Lezione 9 di probabilità, Unità 1-2. Prerequisiti: Variabili aleatorie discrete e funzione di distribuzioneUna variabile aleatoria è una funzione X : Ω → R; {X ∈ A} = X⁻¹(A) è un evento. X è discreta se assume un insieme finito o numerabile di valori x₀, x₁, …; la densità discreta pₓ(x) = P(X = x) ha somma 1 e determina tutto: P(X ∈ A) = Σ_{xₖ∈A} pₓ(xₖ). La funzione di distribuzione Fₓ(x) = P(X ≤ x) è crescente, continua a destra, con limiti 0 e 1; P(a < X ≤ b) = F(b) − F(a), P(X = a) = F(a) − F(a⁻) (il salto in a), P(X < a) = F(a⁻). Per una discreta F è a gradini. Bernoulli Be(p): vale 1 (successo) con probabilità p, 0 altrimenti.Variabili aleatorie discrete e funzione di distribuzione →, Varianza e covarianza di variabili discreteVar[X] = E[(X − μ)²] = E[X²] − μ² misura la dispersione attorno alla media μ = E[X]; σ = √Var è la deviazione standard. Var[aX + b] = a² Var[X]; la normalizzata (X − μ)/σ ha media 0 e varianza 1. Varianze notevoli: Be(p) → p(1−p), B(n,p) → np(1−p), Po(λ) → λ, Ge(p) → (1−p)/p². Cov[X,Y] = E[XY] − E[X]E[Y]; variabili indipendenti hanno covarianza nulla, ma non vale il viceversa (X uniforme su {−1,0,1} e X²). Var[X + Y] = Var X + Var Y + 2 Cov[X,Y]: per indipendenti le varianze si sommano.Varianza e covarianza di variabili discrete →.
Densità congiunta
Definizione. Una variabile congiunta discreta su (Ω,P) è una coppia (X,Y) di variabili discrete: ω↦(X(ω),Y(ω))∈R2.
La densità congiunta è
pX,Y(a,b)=P(X=a,Y=b),(a,b)∈R2
e le densità pX e pY si dicono marginali.
P(X=a,Y=b) abbrevia P({X=a}∩{Y=b}). Spesso si scrive in una tabella a doppia entrata, con i valori di X sulle righe e quelli di Y sulle colonne.
Esempio del prof. Si sceglie a caso uno dei 5 punti (±1,1), (±1,−1), (0,0); (X,Y) sono le coordinate. Ogni punto ha probabilità 51. X vale −1 (due punti), 0 (un punto), 1 (due punti): pX(±1)=52, pX(0)=51; per simmetria lo stesso per Y.
Esempio del prof (due dadi). Un dado blu e uno rosso; X = somma, Y = numero del blu. pX,Y(3,3)=0 (se il blu dà 3 la somma è almeno 4); pX,Y(4,2)=P(Y=2)P(X=4∣Y=2)=61⋅61=361 (serve che il rosso dia 2).
Densità marginali
Proposizione. Le marginali si ottengono sommando la congiunta sui valori dell'altra variabile:
pX(a)=y∈ImY∑pX,Y(a,y),pY(b)=x∈ImX∑pX,Y(x,b)
Perché: gli eventi {X=a,Y=y}, al variare di y, sono disgiunti e la loro unione è {X=a}. Nella tabella: somme per riga danno pX, somme per colonna danno pY (si scrivono "ai margini", da cui il nome).
Esempio del prof. pX,Y(0,3)=0.05, pX,Y(0,4)=0.2, pX,Y(1,2)=0.05, pX,Y(1,4)=0.1, pX,Y(2,2)=0.2, pX,Y(2,3)=0.1, pX,Y(2,4)=0.3.
| X\Y |
2 |
3 |
4 |
pX |
| 0 |
0 |
0.05 |
0.2 |
0.25 |
| 1 |
0.05 |
0 |
0.1 |
0.15 |
| 2 |
0.2 |
0.1 |
0.3 |
0.6 |
| pY |
0.25 |
0.15 |
0.6 |
1 |
E[X]=0.15+1.2=1.35, E[Y]=0.5+0.45+2.4=3.35.
Le marginali non determinano la congiunta. X, Y con valori ±1:
- con pX,Y=41 in tutti e quattro i punti,
- oppure con p~(−1,−1)=p~(1,1)=83 e p~(1,−1)=p~(−1,1)=81,
in entrambi i casi le marginali sono uniformi su {−1,1}. Ma nel secondo X e Y tendono ad avere lo stesso segno. La congiunta contiene un'informazione in più: come le variabili sono legate.
Valore atteso di una funzione di (X,Y)
Proposizione. E[g(X,Y)]=∑x,yg(x,y)pX,Y(x,y) (se la serie converge assolutamente).
Esempio. pX,Y≡41 su {0,1}2: E[X+Y]=40+1+1+2=1.
Con la tabella di prima:
E[XY]=1⋅2⋅0.05+1⋅4⋅0.1+2⋅2⋅0.2+2⋅3⋅0.1+2⋅4⋅0.3=0.1+0.4+0.8+0.6+2.4=4.3
(i termini con x=0 sono nulli), quindi Cov[X,Y]=4.3−1.35⋅3.35=−0.2225.
Indipendenza
Proposizione. X e Y discrete sono indipendenti se e solo se
pX,Y(a,b)=pX(a)pY(b)per ogni (a,b)
Dimostrazione. Se sono indipendenti, P(X=a,Y=b)=P(X=a)P(Y=b) per definizione. Viceversa, se la congiunta è il prodotto delle marginali, per A,B⊆R:
P(X∈A,Y∈B)=a∈A,b∈B∑pX(a)pY(b)=(a∈A∑pX(a))(b∈B∑pY(b))=P(X∈A)P(Y∈B) ∎
Nella tabella: ogni casella deve essere il prodotto del suo totale di riga per il suo totale di colonna. Basta una casella che non lo è per concludere che non sono indipendenti; in particolare, uno zero in una casella con marginali positive esclude l'indipendenza.
- Nel primo esempio ±1: 41=21⋅21 in ogni casella: indipendenti.
- Nel secondo: p~(1,1)=83=41: non indipendenti.
Esempio del prof. p(0,0)=121, p(0,1)=123, p(0,2)=123, p(1,0)=122, p(1,1)=121, p(1,2)=122.
- Marginali: pX(0)=127, pX(1)=125; pY(0)=123, pY(1)=124, pY(2)=125.
- p(0,0)=121=14412, mentre pX(0)pY(0)=14421: non indipendenti.
- E[X]=125, E[Y]=124+1210=67, E[XY]=1⋅1⋅121+1⋅2⋅122=125.
- Cov[X,Y]=125−125⋅67=−725.
Esercizi: Esercizio 57 · variabili congiunte discrete dai Ripassi.
Errori comuni
- Ricavare la congiunta moltiplicando le marginali senza sapere che le variabili sono indipendenti.
- Concludere l'indipendenza controllando una sola casella.
- Dimenticare le caselle con probabilità 0 nel calcolo delle marginali (contano come 0 nella somma, ma vanno considerate per l'indipendenza).
Versione ripasso
Densità congiunta e marginali
(X,Y) coppia di v.a. discrete: densità congiunta pX,Y(a,b)=P(X=a,Y=b); pX, pY sono le marginali.
pX(a)=∑ypX,Y(a,y), pY(b)=∑xpX,Y(x,b) (somme per riga e per colonna; gli eventi {X=a,Y=y} sono disgiunti con unione {X=a}).
- 5 punti (±1,1), (±1,−1), (0,0) equiprobabili: pX(±1)=52, pX(0)=51, idem per Y.
- Due dadi, X = somma, Y = blu: p(3,3)=0, p(4,2)=61⋅61=361.
| X\Y |
2 |
3 |
4 |
pX |
| 0 |
0 |
0.05 |
0.2 |
0.25 |
| 1 |
0.05 |
0 |
0.1 |
0.15 |
| 2 |
0.2 |
0.1 |
0.3 |
0.6 |
| pY |
0.25 |
0.15 |
0.6 |
1 |
E[X]=0.15+1.2=1.35, E[Y]=0.5+0.45+2.4=3.35.
Le marginali non determinano la congiunta: valori ±1 con 41 in ogni punto, oppure p~(−1,−1)=p~(1,1)=83 e p~(1,−1)=p~(−1,1)=81: stesse marginali uniformi, ma nel secondo caso i segni tendono a coincidere.
Valore atteso
E[g(X,Y)]=∑x,yg(x,y)pX,Y(x,y) (vedi il valore atteso delle discrete).
Tabella sopra: E[XY]=0.1+0.4+0.8+0.6+2.4=4.3, Cov[X,Y]=4.3−1.35⋅3.35=−0.2225 (Varianza e covarianza di variabili discreteVar[X] = E[(X − μ)²] = E[X²] − μ² misura la dispersione attorno alla media μ = E[X]; σ = √Var è la deviazione standard. Var[aX + b] = a² Var[X]; la normalizzata (X − μ)/σ ha media 0 e varianza 1. Varianze notevoli: Be(p) → p(1−p), B(n,p) → np(1−p), Po(λ) → λ, Ge(p) → (1−p)/p². Cov[X,Y] = E[XY] − E[X]E[Y]; variabili indipendenti hanno covarianza nulla, ma non vale il viceversa (X uniforme su {−1,0,1} e X²). Var[X + Y] = Var X + Var Y + 2 Cov[X,Y]: per indipendenti le varianze si sommano.Varianza e covarianza di variabili discrete →).
Indipendenza
X, Y indipendenti ⟺ pX,Y(a,b)=pX(a)pY(b) per ogni (a,b).
Dimostrazione: se vale il prodotto, P(X∈A,Y∈B)=∑a∈A,b∈BpX(a)pY(b)=P(X∈A)P(Y∈B). In tabella ogni casella è totale di riga per totale di colonna; basta una casella che non lo è per escludere l'indipendenza (uno zero con marginali positive la esclude). Nel primo esempio ±1: 41=21⋅21, indipendenti; nel secondo p~(1,1)=83=41.
Es. p(0,0)=121, p(0,1)=123, p(0,2)=123, p(1,0)=122, p(1,1)=121, p(1,2)=122. Marginali: pX=(127,125), pY=(123,124,125). p(0,0)=14412=14421: non indipendenti. E[X]=125, E[Y]=67, E[XY]=121+124=125, Cov=125−125⋅67=−725.
Esercizi: Esercizio 57 · variabili congiunte discrete dai Ripassi; base: Variabili aleatorie discrete e funzione di distribuzioneUna variabile aleatoria è una funzione X : Ω → R; {X ∈ A} = X⁻¹(A) è un evento. X è discreta se assume un insieme finito o numerabile di valori x₀, x₁, …; la densità discreta pₓ(x) = P(X = x) ha somma 1 e determina tutto: P(X ∈ A) = Σ_{xₖ∈A} pₓ(xₖ). La funzione di distribuzione Fₓ(x) = P(X ≤ x) è crescente, continua a destra, con limiti 0 e 1; P(a < X ≤ b) = F(b) − F(a), P(X = a) = F(a) − F(a⁻) (il salto in a), P(X < a) = F(a⁻). Per una discreta F è a gradini. Bernoulli Be(p): vale 1 (successo) con probabilità p, 0 altrimenti.Variabili aleatorie discrete e funzione di distribuzione →.
Errori tipici: ricavare la congiunta moltiplicando le marginali senza indipendenza; concludere l'indipendenza da una sola casella; dimenticare le caselle con probabilità 0 nel verificare l'indipendenza.