Esercizio - strategia di modellazione di un supporto a L con nervatura
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Testo. Un supporto in acciaio () è formato da una piastra di base mm con spessore mm; su uno dei lati lunghi (da mm) si innalza una piastra verticale di spessore mm, larga mm e alta mm sopra la base (altezza totale mm). Nel piano di mezzeria ( mm) una nervatura triangolare di spessore mm, con cateti di mm lungo la base e lungo la piastra verticale, collega le due piastre. Nella base ci sono due fori passanti a mm dai bordi più vicini (simmetrici); nella piastra verticale un foro con il centro a mm dal bordo sinistro e a mm dalla faccia superiore della base (così il foro, che va da a , non tocca la nervatura, che occupa da a ).
a) Si proponga la sequenza di feature, specificando piano e contenuto di ciascuno schizzo e la feature da usare.
b) Quante quote servono per definire completamente lo schizzo di un foro riferito agli spigoli? Si conti con i gradi di libertà. Come si ottiene il secondo foro?
c) Si calcolino volume e massa del pezzo per confrontarli con le proprietà fisiche del CAD.
d) Si spieghi dove vanno raccordi e smussi e perché; si dica come si controlla che il modello sia corretto.
a) Sequenza di feature
- Estrusione base — schizzo sul piano Superiore: rettangolo con un vertice nell'origine (o centrato), completamente definito; estrusione di mm verso l'alto. È il volume principale e fissa l'orientamento delle viste.
- Estrusione aggiungi — schizzo sulla faccia posteriore (lato da ) o sul piano Fronte: rettangolo che parte dalla faccia superiore della base; estrusione di mm (spessore della piastra). Si può anche fare un unico schizzo a L e un'unica estrusione di mm: è più robusto, perché le due piastre nascono con lo spigolo comune.
- Nervatura — schizzo sul piano Destro spostato a mm (o centrato) con una sola linea inclinata dal cateto sulla base al cateto sulla piastra verticale (da mm a mm); feature Nervatura di spessore mm simmetrica rispetto allo schizzo. La nervatura si estende fino a toccare le piastre.
- Foro — schizzo sulla faccia anteriore della piastra verticale, centro a mm dal bordo sinistro e mm dalla faccia superiore della base; estrusione taglio fino al successivo (o di mm), così il taglio attraversa la sola piastra. Con attraverso tutto andrebbe bene lo stesso, perché davanti al foro non c'è materiale, ma la condizione più precisa evita sorprese se la nervatura viene spostata.
- Fori — un foro quotato dagli spigoli, poi una matrice lineare per il secondo foro (passo mm), oppure Hole Wizard con tolleranza.
- Raccordi / smussi — per ultimi (si vedano più sotto).
b) Gradi di libertà del foro
Un cerchio nel piano ha DOF (centro e raggio). Per definirlo servono tre quote: diametro , distanza dal bordo = e distanza dal bordo = . Con le tre quote i DOF residui sono : il cerchio è completamente definito (nero). Se invece si aggiungesse una quarta quota (per esempio la posizione del secondo foro riferita al primo e anche ad un bordo) lo schizzo sarebbe sovra-definito.
Il secondo foro si ottiene con una matrice lineare del primo (passo mm: il secondo centro sta a mm dal bordo, cioè a mm dal bordo opposto della base da mm), oppure con specchio rispetto al piano di mezzeria: in entrambi i casi non si disegna un secondo cerchio e basta cambiare una quota per spostare entrambi.
c) Volume e massa
Volumi in mm (la nervatura è un prisma a base triangolare: triangolo di cateti per mm di spessore):
- base: ;
- piastra verticale: ;
- nervatura: ;
- due fori nella base: ;
- foro nella piastra: . Massa: g. Se il CAD restituisce un valore diverso (oltre qualche grammo) c'è un'unità sbagliata, un foro mancante o una nervatura che non è fusa con le piastre. Con raccordi interni di raggio mm la massa cambia di pochi grammi (circa ).
d) Raccordi e controlli
I raccordi e gli smussi vanno alla fine dell'albero delle feature: se si inseriscono prima, gli spigoli cambiano e le feature successive (fori, nervatura) che si riferiscono a quelle facce possono rompersi; se sono ultimi si possono sopprimere, modificare o togliere senza toccare il resto.
Controlli: (1) tutti gli schizzi neri (completamente definiti); (2) massa e baricentro confrontati con il calcolo a mano; (3) sezione del modello per verificare che la nervatura sia unita alle piastre; (4) quote chiave verificate con lo strumento Misura; (5) test di robustezza: cambiare la larghezza e vedere se la nervatura resta in mezzeria (relazione di simmetria) e il foro resta a mm dal bordo.
Risultati
- Sequenza: base (estrusione) → piastra verticale → nervatura → foro → foro + matrice → raccordi.
- Per un foro servono quote ( DOF); il secondo foro con matrice o specchio.
- , .
- Raccordi per ultimi; controllo con massa e test di robustezza.
Errori comuni
- Disegnare ciascun foro con quote proprie invece di una matrice.
- Inserire raccordi prima dei fori e della nervatura.
- Lasciare lo schizzo sotto-definito perché "tanto la forma è giusta".
- Dimenticare materiale e unità prima di controllare la massa.
Versione ripasso
Testo. Supporto in acciaio: base , piastra verticale , nervatura triangolare (cateti , spessore ), due fori nella base, un foro nella piastra. Si chiedono sequenza di feature, gradi di libertà del foro, volume e massa, posizione dei raccordi.
Soluzione
Sequenza: estrusione base (rettangolo , mm), estrusione della piastra verticale, nervatura da schizzo lineare con spessore , foro a mm dal bordo (lontano dalla nervatura), foro con matrice lineare, raccordi per ultimi.
Cerchio: DOF; si definisce con quote (diametro e due distanze dai bordi); una quarta lo sovra-definirebbe. Secondo foro: matrice o specchio.
; g da confrontare con le proprietà fisiche.
Raccordi e smussi alla fine: non rompono i riferimenti. Controlli: schizzi neri, massa, sezione, misura delle quote, modifica di una quota per provare la robustezza.
Massa: g; con raccordi interni di raggio mm cambia di circa . Test di robustezza: portare la larghezza da a e vedere se la nervatura resta in mezzeria e il foro a mm dal bordo.
Errori tipici: un foro per volta con quote proprie; raccordi presto; schizzi blu; dimenticare materiale e unità.