Esercizio 15derivate parziali da derivate direzionali note
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Testo.
- Sia di classe . Calcolare e sapendo che
- Sia differenziabile in . Si sa che e che , per ogni . Calcolare , .
Teoria: Gradiente e direzione di massima crescitaIl gradiente è il vettore delle derivate parziali ∇f(p) = (∂₁f(p), …, ∂ₙf(p)). Se f è C¹ (derivate parziali continue) vale la formula del gradiente D_u f(p) = ∇f(p)·u: tutte le derivate direzionali si ottengono dalle parziali e u ↦ D_u f(p) è lineare. Tra i versori, la crescita è massima lungo ∇f/|∇f| (pendenza |∇f|), minima lungo −∇f/|∇f| (pendenza −|∇f|), nulla lungo le direzioni ortogonali al gradiente. Utili: ∇|x| = x/|x|, ∇φ(|x|) = φ'(|x|) x/|x|.Gradiente e direzione di massima crescita →, Differenziabilità, piano tangente e linearizzazionef è differenziabile in p se f(x) = f(p) + ∇f(p)·(x − p) + R(x) con R(x)/|x − p| → 0: vicino a p il grafico è quasi il suo spazio tangente z = f(p) + ∇f(p)·(x − p) (per n = 2 il piano tangente). La funzione affine L(x) = f(p) + ∇f(p)·(x − p) è la linearizzazione e serve per le stime (Δf ≈ ∇f·Δx). C¹ ⇒ differenziabile ⇒ continua e D_u f(p) = ∇f(p)·u per ogni u. Per verificare la differenziabilità in un punto: derivate parziali con la definizione, poi limite di [f(p+h) − f(p) − ∇f(p)·h]/|h|.Differenziabilità, piano tangente e linearizzazione →.
Lo strumento
Per una funzione (o, più in generale, differenziabile) vale la formula del gradienteLa derivata direzionale lungo u è il prodotto scalare tra il gradiente e u: D_u f(p) = ∇f(p)·u. Ogni derivata direzionale nota diventa quindi un'equazione lineare nelle due incognite e . Con due direzioni non parallele si ha un sistema risolubile.
1. Dalle due derivate direzionali al gradiente
Sia .
Prima direzione : (si moltiplica per ).
Seconda direzione :
Sistema. Sottraendo la seconda equazione dalla prima: , cioè . Quindi
Verifica: ✓ e ✓.
Perché serve l'ipotesi . Senza di essa le derivate direzionali non sono legate alle parziali dalla formula del gradiente (nella teoria c'è l'esempio sugli assi, altrove, con parziali nulle e ), e i dati non basterebbero.
2. Dalle restrizioni sulle bisettrici al gradiente
Le informazioni sono su due rette per l'origine: la bisettrice e l'antibisettrice . Lungo una retta la derivata in è una derivata direzionale:
Prima informazione: per ogni , quindi la derivata lungo è . Con la formula del gradiente ( è differenziabile in ):
Seconda informazione: , la cui derivata è :
Sistema. Sommando: . Quindi
Osservazione. Si usano vettori non unitari: va bene, perché la formula vale per ogni , e la derivata di è proprio la derivata lungo , non lungo il suo versore.
Errori comuni
- Dimenticare che le direzioni del punto 1 sono versori e moltiplicare male per o .
- Applicare la formula del gradiente senza l'ipotesi di differenziabilità: nel testo è data apposta.
Versione ripasso
Testo.
- Sia di classe . Calcolare e sapendo che
- Sia differenziabile in . Si sa che e che , per ogni . Calcolare , .
Teoria: Gradiente e direzione di massima crescitaIl gradiente è il vettore delle derivate parziali ∇f(p) = (∂₁f(p), …, ∂ₙf(p)). Se f è C¹ (derivate parziali continue) vale la formula del gradiente D_u f(p) = ∇f(p)·u: tutte le derivate direzionali si ottengono dalle parziali e u ↦ D_u f(p) è lineare. Tra i versori, la crescita è massima lungo ∇f/|∇f| (pendenza |∇f|), minima lungo −∇f/|∇f| (pendenza −|∇f|), nulla lungo le direzioni ortogonali al gradiente. Utili: ∇|x| = x/|x|, ∇φ(|x|) = φ'(|x|) x/|x|.Gradiente e direzione di massima crescita →, Differenziabilità, piano tangente e linearizzazionef è differenziabile in p se f(x) = f(p) + ∇f(p)·(x − p) + R(x) con R(x)/|x − p| → 0: vicino a p il grafico è quasi il suo spazio tangente z = f(p) + ∇f(p)·(x − p) (per n = 2 il piano tangente). La funzione affine L(x) = f(p) + ∇f(p)·(x − p) è la linearizzazione e serve per le stime (Δf ≈ ∇f·Δx). C¹ ⇒ differenziabile ⇒ continua e D_u f(p) = ∇f(p)·u per ogni u. Per verificare la differenziabilità in un punto: derivate parziali con la definizione, poi limite di [f(p+h) − f(p) − ∇f(p)·h]/|h|.Differenziabilità, piano tangente e linearizzazione →.
Metodo: formula del gradienteLa derivata direzionale lungo u è il prodotto scalare tra il gradiente e u: D_u f(p) = ∇f(p)·u. con : ogni derivata nota è un'equazione lineare; due direzioni non parallele danno un sistema.
1.
- : , cioè .
- : .
- Sottraendo: .
, (verifica: ). Serve : senza, le direzionali non sono legate alle parziali.
2.
La derivata di in è (anche con non unitario).
- : .
- : .
, .
Errori tipici: dimenticare che le direzioni del punto 1 sono versori (e moltiplicare male per , ); applicare la formula senza differenziabilità.