Teoria: Interpolazione polinomiale - forma di Lagrange, differenze divise ed erroreDati n+1 punti con ascisse distinte esiste un unico polinomio p_n di grado ≤ n che passa per tutti. Forma di Lagrange p = Σ y_i L_i(x) (L_i(x_j) = δ_ij); forma di Newton p = Σ f[x_0..x_k] Π_{j<k}(x − x_j) con le differenze divise (si aggiunge un nodo senza rifare tutto). Errore f(x) − p_n(x) = f^(n+1)(ξ)/(n+1)! · ω(x), ω(x) = Π(x − x_i): dipende da f e dalla scelta dei nodi. Nodi equispaziati con n grande danno il fenomeno di Runge; i nodi di Chebyshev minimizzano max|ω| = 2^(−n) su [−1,1].Interpolazione polinomiale - forma di Lagrange, differenze divise ed errore →.
Testo
Una grandezza è misurata in cinque punti:
| x |
−1 |
0 |
1 |
2 |
3 |
| y |
2 |
1 |
0 |
5 |
22 |
- (a) Costruire la tabella delle differenze divise e dedurne il grado del polinomio di interpolazione.
- (b) Scrivere il polinomio in forma di Newton e poi in potenze di x. Calcolare il valore in x=1,5.
- (c) Il dato in x=1 viene trascritto per errore come 0,5 invece di 0. Come si riconosce dalla tabella?
- (d) Domanda teorica: cosa dice il valore della differenza divisa di terzo ordine?
Soluzione
(a) Tabella
| xi |
f[xi] |
ordine 1 |
ordine 2 |
ordine 3 |
ordine 4 |
| −1 |
2 |
|
|
|
|
|
|
11−2=−1 |
|
|
|
| 0 |
1 |
|
2−1−(−1)=0 |
|
|
|
|
10−1=−1 |
|
33−0=1 |
|
| 1 |
0 |
|
25−(−1)=3 |
|
41−1=0 |
|
|
15−0=5 |
|
36−3=1 |
|
| 2 |
5 |
|
217−5=6 |
|
|
|
|
122−5=17 |
|
|
|
| 3 |
22 |
|
|
|
|
(In ogni colonna si sottrae l'elemento sopra da quello sotto e si divide per la differenza tra l'ultimo e il primo nodo coinvolti: per l'ordine 2 della prima riga il denominatore è x2−x0=1−(−1)=2; per l'ordine 3 è 3; per l'ordine 4 è 4.)
Le differenze divise di ordine 4 sono nulle e quelle di ordine 3 sono costanti, uguali a 1: i dati provengono da un polinomio di grado 3 con coefficiente direttivo 1.
(b) Polinomio
I coefficienti di Newton sono i primi elementi di ogni colonna: 2, −1, 0, 1.
p(x)=2−(x+1)+0⋅(x+1)x+1⋅(x+1)x(x−1).
Sviluppando, (x+1)x(x−1)=x3−x, quindi p(x)=2−x−1+x3−x=x3−2x+1. Controllo ai nodi: p(−1)=−1+2+1=2 ✓, p(0)=1 ✓, p(1)=0 ✓, p(2)=8−4+1=5 ✓, p(3)=27−6+1=22 ✓.
In x=1,5: p(1,5)=3,375−3+1=1,375.
(c) Un dato sbagliato
Con y(1)=0,5 la tabella diventa: ordine 1: −1, −0,5, 4,5, 17; ordine 2: 0,25, 2,5, 6,25; ordine 3: 0,75, 1,25; ordine 4: 0,125=0. Si vede che la terza colonna non è più costante e la quarta non è nulla: un solo dato errato "inquina" le differenze di tutti gli ordini che lo contengono.
La differenza divisa di ordine 4 vale esattamente ∏j=i(xi−xj)δ con δ=0,5 l'errore e i il nodo errato: ∏j=2(1−xj)=(1+1)(1−0)(1−2)(1−3)=2⋅1⋅(−1)(−2)=4, quindi 40,5=0,125 ✓. Questo permette anche di individuare quale dato è sbagliato (l'errore lascia la sua "firma" con i pesi dei nodi).
(d) Significato
La differenza divisa di ordine k soddisfa f[x0,…,xk]=k!f(k)(ξ): per k=3 il valore 1 dice che f′′′≈6⋅1=6, cioè coefficiente di x3 uguale a 1. Se i dati vengono da una funzione qualunque, l'ordine in cui le differenze divise diventano "piccole" suggerisce il grado utile del polinomio.
Risultati. Grado 3; p(x)=x3−2x+1; p(1,5)=1,375; con il dato sbagliato la differenza di ordine 4 è 0,125.
Errori tipici
- Dividere per la differenza dei nodi adiacenti invece che dei nodi estremi dell'intervallo coinvolto.
- Usare tutte le righe della tabella come coefficienti: i coefficienti di Newton sono solo il bordo superiore (primo elemento di ogni colonna).
Versione ripasso
(a) Nodi −1,0,1,2,3, valori 2,1,0,5,22 (Interpolazione polinomiale - forma di Lagrange, differenze divise ed erroreDati n+1 punti con ascisse distinte esiste un unico polinomio p_n di grado ≤ n che passa per tutti. Forma di Lagrange p = Σ y_i L_i(x) (L_i(x_j) = δ_ij); forma di Newton p = Σ f[x_0..x_k] Π_{j<k}(x − x_j) con le differenze divise (si aggiunge un nodo senza rifare tutto). Errore f(x) − p_n(x) = f^(n+1)(ξ)/(n+1)! · ω(x), ω(x) = Π(x − x_i): dipende da f e dalla scelta dei nodi. Nodi equispaziati con n grande danno il fenomeno di Runge; i nodi di Chebyshev minimizzano max|ω| = 2^(−n) su [−1,1].Interpolazione polinomiale - forma di Lagrange, differenze divise ed errore →):
- ordine 1: −1, −1, 5, 17;
- ordine 2: 0, 3, 6 (denominatore xi+2−xi=2);
- ordine 3: 1, 1 (denominatore 3);
- ordine 4: 0.
Ordine 3 costante e ordine 4 nullo: grado 3.
(b) Coefficienti 2, −1, 0, 1: p=2−(x+1)+(x+1)x(x−1)=x3−2x+1; p(1,5)=3,375−3+1=1,375.
(c) Con y(1)=0,5: ordine 1 −1, −0,5, 4,5, 17; ordine 2 0,25, 2,5, 6,25; ordine 3 0,75, 1,25; ordine 4 0,125=(1+1)(1)(−1)(−2)0,5=4δ.
(d) f[x0..x3]=3!f′′′(ξ)=1: coefficiente direttivo 1.
Controllo. p(−1)=2, p(0)=1, p(1)=0, p(2)=5, p(3)=22; (x+1)x(x−1)=x3−x. Un dato errato di δ nel nodo i dà in ordine 4 il valore ∏j=i(xi−xj)δ, qui ∏=4.
Errori tipici: denominatore con i nodi adiacenti; coefficienti presi da tutta la tabella (servono solo il bordo superiore).