Fasci di piani
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Prerequisiti: Spazi affini, rette e pianiNello spazio affine Aⁿ si distinguono punti e vettori (Q − P è il vettore da P a Q). Un sottospazio affine è L = P + W, un punto più un sottospazio vettoriale (lo spazio direttore): si descrive con equazioni parametriche X = P + t₁w₁ + … oppure cartesiane AX = B. Rette e piani di A³, passaggio tra i due tipi di equazioni, posizione reciproca: incidenti, paralleli, sghembi.Spazi affini, rette e piani →, Sistemi lineari e teorema di Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli →. Esercizi: Esercizio 105 · una stella di piani per un punto (appello 2/7/2021), Esercizio 106 · retta parallela a un piano e intersezione di piani (appello 3/2/2026).
Il fascio di piani per una retta
Sia una retta di data come intersezione di due piani:
Teorema. I piani che contengono sono tutti e soli i piani di equazione cioè . L'insieme di questi piani si chiama fascio di piani di asse (o sostegno) .
Esempio. La retta di equazioni , (l'asse ) ha il fascio : contiene (), () e (). Sono i piani "verticali" che ruotano attorno all'asse , come le pagine di un libro aperto attorno alla costola.
Perché ogni piano del fascio contiene . Se , allora e , quindi . Inoltre l'equazione è davvero un piano (i coefficienti di non sono tutti nulli): la normale del piano del fascio è , e le due normali non sono proporzionali, cioè sono linearmente indipendentiUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →; per definizione di indipendenza nessuna loro combinazione con è il vettore nullo.
Perché ogni piano per è del fascio. Sia un piano che contiene , con . Il sistema , , (tre equazioni in tre incognite) ha come soluzioni tutta la retta , cioè un insieme di dimensione . Per Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → le soluzioni di un sistema compatibile formano un sottospazio affine di dimensione , quindi la matrice dei coefficienti ha rango , e dato che il sistema è compatibile anche la matrice completa ha rango . Le prime due righe sono già indipendenti (le normali non sono proporzionali), quindi formano una base dello spazio generato dalle righe, e la terza riga è loro combinazione lineare: , cioè . ∎
Grafico interattivo: L'analogo nel piano: il fascio di rette per il punto (1, 1), λ(x + y − 2) + μ(x − y) = 0. Con (λ, μ) = (1, 0) si ha x + y = 2, con (0, 1) x = y, con (1, 1) x = 1, con (1, −1) y = 1, con (1, 2) 3x − y = 2
Nel piano vale lo stesso teorema un gradino più in basso: due rette , che si incontrano in un punto generano tutte le rette per (il fascio di rette di centro ). Il grafico mostra cinque rette di questo fascio; nello spazio, guardando il fascio di piani "di taglio" lungo la direzione di , si vede esattamente questa figura, con al posto del punto.
e danno lo stesso piano (equazione moltiplicata per ): conta solo il rapporto. Per questo spesso si scrive il fascio con un solo parametro, (si è diviso per , quindi si è supposto , e ); ma così si perde il piano (corrisponde a ), che va controllato a parte.
Come si usa
Il fascio trasforma "trovare un piano che contiene e soddisfa una condizione" in "trovare ": la condizione dà un'equazione lineare omogenea in .
Esempio guida: (la retta di Spazi affini, rette e pianiNello spazio affine Aⁿ si distinguono punti e vettori (Q − P è il vettore da P a Q). Un sottospazio affine è L = P + W, un punto più un sottospazio vettoriale (lo spazio direttore): si descrive con equazioni parametriche X = P + t₁w₁ + … oppure cartesiane AX = B. Rette e piani di A³, passaggio tra i due tipi di equazioni, posizione reciproca: incidenti, paralleli, sghembi.Spazi affini, rette e piani →; le normali e non sono proporzionali). Fascio:
Raccogliendo le incognite: , quindi la normale del piano del fascio è
1. Piano per e per un punto . Si impone il passaggio per . Con (che non sta su : ): , , quindi , cioè . Si sceglie un valore qualsiasi non nullo, per esempio , :
(moltiplicando per , che non cambia il piano).
Controllo: contiene ( ✓), la direzione è ortogonale alla normale ( ✓), e passa per l'origine ✓.
2. Piano per parallelo a un vettore (per esempio parallelo a un'altra retta, = suo direttore). Un piano è parallelo a quando sta nel suo spazio direttore, cioè è ortogonale alla normale: si impone . Con : ; con , :
Controllo: ✓; contiene : ✓.
3. Piano per ortogonale a un piano di normale . Due piani sono ortogonali quando lo sono le loro normali (Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →): si impone . Con , : . Quindi , : il piano è , cioè proprio . Ecco perché conviene tenere entrambi i parametri: con la forma si sarebbe trovato "nessun " e si sarebbe dovuto ricordare di controllare a parte.
Se la retta è data in forma parametrica, per usare il fascio bisogna prima scriverne due equazioni cartesiane eliminando il parametro (come in Spazi affini, rette e pianiNello spazio affine Aⁿ si distinguono punti e vettori (Q − P è il vettore da P a Q). Un sottospazio affine è L = P + W, un punto più un sottospazio vettoriale (lo spazio direttore): si descrive con equazioni parametriche X = P + t₁w₁ + … oppure cartesiane AX = B. Rette e piani di A³, passaggio tra i due tipi di equazioni, posizione reciproca: incidenti, paralleli, sghembi.Spazi affini, rette e piani →), oppure si cerca direttamente la normale del piano, ortogonale al direttore di e alla direzione richiesta, con il prodotto vettorialeIl prodotto vettoriale v × w di due vettori di R³ è ortogonale a entrambi, ha norma uguale all'area del parallelogramma che formano e verso dato dalla regola della mano destra; si calcola con un determinante simbolico. Il prodotto misto u · (v × w) = det(u, v, w) è il volume (con segno) del parallelepipedo. Applicazioni: normale a un piano per tre punti, direzione di una retta intersezione di due piani, aree, volumi, distanza tra rette sghembe.Prodotto vettoriale e prodotto misto →.
Controllo dell'esempio 2 con il prodotto vettoriale. La normale deve essere ortogonale al direttore di e a : , e il piano per con questa normale è , cioè ✓.
Fascio di piani paralleli
I piani paralleli a un piano dato sono
(stessa normale, termine noto libero): si chiama fascio improprio. Si usa per trovare il piano parallelo a che passa per un punto (si impone il passaggio e si ricava ) o che sta a distanza assegnata da (con la formula della distanzaLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →, = distanza voluta, con due soluzioni, una per parte).
Esempio. Piani paralleli a :
- per il punto : , , piano ;
- a distanza da : , cioè , quindi oppure : o . I due piani sono e , uno per parte. (Il secondo è quello del punto precedente: infatti dista da .)
Grafico interattivo: L'analogo nel piano: il fascio improprio delle rette parallele a x + y = 0, cioè x + y = k (qui k = −2, 0, 2, 4): stessa normale n = (1, 1), cambia solo il termine noto
Stella di piani per un punto
I piani che passano per un punto sono
con la normale libera: è la stella di piani di centro (è la formula del piano per un punto con normale assegnata, , lasciando variabile). Equivalentemente, se tre piani , , si incontrano solo in , la stella è con . Riconoscere una stella scritta in questa forma è il tema dell'Esercizio 105 · una stella di piani per un punto (appello 2/7/2021).
Errori comuni
- Usare e dimenticare il piano : se le condizioni portano a "nessun valore di ", la risposta può essere proprio .
- Usare il fascio con una retta in forma parametrica senza prima passare alle cartesiane.
- Scegliere : non dà un piano (dà ).
Versione ripasso
Il fascio di piani per una retta
Sia una retta definita come intersezione di due piani e .
Teorema. I piani contenenti sono tutti e soli quelli dell'equazione
Dimostrazione in breve. Ogni punto di annulla sia che , quindi annulla la combinazione lineare. Poiché il sistema dei tre piani () deve avere una retta di soluzioni, per il teorema di Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → l'equazione deve essere combinazione lineare di e .
- Nota: Usare con permette di includere il piano (che si perderebbe con la forma ).
Applicazioni (Esempio guida)
Retta . Fascio: .
- Piano per e punto : sostituire le coordinate di per trovare . Con : , , piano .
- Piano per parallelo a vettore : imporre , dove è la normale del fascio. Con : , piano .
- Piano per ortogonale a piano (normale ): imporre . Con si trova : il piano è proprio .
Fascio di piani paralleli
I piani paralleli a sono della forma: (stessa normale, termine noto variabile): serve per il piano parallelo per un punto o a distanza assegnata (formula della distanzaLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →, = distanza voluta, due soluzioni).
Stella di piani per un punto
I piani passanti per sono: Se tre piani si incontrano in un unico punto , la stella si scrive come combinazione lineare dei tre piani: (Esercizio 105 · una stella di piani per un punto (appello 2/7/2021)). Se la retta è in forma parametrica, prima si passa alle cartesiane (o si usa il prodotto vettorialeIl prodotto vettoriale v × w di due vettori di R³ è ortogonale a entrambi, ha norma uguale all'area del parallelogramma che formano e verso dato dalla regola della mano destra; si calcola con un determinante simbolico. Il prodotto misto u · (v × w) = det(u, v, w) è il volume (con segno) del parallelepipedo. Applicazioni: normale a un piano per tre punti, direzione di una retta intersezione di due piani, aree, volumi, distanza tra rette sghembe.Prodotto vettoriale e prodotto misto →).
Errori comuni
- Dimenticare di verificare il piano quando si usa .
- Tentare di usare il fascio direttamente su una retta in forma parametrica senza convertirla in cartesiana.
- Considerare , che non definisce un piano.
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 101 · distanza punto-piano e retta parallela a un piano (appello 2/9/2021)
- Esercizio 103 · rette parallele, area di un triangolo e punto simmetrico (appello 7/2/2023)
- Esercizio 104 · rette sghembe e perpendicolare comune (appello 17/6/2025)
- Esercizio 105 · una stella di piani per un punto (appello 2/7/2021)