. Resta vero che le immagini di una base generano l'immagine di (Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →).
Errori comuni
- Concludere che è lineare solo perché : è necessario ma non basta.
- Verificare la linearità su due vettori numerici: un esempio numerico può dimostrare che non è lineare; per dimostrare che lo è servono vettori generici.
- Confondere il vettore nullo con lo scalare zero: in il primo è uno scalare, il risultato è .
- Assegnare immagini arbitrarie a vettori dipendenti: si può fare solo sui vettori di una base.
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 20 · riconoscere le funzioni lineari
- Esercizio 24 · nucleo, immagine e immagine di un sottospazio (appello 17/6/2025)
- Esercizio 25 · intersezione tra nucleo e immagine (appello 14/6/2022)
- Esercizio 28 · matrice rispetto a una base non canonica (appello 8/7/2025)
- Esercizio 29 · domande teoriche su nucleo, immagine e indipendenza lineare
- Esercizio 40 · sistema omogeneo, non omogeneo e soluzioni come particolare più nucleo