Teoria: Interpolazione a tratti, spline cubiche e minimi quadratiInvece di un polinomio di grado alto si usano polinomi di grado basso su ogni intervallo. Lineare a tratti: errore ≤ h²/8·max|f''|. Spline cubica: polinomio di grado 3 su ogni intervallo, di classe C² nei nodi; i momenti M_i = S''(x_i) risolvono un sistema tridiagonale (h_{i−1}/6)M_{i−1} + ((h_{i−1}+h_i)/3)M_i + (h_i/6)M_{i+1} = differenza tra le pendenze dei due intervalli adiacenti, con due condizioni agli estremi (naturale M_0 = M_n = 0, vincolata, not-a-knot); errore O(h⁴), nessun fenomeno di Runge. Minimi quadrati: con più dati che parametri si minimizza ‖Ac − y‖², cioè si risolvono le equazioni normali AᵀA c = Aᵀy (proiezione ortogonale di y sulle colonne di A); la retta di regressione minimizza la somma dei quadrati dei residui e i residui sono ortogonali alle colonne.Interpolazione a tratti, spline cubiche e minimi quadrati →; la proiezione ortogonale è in Complemento ortogonale e proiezioni ortogonaliL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →.
Testo
Una molla viene caricata e si misura l'allungamento x (in mm) e la forza F (in N):
| x (mm) |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
| F (N) |
2,0 |
4,2 |
5,9 |
8,1 |
10,2 |
- (a) Scrivere e risolvere le equazioni normali del modello F=a+bx e dare la rigidezza stimata b in N/mm.
- (b) Calcolare i residui e verificare le due condizioni di ortogonalità e la somma dei quadrati dei residui.
- (c) Ripetere con il modello F=kx (retta per l'origine, come vuole la legge di Hooke). Confrontare.
- (d) Domanda teorica: spiegare perché, nel modello senza intercetta, la somma dei residui non è più zero ma ∑xkrk=0 resta valida.
Soluzione
(a) Modello con intercetta
Somme: m=5, ∑x=15, ∑F=30,4, ∑x2=55, ∑xF=2,0+8,4+17,7+32,4+51,0=111,5 (con unità: mm, N, mm2, N⋅mm).
Equazioni normali:
5a+15b=30,4,15a+55b=111,5.
Dalla prima a=6,08−3b; nella seconda: 15(6,08−3b)+55b=111,5⇒91,2−45b+55b=111,5⇒10b=20,3⇒b=2,03, a=6,08−6,09=−0,01.
Con la formula: b=5⋅55−2255⋅111,5−15⋅30,4=50557,5−456=2,03 N/mm ✓; a=530,4−2,03⋅15=−0,01 N.
(b) Residui
rk=Fk−(−0,01+2,03xk): valori previsti 2,02; 4,05; 6,08; 8,11; 10,14, quindi
r=(−0,02; +0,15; −0,18; −0,01; +0,06).
- ∑rk=−0,02+0,15−0,18−0,01+0,06=0 ✓ (prima equazione normale).
- ∑xkrk=−0,02+0,30−0,54−0,04+0,30=0 ✓ (seconda).
- ∑rk2=0,0004+0,0225+0,0324+0,0001+0,0036=0,0590 N2.
(c) Modello per l'origine
Con la sola base φ=x (A è la colonna dei xk), l'equazione normale è (∑x2)k=∑xF:
k=55111,5=2,0273 N/mm.
Residui Fk−kxk: −0,027; 0,145; −0,182; −0,009; 0,064; somma dei quadrati 0,0591 N2, praticamente uguale a 0,0590 del modello con intercetta. L'intercetta a=−0,01N è trascurabile rispetto alla precisione delle misure: il modello fisico F=kx con un parametro solo è adeguato.
Previsione a x=3,5 mm: 7,095 N (con intercetta) contro 7,095 N (senza): coincidono entro 10−3.
(d) Perché la somma dei residui cambia
Il residuo è ortogonale alle colonne di A. Con intercetta una delle colonne è il vettore (1,…,1), quindi ∑rk=0. Senza intercetta l'unica colonna è (x1,…,xm) e l'unica condizione è ∑xkrk=0: infatti −0,027⋅1+0,145⋅2−0,182⋅3−0,009⋅4+0,064⋅5=−0,027+0,290−0,546−0,036+0,320=0,001≈0, mentre ∑rk=−0,009=0.
Risultati. b=2,03 N/mm, a=−0,01 N, ∑r2=0,0590; senza intercetta k=2,027 N/mm, ∑r2=0,0591.
Errori tipici
- Mescolare le unità o dimenticare che b ha le unità di F/x.
- Usare per il modello senza intercetta le formule della retta completa: l'equazione normale è la sola ∑x2k=∑xF.
- Controllare solo che i residui siano "piccoli" e non la loro ortogonalità: è la verifica più utile per scoprire errori di calcolo.
Versione ripasso
(a) ∑x=15, ∑F=30,4, ∑x2=55, ∑xF=111,5 (Interpolazione a tratti, spline cubiche e minimi quadratiInvece di un polinomio di grado alto si usano polinomi di grado basso su ogni intervallo. Lineare a tratti: errore ≤ h²/8·max|f''|. Spline cubica: polinomio di grado 3 su ogni intervallo, di classe C² nei nodi; i momenti M_i = S''(x_i) risolvono un sistema tridiagonale (h_{i−1}/6)M_{i−1} + ((h_{i−1}+h_i)/3)M_i + (h_i/6)M_{i+1} = differenza tra le pendenze dei due intervalli adiacenti, con due condizioni agli estremi (naturale M_0 = M_n = 0, vincolata, not-a-knot); errore O(h⁴), nessun fenomeno di Runge. Minimi quadrati: con più dati che parametri si minimizza ‖Ac − y‖², cioè si risolvono le equazioni normali AᵀA c = Aᵀy (proiezione ortogonale di y sulle colonne di A); la retta di regressione minimizza la somma dei quadrati dei residui e i residui sono ortogonali alle colonne.Interpolazione a tratti, spline cubiche e minimi quadrati →): 5a+15b=30,4, 15a+55b=111,5; b=50557,5−456=2,03 N/mm, a=530,4−30,45=−0,01 N.
(b) Residui −0,02, 0,15, −0,18, −0,01, 0,06; ∑r=0, ∑xr=−0,02+0,30−0,54−0,04+0,30=0, ∑r2=0,0590.
(c) F=kx: k=∑x2∑xF=55111,5=2,0273 N/mm, ∑r2=0,0591 (intercetta trascurabile); previsione a 3,5 mm: 7,095 N in entrambi i modelli.
(d) Senza intercetta manca la colonna di uno, quindi ∑r=0 (−0,009) ma resta ∑xkrk=0 (residuo ortogonale alle colonne di A, Complemento ortogonale e proiezioni ortogonaliL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →).
Errori tipici: unità; formule della retta completa nel modello per l'origine; non verificare l'ortogonalità dei residui.