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Note per Studenti Formulario · Fondamenti di Analisi Matematica e Probabilità

FormularioFondamenti di Analisi Matematica e Probabilità: definizioni, teoremi e formule delle note, in ordine di capitolo

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I. Spazio Rn e curve

Norma, distanza e prodotto scalare in Rn

Definizione. La norma (o modulo) di x=(x1,…,xn)x = (x_1, \dots, x_n) è ∣x∣:=x12+⋯+xn2|x| := \sqrt{x_1^2 + \cdots + x_n^2} La distanza tra due punti x,y∈Rnx, y \in \mathbb{R}^n è dist⁡(x,y):=∣x−y∣\operatorname{dist}(x, y) := |x - y|.

Esempio. La distanza tra (1,2,3)(1, 2, 3) e (4,6,3)(4, 6, 3) è ∣(1−4,2−6,3−3)∣=∣(−3,−4,0)∣=9+16+0=5|(1 - 4, 2 - 6, 3 - 3)| = |(-3, -4, 0)| = \sqrt{9 + 16 + 0} = 5.

Definizione. Il prodotto scalare di x=(x1,…,xn)x = (x_1, \dots, x_n) e y=(y1,…,yn)y = (y_1, \dots, y_n) è il numero x⋅y=x1y1+⋯+xnynx \cdot y = x_1 y_1 + \cdots + x_n y_n Due vettori sono ortogonali se x⋅y=0x \cdot y = 0.

Esempio. (1,2,3)⋅(2,0,−1)=2+0−3=−1(1,2,3) \cdot (2,0,-1) = 2 + 0 - 3 = -1; (1,2)⋅(2,−1)=0(1,2) \cdot (2,-1) = 0, quindi sono ortogonali.

Proposizione (palle e cubi). Ogni palla contiene un cubo con lo stesso centro e viceversa: B(p,r]⊆Q(p,r]⊆B(p,rn]B(p, r] \subseteq Q(p, r] \subseteq B(p, r\sqrt n]

Esempio. In R2\mathbb{R}^2: B(0,1]⊆Q(0,1]⊆B(0,2]B(0, 1] \subseteq Q(0, 1] \subseteq B(0, \sqrt{2}], cioè il disco sta nel quadrato, che sta nel disco di raggio 2\sqrt{2}.

Insiemi aperti, chiusi, interno e frontiera in Rn

Definizione. Un intorno di p∈Rnp \in \mathbb{R}^n è un qualunque insieme che contiene una palla centrata in pp (di raggio positivo, anche piccolissimo).

Esempio. Il disco aperto B(p,r[B(p, r[ e il quadrato Q(p,r[Q(p, r[ sono intorni di pp; l'asse xx non lo è (non contiene nessuna palla).

Grafico interattivo: Il semipiano {y ≥ x} non è un intorno dell'origine: il disco di centro (0, 0), anche piccolissimo, contiene punti con y < x, fuori dal semipiano (la retta y = x è il suo bordo)

Definizione. Sia D⊆RnD \subseteq \mathbb{R}^n. Un punto p∈Dp \in D è interno a DD se esiste δ>0\delta > 0 tale che B(p,δ[⊆DB(p, \delta[ \subseteq D. L'insieme dei punti interni si indica con int⁡(D)\operatorname{int}(D).

Esempio. Per D=[0,1]×[0,1]D = [0,1] \times [0,1]: int⁡(D)= ]0,1[×]0,1[\operatorname{int}(D) = \,]0,1[ \times ]0,1[; il punto (0,12)(0, \frac{1}{2}) sta in DD ma non è interno.

Definizione. DD è aperto se ogni suo punto è interno (D=int⁡(D)D = \operatorname{int}(D)). DD è chiuso se il suo complementare Rn∖D\mathbb{R}^n \setminus D è aperto.

Esempio: un disco aperto è aperto. Sia p∈B(c,r[p \in B(c, r[, cioè ∣p−c∣<r|p - c| < r. Scegliamo δ=r−∣p−c∣>0\delta = r - |p - c| > 0 (la distanza di pp dal bordo). Se ∣x−p∣<δ|x - p| < \delta, per la disuguaglianza triangolare ∣x−c∣≤∣x−p∣+∣p−c∣<δ+∣p−c∣=r|x - c| \le |x - p| + |p - c| < \delta + |p - c| = r quindi x∈B(c,r[x \in B(c, r[. Ogni punto ha una pallina tutta dentro: il disco è aperto. Il disco chiuso B(c,r]B(c, r] invece non è aperto: un punto del cerchio ∣p−c∣=r|p - c| = r non ha nessuna pallina dentro il disco.

Definizione. La frontiera (o bordo) ∂D\partial D è l'insieme dei punti p∈Rnp \in \mathbb{R}^n tali che ogni intorno di pp contiene sia punti di DD sia punti di Rn∖D\mathbb{R}^n \setminus D.

Esempio. Sia il disco unitario aperto sia quello chiuso hanno come frontiera la circonferenza {∣x∣=1}\{|x| = 1\}.

Definizione. La chiusura di DD è D‾:=D∪∂D\overline{D} := D \cup \partial D. È il più piccolo insieme chiuso che contiene DD.

Esempio. Per il disco aperto D=B(0,1[D = B(0, 1[: D‾=D∪{∣x∣=1}\overline{D} = D \cup \{|x| = 1\} è il disco chiuso.

Proposizione. p∈D‾p \in \overline D se e solo se ogni intorno di pp contiene punti di DD.

Esempio. Per il disco aperto D=B(0,1[D = B(0, 1[ del piano: int⁡(D)=D\operatorname{int}(D) = D, ∂D={∣x∣=1}\partial D = \{|x| = 1\} (il cerchio unitario), D‾=B(0,1]\overline D = B(0, 1]. Per il disco chiuso: stesso interno, stessa frontiera, stessa chiusura; cambia solo il fatto che la frontiera appartiene all'insieme.

Curve parametriche e sostegno

Definizione. Una funzione vettoriale è una funzione f:I→Rnf : I \to \mathbb{R}^n, con I⊆RI \subseteq \mathbb{R} intervallo, t↦f(t)=(f1(t),…,fn(t))t \mapsto f(t) = (f_1(t), \dots, f_n(t)) Le fi:I→Rf_i : I \to \mathbb{R} sono le componenti. Se le componenti sono continue e I=[a,b]I = [a, b] è chiuso e limitato, ff si dice curva (parametrica). Il sostegno di ff è l'immagine f([a,b])={f(t):t∈[a,b]}⊆Rnf([a, b]) = \{f(t) : t \in [a, b]\} \subseteq \mathbb{R}^n f(a)f(a) è il punto iniziale, f(b)f(b) il punto finale.

Esempio. f(t)=(cos⁡t,sin⁡t)f(t) = (\cos t, \sin t) per t∈[0,2π]t \in [0, 2\pi] è una curva il cui sostegno è la circonferenza unitaria, con f(0)=f(2π)=(1,0)f(0) = f(2\pi) = (1, 0).

Definizione. Sia f:[a,b]→Rnf : [a, b] \to \mathbb{R}^n una curva.

  • ff è chiusa se f(a)=f(b)f(a) = f(b) (torna al punto di partenza);
  • ff è semplice se non passa due volte per lo stesso punto: non esistono a≤t1<t2≤ba \le t_1 < t_2 \le b con f(t1)=f(t2)f(t_1) = f(t_2), con l'unica eccezione ammessa t1=at_1 = a, t2=bt_2 = b.

Esempio. f(t)=(cos⁡t,sin⁡t)f(t) = (\cos t, \sin t) su [0,2π][0, 2\pi] è chiusa e semplice; su [0,4π][0, 4\pi] è chiusa ma non semplice.

Definizione. Sia f:I→Rnf : I \to \mathbb{R}^n e t0t_0 un punto di II o un suo estremo. Si scrive lim⁡t→t0f(t)=ℓ∈Rn\lim_{t \to t_0} f(t) = \ell \in \mathbb{R}^n se ∀ε>0 ∃δ>0:0<∣t−t0∣<δ, t∈I  ⟹  ∣f(t)−ℓ∣<ε\forall \varepsilon > 0\ \exists \delta > 0 : \quad 0 < |t - t_0| < \delta,\ t \in I \implies |f(t) - \ell| < \varepsilon

Esempio. f(t)=(t2,sin⁡t)f(t) = (t^2, \sin t): lim⁡t→0f(t)=(0,0)\lim_{t \to 0} f(t) = (0, 0), calcolando il limite componente per componente.

Proposizione (componente per componente). lim⁡t→t0f(t)=ℓ\lim_{t \to t_0} f(t) = \ell se e solo se lim⁡t→t0fi(t)=ℓi\lim_{t \to t_0} f_i(t) = \ell_i per ogni i=1,…,ni = 1, \dots, n.

Esempio. lim⁡t→0(sin⁡tt, log⁡(t2+1))=(1,0)\displaystyle\lim_{t \to 0}\left(\frac{\sin t}{t},\ \log(t^2 + 1)\right) = (1, 0): la prima componente è un limite notevoleI limiti notevoli per le forme 0/0 (log(1+x)/x, (e^x − 1)/x, ((1+x)^α − 1)/x, sin x/x, (1 − cos x)/x², arctan x/x...) con le dimostrazioni, e la loro forma come asintoticità: log(1+f) ~ f, e^f − 1 ~ f, sin f ~ f, 1 − cos f ~ f²/2 quando f → 0.Limiti notevoli di funzioni →, la seconda tende a log⁡1=0\log 1 = 0 per continuità.

Derivata di una curva e retta tangente

Definizione. Sia f:I→Rnf : I \to \mathbb{R}^n e t0∈It_0 \in I. ff è derivabile in t0t_0 se esiste in Rn\mathbb{R}^n il limite f′(t0):=lim⁡t→t0f(t)−f(t0)t−t0f'(t_0) := \lim_{t \to t_0} \frac{f(t) - f(t_0)}{t - t_0} detto derivata di ff in t0t_0.

Esempio. f(t)=(t2,t3)f(t) = (t^2, t^3) ha f′(t)=(2t,3t2)f'(t) = (2t, 3t^2); in t0=1t_0 = 1 si ha f′(1)=(2,3)f'(1) = (2, 3).

Proposizione (componente per componente). f=(f1,…,fn)f = (f_1, \dots, f_n) è derivabile in t0t_0 se e solo se lo sono tutte le componenti, e in tal caso f′(t0)=(f1′(t0),…,fn′(t0))f'(t_0) = (f_1'(t_0), \dots, f_n'(t_0))

Esempio. f(t)=(cos⁡t,e2t)f(t) = (\cos t, e^{2t}) è derivabile in ogni tt e f′(t)=(−sin⁡t,2e2t)f'(t) = (-\sin t, 2e^{2t}).

Definizione. Se ff è derivabile in t0t_0 e f′(t0)≠0f'(t_0) \ne 0, il vettore f′(t0)f'(t_0) si dice vettore tangente alla curva in t0t_0, e la retta tangente è {f(t0)+λ f′(t0):λ∈R}\{f(t_0) + \lambda\,f'(t_0) : \lambda \in \mathbb{R}\} La curva è regolare se f′(t)≠0f'(t) \ne 0 per ogni tt.

Esempio (curva cartesiana). Per f(t)=(t,h(t))f(t) = (t, h(t)) si ha f′(t)=(1,h′(t))f'(t) = (1, h'(t)), mai nullo: le curve cartesiane con hh derivabile sono sempre regolari. La retta tangente {(t0+λ, h(t0)+λh′(t0))}\{(t_0 + \lambda,\ h(t_0) + \lambda h'(t_0))\} è la solita retta tangente al grafico, di pendenza h′(t0)h'(t_0).

Proposizione. Se ff è derivabile in t0t_0, f(t)=f(t0)+f′(t0) (t−t0)+R(t),lim⁡t→t0R(t)t−t0=0f(t) = f(t_0) + f'(t_0)\,(t - t_0) + R(t), \qquad \lim_{t \to t_0}\frac{R(t)}{t - t_0} = 0

Esempio del prof. f:[0,1]→R2f : [0, 1] \to \mathbb{R}^2 derivabile con f(0)=(5,1)f(0) = (5, 1) e f′(0)=(−10,2)f'(0) = (-10, 2). Stima di f(0.1)f(0.1): f(0.1)≈(5,1)+(−10,2)⋅0.1=(5−1, 1+0.2)=(4, 1.2)f(0.1) \approx (5, 1) + (-10, 2)\cdot 0.1 = (5 - 1,\ 1 + 0.2) = (4,\ 1.2) Un caso in cui la derivata va prima ricavata da dati discreti è nell'Esercizio 5 · stimare una posizione con la retta tangente.

Grafico interattivo: Stima di f(0,1) con la retta tangente: da f(0) = (5, 1) con velocità f′(0) = (−10, 2) si arriva a f(0) + 0,1·f′(0) = (4; 1,2); la retta tangente è x + 5y = 10

Lunghezza di una curva

Definizione. La curva ff è rettificabile se L(f):=sup⁡πVf(π)L(f) := \sup_{\pi} V_f(\pi) (al variare di tutte le suddivisioni di [a,b][a, b]) è finito. Il numero L(f)L(f) è la lunghezza di ff.

Esempio. Il segmento f(t)=(t,0)f(t) = (t, 0), t∈[0,3]t \in [0, 3], è rettificabile e L(f)=3L(f) = 3.

Definizione. Data g:[a,b]→Rg : [a, b] \to \mathbb{R} continua e una suddivisione a=t0<⋯<tm+1=ba = t_0 < \cdots < t_{m+1} = b, la somma di Riemann associata è ∑i=0mg(ti+1) (ti+1−ti)\sum_{i=0}^{m} g(t_{i+1})\,(t_{i+1} - t_i) Proposizione. Quando il passo della suddivisione (la massima ampiezza ti+1−tit_{i+1} - t_i) tende a 00, le somme di Riemann tendono a ∫abg(t) dt\displaystyle\int_a^b g(t)\,dt.

Esempio del prof. lim⁡m→+∞1m∑i=0m−1e(i+1)/m\displaystyle\lim_{m \to +\infty}\frac1m\sum_{i=0}^{m-1}e^{(i+1)/m}. Si riconosce una somma di Riemann di g(x)=exg(x) = e^x su [0,1][0, 1] con la suddivisione in mm parti uguali: ti=imt_i = \frac im, ampiezza ti+1−ti=1mt_{i+1} - t_i = \frac1m, e g(ti+1)=e(i+1)/mg(t_{i+1}) = e^{(i+1)/m}. Il passo 1m→0\frac1m \to 0, quindi lim⁡m→+∞1m∑i=0m−1e(i+1)/m=∫01ex dx=e−1≈1.718\lim_{m \to +\infty}\frac1m\sum_{i=0}^{m-1}e^{(i+1)/m} = \int_0^1 e^x\,dx = e - 1 \approx 1.718 (con m=1000m = 1000 la somma vale 1.71911.7191). Altri esempi nell'Esercizio 11 · limiti di somme di Riemann.

Teorema. Se f:[a,b]→Rnf : [a, b] \to \mathbb{R}^n è di classe C1C^1, allora ff è rettificabile e L(f)=∫ab∣f′(t)∣ dtL(f) = \int_a^b |f'(t)|\,dt

Esempio. f(t)=(cos⁡t,sin⁡t)f(t) = (\cos t, \sin t), t∈[0,2π]t \in [0, 2\pi]: ∣f′(t)∣=1|f'(t)| = 1 e L(f)=2πL(f) = 2\pi.

Proposizione. Se ρ∈C1([a,b])\rho \in C^1([a, b]), la curva è rettificabile e L(f)=∫abρ′(t)2+ρ(t)2 dtL(f) = \int_a^b\sqrt{\rho'(t)^2 + \rho(t)^2}\,dt

Esempio. Circonferenza ρ(t)=R\rho(t) = R: L=∫02π0+R2 dt=2πRL = \int_0^{2\pi}\sqrt{0 + R^2}\,dt = 2\pi R.

Parametrizzazioni equivalenti e ascissa curvilinea

Definizione. Due curve f:I→Rnf : I \to \mathbb{R}^n e g:J→Rng : J \to \mathbb{R}^n (II, JJ intervalli) sono equivalenti se esiste una biiezione φ:I→J\varphi : I \to J di classe C1C^1 con φ′(t)≠0\varphi'(t) \ne 0 per ogni tt, tale che f(t)=g(φ(t))∀t∈If(t) = g(\varphi(t)) \qquad \forall t \in I

Esempio. f(t)=(cos⁡2t,sin⁡2t)f(t) = (\cos 2t, \sin 2t), t∈[0,π]t \in [0, \pi] e g(u)=(cos⁡u,sin⁡u)g(u) = (\cos u, \sin u), u∈[0,2π]u \in [0, 2\pi] sono equivalenti con φ(t)=2t\varphi(t) = 2t. Anche h(t)=(cos⁡t,−sin⁡t)h(t) = (\cos t, -\sin t), t∈[0,2π]t \in [0, 2\pi], è equivalente a gg con φ(t)=2π−t\varphi(t) = 2\pi - t (decrescente: hh gira in senso orario). Invece (cos⁡t,sin⁡t)(\cos t, \sin t) con t∈[0,4π]t \in [0, 4\pi] non è equivalente a gg: percorre il cerchio due volte, e non esiste una biiezione tra i parametri che faccia coincidere le due curve.

Teorema. Se ff e gg sono parametrizzazioni equivalenti di classe C1C^1, allora L(f)=L(g)L(f) = L(g).

Esempio. g(t)=(cos⁡t,sin⁡t)g(t) = (\cos t, \sin t) su [0,2π][0, 2\pi] e f(u)=g(2u)=(cos⁡2u,sin⁡2u)f(u) = g(2u) = (\cos 2u, \sin 2u) su [0,π][0, \pi] hanno la stessa lunghezza 2π2\pi.

Definizione. Data una curva f:[a,b]→Rnf : [a, b] \to \mathbb{R}^n, l'ascissa curvilinea del punto f(t)f(t) è la lunghezza dell'arco percorso da aa a tt: s=φ(t):=L(f∣[a,t]),t∈[a,b]s = \varphi(t) := L\big(f|_{[a, t]}\big), \qquad t \in [a, b]

Esempio. f(t)=(cos⁡t,sin⁡t)f(t) = (\cos t, \sin t): s=φ(t)=∫0t1 du=ts = \varphi(t) = \int_0^t 1\,du = t, quindi l'ascissa curvilinea coincide con tt.

Definizione. La riparametrizzazione con la lunghezza d'arco di ff è g(s)=f(φ−1(s)),s∈[0,Lf]g(s) = f(\varphi^{-1}(s)), \qquad s \in [0, L_f]

Esempio del prof (cerchio). f(t)=R(cos⁡t,sin⁡t)f(t) = R(\cos t, \sin t), t∈[0,2π]t \in [0, 2\pi].

  1. ∣f′(t)∣=R|f'(t)| = R, quindi s=∫0tR du=Rts = \int_0^t R\,du = Rt.
  2. t=sRt = \frac sR.
  3. g(s)=R(cos⁡sR,sin⁡sR)g(s) = R\left(\cos\frac sR, \sin\frac sR\right), s∈[0,2πR]s \in [0, 2\pi R].

II. Funzioni di più variabili e limiti

Funzioni di più variabili - dominio, grafico e insiemi di livello

Definizione (funzione di più variabili e dominio). Una funzione di più variabili è una funzione f:D⊆Rn→Rf : D \subseteq \mathbb{R}^n \to \mathbb{R}, che a ogni x=(x1,…,xn)∈Dx = (x_1, \dots, x_n) \in D associa un numero reale f(x)f(x). DD è il dominio.

Esempio del prof. f(x,y)=log⁡(1+x+y)f(x, y) = \log(1 + x + y): serve 1+x+y>01 + x + y > 0, cioè D={(x,y)∈R2:y>−1−x}D = \{(x, y) \in \mathbb{R}^2 : y > -1 - x\} il semipiano aperto sopra la retta y=−1−xy = -1 - x (la retta esclusa). Per capire quale dei due semipiani, si prova un punto: l'origine dà 1>01 > 0, quindi il semipiano è quello che contiene l'origine.

Grafico interattivo: Dominio di log(1 + x + y): il semipiano aperto 1 + x + y > 0, sopra la retta y = −1 − x (esclusa, tratteggiata), quello che contiene l'origine

Definizione (grafico). Il grafico di f:D⊆Rn→Rf : D \subseteq \mathbb{R}^n \to \mathbb{R} è il sottoinsieme di Rn+1\mathbb{R}^{n+1} Gf={(x,f(x)):x∈D}={(x1,…,xn,f(x1,…,xn)):x∈D}G_f = \{(x, f(x)) : x \in D\} = \{(x_1, \dots, x_n, f(x_1, \dots, x_n)) : x \in D\}

Esempio. Il grafico di f(x,y)=x2+y2f(x,y) = x^2 + y^2 è il paraboloide {(x,y,x2+y2)}⊆R3\{(x, y, x^2 + y^2)\} \subseteq \mathbb{R}^3; contiene il punto (1,2,5)(1, 2, 5).

Definizione (funzione radiale). ff è radiale se dipende solo dalla distanza dall'origine: f(x)=h(∣x∣)f(x) = h(|x|) con h:I⊆[0,+∞[→Rh : I \subseteq [0, +\infty[ \to \mathbb{R}.

Esempio. f(x,y)=e−(x2+y2)=h(∣x∣)f(x,y) = e^{-(x^2 + y^2)} = h(|x|) con h(r)=e−r2h(r) = e^{-r^2} è radiale.

Grafico interattivo: Profilo della campana di Gauss: h(r) = e^(−r²); il grafico di e^(−(x²+y²)) si ottiene ruotandolo attorno all'asse z

Definizione (insieme di livello). Sia f:D⊆Rn→Rf : D \subseteq \mathbb{R}^n \to \mathbb{R}. L'insieme di livello c∈Rc \in \mathbb{R} è Zc(f):={x∈D:f(x)=c}⊆DZ_c(f) := \{x \in D : f(x) = c\} \subseteq D

Esempio. f(x,y)=x2+y2f(x,y) = x^2 + y^2: l'insieme di livello Zc(f)Z_c(f) è la circonferenza di raggio c\sqrt{c} se c>0c > 0, l'origine se c=0c = 0, l'insieme vuoto se c<0c < 0.

Grafico interattivo: Curve di livello del paraboloide iperbolico x² − y²: iperboli con rami lungo l'asse x per c > 0 (c = 1, 4), lungo l'asse y per c < 0 (c = −1, −4), e le rette y = ±x per c = 0

Limiti e continuità in più variabili

Definizione (punto di accumulazione e punto isolato). p∈Rnp \in \mathbb{R}^n è di accumulazione per DD se ogni intorno di pp contiene punti di DD diversi da pp: ∀Up intorno di p,Up∩D∖{p}≠∅\forall U_p \text{ intorno di } p, \quad U_p \cap D \setminus \{p\} \ne \emptyset Un punto di DD che non è di accumulazione per DD si dice isolato in DD.

Esempio. In D={(0,0)}∪[1,2]×[0,1]D = \{(0,0)\} \cup [1,2] \times [0,1] il punto (0,0)(0,0) è isolato, mentre ogni punto del rettangolo è di accumulazione.

Definizione (limite finito). Limite finito. lim⁡x→px∈Df(x)=ℓ∈R\displaystyle\lim_{\substack{x \to p \\ x \in D}} f(x) = \ell \in \mathbb{R} se ∀ε>0 ∃δ>0:x∈D, 0<∣x−p∣≤δ  ⟹  ∣f(x)−ℓ∣≤ε\forall \varepsilon > 0\ \exists \delta > 0 : \quad x \in D,\ 0 < |x - p| \le \delta \implies |f(x) - \ell| \le \varepsilon

Esempio. lim⁡(x,y)→(0,0)(x+y)=0\lim_{(x,y) \to (0,0)} (x + y) = 0: dato ε>0\varepsilon > 0 basta ∣(x,y)∣≤ε2|(x,y)| \le \frac{\varepsilon}{2}, perché ∣x+y∣≤∣x∣+∣y∣≤2∣(x,y)∣|x + y| \le |x| + |y| \le 2|(x,y)|.

Definizione (limite infinito). Limite infinito. lim⁡x→pf(x)=+∞\displaystyle\lim_{x \to p} f(x) = +\infty se ∀M>0\forall M > 0 esiste un intorno UpU_p di pp tale che f(x)≥Mf(x) \ge M per ogni x∈Up∩D∖{p}x \in U_p \cap D \setminus \{p\} (analogamente per −∞-\infty).

Esempio del prof (con la definizione). Provare che lim⁡(x,y)→(0,0)1x2+y2=+∞\displaystyle\lim_{(x, y) \to (0, 0)}\frac{1}{x^2 + y^2} = +\infty.

Proprietà (dei limiti).

  • Unicità del limite.
  • Permanenza del segno: se lim⁡x→pf(x)>0\lim_{x \to p}f(x) > 0, allora esiste un intorno UpU_p con f(x)>0f(x) > 0 per ogni x∈Up∩D∖{p}x \in U_p \cap D \setminus \{p\}.
  • Algebra dei limiti: se f→ℓ1f \to \ell_1 e g→ℓ2g \to \ell_2 (finiti), allora f+g→ℓ1+ℓ2f + g \to \ell_1 + \ell_2, fg→ℓ1ℓ2fg \to \ell_1\ell_2, e fg→ℓ1ℓ2\frac fg \to \frac{\ell_1}{\ell_2} se ℓ2≠0\ell_2 \ne 0. Con limiti infiniti: c+∞=+∞c + \infty = +\infty, c⋅(+∞)=+∞c\cdot(+\infty) = +\infty per c>0c > 0, c0+=+∞\frac{c}{0^+} = +\infty per c>0c > 0. Le forme indeterminate restano indeterminate.
  • Teorema dei carabinieri: se f(x)≤g(x)≤h(x)f(x) \le g(x) \le h(x) vicino a pp (pp escluso) e f,h→ℓf, h \to \ell, allora g→ℓg \to \ell.

Esempio. lim⁡(x,y)→(0,0)x2y=0\lim_{(x,y) \to (0,0)} x^2 y = 0 per il teorema dei carabinieri: ∣x2y∣≤∣(x,y)∣3→0|x^2 y| \le |(x,y)|^3 \to 0.

Definizione (continuità). f:D→Rf : D \to \mathbb{R} è continua in p∈Dp \in D se ∀ε>0 ∃Up:x∈Up∩D  ⟹  ∣f(x)−f(p)∣≤ε\forall \varepsilon > 0\ \exists U_p : \quad x \in U_p \cap D \implies |f(x) - f(p)| \le \varepsilon ff è continua su DD se lo è in ogni punto di DD.

Esempio. f(x,y)=xyf(x,y) = xy è continua in ogni punto di R2\mathbb{R}^2; f(x,y)=xyf(x,y) = \frac{x}{y} è continua solo dove y≠0y \ne 0.

Proprietà. Se f,gf, g sono continue in pp, lo sono cfcf, f+gf + g, fgfg e f/gf/g (se g(p)≠0g(p) \ne 0). Se hh è una funzione di una variabile continua in f(p)f(p), la composta h∘fh \circ f è continua in pp.

Esempio. lim⁡(x,y)→(1/2, 0)1−x2−y2=1−14−0=32\displaystyle\lim_{(x, y) \to (1/2,\,0)}\sqrt{1 - x^2 - y^2} = \sqrt{1 - \frac14 - 0} = \frac{\sqrt3}{2}: la funzione è continua nel disco chiuso unitario e (12,0)(\frac12, 0) ci sta dentro.

Proposizione (insiemi aperti e chiusi definiti da una funzione continua).

  1. Se AA è aperto e f:A→Rf : A \to \mathbb{R} è continua, {x∈A:f(x)<0}\{x \in A : f(x) < 0\} è aperto.
  2. Se CC è chiuso e f:C→Rf : C \to \mathbb{R} è continua, {x∈C:f(x)≤0}\{x \in C : f(x) \le 0\} è chiuso.

Esempio del prof. {(x,y):x5+log⁡(1+x4y8)+50cos⁡(x+y)−exy<0}\{(x, y) : x^5 + \log(1 + x^4y^8) + 50\cos(x + y) - e^x y < 0\} è aperto e lo stesso insieme con ≤0\le 0 è chiuso: la funzione è continua su tutto R2\mathbb{R}^2 (composizione di polinomi, logaritmo di un argomento ≥1\ge 1, coseno, esponenziale), e non serve sapere com'è fatto l'insieme.

Calcolo dei limiti in due variabili - restrizioni, stime e coordinate polari

Proposizione. Sia f:D→Rf : D \to \mathbb{R}, E⊆DE \subseteq D e pp di accumulazione per EE. Se lim⁡x→p, x∈Df(x)=ℓ\lim_{x \to p,\ x \in D}f(x) = \ell (finito o infinito), allora anche lim⁡x→p, x∈Ef(x)=ℓ\lim_{x \to p,\ x \in E}f(x) = \ell.

Esempio. Se lim⁡(x,y)→(0,0)xyx2+y2\lim_{(x,y)\to(0,0)} \frac{xy}{x^2+y^2} esistesse, esisterebbe anche lungo E={y=x}E = \{y = x\}, dove vale 12\frac{1}{2}, e lungo E={y=0}E = \{y = 0\}, dove vale 00: i due valori diversi mostrano che il limite non esiste.

Proposizione (stime uniformi). Se per ogni x∈D∖{p}x \in D \setminus \{p\} ∣f(x)−ℓ∣≤h(x)conlim⁡x→ph(x)=0|f(x) - \ell| \le h(x) \qquad \text{con} \quad \lim_{x \to p}h(x) = 0 allora lim⁡x→pf(x)=ℓ\lim_{x \to p}f(x) = \ell.

Esempio. lim⁡(x,y)→(0,0)x2yx2+y2=0\displaystyle\lim_{(x,y) \to (0,0)}\frac{x^2y}{x^2 + y^2} = 0, perché ∣x2yx2+y2∣=x2x2+y2⏟≤1 ∣y∣≤∣y∣→0\left|\frac{x^2y}{x^2 + y^2}\right| = \underbrace{\frac{x^2}{x^2 + y^2}}_{\le 1}\,|y| \le |y| \to 0

Corollario. Sia ff definita in B(p,r]∖{p}B(p, r] \setminus \{p\}. Se per ogni ρ∈ ]0,r]\rho \in\, ]0, r] e ogni tt ∣f(p1+ρcos⁡t, p2+ρsin⁡t)−ℓ∣≤h(ρ)conlim⁡ρ→0+h(ρ)=0|f(p_1 + \rho\cos t,\ p_2 + \rho\sin t) - \ell| \le h(\rho) \qquad \text{con} \quad \lim_{\rho \to 0^+}h(\rho) = 0 allora lim⁡(x,y)→pf(x,y)=ℓ\lim_{(x, y) \to p}f(x, y) = \ell.

Esempio del prof. x2yx2+y2\displaystyle\frac{x^2y}{x^2 + y^2} in (0,0)(0, 0): in polari ρ2cos⁡2t⋅ρsin⁡tρ2=ρcos⁡2tsin⁡t,∣ρcos⁡2tsin⁡t∣≤ρ=h(ρ)→0\frac{\rho^2\cos^2 t\cdot\rho\sin t}{\rho^2} = \rho\cos^2 t\sin t, \qquad |\rho\cos^2 t\sin t| \le \rho = h(\rho) \to 0 (perché ∣cos⁡t∣≤1|\cos t| \le 1 e ∣sin⁡t∣≤1|\sin t| \le 1). Il limite è 00.

Proposizione (incollamento). Se D=D1∪⋯∪DmD = D_1 \cup \dots \cup D_m, pp è di accumulazione per ogni DiD_i e il limite di ff ristretta a ogni DiD_i vale lo stesso ℓ\ell, allora lim⁡x→p, x∈Df(x)=ℓ\lim_{x \to p,\ x \in D}f(x) = \ell.

Esempio. f=x2yf = x^2 y per x≤y≤2xx \le y \le 2x e f=sin⁡(xy)f = \sin(xy) altrove: in (0,0)(0,0) entrambe le restrizioni tendono a 00, quindi lim⁡(x,y)→(0,0)f(x,y)=0\lim_{(x,y)\to(0,0)} f(x,y) = 0.

III. Calcolo differenziale in più variabili

Derivate direzionali e parziali

Definizione. Siano D⊆RnD \subseteq \mathbb{R}^n, p∈int⁡(D)p \in \operatorname{int}(D), u∈Rnu \in \mathbb{R}^n e f:D→Rf : D \to \mathbb{R}. La derivata direzionale di ff in pp lungo uu è il limite, se esiste finito, Duf(p)=∂uf(p):=lim⁡t→0f(p+tu)−f(p)tD_u f(p) = \partial_u f(p) := \lim_{t \to 0}\frac{f(p + tu) - f(p)}{t}

Esempio 1. f(x,y)=x2+y2f(x, y) = x^2 + y^2, p=(p1,p2)p = (p_1, p_2), u=(u1,u2)u = (u_1, u_2): g(t)=(p1+tu1)2+(p2+tu2)2,g′(t)=2u1(p1+tu1)+2u2(p2+tu2)g(t) = (p_1 + tu_1)^2 + (p_2 + tu_2)^2, \qquad g'(t) = 2u_1(p_1 + tu_1) + 2u_2(p_2 + tu_2) Duf(p)=g′(0)=2p1u1+2p2u2=2 p⋅uD_u f(p) = g'(0) = 2p_1u_1 + 2p_2u_2 = 2\,p \cdot u

Definizione. La ii-esima derivata parziale di ff in pp è, se esiste, la derivata direzionale lungo il vettore eie_i della base canonica (e1=(1,0,…,0)e_1 = (1, 0, \dots, 0), ecc.): ∂f∂xi(p)=∂xif(p)=fxi(p):=Deif(p)\frac{\partial f}{\partial x_i}(p) = \partial_{x_i}f(p) = f_{x_i}(p) := D_{e_i}f(p)

Esempio. f(x,y)=x2+2xyf(x, y) = x^2 + 2xy.

  • Con la definizione: f(x+t,y)−f(x,y)t=(x+t)2+2(x+t)y−x2−2xyt=2xt+t2+2tyt=2x+t+2y→2x+2y\frac{f(x + t, y) - f(x, y)}{t} = \frac{(x + t)^2 + 2(x + t)y - x^2 - 2xy}{t} = \frac{2xt + t^2 + 2ty}{t} = 2x + t + 2y \to 2x + 2y.
  • Con lo stratagemma (yy costante): ∂xf=2x+2y\partial_x f = 2x + 2y, e (xx costante) ∂yf=2x\partial_y f = 2x.

Gradiente e direzione di massima crescita

Definizione. Se ff ha derivate parziali in p∈int⁡(D)p \in \operatorname{int}(D), il gradiente di ff in pp è il vettore ∇f(p):=(∂x1f(p),…,∂xnf(p))\nabla f(p) := \big(\partial_{x_1}f(p), \dots, \partial_{x_n}f(p)\big)

Esempio. f(x,y)=x2yf(x,y) = x^2 y: ∇f=(2xy, x2)\nabla f = (2xy,\ x^2) e in (1,2)(1, 2) vale (4,1)(4, 1).

Definizione. ff è di classe C1C^1 in un aperto se è continua e le sue derivate parziali esistono e sono continue in quell'aperto.

Esempio. f(x,y)=x2sin⁡(xy)f(x, y) = x^2\sin(xy) è C1C^1 su R2\mathbb{R}^2: ∂xf=2xsin⁡(xy)+x2ycos⁡(xy)\partial_x f = 2x\sin(xy) + x^2y\cos(xy) e ∂yf=x3cos⁡(xy)\partial_y f = x^3\cos(xy) sono composizioni di polinomi e funzioni continue. In pratica, ogni funzione costruita con formule elementari è C1C^1 nell'aperto in cui le formule (e quelle delle derivate) hanno senso; i punti da studiare a parte sono quelli dove la formula cambia o non è definita.

Teorema (formula del gradiente). Se ff è di classe C1C^1 attorno a pp, allora ff ha derivata direzionale lungo ogni vettore e Duf(p)=∇f(p)⋅u=∂x1f(p) u1+⋯+∂xnf(p) un∀u∈RnD_u f(p) = \nabla f(p)\cdot u = \partial_{x_1}f(p)\,u_1 + \cdots + \partial_{x_n}f(p)\,u_n \qquad \forall u \in \mathbb{R}^n In particolare u↦Duf(p)u \mapsto D_u f(p) è lineare.

Esempio. f=x2yf = x^2 y in p=(1,2)p = (1,2) con u=(1,−1)u = (1, -1): Duf(p)=(4,1)⋅(1,−1)=3D_u f(p) = (4, 1) \cdot (1, -1) = 3.

Proposizione. Sia ff di classe C1C^1 attorno a pp con ∇f(p)≠0\nabla f(p) \ne 0. Al variare dei versori uu (∣u∣=1|u| = 1):

  • Duf(p)D_u f(p) è massima per umax⁡=∇f(p)∣∇f(p)∣u_{\max} = \dfrac{\nabla f(p)}{|\nabla f(p)|}, e vale Dumax⁡f(p)=∣∇f(p)∣D_{u_{\max}}f(p) = |\nabla f(p)|;
  • Duf(p)D_u f(p) è minima per umin⁡=−∇f(p)∣∇f(p)∣u_{\min} = -\dfrac{\nabla f(p)}{|\nabla f(p)|}, e vale −∣∇f(p)∣-|\nabla f(p)|;
  • Duf(p)=0D_u f(p) = 0 per i versori ortogonali a ∇f(p)\nabla f(p).

Esempio del prof: la montagna f(x,y)=1000 e−(x2+5y2)f(x, y) = 1000\,e^{-(x^2 + 5y^2)}, nel punto (10,−8)(10, -8).

Grafico interattivo: La montagna f = 1000·e^(−(x² + 5y²)) in (10, −8): la curva di livello è l'ellisse x² + 5y² = 420; il gradiente ∝ (−1, 4) è perpendicolare ad essa e punta verso l'interno, ma non verso la vetta (l'origine)

Differenziabilità, piano tangente e linearizzazione

Definizione. Se ff ha derivate parziali in pp, lo spazio tangente al grafico di ff in (p,f(p))(p, f(p)) è {(p,f(p))+(u, ∇f(p)⋅u):u∈Rn}={(x,z):z=f(p)+∇f(p)⋅(x−p)}\{(p, f(p)) + (u,\ \nabla f(p)\cdot u) : u \in \mathbb{R}^n\} = \{(x, z) : z = f(p) + \nabla f(p)\cdot(x - p)\}

Esempio del prof. Piano tangente a z=f(x,y)=xcos⁡y−y exz = f(x, y) = x\cos y - y\,e^x in (0,π,f(0,π))(0, \pi, f(0, \pi)).

  • f(0,π)=0⋅cos⁡π−π e0=−πf(0, \pi) = 0\cdot\cos\pi - \pi\,e^0 = -\pi;
  • fx=cos⁡y−y exf_x = \cos y - y\,e^x, in (0,π)(0, \pi): cos⁡π−π=−1−π\cos\pi - \pi = -1 - \pi;
  • fy=−xsin⁡y−exf_y = -x\sin y - e^x, in (0,π)(0, \pi): 0−1=−10 - 1 = -1.

Definizione. ff è differenziabile in pp se ha derivate parziali in pp e f(x)=f(p)+∇f(p)⋅(x−p)+R(x),lim⁡x→pR(x)∣x−p∣=0f(x) = f(p) + \nabla f(p)\cdot(x - p) + R(x), \qquad \lim_{x \to p}\frac{R(x)}{|x - p|} = 0 La funzione affine L(x):=f(p)+∇f(p)⋅(x−p)L(x) := f(p) + \nabla f(p)\cdot(x - p) è la linearizzazione di ff in pp.

Esempio. f(x,y)=x2+y2f(x,y) = x^2 + y^2 in p=(1,2)p = (1, 2): L(x,y)=5+2(x−1)+4(y−2)L(x,y) = 5 + 2(x-1) + 4(y-2) e R(x,y)=(x−1)2+(y−2)2=o(∣x−p∣)R(x,y) = (x-1)^2 + (y-2)^2 = o(|x - p|).

Proposizione. Se ff è di classe C1C^1 attorno a pp, allora ff è differenziabile in pp.

Esempio del prof: quale delle due è differenziabile nell'origine? f(x,y)=x2+y2f(x, y) = x^2 + y^2 e g(x,y)=x2yx4+y2g(x, y) = \frac{x^2y}{x^4 + y^2} (con g(0,0)=0g(0,0) = 0). Entrambe hanno gradiente nullo nell'origine, quindi il candidato piano tangente è z=0z = 0 e bisogna vedere se fx2+y2\frac{f}{\sqrt{x^2 + y^2}} e gx2+y2\frac{g}{\sqrt{x^2 + y^2}} tendono a 00.

  • x2+y2x2+y2=x2+y2→0\frac{x^2 + y^2}{\sqrt{x^2 + y^2}} = \sqrt{x^2 + y^2} \to 0: ff è differenziabile (del resto è C1C^1).
  • Per gg la tabella (simile a quella del prof, ricalcolata con Python) mostra punti vicinissimi all'origine in cui il rapporto è grande:

Proposizione 1. Se ff è differenziabile in pp, allora ff è continua in pp.

Esempio. f(x,y)=xyx2+y2f(x,y) = \frac{xy}{x^2 + y^2} con f(0,0)=0f(0,0) = 0 non è continua in (0,0)(0,0) (il limite non esiste), quindi non è differenziabile in (0,0)(0,0).

Proposizione 2 (formula del gradiente). Se ff è differenziabile in pp, allora per ogni u∈Rnu \in \mathbb{R}^n Duf(p)=∇f(p)⋅uD_u f(p) = \nabla f(p)\cdot u

Esempio. f=x2+y2f = x^2 + y^2 in p=(1,2)p = (1,2) e u=(1,1)u = (1,1): Duf(p)=∇f(p)⋅u=(2,4)⋅(1,1)=6D_u f(p) = \nabla f(p) \cdot u = (2, 4) \cdot (1, 1) = 6.

Regola della catena in più variabili

Teorema (regola della catena). Sia x:I⊆R→Dx : I \subseteq \mathbb{R} \to D una curva derivabile in t0t_0 e f:D→Rf : D \to \mathbb{R} differenziabile in x(t0)x(t_0). Allora t↦f(x(t))t \mapsto f(x(t)) è derivabile in t0t_0 e (f∘x)′(t0)=∇f(x(t0))⋅x′(t0)=∂x1f(x(t0)) x1′(t0)+⋯+∂xnf(x(t0)) xn′(t0)(f \circ x)'(t_0) = \nabla f(x(t_0))\cdot x'(t_0) = \partial_{x_1}f(x(t_0))\,x_1'(t_0) + \cdots + \partial_{x_n}f(x(t_0))\,x_n'(t_0)

Esempio. f(x,y)=x2yf(x,y) = x^2 y lungo x(t)=(t,t2)x(t) = (t, t^2): (f∘x)′(t)=2xy⋅1+x2⋅2t=4t3(f \circ x)'(t) = 2xy \cdot 1 + x^2 \cdot 2t = 4t^3, e infatti f(x(t))=t4f(x(t)) = t^4.

Proposizione. Sia ff di due variabili differenziabile in pp, e supponiamo che l'insieme di livello di ff passante per pp sia, vicino a pp, il sostegno di una curva C1C^1. Allora ∇f(p)\nabla f(p) è perpendicolare alla retta tangente a quella curva in pp.

Esempio. Per f(x,y)=x2+y2f(x, y) = x^2 + y^2 le curve di livello sono cerchi centrati nell'origine e ∇f=2(x,y)\nabla f = 2(x, y) è radiale: perpendicolare ai cerchi ✓.

Derivate seconde e matrice hessiana

Definizione. Sia DD aperto e f:D→Rf : D \to \mathbb{R}. Per i,j∈{1,…,n}i, j \in \{1, \dots, n\}, la derivata seconda (o doppia) ∂xixj2f(p)=∂2f∂xi ∂xj(p)=fxjxi(p)\partial^2_{x_i x_j}f(p) = \frac{\partial^2 f}{\partial x_i\,\partial x_j}(p) = f_{x_j x_i}(p) è, se esiste, la derivata parziale rispetto a xix_i della funzione ∂xjf\partial_{x_j}f, calcolata in pp. Per i=ji = j si scrive ∂xi22f(p)=∂2f∂xi2(p)\partial^2_{x_i^2}f(p) = \frac{\partial^2 f}{\partial x_i^2}(p).

Esempio. f(x,y)=x2yf(x,y) = x^2 y: fx=2xyf_x = 2xy e fy=x2f_y = x^2; le derivate seconde sono fxx=2yf_{xx} = 2y, fyy=0f_{yy} = 0, e le due miste valgono entrambe 2x2x.

Definizione. La matrice hessiana di ff in pp è la matrice n×nn \times n delle derivate seconde: Hess⁡f(p):=(∂x122f(p)⋯∂x1xn2f(p)⋮⋱⋮∂xnx12f(p)⋯∂xn22f(p))\operatorname{Hess}f(p) := \begin{pmatrix} \partial^2_{x_1^2}f(p) & \cdots & \partial^2_{x_1 x_n}f(p) \\ \vdots & \ddots & \vdots \\ \partial^2_{x_n x_1}f(p) & \cdots & \partial^2_{x_n^2}f(p) \end{pmatrix}

Esempio del prof. f(x,y)=xcos⁡y+y exf(x, y) = x\cos y + y\,e^x.

  • fx=cos⁡y+y exf_x = \cos y + y\,e^x, fy=−xsin⁡y+ex\quad f_y = -x\sin y + e^x;
  • fxx=∂x(cos⁡y+y ex)=y exf_{xx} = \partial_x(\cos y + y\,e^x) = y\,e^x;
  • fyx=∂y(cos⁡y+y ex)=−sin⁡y+exf_{yx} = \partial_y(\cos y + y\,e^x) = -\sin y + e^x;
  • fxy=∂x(−xsin⁡y+ex)=−sin⁡y+exf_{xy} = \partial_x(-x\sin y + e^x) = -\sin y + e^x;
  • fyy=∂y(−xsin⁡y+ex)=−xcos⁡yf_{yy} = \partial_y(-x\sin y + e^x) = -x\cos y.

Teorema (Schwarz). Sia DD aperto e f:D→Rf : D \to \mathbb{R} di classe C2C^2 (derivate parziali seconde esistenti e continue). Allora per ogni i,ji, j e ogni x∈Dx \in D ∂xixj2f(x)=∂xjxi2f(x)\partial^2_{x_i x_j}f(x) = \partial^2_{x_j x_i}f(x)

Esempio. f(x,y)=exyf(x,y) = e^{xy} è C2C^2 e le derivate miste coincidono: ∂y(yexy)=(1+xy)exy=∂x(xexy)\partial_y(y e^{xy}) = (1 + xy)e^{xy} = \partial_x(x e^{xy}).

IV. Massimi e minimi

Massimi e minimi liberi - punti critici e matrice hessiana

Teorema (Fermat). Se ff ha un massimo o minimo locale in pp interno a DD ed è derivabile lungo uu in pp, allora Duf(p)=0D_u f(p) = 0. Corollario. Se inoltre ff ha derivate parziali in pp, allora ∇f(p)=0\nabla f(p) = 0: si dice che pp è un punto critico (o stazionario).

Esempio. f(x,y)=x2+y2−2xf(x,y) = x^2 + y^2 - 2x ha un minimo in (1,0)(1, 0) e infatti ∇f(1,0)=(0,0)\nabla f(1, 0) = (0, 0).

Definizione. pp è un punto di sella se è critico e non è né massimo né minimo locale, cioè in ogni palla B(p,r[B(p, r[ ci sono punti x,yx, y con f(x)<f(p)<f(y)f(x) < f(p) < f(y).

Esempio. f(x,y)=x2−y2f(x,y) = x^2 - y^2 in (0,0)(0,0): f(x,0)>0f(x, 0) > 0 e f(0,y)<0f(0, y) < 0 in ogni intorno, quindi è un punto di sella.

Criterio del determinante. Per H=(abbc)H = \begin{pmatrix} a & b \\ b & c \end{pmatrix}:

  • det⁡H>0\det H > 0 e a>0a > 0   ⟺  \iff definita positiva;
  • det⁡H>0\det H > 0 e a<0a < 0   ⟺  \iff definita negativa;
  • det⁡H<0\det H < 0   ⟺  \iff indefinita;
  • det⁡H=0\det H = 0: semidefinita (positiva o negativa). Il caso det⁡H>0\det H > 0 con a=0a = 0 non può capitare: sarebbe det⁡H=−b2≤0\det H = -b^2 \le 0.

Esempio. H=(2113)H = \begin{pmatrix} 2 & 1 \\ 1 & 3 \end{pmatrix} ha det⁡H=5>0\det H = 5 > 0 e a=2>0a = 2 > 0: è definita positiva.

Teorema (criterio dell'hessiana). Sia ff di classe C2C^2 e pp un punto critico interno al dominio. Con Hess⁡f(p)=(fxx(p)fxy(p)fxy(p)fyy(p))\operatorname{Hess}f(p) = \begin{pmatrix} f_{xx}(p) & f_{xy}(p) \\ f_{xy}(p) & f_{yy}(p) \end{pmatrix}:

  1. det⁡Hess⁡f(p)>0\det\operatorname{Hess}f(p) > 0 e fxx(p)>0f_{xx}(p) > 0: pp è minimo locale stretto;
  2. det⁡Hess⁡f(p)>0\det\operatorname{Hess}f(p) > 0 e fxx(p)<0f_{xx}(p) < 0: pp è massimo locale stretto;
  3. det⁡Hess⁡f(p)<0\det\operatorname{Hess}f(p) < 0: pp è un punto di sella;
  4. det⁡Hess⁡f(p)=0\det\operatorname{Hess}f(p) = 0: il criterio non permette di concludere.

Esempio. In (0,0)(0,0) le tre funzioni x2+y2x^2 + y^2, −x2−y2-x^2 - y^2, x2−y2x^2 - y^2 hanno hessiane (2002)\begin{pmatrix} 2 & 0 \\ 0 & 2 \end{pmatrix}, (−200−2)\begin{pmatrix} -2 & 0 \\ 0 & -2 \end{pmatrix}, (200−2)\begin{pmatrix} 2 & 0 \\ 0 & -2 \end{pmatrix}: minimo, massimo, sella.

Massimi e minimi assoluti su domini chiusi e limitati

Teorema (Weierstrass). Sia D⊆RnD \subseteq \mathbb{R}^n chiuso e limitato (compatto) e f:D→Rf : D \to \mathbb{R} continua. Allora ff ha massimo e minimo assoluti su DD.

Esempio. f(x,y)=x+yf(x,y) = x + y sul disco chiuso x2+y2≤1x^2 + y^2 \le 1 ha massimo 2\sqrt{2} e minimo −2-\sqrt{2}.

Principio (metodo per trovare massimo e minimo su un compatto). Metodo.

  1. Candidati interni: i punti critici di ff nell'interno di DD (non serve classificarli con l'hessiana!).
  2. Candidati sul bordo: si parametrizza ogni pezzo del bordo con una curva γ(t)\gamma(t) e si cercano massimo e minimo della funzione di una variabile t↦f(γ(t))t \mapsto f(\gamma(t)), compresi gli estremi dei pezzi (i "vertici").
  3. Confronto: il massimo assoluto è il più grande dei valori di ff nei candidati, il minimo assoluto il più piccolo.

Esempio. f(x,y)=x2+y2f(x,y) = x^2 + y^2 sul quadrato [−1,1]2[-1,1]^2: l'unico candidato interno è (0,0)(0,0) con f=0f = 0; sul bordo il valore più grande è 22, nei vertici. Quindi min⁡f=0\min f = 0 e max⁡f=2\max f = 2.

V. Integrali curvilinei e campi vettoriali

Integrale curvilineo di una funzione

Definizione. Siano r:[a,b]→Rnr : [a, b] \to \mathbb{R}^n una curva di classe C1C^1 e μ:r([a,b])→R\mu : r([a, b]) \to \mathbb{R} continua. L'integrale curvilineo di μ\mu su rr è ∫rμ ds=∫rμ(x1,…,xn) ds:=∫abμ(r(t)) ∣r′(t)∣ dt\int_r \mu\,ds = \int_r \mu(x_1, \dots, x_n)\,ds := \int_a^b \mu(r(t))\,|r'(t)|\,dt

Esempio del prof. μ(x,y,z)=x−3y2+z\mu(x, y, z) = x - 3y^2 + z sul segmento r(t)=(t,t,t)r(t) = (t, t, t), t∈[0,1]t \in [0, 1]. Qui r′(t)=(1,1,1)r'(t) = (1, 1, 1), ∣r′(t)∣=3|r'(t)| = \sqrt3, e μ(r(t))=t−3t2+t=2t−3t2\mu(r(t)) = t - 3t^2 + t = 2t - 3t^2: ∫rμ ds=∫01(2t−3t2)3 dt=3 [t2−t3]01=0\int_r \mu\,ds = \int_0^1(2t - 3t^2)\sqrt3\,dt = \sqrt3\,\big[t^2 - t^3\big]_0^1 = 0 (un integrale curvilineo può essere nullo o negativo: μ\mu qui cambia segno lungo il segmento).

Definizione. Se μ≥0\mu \ge 0 è continua e non identicamente nulla, il baricentro di (r,μ)(r, \mu) è il punto 1∫rμ ds(∫rx1 μ ds, …, ∫rxn μ ds)\frac{1}{\int_r \mu\,ds}\left(\int_r x_1\,\mu\,ds,\ \dots,\ \int_r x_n\,\mu\,ds\right) Con μ=1\mu = 1 si parla di baricentro geometrico.

Esempio del prof. Baricentro geometrico della semicirconferenza r(t)=R(cos⁡t,sin⁡t)r(t) = R(\cos t, \sin t), t∈[0,π]t \in [0, \pi]. Qui ∣r′(t)∣=R|r'(t)| = R e ∫rds=πR\int_r ds = \pi R (la lunghezza): 1πR(∫0πRcos⁡t⋅R dt, ∫0πRsin⁡t⋅R dt)=1πR(0, 2R2)=(0, 2Rπ)\frac{1}{\pi R}\left(\int_0^\pi R\cos t\cdot R\,dt,\ \int_0^\pi R\sin t\cdot R\,dt\right) = \frac{1}{\pi R}\big(0,\ 2R^2\big) = \left(0,\ \frac{2R}{\pi}\right) La prima coordinata è 00 per simmetria; la seconda, 2Rπ≈0.64R\frac{2R}{\pi} \approx 0.64R, è dentro il semicerchio, non sulla curva: il baricentro di un filo curvo in generale non sta sul filo.

Definizione. Una curva r:[a,b]→Rnr : [a, b] \to \mathbb{R}^n (continua) è C1C^1 a tratti, o un cammino, se esiste una suddivisione a=t0<⋯<tm+1=ba = t_0 < \dots < t_{m+1} = b tale che su ogni [ti,ti+1][t_i, t_{i+1}] la restrizione rir_i sia di classe C1C^1. Si pone ∫rμ ds:=∑i∫riμ ds\int_r \mu\,ds := \sum_i\int_{r_i}\mu\,ds

Esempio. Il bordo del quadrato [0,1]2[0,1]^2 percorso lato per lato è un cammino: ∫rμ ds\int_r \mu\,ds è la somma degli integrali sui quattro lati.

Campi vettoriali, campi radiali e campi gradiente

Definizione. Un campo vettoriale su D⊆RnD \subseteq \mathbb{R}^n è una funzione F:D→Rn,x↦F(x)=(F1(x),…,Fn(x))F : D \to \mathbb{R}^n, \qquad x \mapsto F(x) = (F_1(x), \dots, F_n(x))

Esempio. F(x,y)=(−y,x)F(x, y) = (-y, x): nel punto (1,0)(1, 0) la freccia è (0,1)(0, 1) (verso l'alto), in (0,1)(0, 1) è (−1,0)(-1, 0) (verso sinistra). Le frecce sono sempre perpendicolari al raggio e lunghe quanto la distanza dall'origine: è il campo delle velocità di una rotazione rigida antioraria.

Definizione. Un campo su Rn\mathbb{R}^n è radiale se è della forma F(x)=g(∣x∣) x∣x∣,∣x∣∈I⊆ ]0,+∞[F(x) = g(|x|)\,\frac{x}{|x|}, \qquad |x| \in I \subseteq\, ]0, +\infty[

Esempio. F(x)=x∣x∣3F(x) = \frac{x}{|x|^3} (campo di Coulomb) è radiale, con g(r)=1r2g(r) = \frac{1}{r^2}.

Definizione. Sia DD aperto. Un campo continuo F:D→RnF : D \to \mathbb{R}^n è un campo gradiente se esiste U:D→RU : D \to \mathbb{R} di classe C1C^1 con F=∇U,cioeˋFi=∂xiU  per ogni iF = \nabla U, \qquad \text{cioè} \quad F_i = \partial_{x_i}U \ \text{ per ogni } i UU si dice primitiva di FF. In fisica si usa il potenziale V:=−UV := -U.

Esempio: campi "a variabili separate". Un campo del tipo F(x1,…,xn)=(f1(x1),…,fn(xn))F(x_1, \dots, x_n) = (f_1(x_1), \dots, f_n(x_n)), in cui ogni componente dipende solo dalla "sua" variabile, è gradiente: se ui′=fiu_i' = f_i, allora ∇(u1(x1)+⋯+un(xn))=(f1(x1),…,fn(xn))\nabla\big(u_1(x_1) + \cdots + u_n(x_n)\big) = (f_1(x_1), \dots, f_n(x_n)) Per esempio F(x1,x2)=(−x1, 2x2ex22)F(x_1, x_2) = (-x_1,\ 2x_2e^{x_2^2}) ha primitiva U=−12x12+ex22U = -\frac12x_1^2 + e^{x_2^2}.

Proposizione. Ogni campo radiale continuo F(x)=g(∣x∣)x∣x∣F(x) = g(|x|)\frac{x}{|x|} è un campo gradiente, e una primitiva è G(∣x∣)G(|x|), dove G′=gG' = g.

Esempio del prof. Primitiva di F(x)=∣x∣8xF(x) = |x|^8x su R3\mathbb{R}^3. Per x≠0x \ne 0, F(x)=∣x∣9x∣x∣F(x) = |x|^9\frac{x}{|x|}: radiale con g(r)=r9g(r) = r^9, G(r)=r1010G(r) = \frac{r^{10}}{10}. Quindi U(x)=∣x∣1010=(x2+y2+z2)510U(x) = \frac{|x|^{10}}{10} = \frac{(x^2 + y^2 + z^2)^5}{10} è una primitiva su R3∖{0}\mathbb{R}^3 \setminus \{0\}. In realtà lo è su tutto R3\mathbb{R}^3: UU è un polinomio, e la formula ∇U=∣x∣8x\nabla U = |x|^8x vale anche nell'origine (entrambi i membri sono nulli).

Integrale curvilineo di un campo vettoriale

Definizione. Sia r:[a,b]→D⊆Rnr : [a, b] \to D \subseteq \mathbb{R}^n un cammino e F:D→RnF : D \to \mathbb{R}^n un campo continuo. L'integrale curvilineo di FF lungo rr è ∫rF⋅dr=∫rF(x)⋅dr:=∫abF(r(t))⋅r′(t) dt\int_r F \cdot dr = \int_r F(x)\cdot dr := \int_a^b F(r(t))\cdot r'(t)\,dt Se FF è un campo di forze, è il lavoro di FF lungo rr. Se rr è chiuso (un circuito) si parla di circuitazione e si scrive ∮rF⋅dr\oint_r F \cdot dr.

Esempio del prof. F(x,y)=(−2x,y2)F(x, y) = (-2x, y^2) lungo r(t)=(t2,3t)r(t) = (t^2, 3t), t∈[0,1]t \in [0, 1]. F(r(t))=(−2t2, 9t2)F(r(t)) = (-2t^2,\ 9t^2), r′(t)=(2t,3)r'(t) = (2t, 3): ∫rF⋅dr=∫01(−2t2,9t2)⋅(2t,3) dt=∫01(−4t3+27t2) dt=−1+9=8\int_r F \cdot dr = \int_0^1(-2t^2, 9t^2)\cdot(2t, 3)\,dt = \int_0^1(-4t^3 + 27t^2)\,dt = -1 + 9 = 8

Proprietà (dell'integrale curvilineo di un campo). Siano F,GF, G campi continui su DD e rr un cammino in DD.

  1. ∫r(F+G)⋅dr=∫rF⋅dr+∫rG⋅dr\int_r(F + G)\cdot dr = \int_r F\cdot dr + \int_r G\cdot dr;
  2. ∫rcF⋅dr=c∫rF⋅dr\int_r cF\cdot dr = c\int_r F\cdot dr;
  3. (cammino inverso) ∫r−1F⋅dr=−∫rF⋅dr\int_{r^{-1}}F\cdot dr = -\int_r F\cdot dr;
  4. (giustapposizione) ∫r1r2F⋅dr=∫r1F⋅dr+∫r2F⋅dr\int_{r_1r_2}F\cdot dr = \int_{r_1}F\cdot dr + \int_{r_2}F\cdot dr.

Esempio del prof (con una giustapposizione). F(x,y)=(3y, x2−y)F(x, y) = (3y,\ x^2 - y) e r=r1r2r = r_1r_2, dove r1r_1 è la metà superiore del cerchio unitario (da (1,0)(1, 0) a (−1,0)(-1, 0)) e r2r_2 è la curva cartesiana y=x2−1y = x^2 - 1, x∈[−1,1]x \in [-1, 1] (da (−1,0)(-1, 0) a (1,0)(1, 0)).

  • r1(t)=(cos⁡t,sin⁡t)r_1(t) = (\cos t, \sin t), t∈[0,π]t \in [0, \pi], r1′=(−sin⁡t,cos⁡t)r_1' = (-\sin t, \cos t): ∫0π[3sin⁡t⋅(−sin⁡t)+(cos⁡2t−sin⁡t)cos⁡t]dt=−3∫0πsin⁡2t dt+∫0πcos⁡3t dt−∫0πsin⁡tcos⁡t dt=−3π2+0−0\int_0^\pi\big[3\sin t\cdot(-\sin t) + (\cos^2 t - \sin t)\cos t\big]dt = -3\int_0^\pi\sin^2 t\,dt + \int_0^\pi\cos^3 t\,dt - \int_0^\pi\sin t\cos t\,dt = -\frac{3\pi}{2} + 0 - 0 (∫0πsin⁡2t dt=π2\int_0^\pi\sin^2 t\,dt = \frac\pi2; gli altri due integrali sono nulli per simmetria rispetto a t=π2t = \frac\pi2).
  • r2(t)=(t,t2−1)r_2(t) = (t, t^2 - 1), t∈[−1,1]t \in [-1, 1], r2′=(1,2t)r_2' = (1, 2t), F(r2(t))=(3t2−3, t2−t2+1)=(3t2−3,1)F(r_2(t)) = (3t^2 - 3,\ t^2 - t^2 + 1) = (3t^2 - 3, 1): ∫−11(3t2−3+2t) dt=2−6+0=−4\int_{-1}^1(3t^2 - 3 + 2t)\,dt = 2 - 6 + 0 = -4

Campi conservativi e irrotazionali

Definizione. Un campo continuo F:D→RnF : D \to \mathbb{R}^n è conservativo se per ogni coppia di cammini r1r_1, r2r_2 in DD con gli stessi estremi ∫r1F⋅dr=∫r2F⋅dr\int_{r_1}F\cdot dr = \int_{r_2}F\cdot dr o, equivalentemente, se per ogni circuito rr in DD si ha ∮rF⋅dr=0\oint_r F\cdot dr = 0.

Esempio. F(x,y)=(2x,2y)=∇(x2+y2)F(x,y) = (2x, 2y) = \nabla(x^2 + y^2) è conservativo: da (0,0)(0,0) a (1,1)(1,1) il lavoro vale 22 lungo qualunque cammino. F(x,y)=(−y,x)F(x,y) = (-y, x) non lo è: sulla circonferenza unitaria ∮F⋅dr=2π≠0\oint F \cdot dr = 2\pi \ne 0.

Teorema. Sia F=∇UF = \nabla U un campo gradiente su DD e r:[a,b]→Dr : [a, b] \to D un cammino. Allora ∫rF⋅dr=U(r(b))−U(r(a))\int_r F\cdot dr = U(r(b)) - U(r(a)) In particolare ogni campo gradiente è conservativo. Vale anche il viceversa: un campo conservativo è un campo gradiente.

Esempio del prof. U(x,y)=y2sin⁡xU(x, y) = y^2\sin x e rr un qualsiasi cammino dall'origine a (π2,1)\left(\frac\pi2, 1\right): ∫r∇U⋅dr=U(π2,1)−U(0,0)=1⋅1−0=1\int_r\nabla U\cdot dr = U\left(\tfrac\pi2, 1\right) - U(0, 0) = 1\cdot 1 - 0 = 1 senza nemmeno sapere com'è fatto il cammino.

Definizione. Sia DD aperto. Un campo F:D→RnF : D \to \mathbb{R}^n di classe C1C^1 è irrotazionale se ∂xjFi=∂xiFjper ogni i,j\partial_{x_j}F_i = \partial_{x_i}F_j \qquad \text{per ogni } i, j

Esempio del prof. F(x1,x2)=(2x1ex23, 3x12x22ex23)F(x_1, x_2) = (2x_1e^{x_2^3},\ 3x_1^2x_2^2e^{x_2^3}): ∂x2F1=6x1x22ex23=∂x1F2\partial_{x_2}F_1 = 6x_1x_2^2e^{x_2^3} = \partial_{x_1}F_2. Irrotazionale.

Proposizione (test delle derivate miste). Se FF è C1C^1 e conservativo su un aperto, allora è irrotazionale.

Esempio. F=(y,−x)F = (y, -x) non è irrotazionale: ∂xF2=−1≠∂yF1=1\partial_x F_2 = -1 \ne \partial_y F_1 = 1, quindi non è conservativo.

Definizione. Un aperto DD è semplicemente connesso se ogni circuito in DD si può contrarre con continuità a un punto restando dentro DD.

Esempio. R2\mathbb{R}^2 e il disco sono semplicemente connessi; R2∖{(0,0)}\mathbb{R}^2 \setminus \{(0,0)\} no, perché un circuito attorno all'origine non si può contrarre a un punto.

Teorema. Se DD è un aperto semplicemente connesso e F:D→RnF : D \to \mathbb{R}^n è C1C^1 e irrotazionale, allora FF è conservativo. Corollario. Ogni campo C1C^1 irrotazionale su un aperto è localmente conservativo: attorno a ogni punto (in una palla) ha una primitiva.

Esempio. F=(2xy,x2)F = (2xy, x^2) è C1C^1 e irrotazionale (∂x(x2)=2x=∂y(2xy)\partial_x(x^2) = 2x = \partial_y(2xy)) su R2\mathbb{R}^2, semplicemente connesso: è conservativo, con primitiva U=x2yU = x^2 y.

Proposizione. Sia Ω⊆R2\Omega \subseteq \mathbb{R}^2 aperto semplicemente connesso, a1,…,am∈Ωa_1, \dots, a_m \in \Omega, e FF un campo C1C^1 irrotazionale su D=Ω∖{a1,…,am}D = \Omega \setminus \{a_1, \dots, a_m\}. Allora FF è conservativo se e solo se, scelti mm cerchi γ1,…,γm\gamma_1, \dots, \gamma_m in DD, ciascuno attorno a uno solo dei punti aia_i, si ha ∮γiF⋅dr=0\oint_{\gamma_i}F\cdot dr = 0 per ogni ii.

Esempio del prof. F(x,y)=(xx2+y2,yx2+y2)F(x, y) = \left(\frac{x}{x^2 + y^2}, \frac{y}{x^2 + y^2}\right) su R2∖{0}\mathbb{R}^2 \setminus \{0\}. È irrotazionale (∂yF1=−2xy(x2+y2)2=∂xF2\partial_y F_1 = -\frac{2xy}{(x^2 + y^2)^2} = \partial_x F_2) ed è radiale (F=1∣x∣x∣x∣F = \frac{1}{|x|}\frac{x}{|x|}, g(r)=1rg(r) = \frac1r), quindi conservativo, con primitiva log⁡∣x∣=12log⁡(x2+y2)\log|x| = \frac12\log(x^2 + y^2). In accordo con la proposizione: sul cerchio unitario F(r(t))⋅r′(t)=(cos⁡t,sin⁡t)⋅(−sin⁡t,cos⁡t)=0F(r(t))\cdot r'(t) = (\cos t, \sin t)\cdot(-\sin t, \cos t) = 0.

VI. Integrali doppi

Integrali doppi e formule di riduzione

Definizione. f:[a,b]×[c,d]→Rf : [a, b]\times[c, d] \to \mathbb{R} limitata è integrabile (secondo Riemann) se le somme ∑if(ci)Area⁡(Ai)\sum_i f(c_i)\operatorname{Area}(A_i) convergono quando il massimo dei diametri dei rettangolini tende a 00. Il limite si indica con ∫[a,b]×[c,d]f(x,y) dx dy\displaystyle\int_{[a,b]\times[c,d]}f(x, y)\,dx\,dy ed è l'integrale doppio di ff.

Esempio. f≡1f \equiv 1 su [0,2]×[0,3][0,2] \times [0,3]: ogni somma vale ∑Area(Ai)=6\sum \text{Area}(A_i) = 6, quindi ∫f=6\int f = 6.

Proposizione. Ogni funzione continua su un rettangolo chiuso è integrabile.

Esempio. f(x,y)=xyf(x,y) = xy è continua su [0,1]2[0,1]^2, quindi è integrabile.

Teorema (formula di riduzione sui rettangoli). Se ff è integrabile su [a,b]×[c,d][a, b]\times[c, d], ∫[a,b]×[c,d]f dx dy=∫ab(∫cdf(x,y) dy)dx=∫cd(∫abf(x,y) dx)dy\int_{[a,b]\times[c,d]}f\,dx\,dy = \int_a^b\left(\int_c^d f(x, y)\,dy\right)dx = \int_c^d\left(\int_a^b f(x, y)\,dx\right)dy

Esempio del prof. ∫02∫01(4−x−y) dy dx\int_0^2\int_0^1(4 - x - y)\,dy\,dx. Integrale interno (xx fissato, si integra in yy): ∫01(4−x−y) dy=[4y−xy−y22]01=72−x\int_0^1(4 - x - y)\,dy = \left[4y - xy - \frac{y^2}2\right]_0^1 = \frac72 - x Poi ∫02(72−x)dx=[72x−x22]02=7−2=5\int_0^2\left(\frac72 - x\right)dx = \left[\frac72x - \frac{x^2}2\right]_0^2 = 7 - 2 = 5. Nell'altro ordine: ∫02(4−x−y) dx=6−2y\int_0^2(4 - x - y)\,dx = 6 - 2y e ∫01(6−2y) dy=5\int_0^1(6 - 2y)\,dy = 5 ✓.

Definizione. DD è semplice rispetto a xx (o "normale rispetto all'asse xx") se D={(x,y):x∈[a,b], α(x)≤y≤β(x)}D = \{(x, y) : x \in [a, b],\ \alpha(x) \le y \le \beta(x)\} con α,β:[a,b]→R\alpha, \beta : [a, b] \to \mathbb{R} continue. È semplice rispetto a yy se D={(x,y):y∈[c,d], α(y)≤x≤β(y)}D = \{(x, y) : y \in [c, d],\ \alpha(y) \le x \le \beta(y)\}.

Esempio. Il triangolo {0≤y≤x≤1}\{0 \le y \le x \le 1\} è semplice rispetto a xx, con α(x)=0\alpha(x) = 0 e β(x)=x\beta(x) = x per x∈[0,1]x \in [0, 1].

Formule di riduzione. D semplice rispetto a x:∫Df dx dy=∫ab(∫α(x)β(x)f(x,y) dy)dxD \text{ semplice rispetto a } x: \quad \int_D f\,dx\,dy = \int_a^b\left(\int_{\alpha(x)}^{\beta(x)}f(x, y)\,dy\right)dx D semplice rispetto a y:∫Df dx dy=∫cd(∫α(y)β(y)f(x,y) dx)dyD \text{ semplice rispetto a } y: \quad \int_D f\,dx\,dy = \int_c^d\left(\int_{\alpha(y)}^{\beta(y)}f(x, y)\,dx\right)dy

Esempio del prof. D={0≤x≤1, x≤y≤2x}D = \{0 \le x \le 1,\ x \le y \le 2x\}, ∫Dx ey dx dy\int_D x\,e^y\,dx\,dy: ∫01(∫x2xx ey dy)dx=∫01x (e2x−ex) dx\int_0^1\left(\int_x^{2x}x\,e^y\,dy\right)dx = \int_0^1 x\,(e^{2x} - e^x)\,dx e per parti (∫xekx=ekx(xk−1k2)\int x e^{kx} = e^{kx}\left(\frac xk - \frac{1}{k^2}\right)): [e2x(x2−14)]01−[ex(x−1)]01=e24+14−1=e2−34\left[e^{2x}\left(\frac x2 - \frac14\right)\right]_0^1 - \big[e^x(x - 1)\big]_0^1 = \frac{e^2}4 + \frac14 - 1 = \frac{e^2 - 3}{4}.

Grafico interattivo: D = {0 ≤ x ≤ 1, x ≤ y ≤ 2x}: il triangolo di vertici (0, 0), (1, 1), (1, 2); a x fissato la fetta verticale va dalla retta y = x alla retta y = 2x

Cambiamento di variabili negli integrali doppi

Definizione. Se φ=(φ1,φ2)\varphi = (\varphi_1, \varphi_2) ha derivate parziali su un aperto, la matrice jacobiana è φ′(u,v)=Jφ(u,v):=(∂uφ1∂vφ1∂uφ2∂vφ2)=(∇φ1∇φ2)\varphi'(u, v) = J\varphi(u, v) := \begin{pmatrix} \partial_u\varphi_1 & \partial_v\varphi_1 \\ \partial_u\varphi_2 & \partial_v\varphi_2 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} \nabla\varphi_1 \\ \nabla\varphi_2 \end{pmatrix} e si indica ∣φ′(u,v)∣:=∣det⁡φ′(u,v)∣|\varphi'(u, v)| := |\det\varphi'(u, v)|.

Esempio. φ(u,v)=(u+v, u−v)\varphi(u,v) = (u + v,\ u - v) ha φ′=(111−1)\varphi' = \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & -1 \end{pmatrix} e ∣det⁡φ′∣=2|\det\varphi'| = 2.

Teorema (cambiamento di variabili). Siano X,YX, Y aperti di R2\mathbb{R}^2 e φ:X→Y\varphi : X \to Y biiettiva, di classe C1C^1, con det⁡φ′≠0\det\varphi' \ne 0. Siano E⊆XE \subseteq X limitato e D=φ(E)D = \varphi(E) (cioè E=φ−1(D)E = \varphi^{-1}(D)). Allora ff è integrabile su DD se e solo se (f∘φ) ∣det⁡φ′∣(f \circ \varphi)\,|\det\varphi'| lo è su EE, e ∫Df(x,y) dx dy=∫Ef(φ(u,v)) ∣det⁡φ′(u,v)∣ du dv\int_D f(x, y)\,dx\,dy = \int_E f(\varphi(u, v))\,|\det\varphi'(u, v)|\,du\,dv

Esempio. Con x=u+vx = u + v, y=u−vy = u - v (∣det⁡φ′∣=2|\det\varphi'| = 2): ∫Ddx dy=2∫Edu dv\int_D dx\,dy = 2\int_E du\,dv, cioè l'area di DD è il doppio di quella di EE.

Integrali doppi in coordinate polari

Teorema (coordinate polari). Sia DD limitato e E=φ−1(D)={(ρ,t)∈[0,+∞[×[0,2π]:(ρcos⁡t,ρsin⁡t)∈D}E = \varphi^{-1}(D) = \{(\rho, t) \in [0, +\infty[\times[0, 2\pi] : (\rho\cos t, \rho\sin t) \in D\}. Allora ff è integrabile su DD se e solo se f(ρcos⁡t,ρsin⁡t) ρf(\rho\cos t, \rho\sin t)\,\rho lo è su EE, e ∫Df(x,y) dx dy=∫Ef(ρcos⁡t,ρsin⁡t) ρ dρ dt\int_D f(x, y)\,dx\,dy = \int_E f(\rho\cos t, \rho\sin t)\,\rho\,d\rho\,dt

Esempio. Area del disco di raggio RR: ∫02π∫0Rρ dρ dt=πR2\int_0^{2\pi}\int_0^R \rho\,d\rho\,dt = \pi R^2.

Integrali doppi generalizzati e integrale di Gauss

Definizione. L'integrale iterato ∫−∞+∞(∫−∞+∞f(x,y) dy)dx\int_{-\infty}^{+\infty}\left(\int_{-\infty}^{+\infty}f(x, y)\,dy\right)dx esiste finito se:

  1. per tutti gli xx, salvo al più un numero finito, ∫−∞+∞f(x,y) dy\int_{-\infty}^{+\infty}f(x, y)\,dy è finito;
  2. la funzione x↦∫−∞+∞f(x,y) dyx \mapsto \int_{-\infty}^{+\infty}f(x, y)\,dy è integrabile in senso generalizzato. Analogamente con i ruoli di xx e yy scambiati.

Esempio. f=e−x2−y2f = e^{-x^2 - y^2}: ∫−∞+∞e−x2(∫−∞+∞e−y2 dy)dx=π⋅π=π\int_{-\infty}^{+\infty} e^{-x^2}\left(\int_{-\infty}^{+\infty} e^{-y^2}\,dy\right)dx = \sqrt{\pi} \cdot \sqrt{\pi} = \pi, finito.

Proposizione (riduzione per integrali generalizzati). f:R2→[0,+∞[f : \mathbb{R}^2 \to [0, +\infty[ è integrabile su R2\mathbb{R}^2 se e solo se uno dei due integrali iterati esiste finito. In tal caso entrambi coincidono con ∫R2f dx dy\int_{\mathbb{R}^2}f\,dx\,dy. Osservazione. Se ff è integrabile sul piano, per ogni successione crescente di insiemi limitati DkD_k che "invade" il piano (Dk⊆Dk+1D_k \subseteq D_{k+1}, ⋃kDk=R2\bigcup_k D_k = \mathbb{R}^2) si ha ∫Dkf→∫R2f\int_{D_k}f \to \int_{\mathbb{R}^2}f.

Esempio. Per f=e−x2−y2≥0f = e^{-x^2 - y^2} \ge 0 l'integrale iterato esiste finito (=π= \pi), quindi ff è integrabile su R2\mathbb{R}^2.

Criterio (funzioni positive). Se f≥0f \ge 0 e, calcolando l'integrale con una formula di riduzione o un cambio di variabili, si ottiene un valore finito, allora ff è integrabile e l'integrale è quel valore.

Esempio del prof. e−x/ye^{-x/y} su D={y>0, x≥y2}D = \{y > 0,\ x \ge y^2\} (illimitato a destra). Con le fette orizzontali (yy fissato, xx da y2y^2 a +∞+\infty): ∫y2+∞e−x/y dx=[−y e−x/y]y2+∞=y e−y\int_{y^2}^{+\infty}e^{-x/y}\,dx = \Big[-y\,e^{-x/y}\Big]_{y^2}^{+\infty} = y\,e^{-y} (per y>0y > 0, e−x/y→0e^{-x/y} \to 0 per x→+∞x \to +\infty). Poi ∫0+∞y e−y dy=1\int_0^{+\infty}y\,e^{-y}\,dy = 1 (per parti). Il risultato è finito: ff è integrabile su DD e l'integrale vale 11.

Grafico interattivo: D = {y > 0, x ≥ y²}: la regione a destra della parabola x = y² nel semipiano y > 0, illimitata verso destra; a y fissato la fetta orizzontale va da x = y² a +∞

VII. Integrali tripli

Integrali tripli

Formula (riduzione per fili). ∭Ef dx dy dz=∬D(∫α(x,y)β(x,y)f(x,y,z) dz)dx dy\iiint_E f\,dx\,dy\,dz = \iint_D\left(\int_{\alpha(x,y)}^{\beta(x,y)}f(x, y, z)\,dz\right)dx\,dy

Esempio. Volume del tetraedro 0≤z≤1−x−y0 \le z \le 1 - x - y sul triangolo D={x,y≥0, x+y≤1}D = \{x, y \ge 0,\ x + y \le 1\}: ∬D(1−x−y) dx dy=16\iint_D (1 - x - y)\,dx\,dy = \frac{1}{6}.

Formula (riduzione per strati). ∭Ef dx dy dz=∫ab(∬E(z)f(x,y,z) dx dy)dz\iiint_E f\,dx\,dy\,dz = \int_a^b\left(\iint_{E(z)}f(x, y, z)\,dx\,dy\right)dz

Esempio. Cono di altezza 11 con sezione a quota zz di raggio 1−z1 - z: V=∫01π(1−z)2 dz=π3V = \int_0^1 \pi (1 - z)^2\,dz = \frac{\pi}{3}.

Formula (coordinate cilindriche). x=ρcos⁡θ,y=ρsin⁡θ,z=z,dx dy dz=ρ dρ dθ dzx = \rho\cos\theta, \qquad y = \rho\sin\theta, \qquad z = z, \qquad dx\,dy\,dz = \rho\,d\rho\,d\theta\,dz

Esempio (Ripassi 2.46). Volume di {x2+y2≤1, 0≤z≤1−x2−y2}\{x^2 + y^2 \le 1,\ 0 \le z \le 1 - x^2 - y^2\} (sotto il paraboloide): ∫02π∫01(1−ρ2)ρ dρ dθ=2π⋅14=π2\int_0^{2\pi}\int_0^1(1 - \rho^2)\rho\,d\rho\,d\theta = 2\pi\cdot\frac14 = \frac\pi2. Il suo baricentro (Ripassi 2.37) ha zˉ=1π/2∫02π∫01(1−ρ2)22ρ dρ dθ=13\bar z = \frac{1}{\pi/2}\int_0^{2\pi}\int_0^1\frac{(1 - \rho^2)^2}{2}\rho\,d\rho\,d\theta = \frac13.

Formula (coordinate sferiche). x=ρsin⁡φcos⁡θ,y=ρsin⁡φsin⁡θ,z=ρcos⁡φ,dx dy dz=ρ2sin⁡φ dρ dφ dθx = \rho\sin\varphi\cos\theta, \quad y = \rho\sin\varphi\sin\theta, \quad z = \rho\cos\varphi, \qquad dx\,dy\,dz = \rho^2\sin\varphi\,d\rho\,d\varphi\,d\theta

Esempio (Ripassi 2.40). ∭z\iiint z su {x2+y2+z2≤2, z≥x2+y2}\{x^2 + y^2 + z^2 \le 2,\ z \ge \sqrt{x^2 + y^2}\} (il "cono gelato": palla di raggio 2\sqrt2 sopra il cono di apertura 45°45°, cioè φ≤π4\varphi \le \frac\pi4): ∫02π∫0π/4∫02ρcos⁡φ⋅ρ2sin⁡φ dρ dφ dθ=2π⋅(2)44⋅sin⁡2(π/4)2=2π⋅1⋅14=π2\int_0^{2\pi}\int_0^{\pi/4}\int_0^{\sqrt2}\rho\cos\varphi\cdot\rho^2\sin\varphi\,d\rho\,d\varphi\,d\theta = 2\pi\cdot\frac{(\sqrt2)^4}{4}\cdot\frac{\sin^2(\pi/4)}{2} = 2\pi\cdot 1\cdot\frac14 = \frac\pi2

VIII. Superfici e integrali superficiali

Superfici parametriche e area

Definizione. Una superficie parametrica in R3\mathbb{R}^3 è una funzione continua p:D⊆R2→R3,p(u,v)=(p1(u,v), p2(u,v), p3(u,v))p : D \subseteq \mathbb{R}^2 \to \mathbb{R}^3, \qquad p(u, v) = \big(p_1(u, v),\ p_2(u, v),\ p_3(u, v)\big) con DD chiuso e limitato. Il sostegno è p(D)⊆R3p(D) \subseteq \mathbb{R}^3. pp è di classe C1C^1 se le componenti sono C1C^1 su un aperto che contiene DD.

Esempio. p(u,v)=(u,v,u2+v2)p(u,v) = (u, v, u^2 + v^2) su D=[0,1]2D = [0,1]^2 è una superficie parametrica C1C^1: una parte del paraboloide z=x2+y2z = x^2 + y^2.

Definizione. Se p:D→R3p : D \to \mathbb{R}^3 è C1C^1, Area⁡(p):=∫D∣pu(u,v)×pv(u,v)∣ du dv\operatorname{Area}(p) := \int_D|p_u(u, v) \times p_v(u, v)|\,du\,dv ∣pu×pv∣|p_u \times p_v| è l'elemento d'area della superficie (si scrive anche dσ=∣pu×pv∣ du dvd\sigma = |p_u \times p_v|\,du\,dv).

Esempio del prof (un parallelogramma). p(u,v)=u a⃗+v b⃗p(u, v) = u\,\vec a + v\,\vec b, (u,v)∈[0,3]×[0,2](u, v) \in [0, 3]\times[0, 2]: il sostegno è il parallelogramma generato da 3a⃗3\vec a e 2b⃗2\vec b, di area ∣3a⃗×2b⃗∣=6∣a⃗×b⃗∣|3\vec a \times 2\vec b| = 6|\vec a \times \vec b|. Con la formula: pu=a⃗p_u = \vec a, pv=b⃗p_v = \vec b, e ∫D∣a⃗×b⃗∣ du dv=∣a⃗×b⃗∣⋅Area⁡(D)=6∣a⃗×b⃗∣\int_D|\vec a \times \vec b|\,du\,dv = |\vec a \times \vec b|\cdot\operatorname{Area}(D) = 6|\vec a \times \vec b| ✓.

Superfici di rotazione e teorema di Pappo-Guldino

Definizione. Siano r:[a,b]→R2r : [a, b] \to \mathbb{R}^2 una curva C1C^1 del piano xyxy e h≥0h \ge 0 continua sul suo sostegno. Il trapezoide di hh sopra rr è la "parete" verticale Trap⁡r(h):={(r(t),z):t∈[a,b], 0≤z≤h(r(t))}\operatorname{Trap}_r(h) := \{(r(t), z) : t \in [a, b],\ 0 \le z \le h(r(t))\}

Esempio. Sopra il segmento r(t)=(t,0)r(t) = (t, 0), t∈[0,2]t \in [0, 2], con h≡3h \equiv 3: il trapezoide è il rettangolo [0,2]×[0,3][0,2] \times [0,3] nel piano xzxz.

Proposizione (significato dell'integrale curvilineo). Area⁡(Trap⁡r(h))=∫rh ds\operatorname{Area}(\operatorname{Trap}_r(h)) = \displaystyle\int_r h\,ds.

Esempio del prof: la tenda. Base a semicerchio r(t)=(5cos⁡t,5sin⁡t)r(t) = (5\cos t, 5\sin t), t∈[0,π]t \in [0, \pi], soffitto sul piano z=10−x+y100z = 10 - \frac{x + y}{100}. Con ∣r′(t)∣=5|r'(t)| = 5: Area⁡=∫0π(10−5cos⁡t+5sin⁡t100)5 dt=50π−14∫0π(cos⁡t+sin⁡t) dt=50π−14⋅2=50π−12\operatorname{Area} = \int_0^\pi\left(10 - \frac{5\cos t + 5\sin t}{100}\right)5\,dt = 50\pi - \frac14\int_0^\pi(\cos t + \sin t)\,dt = 50\pi - \frac14\cdot 2 = 50\pi - \frac12

Definizione. La superficie di rotazione ottenuta ruotando rr attorno all'asse zz è p(t,θ)=(r1(t)cos⁡θ, r1(t)sin⁡θ, r2(t)),t∈[a,b], θ∈[0,2π]p(t, \theta) = \big(r_1(t)\cos\theta,\ r_1(t)\sin\theta,\ r_2(t)\big), \qquad t \in [a, b],\ \theta \in [0, 2\pi]

Esempio. Ruotando il segmento r(t)=(R,t)r(t) = (R, t), t∈[0,h]t \in [0, h], attorno all'asse zz si ottiene il cilindro p(t,θ)=(Rcos⁡θ,Rsin⁡θ,t)p(t, \theta) = (R\cos\theta, R\sin\theta, t).

Teorema (Pappo-Guldino). Se r:[a,b]→[0,+∞[×Rr : [a, b] \to [0, +\infty[\times\mathbb{R} è C1C^1, l'area della superficie ottenuta ruotandola attorno all'asse zz è Area⁡=2π∫abr1(t) ∣r′(t)∣ dt=2π∫rx ds=2π xˉr⋅Lunghezza⁡(r)\operatorname{Area} = 2\pi\int_a^b r_1(t)\,|r'(t)|\,dt = 2\pi\int_r x\,ds = 2\pi\,\bar x_r\cdot\operatorname{Lunghezza}(r) dove xˉr=1L∫rx ds\bar x_r = \frac{1}{L}\int_r x\,ds è la distanza del baricentro della curva dall'asse di rotazione.

Esempio. La semicirconferenza r(t)=(Rsin⁡t,Rcos⁡t)r(t) = (R\sin t, R\cos t), t∈[0,π]t \in [0, \pi], ruotata attorno a zz: Area=2π∫0πRsin⁡t⋅R dt=4πR2\text{Area} = 2\pi\int_0^\pi R\sin t \cdot R\,dt = 4\pi R^2, l'area della sfera.

Integrali superficiali

Definizione. Sia p:D→R3p : D \to \mathbb{R}^3 di classe C1C^1 e μ:p(D)→R\mu : p(D) \to \mathbb{R} continua. L'integrale superficiale di μ\mu su pp è ∫pμ(x,y,z) dσp:=∫Dμ(p(u,v)) ∣pu×pv∣(u,v) du dv\int_p\mu(x, y, z)\,d\sigma_p := \int_D\mu(p(u, v))\,|p_u \times p_v|(u, v)\,du\,dv

Esempio del prof. Massa della lamina z=x2z = x^2, (x,y)∈[0,2]×[0,3](x, y) \in [0, 2]\times[0, 3], con densità μ=z\mu = z. Qui fx=2xf_x = 2x, fy=0f_y = 0, elemento 1+4x2\sqrt{1 + 4x^2}, e μ=z=x2\mu = z = x^2 sulla superficie: ∫03∫02x21+4x2 dx dy=3∫02x21+4x2 dx=991716−3settsinh⁡464≈25.41\int_0^3\int_0^2 x^2\sqrt{1 + 4x^2}\,dx\,dy = 3\int_0^2 x^2\sqrt{1 + 4x^2}\,dx = \frac{99\sqrt{17}}{16} - \frac{3\operatorname{settsinh}4}{64} \approx 25.41 (l'integrale in xx si fa con la sostituzione 2x=sinh⁡s2x = \sinh s; il valore è stato calcolato con Python).

Definizione. p1:D1→R3p_1 : D_1 \to \mathbb{R}^3 e p2:D2→R3p_2 : D_2 \to \mathbb{R}^3 sono equivalenti se p1=p2∘φp_1 = p_2 \circ \varphi con φ:D1→D2\varphi : D_1 \to D_2 biiettiva, C1C^1, con det⁡φ′≠0\det\varphi' \ne 0. Proposizione. Se p1p_1 e p2p_2 sono superfici C1C^1 equivalenti e ff è continua sul sostegno, ∫p1f dσp1=∫p2f dσp2\int_{p_1}f\,d\sigma_{p_1} = \int_{p_2}f\,d\sigma_{p_2}.

Esempio. p1(u,v)=(u,v,0)p_1(u,v) = (u, v, 0) su [0,1]2[0,1]^2 e p2(s,t)=(2s,2t,0)p_2(s,t) = (2s, 2t, 0) su [0,12]2[0, \frac{1}{2}]^2 sono equivalenti (con φ(u,v)=(u2,v2)\varphi(u,v) = (\frac{u}{2}, \frac{v}{2})) e danno lo stesso integrale superficiale.

IX. Formula di Green e flusso

Formula di Green e calcolo di aree

Teorema (formula di Green). Sia DD un dominio regolare del piano (unione finita di domini semplici rispetto a entrambi gli assi, con bordo C1C^1 a tratti) e P,QP, Q di classe C1C^1 su un aperto che contiene D‾\overline D. Allora ∮∂+DP dx+Q dy=∬D(∂Q∂x−∂P∂y)dx dy\oint_{\partial^+D}P\,dx + Q\,dy = \iint_D\left(\frac{\partial Q}{\partial x} - \frac{\partial P}{\partial y}\right)dx\,dy

Esempio (Ripassi 1.37 e 1.41). F=(0,x3)F = (0, x^3) sul bordo della corona D={1≤x2+y2≤4}D = \{1 \le x^2 + y^2 \le 4\}.

  • Con Green: ∂xQ−∂yP=3x2\partial_xQ - \partial_yP = 3x^2, e in polari ∬D3x2=3∫02πcos⁡2θ dθ∫12ρ3 dρ=3π⋅154=45π4\iint_D 3x^2 = 3\int_0^{2\pi}\cos^2\theta\,d\theta\int_1^2\rho^3\,d\rho = 3\pi\cdot\frac{15}{4} = \frac{45\pi}{4}.
  • Direttamente: sul cerchio esterno (2cos⁡t,2sin⁡t)(2\cos t, 2\sin t) antiorario, ∫x3 dy=∫02π8cos⁡3t⋅2cos⁡t dt=16⋅3π4=12π\int x^3\,dy = \int_0^{2\pi}8\cos^3t\cdot 2\cos t\,dt = 16\cdot\frac{3\pi}4 = 12\pi; sul cerchio interno, percorso in senso orario, −∫02πcos⁡4t dt=−3π4-\int_0^{2\pi}\cos^4t\,dt = -\frac{3\pi}{4}. Totale 12π−3π4=45π412\pi - \frac{3\pi}4 = \frac{45\pi}4 ✓.

Grafico interattivo: La corona 1 ≤ x² + y² ≤ 4: il bordo esterno (raggio 2) è percorso in senso antiorario, quello interno (raggio 1) in senso orario, con la regione sempre a sinistra

Formula (area con l'integrale curvilineo). Area⁡(D)=∮∂+Dx dy=−∮∂+Dy dx=12∮∂+D(x dy−y dx)\operatorname{Area}(D) = \oint_{\partial^+D}x\,dy = -\oint_{\partial^+D}y\,dx = \frac12\oint_{\partial^+D}(x\,dy - y\,dx)

Esempio. Disco di raggio rr, con x=rcos⁡tx = r\cos t e y=rsin⁡ty = r\sin t: ∮x dy=∫02πr2cos⁡2t dt=πr2\oint x\,dy = \int_0^{2\pi} r^2\cos^2 t\,dt = \pi r^2.

Flusso di un campo attraverso una superficie

Definizione. Il flusso del campo continuo FF attraverso la superficie pp, orientata da N=pu×pvN = p_u \times p_v, è Φ=∬pF⋅n dσ=∬DF(p(u,v))⋅(pu×pv)(u,v) du dv\Phi = \iint_p F\cdot n\,d\sigma = \iint_D F(p(u, v))\cdot\big(p_u \times p_v\big)(u, v)\,du\,dv

Esempio. F=(0,0,1)F = (0, 0, 1) attraverso il disco p(u,v)=(u,v,0)p(u,v) = (u, v, 0), u2+v2≤1u^2 + v^2 \le 1, con N=pu×pv=(0,0,1)N = p_u \times p_v = (0,0,1): Φ=∬1 du dv=π\Phi = \iint 1\,du\,dv = \pi.

X. Equazioni differenziali

Equazioni differenziali esatte

Definizione. L'equazione è esatta se il campo (M,N)(M, N) è conservativo su DD, cioè se esiste U∈C1(D)U \in C^1(D) con ∂tU=M,∂yU=N\partial_t U = M, \qquad \partial_y U = N

Esempio. 2ty+(t2+1)y′=02ty + (t^2 + 1)y' = 0: M=2tyM = 2ty, N=t2+1N = t^2 + 1 e ∂yM=2t=∂tN\partial_y M = 2t = \partial_t N. Una primitiva è U=(t2+1)yU = (t^2 + 1)y, perché ∂tU=2ty\partial_t U = 2ty e ∂yU=t2+1\partial_y U = t^2 + 1.

Proposizione. Se l'equazione è esatta con primitiva UU, una funzione y(t)y(t) (con il grafico in DD) è soluzione se e solo se U(t,y(t))=cper qualche costante cU(t, y(t)) = c \qquad \text{per qualche costante } c

Esempio. Per l'equazione precedente U(t,y(t))=(t2+1)y=cU(t, y(t)) = (t^2 + 1)y = c, cioè y(t)=ct2+1y(t) = \frac{c}{t^2 + 1}.

XI. Calcolo combinatorio

Cardinalità, sequenze e principio di moltiplicazione

Proprietà. Siano A,B⊆XA, B \subseteq X finiti.

  1. Se A∩B=∅A \cap B = \emptyset: ∣A∪B∣=∣A∣+∣B∣|A \cup B| = |A| + |B|;
  2. in generale ∣A∪B∣=∣A∣+∣B∣−∣A∩B∣|A \cup B| = |A| + |B| - |A \cap B|;
  3. ∣A×B∣=∣A∣⋅∣B∣|A \times B| = |A|\cdot|B|;
  4. ∣Ac∣=∣X∣−∣A∣|A^c| = |X| - |A|.

Esempio del prof. Parole di 6 lettere (sequenze, anche senza senso) con un alfabeto di 24 lettere che contengono almeno una Z. Il complementare sono le parole senza Z, che usano 23 lettere: 23623^6. Le parole in tutto sono 24624^6. Quindi 246−236=191 102 976−148 035 889=43 067 08724^6 - 23^6 = 191\,102\,976 - 148\,035\,889 = 43\,067\,087

Principio della biiezione. Due insiemi finiti hanno la stessa cardinalità se e solo se esiste una corrispondenza biunivoca tra loro.

Esempio. I multipli di 44 tra 11 e 4040 sono {4,8,…,40}\{4, 8, \dots, 40\}, in biiezione con {1,2,…,10}\{1, 2, \dots, 10\} tramite 4k↔k4k \leftrightarrow k: sono 1010.

Definizione. Una kk-sequenza di InI_n è una kk-upla ordinata (a1,…,ak)(a_1, \dots, a_k) di elementi di InI_n, non necessariamente distinti (un elemento di In×⋯×InI_n\times\cdots\times I_n, kk volte). È senza ripetizione se i suoi termini sono distinti.

Esempio. Estraendo nell'ordine 55 numeri da un'urna con 9090 numeri (senza rimetterli) l'esito è una 55-sequenza senza ripetizione di I90I_{90}.

Definizione. Una nn-spartizione di IkI_k è una nn-upla ordinata (C1,…,Cn)(C_1, \dots, C_n) di sottoinsiemi di IkI_k a due a due disgiunti (anche vuoti) con unione IkI_k.

Esempio. Con I3={1,2,3}I_3 = \{1,2,3\} e n=2n = 2 scatole, (C1,C2)=({1,3},{2})(C_1, C_2) = (\{1,3\}, \{2\}) è una 22-spartizione; in tutto ce ne sono 23=82^3 = 8.

Proposizione. Le nn-spartizioni di IkI_k sono tante quante le kk-sequenze di InI_n.

Esempio. 33 oggetti in 22 scatole: la sequenza (2,1,2)(2, 1, 2) dice che gli oggetti 11 e 33 vanno nella scatola 22 e l'oggetto 22 nella scatola 11.

Principio di moltiplicazione (PM). Supponiamo che gli elementi di un insieme XX si costruiscano con una procedura in nn fasi, in cui la prima fase ha m1m_1 esiti possibili, la seconda (per ogni esito della prima) m2m_2, …, la nn-esima mnm_n, e che l'elemento costruito determini univocamente gli esiti di tutte le fasi. Allora ∣X∣=m1⋅m2⋯mn|X| = m_1\cdot m_2\cdots m_n

Esempio del prof. Comitati di 22 persone, scegliendo tra 66 donne e 55 uomini, con esattamente una donna e un uomo. Fase 1: la donna (66 modi); fase 2: l'uomo (55 modi). Dal comitato {D,U}\{D, U\} si risale a entrambe le scelte. PM: 6⋅5=306\cdot 5 = 30.

Proposizione. Il numero di kk-sequenze di InI_n è nkn^k.

Esempio. Le sequenze di lunghezza 33 di I2={1,2}I_2 = \{1,2\} sono 23=82^3 = 8.

Sottoinsiemi, principio di divisione e anagrammi

Proposizione. Il numero di permutazioni di (1,2,…,n)(1, 2, \dots, n) è n!n!. Proposizione. Il numero di kk-sequenze senza ripetizione di InI_n è n!(n−k)!=n(n−1)⋯(n−k+1)(k≤n),0(k>n)\frac{n!}{(n - k)!} = n(n - 1)\cdots(n - k + 1) \quad (k \le n), \qquad 0 \quad (k > n)

Esempio del prof. Da un'urna con 1212 palline (88 nere N1,…,N8N_1, \dots, N_8 e 44 rosse R1,…,R4R_1, \dots, R_4) se ne estraggono 33 in ordine, senza reimmissione. Quante terne hanno l'ultima pallina rossa? Conviene scegliere prima la fase vincolata: l'ultima (rossa) in 44 modi, poi la prima tra le 1111 rimaste, poi la seconda tra le 1010: 4⋅11⋅10=4404\cdot 11\cdot 10 = 440 (su 12⋅11⋅10=132012\cdot 11\cdot 10 = 1320 terne: un terzo, come la proporzione di rosse).

Principio di divisione. Siano XX, YY finiti e f:X→Yf : X \to Y tale che ogni y∈Yy \in Y provenga da esattamente mm elementi di XX. Allora ∣Y∣=∣X∣m|Y| = \frac{|X|}{m}.

Esempio. Gli anagrammi di "AAB": le 3!=63! = 6 permutazioni contano ogni anagramma 2!=22! = 2 volte (scambiando le due A), quindi gli anagrammi sono 62=3\frac{6}{2} = 3.

Teorema (numero di sottoinsiemi). Il numero di sottoinsiemi di kk elementi di InI_n è C(n,k)=(nk)=n!k! (n−k)!C(n, k) = \binom nk = \frac{n!}{k!\,(n - k)!} In particolare (n0)=(nn)=1\binom n0 = \binom nn = 1.

Esempio del prof. Comitati di 44 persone tra 66 donne e 55 uomini, con esattamente 22 donne e 22 uomini: si scelgono le 22 donne ((62)=15\binom62 = 15 modi) e i 22 uomini ((52)=10\binom52 = 10); il comitato determina entrambe le scelte, quindi 15⋅10=15015\cdot 10 = 150.

Proposizione. Il numero di anagrammi di una sequenza di lunghezza kk con k1k_1 ripetizioni del simbolo 11, …, knk_n ripetizioni del simbolo nn (k1+⋯+kn=kk_1 + \cdots + k_n = k) è k!k1! k2!⋯kn!\frac{k!}{k_1!\,k_2!\cdots k_n!}

Esempio. MATEMATICA ha 1010 lettere: M (22), A (33), T (22), E, I, C (11 ciascuna): 10!2! 3! 2!=3 628 80024=151 200\frac{10!}{2!\,3!\,2!} = \frac{3\,628\,800}{24} = 151\,200

XII. Spazi di probabilità

Probabilità uniforme su uno spazio finito

Definizione. Sia Ω\Omega un insieme finito (lo spazio campionario). La probabilità uniforme su Ω\Omega è P:P(Ω)→[0,1],P(A)=∣A∣∣Ω∣P : \mathcal{P}(\Omega) \to [0, 1], \qquad P(A) = \frac{|A|}{|\Omega|} Gli elementi di Ω\Omega sono gli esiti (o eventi elementari), i sottoinsiemi di Ω\Omega sono gli eventi. Proposizione. PP è uniforme se e solo se P({ω})=1∣Ω∣P(\{\omega\}) = \frac{1}{|\Omega|} per ogni ω∈Ω\omega \in \Omega.

Esempio. Dado equo: Ω={1,…,6}\Omega = \{1, \dots, 6\} e P(pari)=∣{2,4,6}∣6=12P(\text{pari}) = \frac{|\{2,4,6\}|}{6} = \frac{1}{2}.

Definizione assiomatica e continuità della probabilità

Definizione. Sia Ω\Omega un insieme qualsiasi. Una probabilità su Ω\Omega è una funzione P:P(Ω)→[0,1]P : \mathcal{P}(\Omega) \to [0, 1], A↦P(A)A \mapsto P(A), tale che:

  1. 0≤P(A)≤10 \le P(A) \le 1;
  2. P(∅)=0P(\emptyset) = 0, P(Ω)=1P(\Omega) = 1;
  3. (σ\sigma-additività) se A1,A2,…A_1, A_2, \dots è una famiglia numerabile di eventi a due a due disgiunti, P(⋃i=1∞Ai)=∑i=1∞P(Ai):=lim⁡n→∞(P(A1)+⋯+P(An))P\left(\bigcup_{i=1}^\infty A_i\right) = \sum_{i=1}^\infty P(A_i) := \lim_{n \to \infty}\big(P(A_1) + \cdots + P(A_n)\big)

Esempio del prof. PP su N≥1\mathbb{N}_{\ge 1} con P({n})=12nP(\{n\}) = \frac{1}{2^n} (i pesi sommano a 11: serie geometrica ∑n≥112n=1\sum_{n \ge 1}\frac1{2^n} = 1). Probabilità che il numero scelto sia pari: per la σ\sigma-additività P({2,4,6,… })=∑k≥1122k=∑k≥114k=1/41−1/4=13P(\{2, 4, 6, \dots\}) = \sum_{k \ge 1}\frac{1}{2^{2k}} = \sum_{k \ge 1}\frac{1}{4^k} = \frac{1/4}{1 - 1/4} = \frac13

Proposizione (unioni crescenti). Se E1⊆E2⊆⋯E_1 \subseteq E_2 \subseteq \cdots, allora P(⋃i=1∞Ei)=lim⁡i→∞P(Ei)P\left(\bigcup_{i=1}^\infty E_i\right) = \lim_{i \to \infty}P(E_i)

Esempio. Su N∗\mathbb{N}^* con P({k})=2−kP(\{k\}) = 2^{-k} e En={1,…,n}E_n = \{1, \dots, n\}: P(En)=1−2−n→1=P(⋃nEn)P(E_n) = 1 - 2^{-n} \to 1 = P\left(\bigcup_n E_n\right).

Proposizione (intersezioni decrescenti). Se E1⊇E2⊇⋯E_1 \supseteq E_2 \supseteq \cdots, allora P(⋂i=1∞Ei)=lim⁡i→∞P(Ei)P\left(\bigcap_{i=1}^\infty E_i\right) = \lim_{i \to \infty}P(E_i)

Esempio del prof. Su [0,1][0, 1] con la lunghezza, Ei=[14+1i,34−1i]E_i = \left[\frac14 + \frac1i, \frac34 - \frac1i\right] (vuoti per i<4i < 4, poi sempre più larghi: crescenti): la loro unione è l'intervallo aperto E=]14,34[E = \left]\frac14, \frac34\right[, e infatti per i≥4i \ge 4 si ha P(Ei)=12−2i→12=P(E)P(E_i) = \frac12 - \frac2i \to \frac12 = P(E).

XIII. Probabilità condizionata e indipendenza

Probabilità condizionata e formula del prodotto

Definizione. Siano E,FE, F eventi con P(F)≠0P(F) \ne 0. La probabilità condizionata di EE dato FF è P(E∣F)=P(E∩F)P(F)=P(EF)P(F)P(E \mid F) = \frac{P(E \cap F)}{P(F)} = \frac{P(EF)}{P(F)}

Esempio del prof (dado truccato). Le facce 1,3,61, 3, 6 hanno probabilità 112\frac1{12} ciascuna, le facce 2,4,52, 4, 5 probabilità 14\frac14 (la somma è 312+34=1\frac3{12} + \frac34 = 1 ✓). Esce un numero pari: qual è la probabilità che sia il 22 o il 66? P(pari)=P(2)+P(4)+P(6)=14+14+112=712,P({2,6}∩pari)=14+112=13P(\text{pari}) = P(2) + P(4) + P(6) = \frac14 + \frac14 + \frac1{12} = \frac7{12}, \qquad P(\{2, 6\} \cap \text{pari}) = \frac14 + \frac1{12} = \frac13 P({2,6}∣pari)=1/37/12=47P(\{2, 6\} \mid \text{pari}) = \frac{1/3}{7/12} = \frac47

Proposizione. Se P(F)≠0P(F) \ne 0, la funzione E↦P(E∣F)E \mapsto P(E \mid F) è una probabilità (su FF, e anche su tutto Ω\Omega).

Esempio. Dado equo e F={2,4,6}F = \{2,4,6\}: P({2}∣F)=P({4}∣F)=P({6}∣F)=13P(\{2\} \mid F) = P(\{4\} \mid F) = P(\{6\} \mid F) = \frac{1}{3}, che sommano a 11.

Proposizione (il caso uniforme). Se PP è uniforme su Ω\Omega finito e F≠∅F \ne \emptyset, allora P(⋅∣F)P(\cdot \mid F) è la probabilità uniforme su FF.

Esempio. Dado equo e F=F = "pari": P({6}∣F)=∣{6}∣∣F∣=13P(\{6\} \mid F) = \frac{|\{6\}|}{|F|} = \frac{1}{3}.

Proposizione. Se P(F)≠0P(F) \ne 0: P(E∩F)=P(E∣F) P(F)\quad P(E \cap F) = P(E \mid F)\,P(F).

Esempio del prof (il radar). Se un aereo è presente, il radar lo rileva con probabilità 0.990.99; se non c'è, segnala comunque la presenza con probabilità 0.10.1. Un aereo è presente con probabilità 0.050.05.

  • Falso allarme (non c'è l'aereo e il radar segnala): P(segnale∩assente)=P(segnale∣assente)P(assente)=0.1⋅0.95=0.095P(\text{segnale} \cap \text{assente}) = P(\text{segnale} \mid \text{assente})P(\text{assente}) = 0.1\cdot 0.95 = 0.095.
  • Mancata rilevazione (c'è l'aereo e il radar non segnala): P(non segnale∣presente)P(presente)=0.01⋅0.05=0.0005P(\text{non segnale} \mid \text{presente})P(\text{presente}) = 0.01\cdot 0.05 = 0.0005.

Proposizione. Se P(A1A2⋯An−1)>0P(A_1A_2\cdots A_{n-1}) > 0, P(A1A2⋯An)=P(A1) P(A2∣A1) P(A3∣A1A2)⋯P(An∣A1⋯An−1)P(A_1A_2\cdots A_n) = P(A_1)\,P(A_2 \mid A_1)\,P(A_3 \mid A_1A_2)\cdots P(A_n \mid A_1\cdots A_{n-1})

Esempio del prof. Tre carte estratte senza reimmissione da un mazzo di 5252: probabilità che nessuna sia di cuori.

  • Con la probabilità uniforme: (393)(523)=913922100≈0.414\frac{\binom{39}3}{\binom{52}3} = \frac{9139}{22100} \approx 0.414.
  • Con la formula del prodotto, AiA_i = "l'ii-esima non è di cuori": P(A1)=3952P(A_1) = \frac{39}{52}; sapendo che la prima non era di cuori, restano 5151 carte di cui 3838 non di cuori: P(A2∣A1)=3851P(A_2 \mid A_1) = \frac{38}{51}; poi P(A3∣A1A2)=3750P(A_3 \mid A_1A_2) = \frac{37}{50}. Prodotto: 39⋅38⋅3752⋅51⋅50≈0.414\frac{39\cdot 38\cdot 37}{52\cdot 51\cdot 50} \approx 0.414 ✓.

Formula della partizione e formula di Bayes

Proposizione (inversione). Se P(E),P(F)>0P(E), P(F) > 0: P(F∣E)=P(E∣F) P(F)P(E)P(F \mid E) = \frac{P(E \mid F)\,P(F)}{P(E)}

Esempio. Con P(E∣F)=0,9P(E \mid F) = 0{,}9, P(F)=0,1P(F) = 0{,}1 e P(E)=0,3P(E) = 0{,}3: P(F∣E)=0,9⋅0,10,3=0,3P(F \mid E) = \frac{0{,}9 \cdot 0{,}1}{0{,}3} = 0{,}3.

Teorema (formula della partizione o delle probabilità totali). Sia {F1,…,Fn}\{F_1, \dots, F_n\} una partizione di Ω\Omega (eventi a due a due disgiunti con unione Ω\Omega) con P(Fi)>0P(F_i) > 0. Per ogni evento EE: P(E)=P(E∣F1)P(F1)+⋯+P(E∣Fn)P(Fn)P(E) = P(E \mid F_1)P(F_1) + \cdots + P(E \mid F_n)P(F_n) Vale lo stesso per una partizione numerabile.

Esempio del prof (il bus). Piove con probabilità 0.60.6 (F1F_1), non piove con 0.40.4 (F2=F1cF_2 = F_1^c). Se piove il bus è in ritardo con probabilità 0.80.8, altrimenti 0.30.3. P(ritardo)=0.8⋅0.6+0.3⋅0.4=0.48+0.12=0.6P(\text{ritardo}) = 0.8\cdot 0.6 + 0.3\cdot 0.4 = 0.48 + 0.12 = 0.6

Teorema (Bayes). Sia {F1,…,Fn}\{F_1, \dots, F_n\} una partizione di Ω\Omega con P(Fi)>0P(F_i) > 0, e EE con P(E)>0P(E) > 0. Allora P(Fj∣E)=P(E∣Fj) P(Fj)P(E∣F1)P(F1)+⋯+P(E∣Fn)P(Fn)P(F_j \mid E) = \frac{P(E \mid F_j)\,P(F_j)}{P(E \mid F_1)P(F_1) + \cdots + P(E \mid F_n)P(F_n)}

Esempio. Due urne equiprobabili con il 30%30\% e il 60%60\% di palline nere: P(urna 1∣nera)=0,3⋅0,50,3⋅0,5+0,6⋅0,5=13P(\text{urna } 1 \mid \text{nera}) = \frac{0{,}3 \cdot 0{,}5}{0{,}3 \cdot 0{,}5 + 0{,}6 \cdot 0{,}5} = \frac{1}{3}.

Eventi indipendenti e indipendenza condizionata

Definizione. Gli eventi AA e BB sono indipendenti (per (Ω,P)(\Omega, P)) se P(AB)=P(A) P(B)P(AB) = P(A)\,P(B)

Esempio del prof. Dado equilibrato, AA = "pari" ={2,4,6}= \{2, 4, 6\}, BB = "≥4\ge 4" ={4,5,6}= \{4, 5, 6\}. P(AB)=P({4,6})=13P(AB) = P(\{4, 6\}) = \frac13, mentre P(A)P(B)=14P(A)P(B) = \frac14: non indipendenti (sapere che è uscito un numero alto rende più probabile il pari: P(A∣B)=23P(A \mid B) = \frac23).

Proprietà. Se AA e BB sono indipendenti, lo sono anche AA e BcB^c (e quindi AcA^c e BB, AcA^c e BcB^c).

Esempio del prof (con o senza reimmissione). Urna con 1010 rosse e 44 nere, due estrazioni; AA = "la prima è rossa", BB = "la seconda è rossa". Si ha P(A)=P(B)=1014=57P(A) = P(B) = \frac{10}{14} = \frac57 in entrambi i casi.

  • Con reimmissione: P(AB)=(1014)2=P(A)P(B)P(AB) = \left(\frac{10}{14}\right)^2 = P(A)P(B): indipendenti (l'urna torna com'era).
  • Senza reimmissione: P(AB)=1014⋅913=4591≈0.495≠2549≈0.510P(AB) = \frac{10}{14}\cdot\frac{9}{13} = \frac{45}{91} \approx 0.495 \ne \frac{25}{49} \approx 0.510: non indipendenti (se la prima è rossa, resta una rossa in meno).

Definizione. AA, BB, CC sono indipendenti se

  1. lo sono a due a due: P(AB)=P(A)P(B)P(AB) = P(A)P(B), P(AC)=P(A)P(C)P(AC) = P(A)P(C), P(BC)=P(B)P(C)P(BC) = P(B)P(C);
  2. e inoltre P(ABC)=P(A)P(B)P(C)P(ABC) = P(A)P(B)P(C).

Esempio. Tre lanci di una moneta equa, con AA, BB, CC = "testa al lancio 1,2,31, 2, 3": sono indipendenti, perché P(ABC)=18=12⋅12⋅12P(ABC) = \frac{1}{8} = \frac{1}{2} \cdot \frac{1}{2} \cdot \frac{1}{2} e le coppie fattorizzano.

Definizione. Una famiglia di eventi {Ai:i∈I}\{A_i : i \in I\} è indipendente se per ogni scelta di indici distinti i1,…,ini_1, \dots, i_n: P(Ai1⋯Ain)=P(Ai1)⋯P(Ain)P(A_{i_1}\cdots A_{i_n}) = P(A_{i_1})\cdots P(A_{i_n})

Esempio. AiA_i = "testa al lancio ii", i=1,…,4i = 1, \dots, 4: P(A1A2A4)=(12)3=18P(A_1 A_2 A_4) = \left(\frac{1}{2}\right)^3 = \frac{1}{8}.

Definizione. Se P(F)≠0P(F) \ne 0, gli eventi AA e BB sono indipendenti condizionatamente a FF se lo sono per la probabilità P(⋅∣F)P(\cdot \mid F): P(AB∣F)=P(A∣F) P(B∣F)P(AB \mid F) = P(A \mid F)\,P(B \mid F)

Esempio. Con una moneta equa o con una moneta che dà testa con probabilità 0,90{,}9, scelta a caso: dato quale moneta è stata scelta, i lanci sono indipendenti, ma in generale no (P(AB)=0,53≠P(A)P(B)=0,49P(AB) = 0{,}53 \ne P(A)P(B) = 0{,}49).

XIV. Variabili aleatorie discrete

Variabili aleatorie discrete e funzione di distribuzione

Definizione. Una variabile aleatoria (v.a.) su Ω\Omega è una funzione X:Ω→RX : \Omega \to \mathbb{R}.

Esempio. Lancio di due dadi: X(ω1,ω2)=ω1+ω2X(\omega_1, \omega_2) = \omega_1 + \omega_2 è una v.a. su Ω={1,…,6}2\Omega = \{1, \dots, 6\}^2.

Definizione. XX è discreta se la sua immagine è un insieme finito o numerabile {x0,x1,x2,… }\{x_0, x_1, x_2, \dots\}. La densità discreta di XX è la funzione pX:R→[0,1]p_X : \mathbb{R} \to [0, 1], pX(x)=P(X=x)p_X(x) = P(X = x).

Esempio. Dado equo: pX(k)=16p_X(k) = \frac{1}{6} per k=1,…,6k = 1, \dots, 6, e ∑kpX(k)=1\sum_k p_X(k) = 1.

Proprietà. Se XX è discreta con valori x0,x1,…x_0, x_1, \dots: ∑kpX(xk)=1,P(X∈A)=∑k:xk∈ApX(xk)\sum_k p_X(x_k) = 1, \qquad P(X \in A) = \sum_{k : x_k \in A}p_X(x_k)

Esempio del prof. Tre lanci di una moneta, Ω\Omega = terne di {T,C}\{T, C\}. X1X_1 = numero di teste: {X1=1}={(T,C,C),(C,T,C),(C,C,T)}\{X_1 = 1\} = \{(T, C, C), (C, T, C), (C, C, T)\}. X2X_2 = 11 se due lanci danno lo stesso risultato, 00 altrimenti: con tre lanci e due sole facce due risultati coincidono sempre, quindi {X2=0}=∅\{X_2 = 0\} = \emptyset.

Definizione. XX è di Bernoulli di parametro pp, e si scrive X∼Be⁡(p)X \sim \operatorname{Be}(p), se Im⁡X={0,1}\operatorname{Im}X = \{0, 1\} con pX(1)=p,pX(0)=1−pp_X(1) = p, \qquad p_X(0) = 1 - p

Esempio del prof. Due carte estratte insieme da un mazzo di 5252; X=1X = 1 se c'è almeno una figura (1212 figure), 00 altrimenti. P(X=0)=(402)(522)=7801326=130221≈0.588P(X = 0) = \frac{\binom{40}2}{\binom{52}2} = \frac{780}{1326} = \frac{130}{221} \approx 0.588, quindi X∼Be⁡(91221)X \sim \operatorname{Be}\left(\frac{91}{221}\right).

Definizione. La funzione di distribuzione (o di ripartizione) di una v.a. XX è FX:R→[0,1],FX(x)=P(X≤x)F_X : \mathbb{R} \to [0, 1], \qquad F_X(x) = P(X \le x)

Esempio (Bernoulli di parametro 13\frac13): F(x)=0F(x) = 0 per x<0x < 0, F(x)=23F(x) = \frac23 per 0≤x<10 \le x < 1, F(x)=1F(x) = 1 per x≥1x \ge 1.

Proprietà della funzione di distribuzione.

  1. FXF_X è crescente (non decrescente);
  2. lim⁡x→−∞FX(x)=0\lim_{x \to -\infty}F_X(x) = 0, lim⁡x→+∞FX(x)=1\lim_{x \to +\infty}F_X(x) = 1;
  3. FXF_X è continua a destra;
  4. P(X<a)=FX(a−):=lim⁡x→a−FX(x)P(X < a) = F_X(a^-) := \lim_{x \to a^-}F_X(x);
  5. P(X=a)=FX(a)−FX(a−)P(X = a) = F_X(a) - F_X(a^-) (il salto in aa).

Esempio. Dado equo: FX(3)=36F_X(3) = \frac{3}{6}, P(X<3)=FX(3−)=26P(X < 3) = F_X(3^-) = \frac{2}{6} e P(X=3)=FX(3)−FX(3−)=16P(X = 3) = F_X(3) - F_X(3^-) = \frac{1}{6}.

Corollario. Variabili con la stessa funzione di distribuzione hanno la stessa legge: P(X∈A)=P(Y∈A)P(X \in A) = P(Y \in A) per ogni AA.

Esempio del prof. FX(x)={14exx<014x2+140≤x<134+x−181≤x<21x≥2F_X(x) = \begin{cases} \frac14e^x & x < 0 \\ \frac14x^2 + \frac14 & 0 \le x < 1 \\ \frac34 + \frac{x - 1}{8} & 1 \le x < 2 \\ 1 & x \ge 2 \end{cases}

  • P(X=0)=F(0)−F(0−)=14−14=0P(X = 0) = F(0) - F(0^-) = \frac14 - \frac14 = 0 (nessun salto in 00);
  • P(X=1)=F(1)−F(1−)=34−(14+14)=14P(X = 1) = F(1) - F(1^-) = \frac34 - \left(\frac14 + \frac14\right) = \frac14;
  • P(X=2)=F(2)−F(2−)=1−(34+18)=18P(X = 2) = F(2) - F(2^-) = 1 - \left(\frac34 + \frac18\right) = \frac18;
  • P(X<1)=F(1−)=12P(X < 1) = F(1^-) = \frac12.

Grafico interattivo: La distribuzione dell'esempio: salti in x = 1 (ampiezza 1/4) e in x = 2 (ampiezza 1/8)

Variabili binomiale e geometrica

Definizione. XX è binomiale di parametri (n,p)(n, p), X∼B(n,p)X \sim B(n, p), se Im⁡X={0,1,…,n}\operatorname{Im}X = \{0, 1, \dots, n\} e pX(k)=(nk)pk(1−p)n−k,k=0,1,…,np_X(k) = \binom nk p^k(1 - p)^{n-k}, \qquad k = 0, 1, \dots, n

Esempio. X∼B(3,12)X \sim B(3, \frac{1}{2}): P(X=2)=(32)(12)3=38P(X = 2) = \binom{3}{2}\left(\frac{1}{2}\right)^3 = \frac{3}{8}.

Definizione. Le variabili {Xi:i∈I}\{X_i : i \in I\} sono indipendenti se, comunque si scelgano Ai⊆RA_i \subseteq \mathbb{R}, gli eventi {Xi∈Ai}\{X_i \in A_i\} sono indipendenti.

Esempio. In una successione di lanci di una moneta, le variabili "esito del lancio ii" sono indipendenti.

Proposizione. Se X1,…,Xn∼Be⁡(p)X_1, \dots, X_n \sim \operatorname{Be}(p) sono indipendenti, allora X:=X1+⋯+Xn∼B(n,p)X := X_1 + \cdots + X_n \sim B(n, p).

Esempio. Il numero di teste in 33 lanci di una moneta equa è X1+X2+X3∼B(3,12)X_1 + X_2 + X_3 \sim B(3, \frac{1}{2}).

Definizione. XX è geometrica di parametro p∈ ]0,1[p \in\, ]0, 1[, X∼Ge⁡(p)X \sim \operatorname{Ge}(p), se Im⁡X=N≥1\operatorname{Im}X = \mathbb{N}_{\ge 1} e pX(k)=p (1−p)k−1,k=1,2,…p_X(k) = p\,(1 - p)^{k-1}, \qquad k = 1, 2, \dots

Esempio del prof. Lanciando un dado, servono 77 o più lanci per il primo 66 con probabilità P(X≥7)=P(X>6)=(56)6≈0.335P(X \ge 7) = P(X > 6) = \left(\frac56\right)^6 \approx 0.335: una volta su tre!

Grafico interattivo: Densità di Ge(1/4): P(X = k) = (1/4)(3/4)^(k−1), decrescente

Proposizione. Se X∼Ge⁡(p)X \sim \operatorname{Ge}(p), per ogni k,m∈Nk, m \in \mathbb{N}: P(X>k+m∣X>k)=P(X>m)P(X > k + m \mid X > k) = P(X > m)

Esempio del prof (la zia e il lotto). In ogni estrazione del lotto escono 55 numeri su 9090; il 9090 esce con probabilità p=590=118p = \frac{5}{90} = \frac1{18}. Il 9090 non esce da 3030 settimane: probabilità che esca alla 3131-esima? Per l'assenza di memoria è ancora 118\frac1{18}, non più alta: il numero "ritardatario" non è favorito. Probabilità che si debba aspettare almeno fino alla 3535-esima settimana (che non esca nelle settimane 3131-3434): P(X>34∣X>30)=P(X>4)=(1718)4≈0.80P(X > 34 \mid X > 30) = P(X > 4) = \left(\frac{17}{18}\right)^4 \approx 0.80.

XV. La variabile di Poisson

Variabile di Poisson e approssimazione della binomiale

Definizione. XX è di Poisson di parametro λ>0\lambda > 0, X∼Po⁡(λ)X \sim \operatorname{Po}(\lambda), se Im⁡X=N\operatorname{Im}X = \mathbb{N} e pX(k)=e−λλkk!,k=0,1,2,…p_X(k) = e^{-\lambda}\frac{\lambda^k}{k!}, \qquad k = 0, 1, 2, \dots

Esempio del prof. Le telefonate a un centralino in un'ora sono Po⁡(30)\operatorname{Po}(30). Probabilità di esattamente 2828 telefonate: e−30302828!≈0.070e^{-30}\frac{30^{28}}{28!} \approx 0.070 (calcolata con i logaritmi in Python: i singoli fattori sono enormi o minuscoli).

Proposizione. Se Xn∼B(n,λn)X_n \sim B\left(n, \frac\lambda n\right), allora per ogni kk: lim⁡n→∞P(Xn=k)=e−λλkk!\displaystyle\lim_{n \to \infty}P(X_n = k) = e^{-\lambda}\frac{\lambda^k}{k!}.

Esempio. X∼B(100,0,02)X \sim B(100, 0{,}02) ha λ=np=2\lambda = np = 2: P(X=3)≈e−2233!≈0,180P(X = 3) \approx e^{-2}\frac{2^3}{3!} \approx 0{,}180 (il valore esatto è 0,1820{,}182).

Somma di Poisson indipendenti e processo di Poisson

Proposizione. Se X∼Po⁡(λ)X \sim \operatorname{Po}(\lambda) e Y∼Po⁡(μ)Y \sim \operatorname{Po}(\mu) sono indipendenti, allora X+Y∼Po⁡(λ+μ)X + Y \sim \operatorname{Po}(\lambda + \mu).

Esempio. X∼Po⁡(2)X \sim \operatorname{Po}(2) e Y∼Po⁡(3)Y \sim \operatorname{Po}(3) indipendenti: X+Y∼Po⁡(5)X + Y \sim \operatorname{Po}(5).

Definizione. Un processo di Poisson di intensità λ\lambda è una famiglia di variabili aleatorie {Xt:t>0}\{X_t : t > 0\} (XtX_t = numero di eventi nell'intervallo [0,t][0, t]) tale che:

  1. per ogni t>0t > 0, Xt∼Po⁡(λt)X_t \sim \operatorname{Po}(\lambda t);
  2. per ogni t,τ>0t, \tau > 0, Xt+τ−Xt∼Po⁡(λτ)X_{t+\tau} - X_t \sim \operatorname{Po}(\lambda\tau) (gli eventi in un intervallo di lunghezza τ\tau, ovunque sia collocato);
  3. per ogni t0<t1<⋯<tnt_0 < t_1 < \cdots < t_n, gli incrementi Xt1−Xt0,…,Xtn−Xtn−1X_{t_1} - X_{t_0}, \dots, X_{t_n} - X_{t_{n-1}} sono indipendenti.

Esempio. Con intensità λ=2\lambda = 2 eventi all'ora: P(nessun evento in 30 minuti)=e−2⋅0,5=e−1≈0,368P(\text{nessun evento in } 30 \text{ minuti}) = e^{-2 \cdot 0{,}5} = e^{-1} \approx 0{,}368.

Grafico interattivo: Centralino con λ = 30 telefonate/ora = 0.5 al minuto: probabilità di nessuna chiamata in t minuti, e^(−0.5 t)

XVI. Valore atteso e varianza

Valore atteso di variabili discrete

Definizione. Se XX è discreta con valori {xi:i∈I}\{x_i : i \in I\} (II finito o N\mathbb{N}), XX ha valore atteso finito se ∑i∣xi∣ pX(xi)<+∞\sum_i|x_i|\,p_X(x_i) < +\infty, e in tal caso il valore atteso (o media, o speranza) è E[X]:=∑i∈Ixi pX(xi)=∑ixi P(X=xi)E[X] := \sum_{i \in I}x_i\,p_X(x_i) = \sum_i x_i\,P(X = x_i)

Esempio del prof. XX con valori −1,0,1-1, 0, 1 e probabilità 13,16,12\frac13, \frac16, \frac12: E[X]=−1⋅13+0⋅16+1⋅12=16E[X] = -1\cdot\frac13 + 0\cdot\frac16 + 1\cdot\frac12 = \frac16 Il valore atteso può non essere uno dei valori assunti.

Proposizione. Se XX è discreta e g:R→Rg : \mathbb{R} \to \mathbb{R}, allora g(X)=g∘Xg(X) = g \circ X è una v.a. discreta e, se ∑x∣g(x)∣pX(x)<+∞\sum_x|g(x)|p_X(x) < +\infty, E[g(X)]=∑x∈Im⁡Xg(x) pX(x)E[g(X)] = \sum_{x \in \operatorname{Im}X}g(x)\,p_X(x)

Esempio del prof. Con la XX di prima, E[X2]E[X^2]:

  • con la definizione: X2X^2 vale 11 (se X=±1X = \pm1, probabilità 13+12=56\frac13 + \frac12 = \frac56) o 00 (probabilità 16\frac16), quindi E[X2]=56E[X^2] = \frac56;
  • con la proposizione: (−1)213+0216+1212=56(-1)^2\frac13 + 0^2\frac16 + 1^2\frac12 = \frac56 ✓.

Corollario (linearità per le funzioni affini). E[aX+b]=a E[X]+bE[aX + b] = a\,E[X] + b.

Esempio del prof (l'assicurazione). Una compagnia incassa il premio cc e paga ss euro se un evento EE (di probabilità pp) si verifica entro l'anno. Con X=1X = 1 se EE si verifica (X∼Be⁡(p)X \sim \operatorname{Be}(p)), il profitto è c−sXc - sX, e E[profitto]=c−s pE[\text{profitto}] = c - s\,p Perché il profitto atteso sia il 10%10\% di ss: c−sp=0.1 sc - sp = 0.1\,s, cioè c=s(p+0.1)c = s(p + 0.1).

Proposizione. Se X1,…,XmX_1, \dots, X_m hanno valore atteso finito, E[X1+⋯+Xm]=E[X1]+⋯+E[Xm]E[X_1 + \cdots + X_m] = E[X_1] + \cdots + E[X_m] senza bisogno di indipendenza.

Esempio. Due dadi: E[X1+X2]=72+72=7E[X_1 + X_2] = \frac{7}{2} + \frac{7}{2} = 7, senza bisogno di indipendenza.

Corollario. Se X∼B(n,p)X \sim B(n, p), E[X]=npE[X] = np.

Esempio. X∼B(10,12)X \sim B(10, \frac{1}{2}): E[X]=10⋅12=5E[X] = 10 \cdot \frac{1}{2} = 5.

Proposizione. Se XX, YY sono discrete e g:R2→Rg : \mathbb{R}^2 \to \mathbb{R} (con la serie assolutamente convergente), E[g(X,Y)]=∑x,yg(x,y) P(X=x,Y=y)E[g(X, Y)] = \sum_{x, y}g(x, y)\,P(X = x, Y = y) In particolare E[XY]=∑x,yxy P(X=x,Y=y)E[XY] = \sum_{x, y}xy\,P(X = x, Y = y), e se XX, YY sono indipendenti E[XY]=E[X] E[Y]E[XY] = E[X]\,E[Y].

Esempio. Due dadi indipendenti XX, YY: E[XY]=E[X]E[Y]=72⋅72=494E[XY] = E[X]E[Y] = \frac{7}{2} \cdot \frac{7}{2} = \frac{49}{4}.

Varianza e covarianza di variabili discrete

Definizione. Se E[X]E[X] ed E[X2]E[X^2] sono finiti, la varianza di XX è Var⁡[X]:=E[(X−μX)2],μX:=E[X]\operatorname{Var}[X] := E\left[(X - \mu_X)^2\right], \qquad \mu_X := E[X] e la deviazione standard è σX:=Var⁡[X]\sigma_X := \sqrt{\operatorname{Var}[X]}.

Esempio. Dado equo: E[X]=72E[X] = \frac{7}{2}, E[X2]=916E[X^2] = \frac{91}{6} e Var⁡[X]=916−494=3512\operatorname{Var}[X] = \frac{91}{6} - \frac{49}{4} = \frac{35}{12}.

Proposizione (formula alternativa). Var⁡[X]=E[X2]−μX2\operatorname{Var}[X] = E[X^2] - \mu_X^2.

Esempio del prof. X=−2X = -2 con probabilità 14\frac14, X=1X = 1 con probabilità 34\frac34.

  • E[X]=−24+34=14E[X] = -\frac24 + \frac34 = \frac14.
  • Con la definizione: Var⁡[X]=(−2−14)214+(1−14)234=8164+2764=2716\operatorname{Var}[X] = \left(-2 - \frac14\right)^2\frac14 + \left(1 - \frac14\right)^2\frac34 = \frac{81}{64} + \frac{27}{64} = \frac{27}{16}.
  • Con la formula alternativa: E[X2]=4⋅14+1⋅34=74E[X^2] = 4\cdot\frac14 + 1\cdot\frac34 = \frac74, e 74−116=2716\frac74 - \frac1{16} = \frac{27}{16} ✓.

Proposizione.

  1. Var⁡[costante]=0\operatorname{Var}[\text{costante}] = 0;
  2. Var⁡[aX+b]=a2Var⁡[X]\operatorname{Var}[aX + b] = a^2\operatorname{Var}[X];
  3. se X∼Be⁡(p)X \sim \operatorname{Be}(p): Var⁡[X]=p(1−p)\operatorname{Var}[X] = p(1 - p).

Esempio. Var⁡[3X+5]=9Var⁡[X]\operatorname{Var}[3X + 5] = 9\operatorname{Var}[X]: la traslazione 55 non cambia la dispersione.

Definizione. La covarianza di XX e YY (con varianze finite) è Cov⁡[X,Y]:=E[(X−μX)(Y−μY)]\operatorname{Cov}[X, Y] := E\left[(X - \mu_X)(Y - \mu_Y)\right] Formula alternativa: Cov⁡[X,Y]=E[XY]−μXμY\operatorname{Cov}[X, Y] = E[XY] - \mu_X\mu_Y.

Esempio del prof. Due palline estratte senza reimmissione da un'urna con 33 rosse e 22 nere; X=1X = 1 se la prima è rossa, Y=1Y = 1 se la seconda è rossa. E[X]=E[Y]=35E[X] = E[Y] = \frac35; E[XY]=P(entrambe rosse)=35⋅24=310E[XY] = P(\text{entrambe rosse}) = \frac35\cdot\frac24 = \frac3{10}. Cov⁡[X,Y]=310−925=−350\operatorname{Cov}[X, Y] = \frac3{10} - \frac9{25} = -\frac{3}{50} Negativa: se la prima è rossa resta una rossa in meno, e la seconda è meno probabilmente rossa.

Corollario. Se XX e YY sono indipendenti, Cov⁡[X,Y]=0\operatorname{Cov}[X, Y] = 0 (perché E[XY]=E[X]E[Y]E[XY] = E[X]E[Y]).

Esempio. Due dadi indipendenti XX e YY: Cov⁡[X,Y]=E[XY]−E[X]E[Y]=0\operatorname{Cov}[X, Y] = E[XY] - E[X]E[Y] = 0.

Proposizione. Var⁡[X+Y]=Var⁡[X]+Var⁡[Y]+2Cov⁡[X,Y]\operatorname{Var}[X + Y] = \operatorname{Var}[X] + \operatorname{Var}[Y] + 2\operatorname{Cov}[X, Y] e più in generale Var⁡[X1+⋯+Xm]=∑iVar⁡[Xi]+2∑i<jCov⁡[Xi,Xj]\operatorname{Var}[X_1 + \cdots + X_m] = \sum_i\operatorname{Var}[X_i] + 2\sum_{i<j}\operatorname{Cov}[X_i, X_j] Se le XiX_i sono indipendenti (basta a due a due), Var⁡[X1+⋯+Xm]=Var⁡[X1]+⋯+Var⁡[Xm]\operatorname{Var}[X_1 + \cdots + X_m] = \operatorname{Var}[X_1] + \cdots + \operatorname{Var}[X_m].

Esempio. Var⁡[X]=Var⁡[Y]=1\operatorname{Var}[X] = \operatorname{Var}[Y] = 1 e Cov⁡[X,Y]=−12\operatorname{Cov}[X,Y] = -\frac{1}{2}: Var⁡[X+Y]=1+1−1=1\operatorname{Var}[X + Y] = 1 + 1 - 1 = 1.

Corollario. Se X∼B(n,p)X \sim B(n, p), Var⁡[X]=np(1−p)\operatorname{Var}[X] = np(1 - p) (somma di nn Bernoulli indipendenti, ciascuna di varianza p(1−p)p(1-p)).

Esempio. X∼B(10,12)X \sim B(10, \frac{1}{2}): Var⁡[X]=10⋅12⋅12=2,5\operatorname{Var}[X] = 10 \cdot \frac{1}{2} \cdot \frac{1}{2} = 2{,}5.

XVII. Variabili aleatorie continue

Variabili aleatorie continue - uniforme ed esponenziale

Definizione. Una v.a. XX è continua se esiste una funzione integrabile fX:R→[0,+∞[f_X : \mathbb{R} \to [0, +\infty[, la densità di XX, tale che P(X∈(a,b))=∫abfX(x) dxP(X \in (a, b)) = \int_a^b f_X(x)\,dx per ogni intervallo (a,b)⊆R(a, b) \subseteq \mathbb{R} (aperto, chiuso o misto, anche illimitato).

Esempio. fX(x)=12f_X(x) = \frac{1}{2} su [0,2][0, 2]: P(X∈(0,5;1,5))=∫0,51,512 dx=12P(X \in (0{,}5; 1{,}5)) = \int_{0{,}5}^{1{,}5} \frac{1}{2}\,dx = \frac{1}{2}.

Proposizione. XX è continua se e solo se esiste fX≥0f_X \ge 0 con ∫abfX=FX(b)−FX(a)\int_a^b f_X = F_X(b) - F_X(a) per ogni a≤ba \le b; in tal caso FX(x)=∫−∞xfX(t) dtF_X(x) = \int_{-\infty}^x f_X(t)\,dt

Esempio del prof. XX con densità fX(x)=C(1+x2)f_X(x) = C(1 + x^2) su [0,3][0, 3] e 00 altrove.

  1. Normalizzazione: ∫03C(1+x2) dx=C(3+9)=12C=1\int_0^3 C(1 + x^2)\,dx = C\left(3 + 9\right) = 12C = 1, quindi C=112C = \frac1{12}.
  2. P(X∈[1,4])=∫131+x212 dx=112(2+27−13)=112⋅323=89P(X \in [1, 4]) = \int_1^3\frac{1 + x^2}{12}\,dx = \frac1{12}\left(2 + \frac{27 - 1}{3}\right) = \frac1{12}\cdot\frac{32}{3} = \frac89 (fuori da [0,3][0, 3] la densità è nulla, quindi l'intervallo si "taglia" a [1,3][1, 3]).
  3. FX(x)=0F_X(x) = 0 per x<0x < 0, FX(x)=112(x+x33)F_X(x) = \frac{1}{12}\left(x + \frac{x^3}{3}\right) per 0≤x≤30 \le x \le 3, FX(x)=1F_X(x) = 1 per x>3x > 3.

Definizione. XX è uniforme sull'intervallo (a,b)(a, b), X∼U(a,b)X \sim U(a, b), se FX(x)={0x<ax−ab−aa≤x<b1x≥b,fX(x)={1b−aa<x<b0altrimentiF_X(x) = \begin{cases} 0 & x < a \\ \frac{x - a}{b - a} & a \le x < b \\ 1 & x \ge b \end{cases}, \qquad f_X(x) = \begin{cases} \frac{1}{b - a} & a < x < b \\ 0 & \text{altrimenti} \end{cases} Quindi P(X∈[c,d])=d−cb−aP(X \in [c, d]) = \frac{d - c}{b - a} per [c,d]⊆[a,b][c, d] \subseteq [a, b]: la probabilità è proporzionale alla lunghezza.

Esempio del prof (la SIM). Su una SIM ricaricata con 55 euro il credito residuo è X∼U(0,5)X \sim U(0, 5). Per scaricare un video servono 22 euro: P(X≥2)=5−25=35P(X \ge 2) = \frac{5 - 2}{5} = \frac35. Se ci si riesce, probabilità di scaricarne un altro: P(X≥4∣X≥2)=P(X≥4)P(X≥2)=1/53/5=13P(X \ge 4 \mid X \ge 2) = \frac{P(X \ge 4)}{P(X \ge 2)} = \frac{1/5}{3/5} = \frac13. (Condizionata a X≥2X \ge 2, la variabile è uniforme su [2,5][2, 5].)

Grafico interattivo: Il credito residuo X ~ U(0, 5): densità 1/5 su [0, 5]; P(X ≥ 2) è l'area da 2 a 5, 3 · 1/5 = 3/5; condizionata a X ≥ 2 la variabile è uniforme su [2, 5]

Definizione. TT è esponenziale di parametro λ>0\lambda > 0, T∼Exp⁡(λ)T \sim \operatorname{Exp}(\lambda), se fT(t)={λe−λtt>00t<0,P(T>t)=e−λt (t≥0)f_T(t) = \begin{cases} \lambda e^{-\lambda t} & t > 0 \\ 0 & t < 0 \end{cases}, \qquad P(T > t) = e^{-\lambda t} \ (t \ge 0)

Esempio. T∼Exp⁡(14)T \sim \operatorname{Exp}(\frac{1}{4}) (attesa in minuti): P(T>8)=e−8/4=e−2≈0,135P(T > 8) = e^{-8/4} = e^{-2} \approx 0{,}135.

Grafico interattivo: Densità di Exp(1/4) (attesa del primo cliente, in minuti): (1/4) e^(−t/4) per t > 0

Proposizione (assenza di memoria). Se T∼Exp⁡(λ)T \sim \operatorname{Exp}(\lambda), per ogni s,t>0s, t > 0: P(T>t+s∣T>s)=P(T>t)P(T > t + s \mid T > s) = P(T > t)

Esempio. T∼Exp⁡(λ)T \sim \operatorname{Exp}(\lambda): P(T>5∣T>2)=P(T>3)=e−3λP(T > 5 \mid T > 2) = P(T > 3) = e^{-3\lambda}.

Grafico interattivo: Attesa del primo cliente T ~ Exp(1/4): densità (1/4)e^(−t/4) per t ≥ 0; P(4 ≤ T ≤ 5) = e^(−1) − e^(−5/4) ≈ 0,081 è la sottile area colorata tra t = 4 e t = 5

Valore atteso e varianza di variabili continue

Definizione. Se XX è continua con densità fXf_X e ∣x∣fX(x)|x|f_X(x) è integrabile in senso generalizzato, il valore atteso di XX è E[X]=∫−∞+∞x fX(x) dxE[X] = \int_{-\infty}^{+\infty}x\,f_X(x)\,dx

Esempio. XX con densità fX(x)=2xf_X(x) = 2x su [0,1][0,1]: E[X]=∫012x2 dx=23E[X] = \int_0^1 2x^2\,dx = \frac{2}{3}.

Proprietà (come per le discrete). Se XX, YY hanno valore atteso finito:

  1. monotonia: se X≤YX \le Y allora E[X]≤E[Y]E[X] \le E[Y];
  2. E[aX+b]=aE[X]+bE[aX + b] = aE[X] + b;
  3. linearità: E[aX+bY]=aE[X]+bE[Y]E[aX + bY] = aE[X] + bE[Y] (anche se una è discreta e l'altra continua).

Esempio. X∼U(0,2)X \sim U(0, 2) ha E[X]=1E[X] = 1: E[3X+1]=3⋅1+1=4E[3X + 1] = 3 \cdot 1 + 1 = 4.

Proposizione. Se XX è continua con densità fXf_X e ∣g(x)∣fX(x)|g(x)|f_X(x) è integrabile in senso generalizzato, allora E[g(X)]=∫−∞+∞g(x) fX(x) dxE[g(X)] = \int_{-\infty}^{+\infty}g(x)\,f_X(x)\,dx In particolare E[X2]=∫x2fX(x) dxE[X^2] = \int x^2f_X(x)\,dx.

Esempio del prof (la potenza dissipata). La corrente in una resistenza è I∼U(0,2)I \sim U(0, 2) ampère, la potenza (con resistenza unitaria) è X=I2X = I^2. Non serve trovare la legge di XX: E[X]=E[I2]=∫02i2⋅12 di=12⋅83=43E[X] = E[I^2] = \int_0^2 i^2\cdot\frac12\,di = \frac12\cdot\frac83 = \frac43 mentre (E[I])2=1(E[I])^2 = 1: di nuovo E[g(X)]≠g(E[X])E[g(X)] \ne g(E[X]).

Definizione. Var⁡[X]:=E[(X−E[X])2]=∫(x−E[X])2fX(x) dx\operatorname{Var}[X] := E\left[(X - E[X])^2\right] = \int(x - E[X])^2f_X(x)\,dx, e vale la formula Var⁡[X]=E[X2]−E[X]2\operatorname{Var}[X] = E[X^2] - E[X]^2. Proprietà. Var⁡[aX+b]=a2Var⁡[X]\operatorname{Var}[aX + b] = a^2\operatorname{Var}[X]; se XX, YY sono indipendenti Var⁡[X+Y]=Var⁡[X]+Var⁡[Y]\operatorname{Var}[X + Y] = \operatorname{Var}[X] + \operatorname{Var}[Y] (anche se una è discreta e l'altra continua); variabili con la stessa distribuzione hanno la stessa varianza.

Esempio del prof. fX(x)=ax2f_X(x) = ax^2 su [0,1][0, 1].

  1. ∫01ax2=a3=1\int_0^1 ax^2 = \frac a3 = 1, quindi a=3a = 3.
  2. P(X>12)=∫1/213x2 dx=1−18=78P\left(X > \frac12\right) = \int_{1/2}^1 3x^2\,dx = 1 - \frac18 = \frac78.
  3. E[X]=∫013x3=34E[X] = \int_0^1 3x^3 = \frac34, E[X2]=∫013x4=35E[X^2] = \int_0^1 3x^4 = \frac35, Var⁡[X]=35−916=380\operatorname{Var}[X] = \frac35 - \frac9{16} = \frac{3}{80}.

XVIII. Normale e teorema centrale del limite

Variabili aleatorie normali (gaussiane)

Definizione. ZZ è normale standard, Z∼N(0,1)Z \sim N(0, 1), se è continua con densità fZ(x)=12π e−x2/2,x∈Rf_Z(x) = \frac{1}{\sqrt{2\pi}}\,e^{-x^2/2}, \qquad x \in \mathbb{R} La sua funzione di distribuzione si indica con Φ(x)=∫−∞xfZ(t) dt\Phi(x) = \int_{-\infty}^x f_Z(t)\,dt.

Esempio. Z∼N(0,1)Z \sim N(0,1): fZ(0)=12π≈0,399f_Z(0) = \frac{1}{\sqrt{2\pi}} \approx 0{,}399 e Φ(0)=12\Phi(0) = \frac{1}{2}.

Grafico interattivo: La densità della normale standard: e^(−x²/2)/√(2π), simmetrica, con flessi in ±1

Proposizione. Se Z∼N(0,1)Z \sim N(0, 1): E[Z]=0E[Z] = 0 e Var⁡[Z]=1\operatorname{Var}[Z] = 1.

Esempio. Per Z∼N(0,1)Z \sim N(0,1) la densità è pari, quindi E[Z]=0E[Z] = 0; e Var⁡[Z]=E[Z2]=1\operatorname{Var}[Z] = E[Z^2] = 1.

Definizione. Siano μ∈R\mu \in \mathbb{R}, σ>0\sigma > 0. XX è normale (o gaussiana) di parametri (μ,σ2)(\mu, \sigma^2), X∼N(μ,σ2)X \sim N(\mu, \sigma^2), se Z:=X−μσ∼N(0,1),cioeˋX=μ+σZZ := \frac{X - \mu}{\sigma} \sim N(0, 1), \qquad \text{cioè} \quad X = \mu + \sigma Z Allora E[X]=μE[X] = \mu e Var⁡[X]=σ2\operatorname{Var}[X] = \sigma^2.

Esempio. X∼N(10,36)X \sim N(10, 36) ha μ=10\mu = 10, σ2=36\sigma^2 = 36, σ=6\sigma = 6, e P(X≤16)=Φ(16−106)=Φ(1)≈0,841P(X \le 16) = \Phi\left(\frac{16 - 10}{6}\right) = \Phi(1) \approx 0{,}841.

Teorema centrale del limite e correzione di continuità

Definizione. XX e YY sono identicamente distribuite se FX=FYF_X = F_Y. In tal caso hanno la stessa media e (se finita) la stessa varianza.

Esempio. Due lanci di dado hanno la stessa funzione di distribuzione: sono identicamente distribuiti, con E=72E = \frac{7}{2}.

Teorema centrale del limite (TCL). Siano X1,X2,…X_1, X_2, \dots i.i.d. con E[Xi]=μE[X_i] = \mu e Var⁡[Xi]=σ2\operatorname{Var}[X_i] = \sigma^2 finita. Per ogni a∈Ra \in \mathbb{R}: P(X1+⋯+Xn−nμnσ2≤a)→n→+∞Φ(a)P\left(\frac{X_1 + \cdots + X_n - n\mu}{\sqrt{n\sigma^2}} \le a\right) \xrightarrow[n \to +\infty]{} \Phi(a) (convergenza in distribuzione alla normale standard).

Esempio. S100S_{100} = numero di teste in 100100 lanci di moneta equa (nμ=50n\mu = 50, nσ2=5\sqrt{n\sigma^2} = 5): P(S100≤55)≈Φ(1)≈0,841P(S_{100} \le 55) \approx \Phi(1) \approx 0{,}841.

Corollario (uso pratico). Per nn grande, SnS_n ha approssimativamente la legge della normale con la sua stessa media e varianza: P(X1+⋯+Xn≤a)≈P(N(nμ,nσ2)≤a)=Φ(a−nμnσ2)P(X_1 + \cdots + X_n \le a) \approx P\big(N(n\mu, n\sigma^2) \le a\big) = \Phi\left(\frac{a - n\mu}{\sqrt{n\sigma^2}}\right)

Esempio. Stessa situazione: S100≈N(50,25)S_{100} \approx N(50, 25) e P(S100≤60)≈Φ(2)≈0,977P(S_{100} \le 60) \approx \Phi(2) \approx 0{,}977.

XIX. Variabili aleatorie congiunte

Variabili aleatorie congiunte discrete

Definizione. Una variabile congiunta discreta su (Ω,P)(\Omega, P) è una coppia (X,Y)(X, Y) di variabili discrete: ω↦(X(ω),Y(ω))∈R2\omega \mapsto (X(\omega), Y(\omega)) \in \mathbb{R}^2. La densità congiunta è pX,Y(a,b)=P(X=a,Y=b),(a,b)∈R2p_{X,Y}(a, b) = P(X = a, Y = b), \qquad (a, b) \in \mathbb{R}^2 e le densità pXp_X e pYp_Y si dicono marginali.

Esempio del prof. Si sceglie a caso uno dei 55 punti (±1,1)(\pm1, 1), (±1,−1)(\pm1, -1), (0,0)(0, 0); (X,Y)(X, Y) sono le coordinate. Ogni punto ha probabilità 15\frac15. XX vale −1-1 (due punti), 00 (un punto), 11 (due punti): pX(±1)=25p_X(\pm1) = \frac25, pX(0)=15p_X(0) = \frac15; per simmetria lo stesso per YY.

Proposizione. Le marginali si ottengono sommando la congiunta sui valori dell'altra variabile: pX(a)=∑y∈Im⁡YpX,Y(a,y),pY(b)=∑x∈Im⁡XpX,Y(x,b)p_X(a) = \sum_{y \in \operatorname{Im}Y}p_{X,Y}(a, y), \qquad p_Y(b) = \sum_{x \in \operatorname{Im}X}p_{X,Y}(x, b)

Esempio del prof. pX,Y(0,3)=0.05p_{X,Y}(0, 3) = 0.05, pX,Y(0,4)=0.2p_{X,Y}(0, 4) = 0.2, pX,Y(1,2)=0.05p_{X,Y}(1, 2) = 0.05, pX,Y(1,4)=0.1p_{X,Y}(1, 4) = 0.1, pX,Y(2,2)=0.2p_{X,Y}(2, 2) = 0.2, pX,Y(2,3)=0.1p_{X,Y}(2, 3) = 0.1, pX,Y(2,4)=0.3p_{X,Y}(2, 4) = 0.3.

Proposizione. E[g(X,Y)]=∑x,yg(x,y) pX,Y(x,y)E[g(X, Y)] = \sum_{x, y}g(x, y)\,p_{X,Y}(x, y) (se la serie converge assolutamente).

Esempio. pX,Y≡14p_{X,Y} \equiv \frac{1}{4} su {0,1}2\{0,1\}^2: E[X+Y]=0+1+1+24=1E[X + Y] = \frac{0 + 1 + 1 + 2}{4} = 1.

Proposizione. XX e YY discrete sono indipendenti se e solo se pX,Y(a,b)=pX(a) pY(b)per ogni (a,b)p_{X,Y}(a, b) = p_X(a)\,p_Y(b) \qquad \text{per ogni } (a, b)

Esempio del prof. p(0,0)=112p(0,0) = \frac1{12}, p(0,1)=312p(0,1) = \frac3{12}, p(0,2)=312p(0,2) = \frac3{12}, p(1,0)=212p(1,0) = \frac2{12}, p(1,1)=112p(1,1) = \frac1{12}, p(1,2)=212p(1,2) = \frac2{12}.

  • Marginali: pX(0)=712p_X(0) = \frac7{12}, pX(1)=512p_X(1) = \frac5{12}; pY(0)=312p_Y(0) = \frac3{12}, pY(1)=412p_Y(1) = \frac4{12}, pY(2)=512p_Y(2) = \frac5{12}.
  • p(0,0)=112=12144p(0, 0) = \frac1{12} = \frac{12}{144}, mentre pX(0)pY(0)=21144p_X(0)p_Y(0) = \frac{21}{144}: non indipendenti.
  • E[X]=512E[X] = \frac5{12}, E[Y]=412+1012=76E[Y] = \frac4{12} + \frac{10}{12} = \frac76, E[XY]=1⋅1⋅112+1⋅2⋅212=512E[XY] = 1\cdot 1\cdot\frac1{12} + 1\cdot 2\cdot\frac2{12} = \frac5{12}.
  • Cov⁡[X,Y]=512−512⋅76=−572\operatorname{Cov}[X, Y] = \frac5{12} - \frac5{12}\cdot\frac76 = -\frac{5}{72}.

Variabili aleatorie congiunte continue

Definizione. (X,Y)(X, Y) è una variabile congiunta continua se esiste fX,Y:R2→[0,+∞[f_{X,Y} : \mathbb{R}^2 \to [0, +\infty[, la densità congiunta, tale che P((X,Y)∈A)=∬AfX,Y(x,y) dx dyper ogni A⊆R2P((X, Y) \in A) = \iint_A f_{X,Y}(x, y)\,dx\,dy \qquad \text{per ogni } A \subseteq \mathbb{R}^2 In particolare fX,Y≥0f_{X,Y} \ge 0 e ∬R2fX,Y=1\iint_{\mathbb{R}^2}f_{X,Y} = 1.

Esempio del prof. fc(x,y)=cf_c(x, y) = c per 0≤y≤x≤10 \le y \le x \le 1 (il triangolo sotto la bisettrice), 00 altrove.

  • Il triangolo ha area 12\frac12, quindi c=2c = 2.
  • P(X2+Y2≤14)P(X^2 + Y^2 \le \frac14): il quarto di cerchio di raggio 12\frac12 intersecato con il triangolo è il settore di angolo π4\frac\pi4 (tra l'asse xx e la bisettrice), di area 12⋅14⋅π4=π32\frac12\cdot\frac14\cdot\frac\pi4 = \frac{\pi}{32}. Quindi P=2⋅π32=π16P = 2\cdot\frac\pi{32} = \frac\pi{16}.

Grafico interattivo: Densità costante 2 sul triangolo 0 ≤ y ≤ x ≤ 1; l'evento X² + Y² ≤ 1/4 è il settore di angolo π/4 e raggio 1/2 (area π/32), con probabilità 2 · π/32 = π/16

Proposizione. Se (X,Y)(X, Y) è congiunta continua, XX e YY sono continue con densità (marginali) fX(x)=∫−∞+∞fX,Y(x,y) dy,fY(y)=∫−∞+∞fX,Y(x,y) dxf_X(x) = \int_{-\infty}^{+\infty}f_{X,Y}(x, y)\,dy, \qquad f_Y(y) = \int_{-\infty}^{+\infty}f_{X,Y}(x, y)\,dx

Esempio del prof. fX,Y(x,y)=cx2yf_{X,Y}(x, y) = cx^2y su [0,1]2[0, 1]^2. ∫01∫01cx2y=c⋅13⋅12=1\int_0^1\int_0^1 cx^2y = c\cdot\frac13\cdot\frac12 = 1, quindi c=6c = 6, e fX(x)=∫016x2y dy=3x2,fY(y)=∫016x2y dx=2y(su [0,1])f_X(x) = \int_0^1 6x^2y\,dy = 3x^2, \qquad f_Y(y) = \int_0^1 6x^2y\,dx = 2y \qquad \text{(su } [0, 1]\text{)}

Grafico interattivo: Uniforme sull'ellisse x²/4 + y² ≤ 1 (area 2π, densità 1/(2π)): la fetta verticale in x = 1 va da −√3/2 a √3/2, quella orizzontale in y = 1/2 da −√3 a √3; le fette più lunghe sono al centro, per questo le marginali non sono uniformi

Proposizione. Se gg è continua e ∬∣g∣fX,Y<+∞\iint|g|f_{X,Y} < +\infty: E[g(X,Y)]=∬R2g(x,y) fX,Y(x,y) dx dy\displaystyle E[g(X, Y)] = \iint_{\mathbb{R}^2}g(x, y)\,f_{X,Y}(x, y)\,dx\,dy. In particolare E[XY]=∬xy fX,YE[XY] = \iint xy\,f_{X,Y}, e Cov⁡[X,Y]=E[XY]−E[X]E[Y]\operatorname{Cov}[X, Y] = E[XY] - E[X]E[Y].

Esempio del prof (uniforme sul disco unitario). Per simmetria E[X]=E[Y]=0E[X] = E[Y] = 0 ed E[XY]=0E[XY] = 0 (xyxy è dispari in xx e il disco è simmetrico). Quindi Cov⁡[X,Y]=0\operatorname{Cov}[X, Y] = 0, ma XX e YY non sono indipendenti (vedi sotto): se XX è vicino a 11, YY deve essere vicino a 00.

Proposizione. XX e YY continue sono indipendenti se e solo se fX,Y(x,y)=fX(x) fY(y)per ogni (x,y)f_{X,Y}(x, y) = f_X(x)\,f_Y(y) \qquad \text{per ogni } (x, y)

Esempio. fX,Y=4xyf_{X,Y} = 4xy su [0,1]2[0,1]^2 è il prodotto di 2x2x e 2y2y: indipendenti. fX,Y=2f_{X,Y} = 2 sul triangolo 0≤y≤x≤10 \le y \le x \le 1 ha sostegno non rettangolare: non indipendenti.

Criterio del sostegno. Se XX e YY sono indipendenti, il sostegno è un prodotto cartesiano: S={fX≠0}×{fY≠0}S = \{f_X \ne 0\}\times\{f_Y \ne 0\} (un rettangolo, se i due insiemi sono intervalli).

Esempio del prof (terremoti). L'istante del prossimo forte terremoto è G∼Exp⁡(110)G \sim \operatorname{Exp}\left(\frac1{10}\right) giorni in Grecia e C∼Exp⁡(15)C \sim \operatorname{Exp}\left(\frac15\right) in California, indipendenti. Probabilità che quello in California arrivi almeno un giorno dopo quello in Grecia: P(C≥G+1)=∫0+∞110e−g/10(∫g+1+∞15e−c/5 dc)dg=∫0+∞110e−g/10e−(g+1)/5 dg=e−1/510⋅1110+15=e−1/53≈0.27P(C \ge G + 1) = \int_0^{+\infty}\frac{1}{10}e^{-g/10}\left(\int_{g+1}^{+\infty}\frac15e^{-c/5}\,dc\right)dg = \int_0^{+\infty}\frac1{10}e^{-g/10}e^{-(g+1)/5}\,dg = \frac{e^{-1/5}}{10}\cdot\frac{1}{\frac1{10} + \frac15} = \frac{e^{-1/5}}{3} \approx 0.27

XX. Leggi dei grandi numeri

Disuguaglianza di Chebyshev e legge dei grandi numeri

Proposizione (Markov). Se X≥0X \ge 0 ha valore atteso finito, per ogni a>0a > 0: P(X≥a)≤E[X]aP(X \ge a) \le \frac{E[X]}{a}

Esempio. Se lo stipendio medio è E[X]=1500E[X] = 1500 e X≥0X \ge 0, allora P(X≥6000)≤15006000=14P(X \ge 6000) \le \frac{1500}{6000} = \frac{1}{4}.

Proposizione (Chebyshev). Se XX ha media μ\mu e varianza finita, per ogni ε>0\varepsilon > 0: P(∣X−μ∣≥ε)≤Var⁡[X]ε2P(|X - \mu| \ge \varepsilon) \le \frac{\operatorname{Var}[X]}{\varepsilon^2}

Esempio. XX con media 5050 e varianza 2525: P(∣X−50∣≥10)≤25100=14P(|X - 50| \ge 10) \le \frac{25}{100} = \frac{1}{4}.

Legge debole dei grandi numeri. Siano X1,X2,…X_1, X_2, \dots i.i.d. con media μ\mu e varianza σ2\sigma^2 finita. Per ogni ε>0\varepsilon > 0: P(∣Xˉn−μ∣≥ε)≤σ2nε2→n→∞0P\left(|\bar X_n - \mu| \ge \varepsilon\right) \le \frac{\sigma^2}{n\varepsilon^2} \xrightarrow[n \to \infty]{} 0

Esempio. Moneta equa (σ2=14\sigma^2 = \frac{1}{4}): P(∣Xˉn−12∣≥0,1)≤1/4n⋅0,01=25nP\left(\left|\bar{X}_n - \frac{1}{2}\right| \ge 0{,}1\right) \le \frac{1/4}{n \cdot 0{,}01} = \frac{25}{n}, che per n=1000n = 1000 vale al più 0,0250{,}025.

Legge forte dei grandi numeri. Siano X1,X2,…X_1, X_2, \dots i.i.d. con E[X1]=μE[X_1] = \mu. Allora P(lim⁡n→∞X1+⋯+Xnn=μ)=1P\left(\lim_{n \to \infty}\frac{X_1 + \cdots + X_n}{n} = \mu\right) = 1

Esempio. Lanci di una moneta equa: con probabilità 11 la frequenza di teste converge a 12\frac{1}{2}.