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Note per Studenti Collegamenti filettati - filettature, viti, dadi e rappresentazione

Collegamenti filettati - filettature, viti, dadi e rappresentazione

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Prima: Sezioni, tratteggi e convenzioni di rappresentazioneUna sezione mostra l'interno di un pezzo: si taglia con un piano (traccia in linea mista, grossa agli estremi, con frecce e lettere A-A), si toglie la parte davanti e si disegna ciò che resta; la parte tagliata si tratteggia con linee sottili a 45 gradi a passo costante (stesso pezzo, stesso tratteggio; pezzi adiacenti in direzione opposta). Tipi: totale, a piani paralleli, a piani concorrenti, mezza sezione (pezzi simmetrici), parziale, ribaltata in loco (contorno sottile) e traslata. Per convenzione non si tratteggiano, se tagliati nel senso della lunghezza, viti, bulloni, dadi, perni, spine, chiavette, rivetti, alberi pieni, sfere, rulli, nervature, razze e denti. Altre convenzioni: viste interrotte, semi-viste, elementi ripetuti, intersezioni fittizie, superfici piane con diagonali.Sezioni, tratteggi e convenzioni di rappresentazione → (la filettatura in sezione), Tolleranze dimensionali e sistema ISO di accoppiamentiNessun pezzo viene fabbricato esattamente alla quota nominale: la tolleranza T = limite superiore - limite inferiore dice quanto si può sbagliare. Il sistema ISO la codifica con una lettera (posizione rispetto alla linea dello zero) e un numero (grado IT, ampiezza). Un accoppiamento foro-albero ha gioco, interferenza o è incerto a seconda di come si sovrappongono le due zone di tolleranza; si calcola con gioco massimo = ES - ei e gioco minimo = EI - es.Tolleranze dimensionali e sistema ISO di accoppiamenti → (fori di passaggio e classi di filettatura). Fisica di base: Piano inclinatoSul piano inclinato si prendono gli assi lungo il piano e perpendicolare: il peso si scompone in mg sinθ (lungo il piano) e mg cosθ (contro il piano), N = mg cosθ. Senza attrito a = g sinθ; con attrito dinamico a = g(sinθ − μ cosθ) in discesa, −g(sinθ + μ cosθ) in salita; resta fermo se tanθ ≤ μs.Piano inclinato →, Forze di attrito radenteL'attrito radente è la componente della reazione vincolare parallela alla superficie. Statico: impedisce lo scivolamento e vale quanto serve, fino a μs N. Dinamico: agisce durante lo strisciamento, vale μd N ed è opposto alla velocità relativa.Forze di attrito radente →, Forza elasticaUna molla ideale esercita F = −k Δx, opposta alla deformazione (legge di Hooke). Una massa attaccata a una molla compie un moto armonico con ω = √(k/m); ampiezza e fase vengono dalle condizioni iniziali, e v² = ω²(A² − x²). Una forza costante in più sposta solo la posizione di equilibrio.Forza elastica →. Seguito: Collegamenti albero-mozzo - linguette, profili scanalati, spine e anelli elasticiPer trasmettere la coppia tra albero e mozzo si usano la forma (linguetta, profilo scanalato, spina) o l'attrito (forzamento, calettatori). La linguetta parallela trasmette la forza F = 2T/d con una verifica a pressione di contatto (altezza h/2) e a taglio (sezione b l). Il profilo scanalato ripartisce il carico su più denti: T ≈ 0,75 z h l r_m p. Le spine posizionano o fanno da elemento di sicurezza (taglio a due sezioni); gli anelli elastici bloccano gli spostamenti assiali.Collegamenti albero-mozzo - linguette, profili scanalati, spine e anelli elastici →. Esercizi: Esercizio - filettatura M12, fori e lunghezza della vite, Esercizio - coppia di serraggio e precarico di una vite M10 classe 8.8, Esercizio - giunto bullonato con carico esterno e separazione delle parti.

Il principio: un piano inclinato avvolto

Se si avvolge un triangolo rettangolo di base πd2\pi d_2 e altezza PP attorno a un cilindro di diametro d2d_2, l'ipotenusa disegna un'elica che sale di PP a ogni giro. Il filetto di una vite è un rilievo che segue questa elica; il dado, avvitandosi, scorre su un piano inclinato di angolo tan⁡α=Pπ d2\tan\alpha = \frac{P}{\pi\, d_2} dove PP è il passo (distanza assiale fra due creste consecutive) e d2d_2 il diametro medio del filetto. Per una filettatura a più principi (più eliche in parallelo) il passo si sostituisce con l'avanzamento nPn P (nn numero di principi); per le viti di fissaggio n=1n = 1.

Esempio. Vite M12 (passo 1,751{,}75 mm, d2=10,863d_2 = 10{,}863 mm): α=arctan⁡1,75π⋅10,863=2,94∘\alpha = \arctan\frac{1{,}75}{\pi \cdot 10{,}863} = 2{,}94^\circ. L'angolo è piccolo: per questo una vite è un rapporto di trasformazione molto alto (una piccola forza sul braccio della chiave produce una grande forza assiale) ed è, come si vedrà, autobloccante.

Il profilo metrico ISO

La filettatura metrica ISO (UNI EN ISO 68-1) ha un profilo triangolare con angolo dei fianchi di 60∘60^\circ (angolo di mezzo profilo 30∘30^\circ). Un triangolo fondamentale equilatero di lato PP ha altezza H=32P=0,866 PH = \frac{\sqrt 3}{2}P = 0{,}866\,P. Il profilo reale è smussato (troncato) in cresta e raccordato sul fondo, per resistere alla fatica. Le quote nominali di una vite (filettatura esterna, "maschio") sono:

grandezza simbolo formula
diametro nominale (di cresta) dd dato
diametro medio d2d_2 d−0,6495 Pd - 0{,}6495\,P
diametro di nocciolo (di fondo) d3d_3 d−1,2269 Pd - 1{,}2269\,P
diametro di nocciolo del dado D1D_1 d−1,0825 Pd - 1{,}0825\,P

Il dado (filettatura interna, "femmina") ha diametro nominale D=dD = d, diametro medio D2=d2D_2 = d_2, e il suo nocciolo D1D_1.

Grafico interattivo: Profilo metrico ISO ingrandito (sezione assiale della vite): triangolo fondamentale equilatero con angolo di 60 gradi; il passo P è la distanza fra due creste, l'altezza del triangolo è H = 0,866 P; il profilo reale è troncato in cresta e raccordato sul fondo

Passo grosso e passo fine

Per ogni diametro la norma dà un passo grosso (quello normale, quando la designazione non dice altro) e uno o più passi fini. Il passo fine ha filetti più bassi e un angolo di elica minore:

  • vantaggi: maggiore area resistente AsA_s a parità di dd, miglior tenuta alle vibrazioni (angolo di elica più piccolo, più difficile che si svitino), regolazioni più precise;
  • svantaggi: filetto più basso, più delicato (si spana, si danneggia nel montaggio) e meno adatto ai materiali teneri come alluminio e ghisa.
dd (mm) 4 5 6 8 10 12 16 20 24
passo grosso PP (mm) 0,70{,}7 0,80{,}8 11 1,251{,}25 1,51{,}5 1,751{,}75 22 2,52{,}5 33
area resistente AsA_s (mm2\text{mm}^2) 8,788{,}78 14,214{,}2 20,120{,}1 36,636{,}6 58,058{,}0 84,384{,}3 157157 245245 353353

Area resistente

La sezione che lavora a trazione in una vite non è quella del nocciolo né quella del diametro nominale: prove sperimentali mostrano che si comporta come un cerchio di diametro d2+d32\frac{d_2 + d_3}{2}:

Formula (area resistente della vite). As=π4(d2+d32)2A_s = \frac{\pi}{4}\left(\frac{d_2 + d_3}{2}\right)^2

Esempio. M10 (P=1,5P = 1{,}5 mm): d2=10−0,6495⋅1,5=9,026d_2 = 10 - 0{,}6495\cdot1{,}5 = 9{,}026 mm, d3=10−1,2269⋅1,5=8,160d_3 = 10 - 1{,}2269\cdot1{,}5 = 8{,}160 mm; il diametro medio è 9,026+8,1602=8,593\frac{9{,}026+8{,}160}{2} = 8{,}593 mm e As=π4⋅8,5932=58,0 mm2.A_s = \frac{\pi}{4}\cdot 8{,}593^2 = 58{,}0\ \text{mm}^2.

Designazione

Viti, dadi e rondelle

Le viti hanno la testa e il gambo; i tipi più comuni:

  • a testa esagonale (ISO 4014 con gambo parzialmente filettato, ISO 4017 interamente filettato): si stringe con chiave a bocca o a tubo;
  • a testa cilindrica con esagono incassato (TCEI, ISO 4762): per spazi stretti, testa che entra in una svasatura;
  • a testa svasata (ISO 10642), per superfici a filo;
  • prigioniero: asta filettata alle due estremità, avvitata a fondo nel pezzo (si smonta il dado ma il prigioniero resta, per non consumare il filetto di materiali teneri);
  • grano senza testa (ISO 4026), per bloccare un organo su un albero.

Il dado esagonale (ISO 4032) ha altezza circa 0,8 d0{,}8\,d; i dadi autobloccanti (con anello di nylon o filetto deformato) e i controdadi impediscono lo svitamento. Le rondelle (piane, ISO 7089, e elastiche) ripartiscono il carico sotto la testa o il dado e proteggono le superfici.

Classi di resistenza

Sulla testa di una vite in acciaio sono marcati due numeri separati da un punto, per esempio 8.88.8 o 10.910.9:

  • il primo moltiplicato per 100100 è la resistenza a rottura RmR_m in MPa;
  • il secondo diviso per 1010 e moltiplicato per RmR_m è la tensione di snervamento Rp0,2R_{p0,2}.
classe RmR_m (MPa) Rp0,2R_{p0,2} (MPa) carico di prova SpS_p (MPa)
4.6 400400 240240 225225
8.8 800800 640640 580580
10.9 10001000 900900 830830
12.9 12001200 10801080 970970

Il carico di prova SpS_p è la tensione massima che la vite sopporta senza deformazione permanente: è il riferimento per il precarico. Un dado di classe 88 si abbina a una vite 8.88.8, 1010 a una 10.910.9.

La vite in opera: precarico e coppia di serraggio

Una vite di fissaggio non lavora "per essere tirata": serve a comprimere le parti. Si serra fino a un precarico FiF_i (forza assiale iniziale nella vite, uguale alla compressione sulle parti). Se il giunto è sollecitato, finché le parti restano compresse la vite sente solo una piccola parte del carico (vedi più sotto). Il precarico si fissa in genere al 6060-75 %75\,\% del carico di prova:

Formula (precarico consigliato). Fi=0,75 Sp As(collegamento permanente: 0,9 SpAs)F_i = 0{,}75\, S_p\, A_s \qquad(\text{collegamento permanente: } 0{,}9\, S_p A_s) (per i collegamenti smontabili si usa 0,750{,}75).

Esempio. M10 classe 8.8: Fi=0,75⋅580⋅58,0=25 230 N=25,2 kNF_i = 0{,}75\cdot 580\cdot 58{,}0 = 25\,230\ \text{N} = 25{,}2\ \text{kN}.

Coppia di serraggio

La chiave deve vincere due attriti: quello sul filetto e quello sotto la testa (o il dado). Ragionando sul filetto come su un piano inclinato (Piano inclinatoSul piano inclinato si prendono gli assi lungo il piano e perpendicolare: il peso si scompone in mg sinθ (lungo il piano) e mg cosθ (contro il piano), N = mg cosθ. Senza attrito a = g sinθ; con attrito dinamico a = g(sinθ − μ cosθ) in discesa, −g(sinθ + μ cosθ) in salita; resta fermo se tanθ ≤ μs.Piano inclinato →) con attrito (Forze di attrito radenteL'attrito radente è la componente della reazione vincolare parallela alla superficie. Statico: impedisce lo scivolamento e vale quanto serve, fino a μs N. Dinamico: agisce durante lo strisciamento, vale μd N ed è opposto alla velocità relativa.Forze di attrito radente →), la coppia per sollevare il carico FF è F d22tan⁡(α+φ′)F\,\frac{d_2}{2}\tan(\alpha + \varphi'). Per il filetto triangolare l'attrito vale di più, perché i fianchi sono inclinati di 30∘30^\circ: si usa il coefficiente apparente μ′=μcos⁡30∘\mu' = \dfrac{\mu}{\cos 30^\circ}, cioè φ′=arctan⁡μcos⁡30∘\varphi' = \arctan\dfrac{\mu}{\cos 30^\circ}.

Formula (coppia di serraggio). M=F d22tan⁡(α+φ′)⏟filetto  +  F μc rc⏟sotto la testaM = \underbrace{F\,\frac{d_2}{2}\tan(\alpha + \varphi')}_{\text{filetto}} \;+\; \underbrace{F\,\mu_c\, r_c}_{\text{sotto la testa}} con μ\mu e μc\mu_c coefficienti d'attrito sul filetto e sotto la testa, rcr_c raggio medio di contatto della testa. In pratica si usa la regola M≈KFdM \approx K F d, con K≈0,2K \approx 0{,}2 per viti asciutte e 0,150{,}15 lubrificate.

Esempio svolto (M10 8.8, F=25 230F = 25\,230 N, μ=μc=0,15\mu = \mu_c = 0{,}15, rc=6,4r_c = 6{,}4 mm):

  • α=arctan⁡1,5π⋅9,026=3,03∘\alpha = \arctan\frac{1{,}5}{\pi\cdot 9{,}026} = 3{,}03^\circ; φ′=arctan⁡0,150,866=9,83∘\varphi' = \arctan\frac{0{,}15}{0{,}866} = 9{,}83^\circ;
  • filetto: 25 230⋅4,513⋅tan⁡12,86∘=25 977 N mm=26,0 N m25\,230\cdot 4{,}513\cdot\tan 12{,}86^\circ = 25\,977\ \text{N mm} = 26{,}0\ \text{N m};
  • testa: 25 230⋅0,15⋅6,4=24 221 N mm=24,2 N m25\,230\cdot0{,}15\cdot 6{,}4 = 24\,221\ \text{N mm} = 24{,}2\ \text{N m};
  • totale M=50,2 N mM = 50{,}2\ \text{N m}; la regola 0,2 Fd=0,2⋅25 230⋅0,010=50,5 N m0{,}2\,F d = 0{,}2\cdot25\,230\cdot 0{,}010 = 50{,}5\ \text{N m} dà un valore molto vicino.

Circa metà della coppia (26,026{,}0 N m) va al filetto e metà (24,224{,}2 N m) all'attrito sotto la testa; solo una piccola frazione (circa 10-12%, qui FP/2π=6,0F P/2\pi = 6{,}0 N m) diventa energia elastica della vite, il resto è attrito e calore. Per questo un serraggio "a sentimento" ha una dispersione grande (il coefficiente d'attrito varia con lubrificazione e finitura) e nei collegamenti critici si usa la chiave dinamometrica.

Autobloccaggio. La vite non si svita da sola se φ′>α\varphi' > \alpha: qui 9,83∘>3,03∘9{,}83^\circ > 3{,}03^\circ. Il rendimento del solo filetto è η=tan⁡αtan⁡(α+φ′)=0,23\eta = \dfrac{\tan\alpha}{\tan(\alpha + \varphi')} = 0{,}23: basso, e proprio per questo resta serrata. Le vibrazioni però possono far scorrere i filetti: da qui gli accessori antisvitamento.

Giunto bullonato con carico esterno

Si schematizza il giunto con due molle in parallelo: la vite, di rigidezza kbk_b, tesa; le parti serrate, di rigidezza kmk_m, compresse. Rigidezza di un elemento caricato assialmente: k=EALk = \dfrac{E A}{L} (compare l'idea di Forza elasticaUna molla ideale esercita F = −k Δx, opposta alla deformazione (legge di Hooke). Una massa attaccata a una molla compie un moto armonico con ω = √(k/m); ampiezza e fase vengono dalle condizioni iniziali, e v² = ω²(A² − x²). Una forza costante in più sposta solo la posizione di equilibrio.Forza elastica →). Il precarico FiF_i tende la vite e comprime le parti con la stessa forza. Quando si applica un carico esterno di trazione FeF_e sul giunto, solo una frazione CC si scarica sulla vite:

Formula (ripartizione del carico esterno). C=kbkb+km,Fb=Fi+C Fe,Fm=Fi−(1−C) FeC = \frac{k_b}{k_b + k_m}, \qquad F_b = F_i + C\,F_e, \qquad F_m = F_i - (1 - C)\,F_e con FbF_b forza nella vite e FmF_m compressione residua sulle parti. Le parti si separano quando Fm=0F_m = 0, cioè per Fe=Fi1−CF_e = \dfrac{F_i}{1 - C}.

Una vite flessibile e parti rigide (CC piccolo, tipicamente 0,150{,}15-0,30{,}3) lasciano alla vite solo una piccola parte di FeF_e. Il precarico elevato è quindi utile: protegge la vite dalla fatica (che sente la variazione CFeC F_e e non FeF_e) e impedisce la separazione.

Rappresentazione delle filettature (ISO 6410)

La filettatura reale ha un'elica che sarebbe lunghissima da disegnare: si usa una rappresentazione convenzionale.

Filettatura esterna (vite).

  • Nella vista laterale la cresta (diametro dd) è una linea continua grossa, il fondo (diametro d3d_3, circa 0,85 d0{,}85\,d nel disegno) una linea continua sottile, e la distanza fra le due linee è l'altezza del filetto.
  • Nella vista assiale (dalla punta) il fondo è un arco di circa tre quarti di circonferenza, in linea sottile continua, e la cresta è un cerchio grosso intero.
  • Il limite della parte filettata utile è una linea grossa trasversale; oltre c'è la parte con filetto incompleto (sfuggita).
  • In sezione il tratteggio arriva fino alla linea grossa (cresta), attraversando anche la linea sottile del fondo.

Filettatura interna (foro filettato).

  • Nella vista laterale (foro visto in sezione) la cresta è il diametro minore D1D_1, linea grossa; il fondo è il diametro dd, linea sottile.
  • In sezione il tratteggio arriva alla linea grossa, cioè a D1D_1: il tratteggio si ferma sul diametro minore.
  • Nel foro cieco la filettatura termina prima del fondo del foro, che ha il cono di punta di 120∘120^\circ; il tratto di foro non filettato ha diametro pari al diametro del foro di maschiatura.
  • Nella vista assiale il fondo (diametro dd) è l'arco di tre quarti di circonferenza, in linea sottile.

Accoppiamento vite-dado (o vite-foro). Nelle viste in sezione la vite prevale: la parte maschio copre la femmina e si vedono le linee della vite. Si rappresentano senza tratteggio le viti, i dadi e le rondelle quando sono tagliati da un piano passante per l'asse (sono "pieni", vedi Sezioni, tratteggi e convenzioni di rappresentazioneUna sezione mostra l'interno di un pezzo: si taglia con un piano (traccia in linea mista, grossa agli estremi, con frecce e lettere A-A), si toglie la parte davanti e si disegna ciò che resta; la parte tagliata si tratteggia con linee sottili a 45 gradi a passo costante (stesso pezzo, stesso tratteggio; pezzi adiacenti in direzione opposta). Tipi: totale, a piani paralleli, a piani concorrenti, mezza sezione (pezzi simmetrici), parziale, ribaltata in loco (contorno sottile) e traslata. Per convenzione non si tratteggiano, se tagliati nel senso della lunghezza, viti, bulloni, dadi, perni, spine, chiavette, rivetti, alberi pieni, sfere, rulli, nervature, razze e denti. Altre convenzioni: viste interrotte, semi-viste, elementi ripetuti, intersezioni fittizie, superfici piane con diagonali.Sezioni, tratteggi e convenzioni di rappresentazione →).

Quotatura. Si scrive la designazione sulla linea di richiamo della cresta o della sezione: M10\text{M10}, M10×1,25\text{M10}\times1{,}25, e la lunghezza della parte filettata utile con la profondità del foro: "M10\text{M10}, prof. 2020" (profondità della filettatura utile). Il foro per la maschiatura (foro di nocciolo) ha diametro circa d−Pd - P:

filettatura M5 M6 M8 M10 M12
diametro della punta per maschiare (mm) 4,24{,}2 55 6,86{,}8 8,58{,}5 10,210{,}2
foro di passaggio, serie media (mm) 5,55{,}5 6,66{,}6 99 1111 13,513{,}5

Lunghezze

  • Lunghezza di impegno del filetto: almeno 1 d1\,d in acciaio, 1,51{,}5-2 d2\,d in ghisa o alluminio, perché i filetti del materiale più tenero devono reggere il carico.
  • Lunghezza della vite: spessori da serrare + spessore della rondella + altezza del dado + sporgenza di almeno 2P2P, arrotondata alla lunghezza normalizzata successiva (…, 40, 45, 50, 55, 60, 65, 70, 80, … mm).

Calcolo con Python

python
from math import pi, atan, tan, cos, radians, degrees

def filetto(d, P):
    d2 = d - 0.6495 * P
    d3 = d - 1.2269 * P
    As = pi / 4 * ((d2 + d3) / 2) ** 2
    return d2, d3, As

d, P = 10, 1.5                      # M10 passo grosso
d2, d3, As = filetto(d, P)
Fi = 0.75 * 580 * As                # classe 8.8: Sp = 580 MPa
alfa = atan(P / (pi * d2))
phi = atan(0.15 / cos(radians(30)))
M = Fi * d2 / 2 * tan(alfa + phi) + Fi * 0.15 * 6.4     # N mm (r_c = 6,4 mm)
print(f"d2 {d2:.3f}  d3 {d3:.3f}  As {As:.1f} mm2  Fi {Fi/1000:.1f} kN")
print(f"alfa {degrees(alfa):.2f}  phi' {degrees(phi):.2f}  M {M/1000:.1f} N m  (0,2 F d = {0.2*Fi*d/1000:.1f})")

Output:

d2 9.026  d3 8.160  As 58.0 mm2  Fi 25.2 kN
alfa 3.03  phi' 9.83  M 50.2 N m  (0,2 F d = 50.5)

Errori comuni

  • Calcolare la tensione con l'area del diametro nominale: si usa AsA_s (diametro medio fra d2d_2 e d3d_3).
  • Dire che la vite sopporta tutto il carico esterno: con precarico solo CFeC F_e (con C≈0,2C \approx 0{,}2-0,30{,}3).
  • Stringere "a tutta forza": oltre SpS_p la vite si deforma e perde precarico.
  • Scambiare i diametri D1D_1 e d3d_3: D1D_1 è il nocciolo del dado, d3d_3 quello della vite.
  • Nel disegno tratteggiare fino alla linea sottile: il tratteggio arriva alla linea grossa.

Domande d'esame

  1. Che cosa indica M12×1,25? Filettatura metrica di diametro nominale 1212 mm e passo fine 1,251{,}25 mm (il passo grosso è 1,751{,}75).
  2. Che cosa significa 8.8? Rm=8⋅100=800R_m = 8\cdot 100 = 800 MPa e Rp0,2=0,8⋅800=640R_{p0,2} = 0{,}8\cdot 800 = 640 MPa.
  3. Perché una vite è autobloccante e quando può svitarsi? Perché l'angolo d'attrito apparente φ′\varphi' è maggiore dell'angolo d'elica α\alpha; le vibrazioni possono far perdere precarico e l'attrito.
  4. Come si disegna una filettatura esterna in vista laterale? Cresta in linea grossa, fondo in linea sottile; nella vista assiale arco di tre quarti di circonferenza in linea sottile.

Versione ripasso

Prima: Sezioni, tratteggi e convenzioni di rappresentazioneUna sezione mostra l'interno di un pezzo: si taglia con un piano (traccia in linea mista, grossa agli estremi, con frecce e lettere A-A), si toglie la parte davanti e si disegna ciò che resta; la parte tagliata si tratteggia con linee sottili a 45 gradi a passo costante (stesso pezzo, stesso tratteggio; pezzi adiacenti in direzione opposta). Tipi: totale, a piani paralleli, a piani concorrenti, mezza sezione (pezzi simmetrici), parziale, ribaltata in loco (contorno sottile) e traslata. Per convenzione non si tratteggiano, se tagliati nel senso della lunghezza, viti, bulloni, dadi, perni, spine, chiavette, rivetti, alberi pieni, sfere, rulli, nervature, razze e denti. Altre convenzioni: viste interrotte, semi-viste, elementi ripetuti, intersezioni fittizie, superfici piane con diagonali.Sezioni, tratteggi e convenzioni di rappresentazione →, Tolleranze dimensionali e sistema ISO di accoppiamentiNessun pezzo viene fabbricato esattamente alla quota nominale: la tolleranza T = limite superiore - limite inferiore dice quanto si può sbagliare. Il sistema ISO la codifica con una lettera (posizione rispetto alla linea dello zero) e un numero (grado IT, ampiezza). Un accoppiamento foro-albero ha gioco, interferenza o è incerto a seconda di come si sovrappongono le due zone di tolleranza; si calcola con gioco massimo = ES - ei e gioco minimo = EI - es.Tolleranze dimensionali e sistema ISO di accoppiamenti →. Fisica: Piano inclinatoSul piano inclinato si prendono gli assi lungo il piano e perpendicolare: il peso si scompone in mg sinθ (lungo il piano) e mg cosθ (contro il piano), N = mg cosθ. Senza attrito a = g sinθ; con attrito dinamico a = g(sinθ − μ cosθ) in discesa, −g(sinθ + μ cosθ) in salita; resta fermo se tanθ ≤ μs.Piano inclinato →, Forze di attrito radenteL'attrito radente è la componente della reazione vincolare parallela alla superficie. Statico: impedisce lo scivolamento e vale quanto serve, fino a μs N. Dinamico: agisce durante lo strisciamento, vale μd N ed è opposto alla velocità relativa.Forze di attrito radente →, Forza elasticaUna molla ideale esercita F = −k Δx, opposta alla deformazione (legge di Hooke). Una massa attaccata a una molla compie un moto armonico con ω = √(k/m); ampiezza e fase vengono dalle condizioni iniziali, e v² = ω²(A² − x²). Una forza costante in più sposta solo la posizione di equilibrio.Forza elastica →.

Filettatura

  • Elica = piano inclinato avvolto: tan⁡α=P/(πd2)\tan\alpha = P/(\pi d_2) (per nn principi P→nPP \to nP). Profilo metrico ISO a 60∘60^\circ, H=0,866 PH = 0{,}866\,P. d2=d−0,6495 P,d3=d−1,2269 P,D1=d−1,0825 P,As=π4(d2+d32)2d_2 = d - 0{,}6495\,P,\qquad d_3 = d - 1{,}2269\,P,\qquad D_1 = d - 1{,}0825\,P,\qquad A_s = \frac{\pi}{4}\left(\frac{d_2 + d_3}{2}\right)^2
  • Designazione: M10 (passo grosso), M10x1,25 (fine, più area resistente e miglior tenuta alle vibrazioni ma più delicato), -6g vite e 6H dado, LH sinistra. Passi grossi: M6 11; M8 1,251{,}25; M10 1,51{,}5; M12 1,751{,}75; M16 22; M20 2,52{,}5. AsA_s: M10 58,058{,}0; M12 84,384{,}3; M16 157 mm2157\ \text{mm}^2.
  • Viti: testa esagonale (ISO 4014/4017), TCEI (ISO 4762), svasata, prigioniero, grano; dadi ISO 4032 (altezza circa 0,8d0{,}8d), autobloccanti e controdadi; rondelle ISO 7089.
  • Esempio M10: d2=10−0,6495⋅1,5=9,026d_2 = 10 - 0{,}6495\cdot1{,}5 = 9{,}026, d3=8,160d_3 = 8{,}160, diametro medio 8,5938{,}593, As=π4⋅8,5932=58,0 mm2A_s = \frac{\pi}{4}\cdot8{,}593^2 = 58{,}0\ \text{mm}^2. Altri passi grossi: M4 0,70{,}7; M5 0,80{,}8; M14 e M16 22; M24 33.
  • Passo fine: più area resistente, angolo d'elica minore (meno svitamento da vibrazioni), regolazioni precise; ma filetto più basso, delicato nei materiali teneri. Altre filettature: gas G (tubi), trapezoidale Tr (manovra, profilo 30∘30^\circ), dente di sega, rotonda.

Classi

  • "8.8": Rm=800R_m = 800, Rp0,2=0,8⋅800=640R_{p0,2} = 0{,}8\cdot800 = 640 MPa; Sp=580S_p = 580 (8.8), 830830 (10.9), 970970 (12.9) MPa. Dado classe 8 con vite 8.8.

Precarico e coppia

Fi=0,75 SpAs,M=Fd22tan⁡(α+φ′)+Fμcrc≈0,2 Fd,φ′=arctan⁡μcos⁡30∘F_i = 0{,}75\,S_p A_s,\qquad M = F\frac{d_2}{2}\tan(\alpha + \varphi') + F\mu_c r_c \approx 0{,}2\,F d,\qquad \varphi' = \arctan\frac{\mu}{\cos 30^\circ}

  • M10 8.8: Fi=25,2F_i = 25{,}2 kN; α=3,03∘\alpha = 3{,}03^\circ, φ′=9,83∘\varphi' = 9{,}83^\circ; filetto 26,026{,}0 + testa 24,224{,}2 = 50,250{,}2 N m (0,2Fd=50,50{,}2Fd = 50{,}5). Autobloccante perché φ′>α\varphi' > \alpha; rendimento η=tan⁡α/tan⁡(α+φ′)=0,23\eta = \tan\alpha/\tan(\alpha+\varphi') = 0{,}23.

Giunto con carico esterno

Modello a due molle in parallelo: la vite (rigidezza kbk_b) è tesa, le parti serrate (kmk_m) sono compresse; il precarico è uguale in entrambe. Un carico esterno FeF_e si ripartisce in proporzione alle rigidezze. Vite flessibile e parti rigide: CC piccolo (0,150{,}15-0,30{,}3). C=kbkb+km,Fb=Fi+CFe,Fm=Fi−(1−C)Fe,separazione per Fe=Fi1−CC = \frac{k_b}{k_b + k_m},\quad F_b = F_i + C F_e,\quad F_m = F_i - (1-C)F_e,\quad \text{separazione per } F_e = \frac{F_i}{1-C}

  • k=EA/Lk = EA/L. Il precarico alto protegge dalla fatica: la vite sente solo CFeC F_e e le parti restano compresse, quindi non si separano finché Fe<Fi/(1−C)F_e < F_i/(1-C).
  • Esempio: M12 8.8, Fi=36,7F_i = 36{,}7 kN, kb=590k_b = 590 kN/mm, km=1800k_m = 1800 kN/mm: C=0,247C = 0{,}247; per Fe=15F_e = 15 kN la vite porta 40,440{,}4 kN e le parti 25,425{,}4 kN; separazione a 48,748{,}7 kN.
  • Il precarico si dà al 75%75\% di SpAsS_p A_s per i collegamenti smontabili, al 90%90\% per i permanenti; la torsione di serraggio aggiunge tensione (nel M10: σeq=565<640\sigma_{eq} = 565 < 640 MPa).

Disegno (ISO 6410)

  • Esterna: cresta linea grossa, fondo (≈0,85d\approx 0{,}85d) linea sottile; vista assiale: arco di 3/4 di circonferenza sottile. Interna: cresta D1D_1 grossa, fondo dd sottile. Il tratteggio arriva alla linea grossa; in sezione la vite prevale ed è senza tratteggio.
  • Foro di maschiatura ≈d−P\approx d - P (M8: 6,86{,}8; M10: 8,58{,}5; M12: 10,210{,}2). Passaggio, serie media: M8: 99; M10: 1111; M12: 13,513{,}5. Impegno: 1d1d acciaio, 1,51{,}5-2d2d ghisa o alluminio. Lunghezza vite = spessori + rondella + dado + 2P2P, arrotondata alla serie.

Errori tipici: usare l'area del diametro nominale invece di AsA_s; credere che la vite porti tutto FeF_e; tratteggiare fino alla linea sottile; stringere oltre SpS_p.

Esercizi su questo argomento

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