Derivate successive e funzioni di classe
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Prerequisiti: Regole di derivazioneDerivate delle funzioni elementari e delle loro inverse (arcsin, arctan, settcosh...) e regole di calcolo: linearità, prodotto (Leibniz), quoziente, funzione composta (regola della catena), funzione inversa, f(x)^g(x).Regole di derivazione →, Teorema del limite della derivataSe f è continua in x0 e derivabile vicino a x0, la derivata destra (sinistra) in x0 è il limite destro (sinistro) di f'. Quindi f è derivabile in x0 se e solo se i due limiti di f' esistono e coincidono, finiti. Senza continuità il risultato è falso; se i limiti di f' non esistono si torna al rapporto incrementale (esempio x² sin(1/x)). Funzioni di classe C⁰ e C¹.Teorema del limite della derivata → (classi e ).
L'idea
Se è derivabile, la sua derivata è a sua volta una funzione, e si può provare a derivarla.
Esempio. , .
- (regola della catena: , );
- : è la derivata seconda ;
- : la derivata terza; e così via.
Definizione
Definizione (derivata seconda e derivata n-esima). Sia derivabile in un intorno di . Se è derivabile in , la sua derivata si chiama derivata seconda di in : Più in generale, se è derivabile volte in un intorno di e è derivabile in , la derivata -esima di in è
Esempio. : e .
Perché serve un intorno. Per derivare in bisogna che esista vicino a (il rapporto incrementale di usa i valori con vicino a ). Non basta che sia derivabile solo in .
Notazioni: . Per le prime si usano anche gli apici: , . Per convenzione .
Esistenza della derivata -esima e continuità
Si sa che una funzione derivabile in un punto è continua in quel punto. Applicandolo alle derivate:
e inoltre esiste in un intorno di , quindi è derivabile (e continua) in quell'intorno, e così via fino a .
In breve: se esiste , allora sono continue in . (Non si può dire niente sulla continuità di .)
Questo fatto si usa per esempio nella dimostrazione della Formula di Taylor con resto di PeanoUna funzione derivabile n volte in x0 si scrive, vicino a x0, come un polinomio di grado al più n (il polinomio di Taylor, costruito con le derivate in x0) più un errore o((x-x0)^n); il polinomio è unico. Per x0 = 0 si chiama sviluppo di Mac-Laurin.Formula di Taylor con resto di Peano →, dove permette di applicare de l'Hôpital più volte di seguito.
Le classi
Sia un intervallo e .
Definizione (classe Cⁿ).
Esempio. ha e , entrambe continue, ma non è derivabile in : e .
- sono le funzioni continue, quelle derivabili con derivata continua (già viste nel Teorema del limite della derivataSe f è continua in x0 e derivabile vicino a x0, la derivata destra (sinistra) in x0 è il limite destro (sinistro) di f'. Quindi f è derivabile in x0 se e solo se i due limiti di f' esistono e coincidono, finiti. Senza continuità il risultato è falso; se i limiti di f' non esistono si torna al rapporto incrementale (esempio x² sin(1/x)). Funzioni di classe C⁰ e C¹.Teorema del limite della derivata →).
- Se , negli estremi si chiede che sia continua e che esistano finite le derivate unilaterali e per .
- è l'insieme delle funzioni che stanno in per ogni : polinomi, , , su ; su .
Inclusioni: Se , allora è derivabile, quindi continua: . Le inclusioni sono strette: per esempio (che vale per e per ) ha derivata , continua ma non derivabile in , quindi sta in ma non in .
A che cosa servono
- La derivata seconda decide la convessità: Funzioni convesse, concave e punti di flessof è convessa se ogni corda sta sopra il grafico (concava se sta sotto). Una funzione convessa è continua e ha derivate destra e sinistra in ogni punto interno. Per f derivabile: convessa ⇔ grafico sopra ogni tangente ⇔ f' crescente ⇔ (se esiste) f'' ≥ 0. f'' > 0 ⇒ strettamente convessa, non viceversa (x⁴). Flesso: punto in cui f passa da convessa a concava; lì, se esiste, f''(x0) = 0, ma non basta (x⁴ in 0).Funzioni convesse, concave e punti di flesso →.
- Le derivate di tutti gli ordini in un punto danno i coefficienti del polinomio di Taylor (Formula di Taylor con resto di PeanoUna funzione derivabile n volte in x0 si scrive, vicino a x0, come un polinomio di grado al più n (il polinomio di Taylor, costruito con le derivate in x0) più un errore o((x-x0)^n); il polinomio è unico. Per x0 = 0 si chiama sviluppo di Mac-Laurin.Formula di Taylor con resto di Peano →).
Errori comuni
- Calcolare derivando una sola volta e sostituendo: prima si calcola per gli vicini, poi la si deriva.
- Pensare che l'esistenza di dia la continuità di : dà quella delle derivate di ordine inferiore.
Versione ripasso
Definizione
Se è derivabile volte in un intorno di e è derivabile in , la derivata -esima di in è:
Esempio. : , , .
Nota. Per definire serve che esista in un intorno di , non solo in . Notazioni: , con .
Esistenza della derivata -esima e continuità
Se esiste , allora sono continue in .
- Nota: Non si può dedurre la continuità di .
- Applicazione: permette di applicare de l'Hôpital più volte nella dimostrazione della Formula di Taylor con resto di PeanoUna funzione derivabile n volte in x0 si scrive, vicino a x0, come un polinomio di grado al più n (il polinomio di Taylor, costruito con le derivate in x0) più un errore o((x-x0)^n); il polinomio è unico. Per x0 = 0 si chiama sviluppo di Mac-Laurin.Formula di Taylor con resto di Peano →.
Le classi
- : funzioni continue; : derivabili con derivata continua (vedi Teorema del limite della derivataSe f è continua in x0 e derivabile vicino a x0, la derivata destra (sinistra) in x0 è il limite destro (sinistro) di f'. Quindi f è derivabile in x0 se e solo se i due limiti di f' esistono e coincidono, finiti. Senza continuità il risultato è falso; se i limiti di f' non esistono si torna al rapporto incrementale (esempio x² sin(1/x)). Funzioni di classe C⁰ e C¹.Teorema del limite della derivata →).
- (es. , polinomi su ; su ).
- Inclusioni: .
- Esempio: ha , continua ma non derivabile in : , .
- La derivata seconda decide la convessitàf è convessa se ogni corda sta sopra il grafico (concava se sta sotto). Una funzione convessa è continua e ha derivate destra e sinistra in ogni punto interno. Per f derivabile: convessa ⇔ grafico sopra ogni tangente ⇔ f' crescente ⇔ (se esiste) f'' ≥ 0. f'' > 0 ⇒ strettamente convessa, non viceversa (x⁴). Flesso: punto in cui f passa da convessa a concava; lì, se esiste, f''(x0) = 0, ma non basta (x⁴ in 0).Funzioni convesse, concave e punti di flesso →.
Errori tipici
- Calcolare derivando (errore: bisogna derivare la funzione e poi valutare).
- Confondere l'esistenza di con la continuità di .