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Note per Studenti Forze di attrito radente

Forze di attrito radente

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Componente tangenziale della reazione vincolare (Reazioni vincolari, forza peso e peso apparenteLa forza peso è m g, verso il basso. Un vincolo (piano, guida) esercita una reazione che si ricava da F = m a: la componente normale può solo spingere, e si annulla quando il corpo si stacca. Il peso apparente è la reazione del pavimento, diversa da m g se si accelera (ascensore).Reazioni vincolari, forza peso e peso apparente →). Seguito: Piano inclinatoSul piano inclinato si prendono gli assi lungo il piano e perpendicolare: il peso si scompone in mg sinθ (lungo il piano) e mg cosθ (contro il piano), N = mg cosθ. Senza attrito a = g sinθ; con attrito dinamico a = g(sinθ − μ cosθ) in discesa, −g(sinθ + μ cosθ) in salita; resta fermo se tanθ ≤ μs.Piano inclinato →. Esercizi: Esercizio 20 · due blocchetti uniti da un'asta su un piano inclinato, Esercizio 21 · due blocchi su due piani inclinati collegati da un filo, Esercizio 41 · blocchetto su una piattaforma frenata da una molla, Esercizio 26 · molla tra un blocchetto e un blocco con attrito.

Che cos'è

Quando due superfici sono a contatto e una tende a scivolare sull'altra, nasce una forza parallela alla superficie di contatto che si oppone allo scivolamento: l'attrito radente ("radente" perché le superfici si sfiorano strisciando; per un corpo immerso in un fluido c'è invece l'Attrito viscosoUn corpo che si muove lentamente in un fluido subisce una forza F = −b v, opposta e proporzionale alla velocità. In caduta la velocità tende esponenzialmente alla velocità limite mg/b con costante di tempo τ = m/b.Attrito viscoso →). Deriva dalle microscopiche irregolarità delle superfici e dalle forze tra gli atomi a contatto, ma in meccanica lo si descrive con due leggi empiriche, una per il caso statico e una per il caso dinamico.

Una superficie con attrito si dice scabra, una senza attrito liscia.

Attrito statico

Agisce quando le due superfici sono ferme l'una rispetto all'altra, ma qualcosa tende a farle scivolare. Esempio: si spinge orizzontalmente un armadio pesante, piano piano, e l'armadio non si muove. La seconda legge (a=0a = 0) dice che una forza uguale e opposta alla spinta deve esserci: è l'attrito statico FsF_s.

Legge dell'attrito statico:

Legge (attrito statico). Fs≤μs NF_s \le \mu_s\,N

dove NN è il modulo della reazione normale e μs\mu_s è il coefficiente di attrito statico (numero puro, dipende dai due materiali: legno su legno ≈0,4\approx 0{,}4, gomma su asfalto asciutto ≈1\approx 1, acciaio su ghiaccio ≈0,03\approx 0{,}03).

Esempio. Blocco di m=1m = 1 kg su un piano con μs=0,5\mu_s = 0{,}5: Fs,max⁡=0,5⋅1⋅9,81=4,91F_{s,\max} = 0{,}5\cdot1\cdot9{,}81 = 4{,}91 N; una spinta di 33 N viene compensata esattamente da Fs=3F_s = 3 N.

Il punto fondamentale: l'attrito statico non vale μsN\mu_s N. Vale quanto serve per tenere ferme le superfici (lo si ricava da F⃗=ma⃗\vec F = m\vec a), e μsN\mu_s N è solo il valore massimo che può raggiungere. Se si spinge l'armadio con 5050 N l'attrito statico vale 5050 N, se si spinge con 100100 N vale 100100 N, finché la spinta non supera μsN\mu_s N: a quel punto l'armadio parte.

Direzione e verso: parallela alla superficie, nel verso opposto a quello in cui il corpo tenderebbe a scivolare se l'attrito non ci fosse. Spesso il verso non è ovvio: si sceglie un verso a caso, si calcola FsF_s con il suo segno, e il segno dice il verso vero (come in Esercizio 21 · due blocchi su due piani inclinati collegati da un filo, dove esce negativo).

Come si risolve un problema con attrito statico

  1. Si suppone che il corpo resti fermo (rispetto alla superficie).
  2. Con F⃗=ma⃗\vec F = m\vec a si calcolano la forza d'attrito FsF_s necessaria e la normale NN.
  3. Si verifica che ∣Fs∣≤μsN|F_s| \le \mu_s N. Se è vero, l'ipotesi era giusta; se è falso, il corpo scivola e si rifà il problema con l'attrito dinamico.

Le domande del tipo "il minimo coefficiente d'attrito statico affinché il corpo resti fermo" si risolvono imponendo ∣Fs∣≤μsN|F_s| \le \mu_s N, cioè

Formula (coefficiente di attrito statico minimo). μs,min⁡=∣Fs∣N\mu_{s,\min} = \frac{|F_s|}{N}

Esempio. Se per tenere fermo un corpo serve Fs=3F_s = 3 N e la normale vale N=10N = 10 N, il coefficiente minimo è μs,min⁡=310=0,3\mu_{s,\min} = \frac{3}{10} = 0{,}3.

Attrito statico che fa muovere. L'attrito statico non è solo "quello che tiene fermo": è la forza che fa accelerare un blocchetto appoggiato su una piattaforma che accelera, se il blocchetto non scivola (Esercizio 40 · blocchetto su una piattaforma che scende lungo un piano inclinato), ed è la forza che fa camminare una persona o andare avanti un'automobile (la gomma spinge indietro l'asfalto, l'asfalto spinge avanti la gomma, senza strisciare).

Attrito dinamico

Agisce quando le superfici strisciano l'una sull'altra. Legge dell'attrito dinamico:

Legge (attrito dinamico). Fd=μd NF_d = \mu_d\,N

con μd\mu_d coefficiente di attrito dinamico. Questa volta è un'uguaglianza: il modulo è sempre μdN\mu_d N, qualunque sia la velocità.

Esempio. Blocco di m=1m = 1 kg con μd=0,3\mu_d = 0{,}3 che striscia su un piano orizzontale: Fd=0,3⋅9,81=2,94F_d = 0{,}3\cdot9{,}81 = 2{,}94 N, costante qualunque sia la velocità.

Direzione e verso: parallela alla superficie, opposta alla velocità relativa del corpo rispetto alla superficie su cui striscia. Se anche la superficie si muove (blocchetto su una piattaforma mobile) conta la velocità del blocchetto rispetto alla piattaforma, non rispetto al suolo.

Proprietà sperimentali (valide con buona approssimazione):

  • μd<μs\mu_d < \mu_s: è più facile mantenere un oggetto in movimento che metterlo in moto (per questo l'armadio, una volta partito, si spinge con meno fatica);
  • non dipende dall'area di contatto né (entro ampi limiti) dalla velocità;
  • dipende dai materiali e dallo stato delle superfici.

Il grafico dell'attrito

Un blocco di massa m=1m = 1 kg è fermo su un piano orizzontale con μs=0,5\mu_s = 0{,}5 e μd=0,3\mu_d = 0{,}3, e lo si spinge orizzontalmente con una forza FF che cresce piano piano. Si ha N=mg=9,81N = mg = 9{,}81 N, quindi μsN=4,91\mu_s N = 4{,}91 N e μdN=2,94\mu_d N = 2{,}94 N.

  • Per F<4,91F < 4{,}91 N il blocco resta fermo e l'attrito vale esattamente FF (bisettrice nel grafico).
  • Appena FF supera 4,914{,}91 N il blocco parte e l'attrito "scende" al valore dinamico 2,942{,}94 N, costante.
  • Da quel momento la risultante è F−2,94F - 2{,}94 N e il blocco accelera: con F=5F = 5 N, a=5−2,941=2,06 m/s2a = \frac{5 - 2{,}94}{1} = 2{,}06\ \text{m/s}^2.

Grafico interattivo: Modulo della forza d'attrito (ordinata, N) in funzione della spinta F (ascissa, N): cresce come F finché vale l'attrito statico, poi crolla al valore dinamico

Esempio: auto che frena

Un'auto viaggia a v0=20v_0 = 20 m/s e inchioda (ruote bloccate) su asfalto con μd=0,7\mu_d = 0{,}7. Sul piano orizzontale N=mgN = mg, e l'unica forza orizzontale è l'attrito dinamico, opposto al moto:

ma=−μdmg⟹a=−μdg=−6,87 m/s2m a = -\mu_d m g \quad \Longrightarrow \quad a = -\mu_d g = -6{,}87\ \text{m/s}^2

La massa si semplifica: la decelerazione non dipende da quanto pesa l'auto. Spazio di frenata, con la formula senza il tempo (Moto rettilineo uniforme e uniformemente acceleratoVelocità costante: x = x0 + v t, diagramma orario rettilineo. Accelerazione costante: v = v0 + a t, x = x0 + v0 t + a t²/2 e v² = v0² + 2a(x − x0), diagramma orario parabolico.Moto rettilineo uniforme e uniformemente accelerato →):

d=v022μdg=4002⋅0,7⋅9,81=29,1 md = \frac{v_0^2}{2\mu_d g} = \frac{400}{2 \cdot 0{,}7 \cdot 9{,}81} = 29{,}1\ \text{m}

Con ruote che non si bloccano (ABS) le gomme non strisciano e lavora l'attrito statico, che può arrivare a μsN>μdN\mu_s N > \mu_d N: la frenata è più corta.

Riassunto

attrito statico attrito dinamico
quando superfici ferme l'una rispetto all'altra superfici che strisciano
modulo quanto serve, Fs≤μsNF_s \le \mu_s N Fd=μdNF_d = \mu_d N
verso opposto alla tendenza a scivolare opposto alla velocità relativa
come si usa si calcola con F⃗=ma⃗\vec F = m\vec a e si verifica la disuguaglianza si sostituisce direttamente μdN\mu_d N

Errori comuni

  • Scrivere Fs=μsNF_s = \mu_s N quando il corpo è fermo: è solo il massimo. Va usato con l'uguale solo nell'istante limite in cui il corpo sta per partire.
  • Calcolare NN come mgmg anche quando non lo è (piano inclinato, forze con componente verticale): l'attrito dipende dalla normale vera.
  • Sbagliare il verso dell'attrito dinamico quando anche il supporto si muove: conta la velocità relativa.
  • Dimenticare la terza legge: se la piattaforma frena il blocchetto con un attrito F⃗\vec F, il blocchetto trascina la piattaforma con −F⃗-\vec F.

Versione ripasso

Componente tangenziale della reazione vincolare (Reazioni vincolari, forza peso e peso apparenteLa forza peso è m g, verso il basso. Un vincolo (piano, guida) esercita una reazione che si ricava da F = m a: la componente normale può solo spingere, e si annulla quando il corpo si stacca. Il peso apparente è la reazione del pavimento, diversa da m g se si accelera (ascensore).Reazioni vincolari, forza peso e peso apparente →). Si manifesta tra superfici scabreSuperfici con attrito; una superficie senza attrito si dice liscia. e si oppone allo scivolamento (per un corpo in un fluido c'è invece l'Attrito viscosoUn corpo che si muove lentamente in un fluido subisce una forza F = −b v, opposta e proporzionale alla velocità. In caduta la velocità tende esponenzialmente alla velocità limite mg/b con costante di tempo τ = m/b.Attrito viscoso →). Esercizi: Esercizio 20 · due blocchetti uniti da un'asta su un piano inclinato, Esercizio 21 · due blocchi su due piani inclinati collegati da un filo, Esercizio 26 · molla tra un blocchetto e un blocco con attrito.

Attrito statico

Agisce tra superfici ferme l'una rispetto all'altra.

Fs≤μs NF_s \le \mu_s\,N

Risoluzione problemi:

  1. Si assume che il corpo resti fermo.
  2. Si calcola FsF_s necessaria tramite F⃗=ma⃗\vec F = m\vec{a}.
  3. Si verifica ∣Fs∣≤μsN|F_s| \le \mu_s N. Se falso, il corpo scivola (si passa all'attrito dinamico).
  • Caso limite: μs,min⁡=∣Fs∣N\mu_{s,\min} = \frac{|F_s|}{N}.

Attrito dinamico

Agisce durante lo strisciamento relativo tra superfici.

Fd=μd NF_d = \mu_d\,N

  • Modulo: costante, pari a μdN\mu_d N.
  • Verso: opposto alla velocità relativa tra i due corpi.
  • Proprietà: μd<μs\mu_d < \mu_s; il valore non dipende dall'area di contatto o dalla velocità. Se anche la superficie si muove conta la velocità relativa.

Esempio. Blocco di 11 kg, μs=0,5\mu_s = 0{,}5, μd=0,3\mu_d = 0{,}3, spinto con FF crescente: μsN=4,91\mu_s N = 4{,}91 N, μdN=2,94\mu_d N = 2{,}94 N. Per F<4,91F < 4{,}91 N l'attrito vale FF e il blocco sta fermo; oltre parte e l'attrito scende a 2,942{,}94 N; con F=5F = 5 N, a=2,06a = 2{,}06 m/s².

Riassunto

attrito statico attrito dinamico
condizione superfici ferme superfici in strisciamento
modulo quanto serve, Fs≤μsNF_s \le \mu_s N Fd=μdNF_d = \mu_d N
verso opposto alla tendenza al moto opposto alla velocità relativa

Esempio: auto che frena

Auto che inchioda (v0=20 m/sv_0 = 20\text{ m/s}, μd=0,7\mu_d = 0{,}7):

  1. ma=−μdmg⇒a=−μdg=−6,87 m/s2m a = -\mu_d m g \Rightarrow a = -\mu_d g = -6{,}87\ \text{m/s}^2.
  2. Spazio di frenata: d=v022μdg=4002⋅0,7⋅9,81=29,1 md = \frac{v_0^2}{2\mu_d g} = \frac{400}{2 \cdot 0{,}7 \cdot 9{,}81} = 29{,}1\ \text{m}.
  • La decelerazione è indipendente dalla massa.

Errori comuni

Esercizi su questo argomento

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