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Note per Studenti Sistemi di punti - forze interne ed esterne

Sistemi di punti: forze interne ed esterne

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Inizio del capitolo sui sistemi di punti materiali. Finora si è studiato un punto alla volta (Leggi di NewtonLe tre leggi della dinamica: un corpo senza forze mantiene la sua velocità (nei sistemi inerziali), F = m a, e a ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta. Metodo per risolvere i problemi: diagramma di corpo libero, assi, proiezioni.Leggi di Newton →); ora si studiano più punti che interagiscono tra loro, come due blocchi collegati da una molla, un pendolo appeso a un carrello, due palline che si urtano. Seguito: Centro di massaIl centro di massa è la media delle posizioni pesata con le masse. La quantità di moto totale è M v_CM e il CM si muove come un punto di massa M soggetto alla sola risultante delle forze esterne. Nel riferimento del CM la quantità di moto totale è zero.Centro di massa →, Conservazione della quantità di motoSe la risultante delle forze esterne è nulla la quantità di moto totale di un sistema resta costante (anche solo lungo un asse, se lì la forza esterna è nulla). Nelle esplosioni e negli urti si conserva perché le forze esterne non impulsive sono trascurabili nel brevissimo intervallo.Conservazione della quantità di moto →.

Che cos'è un sistema

Un sistema di punti materiali è un insieme di NN punti, con masse m1,m2,…,mNm_1, m_2, \dots, m_N e posizioni r⃗1,r⃗2,…,r⃗N\vec r_1, \vec r_2, \dots, \vec r_N, che scegliamo noi di considerare insieme. La scelta non è imposta dalla natura: in un problema con un blocchetto appoggiato su una piattaforma si può studiare il blocchetto da solo, la piattaforma da sola, oppure "blocchetto + piattaforma" come un unico sistema. Scegliere bene il sistema è spesso il passo decisivo di un esercizio, perché cambia quali forze sono interne e quali esterne.

La massa totale del sistema è

Definizione (massa totale di un sistema). M=∑i=1NmiM = \sum_{i=1}^{N} m_i

Esempio. Tre punti di 22, 33 e 55 kg: M=2+3+5=10M = 2 + 3 + 5 = 10 kg.

Forze interne e forze esterne

Su ogni punto ii del sistema agiscono due tipi di forze:

  • forze interne: esercitate da altri punti del sistema. Si indica con F⃗ij\vec F_{ij} la forza che il punto jj esercita sul punto ii;
  • forze esterne: esercitate da qualcosa che non fa parte del sistema (la Terra con la forza peso, un piano d'appoggio con la reazione vincolare, una parete, una molla attaccata a un muro). Si indica con F⃗i(E)\vec F_i^{(E)} la risultante delle forze esterne sul punto ii.

La seconda legge di Newton per il singolo punto ii è allora

mi a⃗i=F⃗i(E)+∑j≠iF⃗ijm_i\,\vec a_i = \vec F_i^{(E)} + \sum_{j \ne i} \vec F_{ij}

Esempio. Blocchetto mm appoggiato su una piattaforma MM, che scivola su un piano liscio. Se il sistema è "blocchetto + piattaforma":

forza agisce su è... perché
peso di mm e peso di MM mm, MM esterna la esercita la Terra
reazione del piano su MM MM esterna il piano non fa parte del sistema
reazione normale tra mm e MM entrambi interna la esercitano l'uno sull'altro
attrito tra mm e MM entrambi interna idem

Se invece il sistema fosse il solo blocchetto, la reazione normale e l'attrito esercitati dalla piattaforma diventerebbero forze esterne.

Le forze interne si annullano a coppie

Per il terzo principio della dinamica (azione e reazione) la forza che jj esercita su ii è uguale e opposta a quella che ii esercita su jj, e le due forze stanno sulla retta che unisce i due punti:

Legge (le forze interne si presentano a coppie). F⃗ij=−F⃗ji\vec F_{ij} = -\vec F_{ji}

Esempio. Due pattinatori fermi su ghiaccio liscio: se il primo spinge il secondo con 3030 N, il secondo spinge il primo con −30-30 N, e la risultante interna è 30−30=030 - 30 = 0.

Conseguenza fondamentale: la somma di tutte le forze interne è zero. Sommando su tutti i punti, ogni forza interna compare insieme alla sua opposta:

R⃗(I)=∑i∑j≠iF⃗ij=∑coppie (i,j)(F⃗ij+F⃗ji)=0⃗\vec R^{(I)} = \sum_i \sum_{j \ne i} \vec F_{ij} = \sum_{\text{coppie } (i,j)} \left(\vec F_{ij} + \vec F_{ji}\right) = \vec 0

Per esempio con tre punti: F⃗12+F⃗21+F⃗13+F⃗31+F⃗23+F⃗32=0⃗+0⃗+0⃗\vec F_{12} + \vec F_{21} + \vec F_{13} + \vec F_{31} + \vec F_{23} + \vec F_{32} = \vec 0 + \vec 0 + \vec 0.

Quindi, sommando le equazioni di Newton di tutti i punti, le forze interne spariscono:

Formula (somma delle equazioni di Newton: solo forze esterne). ∑imi a⃗i=∑iF⃗i(E)=R⃗(E)\sum_i m_i\,\vec a_i = \sum_i \vec F_i^{(E)} = \vec R^{(E)}

dove R⃗(E)\vec R^{(E)} è la risultante delle forze esterne. Questa uguaglianza è la base delle equazioni cardinali dei sistemi: dice che il moto "d'insieme" del sistema dipende solo dalle forze esterne. Il modo naturale di leggerla passa per il Centro di massaIl centro di massa è la media delle posizioni pesata con le masse. La quantità di moto totale è M v_CM e il CM si muove come un punto di massa M soggetto alla sola risultante delle forze esterne. Nel riferimento del CM la quantità di moto totale è zero.Centro di massa → (M a⃗CM=R⃗(E)M\,\vec a_{CM} = \vec R^{(E)}) e per la quantità di moto totale (Conservazione della quantità di motoSe la risultante delle forze esterne è nulla la quantità di moto totale di un sistema resta costante (anche solo lungo un asse, se lì la forza esterna è nulla). Nelle esplosioni e negli urti si conserva perché le forze esterne non impulsive sono trascurabili nel brevissimo intervallo.Conservazione della quantità di moto →).

Esempio. Due blocchi da 22 e 33 kg uniti da un filo su un piano liscio e tirati da F=10F = 10 N: ∑miai=10\sum m_i a_i = 10 N, cioè a=105=2 m/s2a = \frac{10}{5} = 2\ \text{m/s}^2 per entrambi.

Attenzione: le forze interne si annullano nella somma, ma non spariscono dal moto dei singoli punti. Una molla compressa tra due blocchi non sposta il centro di massa, però fa allontanare i blocchi l'uno dall'altro.

Le forze interne possono compiere lavoro

Che la risultante delle forze interne sia nulla non vuol dire che il loro lavoro totale sia nullo. Il lavoro della coppia F⃗12\vec F_{12}, F⃗21=−F⃗12\vec F_{21} = -\vec F_{12} è

dW=F⃗12⋅dr⃗1+F⃗21⋅dr⃗2=F⃗12⋅(dr⃗1−dr⃗2)dW = \vec F_{12}\cdot d\vec r_1 + \vec F_{21}\cdot d\vec r_2 = \vec F_{12}\cdot (d\vec r_1 - d\vec r_2)

che è diverso da zero ogni volta che la distanza tra i due punti cambia. Esempi: una molla compressa tra due carrelli che si allontanano (lavoro positivo, l'energia elastica diventa cinetica); l'attrito tra un blocchetto e una piattaforma su cui striscia (lavoro totale negativo, energia dissipata in calore). Se invece la distanza resta fissa (punti collegati da un'asta rigida, o un filo teso e inestensibile) il lavoro interno totale è nullo: è il caso del corpo rigidoUn corpo rigido è un sistema di punti a distanze reciproche fisse. Il suo centro di massa si calcola con integrali sulla densità (e con le simmetrie); il moto più generale è una traslazione del centro di massa più una rotazione attorno a un asse.Corpo rigido e suo centro di massa →.

Per questo nel bilancio dell'energia di un sistema (Teoremi di König ed energia di un sistemaTeoremi di König: energia cinetica e momento angolare di un sistema si dividono in una parte del centro di massa (come un punto di massa M) e una parte del moto relativo al CM. Teorema dell'energia cinetica per i sistemi: ΔK = lavoro delle forze esterne + lavoro delle forze interne.Teoremi di König ed energia di un sistema →) compaiono sia il lavoro delle forze esterne sia quello delle forze interne, mentre nel bilancio della quantità di moto compaiono solo le esterne.

Le due equazioni cardinali

Per un sistema di punti valgono due equazioni che contengono solo le forze esterne (le interne si annullano anche nella somma dei momenti, perché ogni coppia di forze interne sta su una stessa retta e ha momento totale nullo):

Qui P⃗=∑imiv⃗i\vec P = \sum_i m_i \vec v_i è la quantità di moto totale, L⃗O\vec L_O il momento angolare totale rispetto a un polo OO fisso e M⃗O(E)\vec M_O^{(E)} il momento risultante delle forze esterne.

Errori comuni

  • Non dichiarare il sistema prima di classificare le forze: la stessa forza (per esempio l'attrito tra blocchetto e piattaforma) è interna o esterna a seconda della scelta.
  • Contare le forze interne nella risultante: per il moto del centro di massa non servono, ed è un vantaggio enorme, perché spesso sono le più difficili da calcolare (reazioni tra corpi, forze durante un urto).
  • Concludere che le forze interne non compiono lavoro: lo compiono quando le distanze tra i punti cambiano (molle, attrito, esplosioni).

Versione ripasso

Dopo lo studio di un punto alla volta (Leggi di NewtonLe tre leggi della dinamica: un corpo senza forze mantiene la sua velocità (nei sistemi inerziali), F = m a, e a ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta. Metodo per risolvere i problemi: diagramma di corpo libero, assi, proiezioni.Leggi di Newton →) si considerano più punti che interagiscono (blocchi con molla, pendolo su un carrello, urti). Un sistema di punti materiali è un insieme di NN punti (mi,r⃗im_i, \vec r_i) scelto da noi: scegliere bene il sistema cambia quali forze sono interne. La massa totale è M=∑miM = \sum m_i. Seguono Centro di massaIl centro di massa è la media delle posizioni pesata con le masse. La quantità di moto totale è M v_CM e il CM si muove come un punto di massa M soggetto alla sola risultante delle forze esterne. Nel riferimento del CM la quantità di moto totale è zero.Centro di massa → e Conservazione della quantità di motoSe la risultante delle forze esterne è nulla la quantità di moto totale di un sistema resta costante (anche solo lungo un asse, se lì la forza esterna è nulla). Nelle esplosioni e negli urti si conserva perché le forze esterne non impulsive sono trascurabili nel brevissimo intervallo.Conservazione della quantità di moto →.

Forze interne e forze esterne

Per ogni punto ii, la seconda leggeLe tre leggi della dinamica: un corpo senza forze mantiene la sua velocità (nei sistemi inerziali), F = m a, e a ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta. Metodo per risolvere i problemi: diagramma di corpo libero, assi, proiezioni.Leggi di Newton → è: mi a⃗i=F⃗i(E)+∑j≠iF⃗ijm_i\,\vec a_i = \vec F_i^{(E)} + \sum_{j \ne i} \vec F_{ij}

  • Forze esterne (F⃗i(E)\vec F_i^{(E)}): esercitate da corpi fuori dal sistema.
  • Forze interne (F⃗ij\vec F_{ij}): esercitate da punti appartenenti al sistema. Esempio: per il sistema «blocchetto + piattaforma» su un piano liscio, i pesi e la reazione del piano sono esterne, la normale e l'attrito tra blocchetto e piattaforma sono interne; per il solo blocchetto diventerebbero esterne.

Per il terzo principioLe tre leggi della dinamica: un corpo senza forze mantiene la sua velocità (nei sistemi inerziali), F = m a, e a ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta. Metodo per risolvere i problemi: diagramma di corpo libero, assi, proiezioni.Leggi di Newton →, F⃗ij=−F⃗ji\vec F_{ij} = -\vec F_{ji} (sulla congiungente). Pertanto, la risultante delle forze interne è nulla: R⃗(I)=∑i∑j≠iF⃗ij=0⃗\vec R^{(I)} = \sum_i \sum_{j \ne i} \vec F_{ij} = \vec 0

Di conseguenza, la somma delle leggi di Newton sui punti del sistema isola solo le forze esterne: ∑imi a⃗i=∑iF⃗i(E)=R⃗(E)\sum_i m_i\,\vec a_i = \sum_i \vec F_i^{(E)} = \vec R^{(E)}

Lavoro delle forze interne

Il lavoro totale delle forze interne non è necessariamente nullo: dW=F⃗12⋅(dr⃗1−dr⃗2)dW = \vec F_{12}\cdot (d\vec r_1 - d\vec r_2)

Le due equazioni cardinali

Il moto d'insieme dipende solo dalle forze esterne:

Equazione Formula
I cardinale dP⃗dt=R⃗(E)  ⟺  M a⃗CM=R⃗(E)\dfrac{d\vec P}{dt} = \vec R^{(E)} \iff M\,\vec a_{CM} = \vec R^{(E)}
II cardinale dL⃗Odt=M⃗O(E)\dfrac{d\vec L_O}{dt} = \vec M_O^{(E)}

P⃗\vec P è la quantità di moto totale, L⃗O\vec L_O il momento angolareMomento di una forza M = r × F e momento angolare L = r × m v rispetto a un polo. Teorema del momento angolare: dL/dt = M (polo fisso o CM); per un sistema contano solo i momenti esterni. Con forze centrali o momento esterno nullo L si conserva.Momento angolare e momento di una forza → rispetto a un polo fisso OO, M⃗O(E)\vec M_O^{(E)} il momento risultante delle forze esterne.

Errori tipici

  • Non definire il sistema prima di classificare le forze.
  • Inserire le forze interne nel calcolo della risultante per il moto del centro di massa.
  • Assumere erroneamente che le forze interne non compiano lavoro anche quando le distanze relative variano.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata