Teoria: Interpolazione polinomiale - forma di Lagrange, differenze divise ed erroreDati n+1 punti con ascisse distinte esiste un unico polinomio p_n di grado ≤ n che passa per tutti. Forma di Lagrange p = Σ y_i L_i(x) (L_i(x_j) = δ_ij); forma di Newton p = Σ f[x_0..x_k] Π_{j<k}(x − x_j) con le differenze divise (si aggiunge un nodo senza rifare tutto). Errore f(x) − p_n(x) = f^(n+1)(ξ)/(n+1)! · ω(x), ω(x) = Π(x − x_i): dipende da f e dalla scelta dei nodi. Nodi equispaziati con n grande danno il fenomeno di Runge; i nodi di Chebyshev minimizzano max|ω| = 2^(−n) su [−1,1].Interpolazione polinomiale - forma di Lagrange, differenze divise ed errore →.
Testo
Di f(x)=lnx si conoscono f(1)=0, f(2)=0,693147, f(3)=1,098612.
- (a) Costruire il polinomio di interpolazione di grado ≤2 in forma di Lagrange e calcolare p2(2,5).
- (b) Costruire la tabella delle differenze divise, scrivere p2 in forma di Newton e verificare p2(2,5).
- (c) Dare una maggiorazione dell'errore in x=2,5 e confrontarla con l'errore vero (ln2,5=0,916291).
- (d) Aggiungendo il nodo x3=4 (f(4)=1,386294) come cambia il polinomio? Calcolare il nuovo valore in 2,5.
Soluzione
(a) Lagrange
In x=2,5:
- L0=(1−2)(1−3)(x−2)(x−3)=2(0,5)(−0,5)=−0,125;
- L1=(2−1)(2−3)(x−1)(x−3)=−1(1,5)(−0,5)=0,75;
- L2=(3−1)(3−2)(x−1)(x−2)=2(1,5)(0,5)=0,375.
Somma −0,125+0,75+0,375=1 ✓. Allora
p2(2,5)=−0,125⋅0+0,75⋅0,693147+0,375⋅1,098612=0,519860+0,411980=0,931840.
(b) Newton
f[1,2]=10,693147−0=0,693147; f[2,3]=11,098612−0,693147=0,405465; f[1,2,3]=3−10,405465−0,693147=−0,143841.
p2(x)=0+0,693147(x−1)−0,143841(x−1)(x−2).
In 2,5: 0,693147⋅1,5−0,143841⋅1,5⋅0,5=1,039721−0,107881=0,931840 ✓ (stesso valore).
(c) Errore
f′′′=x32 è decrescente su [1,3], quindi M3=max∣f′′′∣=2 (in x=1). Il polinomio nodale in 2,5: ω3(2,5)=(1,5)(0,5)(−0,5)=−0,375.
∣f(2,5)−p2(2,5)∣≤3!M3∣ω3(2,5)∣=62⋅0,375=0,125.
Errore vero: ∣0,916291−0,931840∣=0,015549, circa 8 volte meno del maggiorante: la maggiorazione usa M3 nel punto peggiore (x=1), mentre l'errore vero corrisponde a ξ con ξ32⋅6−0,375=−0,015549, cioè ξ3=8,04, ξ=2,004∈]1,3[ ✓. Il segno: f−p2<0, il polinomio sovrastima (il logaritmo è concavo e p2 passa sopra tra i nodi).
(d) Un nodo in più
Con la forma di Newton si aggiunge un termine senza toccare i precedenti. f[3,4]=1,386294−1,098612=0,287682; f[2,3,4]=20,287682−0,405465=−0,058892; f[1,2,3,4]=3−0,058892−(−0,143841)=0,028317.
p3(x)=p2(x)+0,028317(x−1)(x−2)(x−3).
In 2,5: (1,5)(0,5)(−0,5)=−0,375, quindi p3(2,5)=0,931840−0,010619=0,921221, con errore vero −0,00493: migliora (circa tre volte).
Risultati. p2(2,5)=0,93184; maggiorante 0,125, errore vero 0,0155; p3(2,5)=0,92122.
Errori tipici
- Dimenticare un fattore nel polinomio nodale o nel suo segno: ω3(2,5) ha tre fattori, uno dei quali negativo.
- Cercare ξ nell'esercizio: non serve, si maggiora ∣f′′′∣ sull'intervallo.
- Calcolare f[1,2,3] dividendo per 1 invece che per x2−x0=2.
Versione ripasso
(a) Nodi 1,2,3 (Interpolazione polinomiale - forma di Lagrange, differenze divise ed erroreDati n+1 punti con ascisse distinte esiste un unico polinomio p_n di grado ≤ n che passa per tutti. Forma di Lagrange p = Σ y_i L_i(x) (L_i(x_j) = δ_ij); forma di Newton p = Σ f[x_0..x_k] Π_{j<k}(x − x_j) con le differenze divise (si aggiunge un nodo senza rifare tutto). Errore f(x) − p_n(x) = f^(n+1)(ξ)/(n+1)! · ω(x), ω(x) = Π(x − x_i): dipende da f e dalla scelta dei nodi. Nodi equispaziati con n grande danno il fenomeno di Runge; i nodi di Chebyshev minimizzano max|ω| = 2^(−n) su [−1,1].Interpolazione polinomiale - forma di Lagrange, differenze divise ed errore →): in 2,5 L0=−0,125, L1=0,75, L2=0,375 (somma 1); p2(2,5)=0,75⋅0,693147+0,375⋅1,098612=0,519860+0,411980=0,931840.
(b) f[1,2]=0,693147, f[2,3]=0,405465, f[1,2,3]=20,405465−0,693147=−0,143841; p2=0,693147(x−1)−0,143841(x−1)(x−2), in 2,5: 1,039721−0,107881=0,931840.
(c) f′′′=x32≤2 su [1,3], ω3(2,5)=1,5⋅0,5⋅(−0,5)=−0,375: errore ≤62⋅0,375=0,125. Errore vero 0,01555 (ξ=2,004), p2 sovrastima.
(d) Nodo 4: f[3,4]=0,287682, f[2,3,4]=−0,058892, f[1,2,3,4]=0,028317; p3=p2+0,028317(x−1)(x−2)(x−3), p3(2,5)=0,931840−0,010619=0,921221 (errore 0,0049).
Errori tipici: segno o fattore mancante in ω; cercare ξ; dividere per 1 invece di x2−x0=2.