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Note per Studenti Formulario · Fondamenti di Elettronica

FormularioFondamenti di Elettronica: definizioni, teoremi e formule delle note, in ordine di capitolo

In questa pagina 7

I. Amplificatori e doppi bipoli

Richiami di teoria dei circuiti per l'elettronica

Formula (partitore di tensione e di corrente).

  • Tensione: due resistenze in serie con la stessa corrente II ai capi di una tensione V1V_1: V2=V1R2R1+R2V_2=V_1\dfrac{R_2}{R_1+R_2}. Vale solo se dal nodo centrale non esce corrente (partitore non caricato). Se il nodo alimenta un altro circuito, quel circuito va tenuto in conto (per esempio con Thévenin, vedi sotto).
  • Corrente: II si divide in due resistenze in parallelo: IR1=IR2R1+R2I_{R_1}=I\dfrac{R_2}{R_1+R_2}, IR2=IR1R1+R2I_{R_2}=I\dfrac{R_1}{R_1+R_2} (la corrente più grande va nella resistenza più piccola). La resistenza parallelo si scrive R1∥R2=R1R2R1+R2R_1\|R_2=\dfrac{R_1R_2}{R_1+R_2} e va sempre parentesizzata: R1∥R2+R3≠R1∥(R2+R3)R_1\|R_2+R_3\ne R_1\|(R_2+R_3).

Esempio. Con V1=12 VV_1 = 12\ \mathrm V su R1=2 kΩR_1 = 2\ \mathrm{k\Omega} e R2=4 kΩR_2 = 4\ \mathrm{k\Omega} non caricato: V2=12⋅46=8 VV_2 = 12 \cdot \frac{4}{6} = 8\ \mathrm V. Una corrente di 6 mA6\ \mathrm{mA} su gli stessi due resistori in parallelo si divide in 4 mA4\ \mathrm{mA} in R1R_1 e 2 mA2\ \mathrm{mA} in R2R_2.

Teorema (Thévenin e Norton). Una rete lineare vista da due morsetti A,BA,B è equivalente a un generatore di tensione VthV_{th} in serie a una resistenza RthR_{th} (Thévenin) oppure a un generatore di corrente INI_N in parallelo a RN=RthR_N=R_{th} (Norton). Si determinano così:

  • VthV_{th} = tensione a vuoto tra AA e BB;
  • INI_N = corrente di cortocircuito tra AA e BB;
  • Rth=Vth/INR_{th}=V_{th}/I_N; oppure, se la rete non contiene generatori pilotati, si spengono i generatori indipendenti (generatore di tensione →\to cortocircuito, di corrente →\to circuito aperto) e si calcola la resistenza equivalente vista da A,BA,B.

Esempio. Una rete con Vth=8 VV_{th} = 8\ \mathrm V a vuoto e corrente di cortocircuito IN=6 mAI_N = 6\ \mathrm{mA} ha Rth=Vth/IN=8/6≈1,33 kΩR_{th} = V_{th}/I_N = 8/6 \approx 1{,}33\ \mathrm{k\Omega}.

Principio di sovrapposizione degli effetti. In una rete lineare ogni tensione o corrente è la somma dei contributi dei singoli generatori indipendenti, ognuno calcolato con tutti gli altri spenti. In elettronica serve in due modi:

Esempio. Se due generatori da soli darebbero 3 V3\ \mathrm V e 2 V2\ \mathrm V su un nodo, con entrambi accesi la tensione è 3+2=5 V3 + 2 = 5\ \mathrm V.

Formula (potenza di una somma di sinusoidi a pulsazioni diverse). 1. Potenza di una somma di sinusoidi a pulsazioni diverse. Con vR(t)=V1sin⁡(ω1t)+V2cos⁡(ω2t)v_R(t)=V_1\sin(\omega_1t)+V_2\cos(\omega_2t) e ω1≠ω2\omega_1\ne\omega_2 il termine incrociato 2V1V2sin⁡(ω1t)cos⁡(ω2t)2V_1V_2\sin(\omega_1t)\cos(\omega_2t) ha valore medio nullo, quindi i quadrati dei valori efficaci si sommano: Vrms2=V122+V222,P=V12+V222R.V_{rms}^2=\frac{V_1^2}{2}+\frac{V_2^2}{2},\qquad P=\frac{V_1^2+V_2^2}{2R}.

Esempio: R=100 ΩR=100\ \Omega, V1=6 VV_1=6\ \mathrm V, V2=10 VV_2=10\ \mathrm V: P=36+100200=0,68 WP=\dfrac{36+100}{200}=0{,}68\ \mathrm W. (Le due pulsazioni devono essere diverse: se fossero uguali bisognerebbe sommare i fasori.)

Formula (ampiezza della tensione su un bipolo RC serie). 2. Ampiezza della tensione su un bipolo RC serie. In un serie RR-CC percorso dalla corrente II la tensione su RR è in fase con II, quella sul condensatore è in ritardo di 90∘90^\circ (Impedenza e ammettenzaIn regime sinusoidale, con i fasori e la convenzione dell'utilizzatore: resistore V̄ = R Ī (in fase), induttore V̄ = jωL Ī (tensione in anticipo di π/2), condensatore Ī = jωC V̄ (corrente in anticipo di π/2). In generale V̄ = Ż Ī: l'impedenza Ż = R + jX (resistenza e reattanza, in ohm) e l'ammettenza Ẏ = 1/Ż = G + jB (conduttanza e suscettanza, in siemens). X_L = ωL > 0, X_C = -1/(ωC) < 0. Un bipolo passivo ha Re(Ż) ≥ 0, cioè -π/2 ≤ φ ≤ π/2. Le leggi di Kirchhoff valgono sui fasori.Impedenza e ammettenza →): le ampiezze non si sommano algebricamente ma in quadratura, VZ=IR2+XC2=VR2+VC2.V_Z=I\sqrt{R^2+X_C^2}=\sqrt{V_R^2+V_C^2}.

Esempio. I=0,2 AI=0{,}2\ \mathrm A, R=100 ΩR=100\ \Omega, ∣ZC∣=100 Ω|Z_C|=100\ \Omega: V=0,2⋅1002+1002=28,28 VV=0{,}2\cdot\sqrt{100^2+100^2}=28{,}28\ \mathrm V (e non 0,2⋅200=40 V0{,}2\cdot200=40\ \mathrm V). Se la tensione su RR ha ampiezza 5,6 V5{,}6\ \mathrm V e quella sul condensatore 19,2 V19{,}2\ \mathrm V: VZ=5,62+19,22=20 VV_Z=\sqrt{5{,}6^2+19{,}2^2}=20\ \mathrm V.

Definizione (valore medio ed efficace di un'onda). 3. Valore medio ed efficace di un'onda. Il valore medio è l'area per periodo; il valore efficace è la radice del valor medio del quadrato. Per v=V0+V1sin⁡ωtv=V_0+V_1\sin\omega t: Vrms=V02+V12/2V_{rms}=\sqrt{V_0^2+V_1^2/2} (la parte continua e la parte alternata si sommano nei quadrati). Per un'onda quadra che vale 10 V10\ \mathrm V per metà periodo e 00 per l'altra metà: media 5 V5\ \mathrm V, Vrms2=12⋅102=50V_{rms}^2=\frac12\cdot10^2=50, cioè 7,07 V7{,}07\ \mathrm V; su R=100 ΩR=100\ \Omega: P=50/100=0,5 WP=50/100=0{,}5\ \mathrm W (la potenza si calcola sempre con Vrms2/RV_{rms}^2/R, mai con il valore medio al quadrato).

Esempio. Per v=2+3sin⁡ωtv = 2 + 3\sin\omega t (in volt): Vrms=22+32/2=8,5≈2,92 VV_{rms} = \sqrt{2^2 + 3^2/2} = \sqrt{8{,}5} \approx 2{,}92\ \mathrm V.

Amplificatori e modello a doppio bipolo

Definizione (i quattro modelli di amplificatore).

Ingresso → uscita Grandezze indipendenti Parametri Guadagno
tensione → tensione v1, i2v_1,\ i_2 g Av=g21A_v=g_{21} (adimensionale)
corrente → tensione (transresistenza) i1, i2i_1,\ i_2 z Rm=z21R_m=z_{21} (Ω)
tensione → corrente (transconduttanza) v1, v2v_1,\ v_2 y Gm=y21G_m=y_{21} (S)
corrente → corrente i1, v2i_1,\ v_2 h Ai=h21A_i=h_{21} (adimensionale)

Esempio. Un amplificatore di tensione con g21=100g_{21} = 100 e v1=10 mVv_1 = 10\ \mathrm{mV} dà a uscita aperta v2=1 Vv_2 = 1\ \mathrm V; uno di corrente con h21=50h_{21} = 50 e i1=20 μAi_1 = 20\ \mu\mathrm A dà i2=1 mAi_2 = 1\ \mathrm{mA}.

Definizione (modello g dell'amplificatore di tensione). Per un amplificatore con ingresso e uscita in tensione le variabili indipendenti sono v1v_1 e i2i_2 e il modello è

{v2=g21 v1+g22 i2i1=g11 v1+g12 i2\begin{cases}v_2=g_{21}\,v_1+g_{22}\,i_2\\[2pt] i_1=g_{11}\,v_1+g_{12}\,i_2\end{cases}

Esempio. Con g21=20g_{21} = 20, g22=100 Ωg_{22} = 100\ \Omega e v1=10 mVv_1 = 10\ \mathrm{mV}: a vuoto v2=0,2 Vv_2 = 0{,}2\ \mathrm V; se il carico assorbe 1 mA1\ \mathrm{mA} (i2=−1 mAi_2 = -1\ \mathrm{mA}) è v2=0,2−0,1=0,1 Vv_2 = 0{,}2 - 0{,}1 = 0{,}1\ \mathrm V.

Formula (parametri del modello g). I quattro parametri si ottengono con quattro "misure" ai morsetti:

g21=v2v1∣i2=0,g22=v2i2∣v1=0,g11=i1v1∣i2=0,g12=i1i2∣v1=0.g_{21}=\left.\frac{v_2}{v_1}\right|_{i_2=0},\quad g_{22}=\left.\frac{v_2}{i_2}\right|_{v_1=0},\quad g_{11}=\left.\frac{i_1}{v_1}\right|_{i_2=0},\quad g_{12}=\left.\frac{i_1}{i_2}\right|_{v_1=0}.

Quindi i2=0i_2=0 significa uscita aperta e v1=0v_1=0 significa ingresso in cortocircuito. Le dimensioni dei parametri sono diverse tra loro: g21g_{21} è adimensionale, g22g_{22} è una resistenza, g11g_{11} una conduttanza, g12g_{12} adimensionale.

Esempio. A uscita aperta, v1=10 mVv_1 = 10\ \mathrm{mV} dà v2=0,2 Vv_2 = 0{,}2\ \mathrm V e i1=10 μAi_1 = 10\ \mu\mathrm A: g21=20g_{21} = 20 e g11=1 mSg_{11} = 1\ \mathrm{mS}, cioè Rin=1 kΩR_{in} = 1\ \mathrm{k\Omega}.

Definizione (amplificatore unidirezionale). Un amplificatore con g12=0g_{12}=0 si dice unidirezionaleil segnale presente all'uscita non retroagisce sull'ingresso: la tensione e la corrente d'uscita non cambiano il comportamento della porta d'ingresso: quello che accade all'uscita non influenza l'ingresso. In tal caso la resistenza d'ingresso 1/g111/g_{11} non dipende dal carico. Vale anche il contrario: se l'espressione della resistenza di ingresso non contiene la resistenza di carico, l'amplificatore è unidirezionale.

Esempio. Se g12=0g_{12} = 0 e g11=1 mSg_{11} = 1\ \mathrm{mS}, la resistenza di ingresso 1/g11=1 kΩ1/g_{11} = 1\ \mathrm{k\Omega} è la stessa per qualunque carico RLR_L.

Formula (guadagno complessivo di un amplificatore unidirezionale). Il guadagno complessivo è dunque il prodotto di tre fattori

Av,tot=vLvs=αi⋅g21⋅αo,αi=RinRin+Rs<1,αo=RLRout+RL<1\boxed{A_{v,tot}=\frac{v_L}{v_s}=\alpha_i\cdot g_{21}\cdot\alpha_o,\qquad \alpha_i=\frac{R_{in}}{R_{in}+R_s}<1,\quad\alpha_o=\frac{R_L}{R_{out}+R_L}<1}

Esempio numerico. Un amplificatore ha Rin=1 kΩR_{in}=1\ \mathrm{k\Omega}, g21=20g_{21}=20, Rout=100 ΩR_{out}=100\ \Omega ed è collegato a Rs=1 kΩR_s=1\ \mathrm{k\Omega} e RL=2 kΩR_L=2\ \mathrm{k\Omega}. Allora αi=11+1=0,5\alpha_i=\dfrac{1}{1+1}=0{,}5, αo=2000100+2000=0,952\alpha_o=\dfrac{2000}{100+2000}=0{,}952 e Av,tot=0,5⋅20⋅0,952=9,52A_{v,tot}=0{,}5\cdot20\cdot0{,}952=9{,}52: meno della metà del guadagno intrinseco.

Formula (cascata di amplificatori unidirezionali). Si collegano due amplificatori in cascata: l'uscita del primo (g2xg_{2x} = parametri di A) alimenta l'ingresso del secondo (parametri di B). Con la corrente i2A=−i1B=−g11Bv2Ai_2^A=-i_1^B=-g_{11}^Bv_2^A e la tensione v2A=g21Av1+g22Ai2Av_2^A=g_{21}^Av_1+g_{22}^Ai_2^A si ottiene v2A=g21A v11+g22Ag11Bv_2^A=\dfrac{g_{21}^A\,v_1}{1+g_{22}^A g_{11}^B} e poi

g11=g11A,g12=0,g21=g21A g21B1+g22A g11B,g22=g22B.g_{11}=g_{11}^A,\quad g_{12}=0,\quad g_{21}=\frac{g_{21}^A\,g_{21}^B}{1+g_{22}^A\,g_{11}^B},\quad g_{22}=g_{22}^B.

Esempio. A con g11=1 mSg_{11} = 1\ \mathrm{mS}, g21=20g_{21} = 20, g22=100 Ωg_{22} = 100\ \Omega e B con g11=2 mSg_{11} = 2\ \mathrm{mS}, g21=10g_{21} = 10: g21=20⋅101+100⋅2⋅10−3=2001,2≈166,7g_{21} = \frac{20 \cdot 10}{1 + 100 \cdot 2 \cdot 10^{-3}} = \frac{200}{1{,}2} \approx 166{,}7.

Amplificatori reali, punto di lavoro e piccoli segnali

Definizione (modello a piccolo segnale: linearizzazione in un punto di lavoro). Sia i=f(v)i=f(v) la caratteristica di un componente non lineare (un diodo, un MOSFET). Si sceglie un punto di lavorodetto anche punto di riposo o quiescente: i valori continui di tensione e di corrente del dispositivo quando il segnale è spento Q=(VQ,IQ)Q=(V_Q,I_Q) e si scrive v=VQ+vacv=V_Q+v_{ac}. Con lo sviluppo in serie di Taylor di punto iniziale VQV_Q: i=f(VQ)+f′(VQ) vac+12f′′(VQ) vac2+⋯=IQ+f′(VQ)⏟g vac+⋯i=f(V_Q)+f'(V_Q)\,v_{ac}+\tfrac12f''(V_Q)\,v_{ac}^2+\cdots=I_Q+\underbrace{f'(V_Q)}_{g}\,v_{ac}+\cdots Se vacv_{ac} è abbastanza piccolo si trascurano i termini dal secondo ordine in poi: la variazione di corrente è proporzionale a quella di tensione con costante g=f′(VQ)g=f'(V_Q), la pendenza della tangente in QQ. Quella costante è il parametro differenziale (gmg_m, 1/rd1/r_d, ...) e si calcola nel punto di lavoro: cambia se cambia la polarizzazione.

Esempio. Per ID=k(VGS−Vt)2I_D = k(V_{GS} - V_t)^2 con k=1 mA/V2k = 1\ \mathrm{mA/V^2} e Vt=1 VV_t = 1\ \mathrm V in VGS=2 VV_{GS} = 2\ \mathrm V: IQ=1 mAI_Q = 1\ \mathrm{mA} e gm=f′(VQ)=2k(VGS−Vt)=2 mSg_m = f'(V_Q) = 2k(V_{GS} - V_t) = 2\ \mathrm{mS}.

Grafico interattivo: I_D (mA) in funzione di V_GS (V) con k = 1 mA/V² e V_t = 1 V: in V_GS = 2 V (punto Q) la pendenza vale g_m = 2 mS

Definizione (decibel). Per rapporti di ampiezza (tensioni, correnti) GdB=20log⁡10∣G∣G_{dB}=20\log_{10}|G|; per rapporti di potenza 10log⁡1010\log_{10}. Valori da ricordare:

guadagno in ampiezza 1 2 10 20 100 1000 1/21/\sqrt2
dB 0 6 20 26 40 60 −3-3

Esempio. Un guadagno di tensione 100100 vale 20log⁡10100=40 dB20\log_{10}100 = 40\ \mathrm{dB}; un guadagno di potenza 100100 vale 10log⁡10100=20 dB10\log_{10}100 = 20\ \mathrm{dB}; due stadi da 20 dB20\ \mathrm{dB} e 26 dB26\ \mathrm{dB} danno 46 dB46\ \mathrm{dB}.

II. Amplificatore operazionale

Amplificatore operazionale ideale - corto virtuale e configurazioni base

Definizione (amplificatore operazionale: uscita proporzionale alla differenza degli ingressi). I due ingressi sono l'ingresso non invertente (vNIv_{NI}, segno ++) e invertente (vINVv_{INV}, segno −-): hanno lo stesso guadagno in modulo e segno opposto, per cui

vO=A (vNI−vINV)=A vD,vD=vNI−vINV.v_O=A\,(v_{NI}-v_{INV})=A\,v_D,\qquad v_D=v_{NI}-v_{INV}.

Esempio. Con A=105A = 10^{5}, vNI=1,00001 Vv_{NI} = 1{,}00001\ \mathrm V e vINV=1 Vv_{INV} = 1\ \mathrm V si ha vO=105⋅10 μV=1 Vv_O = 10^{5} \cdot 10\ \mu\mathrm V = 1\ \mathrm V; con i due ingressi uguali, anche a 1 V1\ \mathrm V, è vO=0v_O = 0.

Definizione (modello ideale dell'amplificatore operazionale).

  1. guadagno infinito, A=∞A=\infty;
  2. banda di frequenze infinita (funziona anche a frequenza zero);
  3. resistenza di ingresso infinita: le correnti negli ingressi sono nulle;
  4. resistenza di uscita nulla: vOv_O non dipende dalla corrente erogata.

Esempio. Con Rin=∞R_{in} = \infty un ingresso a 2 V2\ \mathrm V non assorbe corrente; con Rout=0R_{out} = 0 un'uscita a 3 V3\ \mathrm V resta a 3 V3\ \mathrm V su qualunque carico.

Principio (corto virtuale con retroazione negativa). Regola operativa. In un circuito con opamp ideale e retroazione negativa:

  • tra i due ingressi c'è un corto virtualei due morsetti hanno la stessa tensione come se fossero in cortocircuito, ma nessuna corrente passa tra loro: vNI=vINVv_{NI}=v_{INV} (stessa tensione, ma nessuna corrente passa tra i due morsetti);
  • le correnti negli ingressi sono nulle;
  • se vNIv_{NI} è a massa, vINV=0v_{INV}=0 e si parla di massa virtuale.

Esempio. Con vNI=2 Vv_{NI} = 2\ \mathrm V e retroazione negativa è vINV=2 Vv_{INV} = 2\ \mathrm V e nei due ingressi non entra corrente; se vNIv_{NI} è a massa, il morsetto −- è a 0 V0\ \mathrm V (massa virtuale).

Formula (amplificatore non invertente). Segnale vSv_S al ++; R2R_2 tra uscita e −-; R1R_1 tra −- e massa. Con il corto virtuale vINV=vSv_{INV}=v_S e il partitore (non caricato, perché il morsetto −- non assorbe corrente) dà vS=vOR1R1+R2v_S=v_O\dfrac{R_1}{R_1+R_2}:

Av=vOvS=1+R2R1Rin=∞,Rout=0.\boxed{A_v=\frac{v_O}{v_S}=1+\frac{R_2}{R_1}}\qquad R_{in}=\infty,\quad R_{out}=0.

Esempio. Con R1=2 kΩR_1 = 2\ \mathrm{k\Omega} e R2=18 kΩR_2 = 18\ \mathrm{k\Omega} si ha Av=1+9=10A_v = 1 + 9 = 10; con vS=0,3 Vv_S = 0{,}3\ \mathrm V l'uscita è vO=3 Vv_O = 3\ \mathrm V.

Formula (amplificatore invertente). Il segnale vSv_S arriva a R1R_1 collegata al −-; R2R_2 tra uscita e −-; il ++ è a massa. Massa virtuale: vINV=0v_{INV}=0. Le correnti iR1=vSR1i_{R_1}=\dfrac{v_S}{R_1} (verso il nodo −-) e iR2=vOR2i_{R_2}=\dfrac{v_O}{R_2} (dal nodo −- verso l'uscita) devono avere somma nulla perché nel morsetto non entra corrente: vSR1+vOR2=0\dfrac{v_S}{R_1}+\dfrac{v_O}{R_2}=0.

Av=vOvS=−R2R1Rin=R1,Rout=0.\boxed{A_v=\frac{v_O}{v_S}=-\frac{R_2}{R_1}}\qquad R_{in}=R_1,\quad R_{out}=0.

Rin=R1R_{in}=R_1 perché il nodo −- è a massa virtuale: dal generatore la corrente è vS/R1v_S/R_1. Per RoutR_{out}: con vS=0v_S=0 e una corrente di prova IOI_O all'uscita, iR1=0i_{R_1}=0, quindi anche iR2=0i_{R_2}=0 e vO=0v_O=0: Rout=0R_{out}=0. Se la sorgente ha resistenza interna RsR_s, la resistenza in serie in ingresso è R1+RsR_1+R_s e il guadagno rispetto alla tensione a vuoto del generatore è −R2/(R1+Rs)-R_2/(R_1+R_s).

Esempio. Con R1=1 kΩR_1 = 1\ \mathrm{k\Omega} e R2=4 kΩR_2 = 4\ \mathrm{k\Omega} si ha Av=−4A_v = -4; con vS=0,5 Vv_S = 0{,}5\ \mathrm V l'uscita è vO=−2 Vv_O = -2\ \mathrm V e Rin=1 kΩR_{in} = 1\ \mathrm{k\Omega}.

Grafico interattivo: Transcaratteristica di un amplificatore invertente con A_v = −4 e alimentazione ±5 V: l'uscita segue la retta −4·v_S solo per |v_S| < 1,25 V

Circuiti con operazionale - sommatore, differenziale, integratore, derivatore

Formula (guadagno con impedenze qualunque). Nell'invertente e nel non invertente al posto di R1,R2R_1,R_2 si possono mettere due impedenze Z1(s),Z2(s)Z_1(s),Z_2(s) qualunque (reti di resistori e condensatori), perché le stesse equazioni valgono nel dominio di Laplace con s→jωs\to j\omega in regime sinusoidale: Av(s)=−Z2(s)Z1(s) (invertente),Av(s)=1+Z2(s)Z1(s) (non invertente).A_v(s)=-\frac{Z_2(s)}{Z_1(s)}\ \text{(invertente)},\qquad A_v(s)=1+\frac{Z_2(s)}{Z_1(s)}\ \text{(non invertente)}. È così che nascono integratore, derivatore e i filtri (Circuiti con operazionale in frequenza - Bode e uscita a una sinusoideNei circuiti con opamp ideale la funzione di trasferimento A(s) si ottiene dalle formule di invertente (−Z2/Z1) e non invertente (1+Z2/Z1), con i condensatori sostituiti da 1/(sC) e le reti RC sul morsetto + trattate come partitori (nessuna corrente nell'ingresso). Si porta A(s) nella forma di Bode, si traccia il diagramma asintotico con i punti di spezzamento e si legge modulo e fase alla pulsazione del segnale per scrivere v_out(t); la componente continua dell'ingresso esce moltiplicata per A(0).Circuiti con operazionale in frequenza - Bode e uscita a una sinusoide →). In elettronica si usa la variabile ss e non jωj\omega perché permette di ragionare sui poli e gli zeri (Laplace unilatera, funzione di trasferimento e stabilitàCon la trasformata unilatera $X(s)=\int_{0^-}^\infty x(t)e^{-st}dt$ le derivate diventano $\mathcal L[y']=sY-y(0^-)$: un problema di Cauchy causale si riduce a un'equazione algebrica, $Y=\frac{b}{a}X+\frac{\text{termini iniziali}}{a}$ (forzata + libera). La funzione di trasferimento è $H(s)=b(s)/a(s)$; il sistema causale è BIBO stabile se e solo se $H$ è propria e tutti i poli hanno parte reale negativa.Laplace unilatera, funzione di trasferimento e stabilità →).

Esempio. Con Z1=10 kΩZ_1 = 10\ \mathrm{k\Omega} e Z2=100 kΩZ_2 = 100\ \mathrm{k\Omega} si ha Av=−10A_v = -10 (invertente) oppure Av=1+10=11A_v = 1 + 10 = 11 (non invertente).

Formula (sommatore invertente). Più ingressi VkV_k collegati con le resistenze RkR_k al nodo −- (massa virtuale), resistenza di retroazione RR. Con vINV=0v_{INV}=0 la corrente in ciascun RkR_k è Vk/RkV_k/R_k e la LKC al nodo −- senza corrente nell'ingresso dà ∑kVk/Rk+vO/R=0\sum_kV_k/R_k+v_O/R=0:

vO=−∑kRRk Vk.v_O=-\sum_k\frac{R}{R_k}\,V_k.

Con tutte le resistenze uguali è vO=−∑Vkv_O=-\sum V_k (somma); con resistenze diverse si ha un sommatore pesato. Gli ingressi non interferiscono tra loro perché il nodo −- resta a potenziale zero: ogni RkR_k vede sempre massa.

Esempio. R=10 kΩR=10\ \mathrm{k\Omega}, R1=10 kΩR_1=10\ \mathrm{k\Omega}, R2=5 kΩR_2=5\ \mathrm{k\Omega}, R3=20 kΩR_3=20\ \mathrm{k\Omega}: vO=−(V1+2V2+0,5V3)v_O=-(V_1+2V_2+0{,}5V_3). Con V1=1 VV_1=1\ \mathrm V, V2=0,5 VV_2=0{,}5\ \mathrm V, V3=2 VV_3=2\ \mathrm V: vO=−(1+1+1)=−3 Vv_O=-(1+1+1)=-3\ \mathrm V (verificato con analisi nodale).

Formula (amplificatore differenziale). Per avere un vero amplificatore differenziale (vO∝V1−V2v_O\propto V_1-V_2) i due guadagni devono essere uguali: A1=A2A_1=A_2, cioè

R1R2=R3R4 ⟹ vO=R2R1(V1−V2).\boxed{\frac{R_1}{R_2}=\frac{R_3}{R_4}}\ \Longrightarrow\ v_O=\frac{R_2}{R_1}(V_1-V_2).

Esempio. Con R1=R3=10 kΩR_1 = R_3 = 10\ \mathrm{k\Omega} e R2=R4=50 kΩR_2 = R_4 = 50\ \mathrm{k\Omega} si ha vO=5 (V1−V2)v_O = 5\,(V_1 - V_2); con V1=1,2 VV_1 = 1{,}2\ \mathrm V e V2=1,0 VV_2 = 1{,}0\ \mathrm V è vO=1 Vv_O = 1\ \mathrm V.

Formula (integratore). Invertente con Z1=RZ_1=R e Z2=1sCZ_2=\dfrac1{sC}: Av(s)=−1sRCA_v(s)=-\dfrac{1}{sRC}. Nel tempo: iR=vS/Ri_R=v_S/R, iC=C v˙Ci_C=C\,\dot v_C con vC=vO−vINV=vOv_C=v_O-v_{INV}=v_O e iR+iC=0i_R+i_C=0:

vO(t)=−1RC∫0tvS(τ) dτ+vO(0).v_O(t)=-\frac{1}{RC}\int_0^tv_S(\tau)\,d\tau+v_O(0).

Esempio. R=10 kΩR=10\ \mathrm{k\Omega}, C=100 nFC=100\ \mathrm{nF} (RC=1 msRC=1\ \mathrm{ms}), vS=0,5sin⁡(2π⋅1000 t) Vv_S=0{,}5\sin(2\pi\cdot1000\,t)\ \mathrm V: vO=−1RC∫0,5sin⁡ωt dt=0,5ωRCcos⁡ωt=0,0796cos⁡(2π⋅1000 t) Vv_O=-\dfrac{1}{RC}\int0{,}5\sin\omega t\,dt=\dfrac{0{,}5}{\omega RC}\cos\omega t=0{,}0796\cos(2\pi\cdot1000\,t)\ \mathrm V (verificato con l'analisi nodale in regime sinusoidale). Con un gradino di 1 V1\ \mathrm V per 2 ms2\ \mathrm{ms} l'uscita scende linearmente fino a −2 V-2\ \mathrm V.

Formula (derivatore). Invertente con Z1=1sCZ_1=\dfrac1{sC} e Z2=RZ_2=R: Av(s)=−sRCA_v(s)=-sRC. Nel tempo: iC=C v˙Si_C=C\,\dot v_S (la tensione sul condensatore è vSv_S perché il nodo −- è a massa virtuale), iR=vO/Ri_R=v_O/R e iC+iR=0i_C+i_R=0:

vO(t)=−RC dvSdt.v_O(t)=-RC\,\frac{dv_S}{dt}.

Esempio. R=1 kΩR=1\ \mathrm{k\Omega}, C=1 μFC=1\ \mu\mathrm F e vS=0,2sin⁡(2π⋅100 t) Vv_S=0{,}2\sin(2\pi\cdot100\,t)\ \mathrm V: vO=−RC ω⋅0,2cos⁡ωt=−0,1257cos⁡(2π⋅100 t) Vv_O=-RC\,\omega\cdot0{,}2\cos\omega t=-0{,}1257\cos(2\pi\cdot100\,t)\ \mathrm V. Il derivatore amplifica le alte frequenze (modulo ωRC\omega RC, che cresce con ω\omega), quindi amplifica anche il rumore: nella pratica ha una resistenza in serie al condensatore che ne limita il guadagno. Il segnale d'ingresso non deve avere variazioni troppo rapide.

Grafico interattivo: Integratore e derivatore con RC = 1 ms (ascissa: ω in rad/s, scala logaritmica; ordinata: |A_v| in dB): l'integratore scende di 20 dB/decade e vale 0 dB in ω = 1/RC = 1000 rad/s, il derivatore sale di 20 dB/decade e passa per lo stesso punto; i due punti sono gli esempi del testo, integratore a 1 kHz (−16 dB, cioè guadagno 0,16) e derivatore a 100 Hz (−4 dB, guadagno 0,63)

Formula (amplificatore per strumentazione). Due non invertenti con una sola resistenza RgR_g tra i due morsetti invertenti, seguiti da un differenziale. Le due uscite vo1,vo2v_{o1},v_{o2} soddisfano

vo1−vo2=(1+2RRg)(V1−V2),v_{o1}-v_{o2}=\Big(1+\frac{2R}{R_g}\Big)(V_1-V_2),

Esempio. Con R=10 kΩR = 10\ \mathrm{k\Omega} e Rg=1 kΩR_g = 1\ \mathrm{k\Omega} il primo stadio ha guadagno 1+2R/Rg=211 + 2R/R_g = 21; con V1−V2=0,1 VV_1 - V_2 = 0{,}1\ \mathrm V è vo1−vo2=2,1 Vv_{o1} - v_{o2} = 2{,}1\ \mathrm V.

Segnali di modo differenziale e di modo comune - CMRR

Definizione (modo comune e modo differenziale). Dati due segnali v1v_1 e v2v_2 si definiscono

vCM=v1+v22(modo comune),vD=v1−v2(modo differenziale).v_{CM}=\frac{v_1+v_2}{2}\quad\text{(modo comune)},\qquad v_D=v_1-v_2\quad\text{(modo differenziale)}.

Esempio. Con v1=0,6 Vv_1 = 0{,}6\ \mathrm V e v2=−0,2 Vv_2 = -0{,}2\ \mathrm V: vCM=0,2 Vv_{CM} = 0{,}2\ \mathrm V e vD=0,8 Vv_D = 0{,}8\ \mathrm V; infatti v1=0,2+0,4v_1 = 0{,}2 + 0{,}4 e v2=0,2−0,4v_2 = 0{,}2 - 0{,}4.

Formula (guadagni di modo differenziale e di modo comune). Un amplificatore con due ingressi e una sola uscita ha in generale guadagni A1A_1 (dall'ingresso non invertente) e A2A_2 (dall'invertente, in modulo): vO=A1v1−A2v2=A1(vCM+vD2)−A2(vCM−vD2)=(A1−A2)⏟ACMvCM+A1+A22⏟ADvD.v_O=A_1v_1-A_2v_2=A_1\Big(v_{CM}+\frac{v_D}2\Big)-A_2\Big(v_{CM}-\frac{v_D}2\Big)=\underbrace{(A_1-A_2)}_{A_{CM}}v_{CM}+\underbrace{\frac{A_1+A_2}{2}}_{A_D}v_D. Quindi AD=vOvD∣vCM=0=A1+A22,ACM=vOvCM∣vD=0=A1−A2.A_D=\left.\frac{v_O}{v_D}\right|_{v_{CM}=0}=\frac{A_1+A_2}2,\qquad A_{CM}=\left.\frac{v_O}{v_{CM}}\right|_{v_D=0}=A_1-A_2.

Esempio. Con A1=10,05A_1 = 10{,}05 e A2=9,95A_2 = 9{,}95: AD=A1+A22=10A_D = \frac{A_1 + A_2}{2} = 10 e ACM=A1−A2=0,1A_{CM} = A_1 - A_2 = 0{,}1.

Definizione (rapporto di reiezione del modo comune, CMRR).

  • Un amplificatore differenziale ideale ha A1=A2A_1=A_2, quindi ACM=0A_{CM}=0 e vO=ADvDv_O=A_Dv_D.
  • La qualità si misura con il rapporto di reiezione del modo comunein inglese Common Mode Rejection Ratio, CMRR: quante volte il guadagno differenziale supera quello di modo comune CMRR=∣AD∣∣ACM∣CMRRdB=20log⁡10∣AD∣∣ACM∣\boxed{\mathrm{CMRR}=\frac{|A_D|}{|A_{CM}|}\qquad\mathrm{CMRR}_{dB}=20\log_{10}\frac{|A_D|}{|A_{CM}|}} infinito nel caso ideale.

Esempio. Con AD=10A_D = 10 e ACM=0,1A_{CM} = 0{,}1: CMRR=100\mathrm{CMRR} = 100, cioè 20log⁡10100=40 dB20\log_{10}100 = 40\ \mathrm{dB}.

Formula (stadio d'ingresso dell'amplificatore per strumentazione). Per i circuiti con due ingressi e due uscite si definiscono anche vOD=vO1−vO2v_{OD}=v_{O1}-v_{O2} e vOCM=(vO1+vO2)/2v_{OCM}=(v_{O1}+v_{O2})/2 e quattro guadagni. Per lo stadio con due non invertenti e RgR_g tra i morsetti invertenti (resistenze di retroazione uguali, RB1=RB2=RBR_{B1}=R_{B2}=R_B): [vODvOCM]=[1+2RBRg001][vDvCM].\begin{bmatrix}v_{OD}\\v_{OCM}\end{bmatrix}=\begin{bmatrix}1+\dfrac{2R_B}{R_g}&0\\0&1\end{bmatrix}\begin{bmatrix}v_D\\v_{CM}\end{bmatrix}. Il modo differenziale è amplificato, il modo comune passa con guadagno 1 e non genera componente differenziale, qualunque sia il valore (anche impreciso) delle resistenze. Lo stadio differenziale che segue (resistenze appaiate) attenua il modo comune. Così si misurano piccoli segnali sovrapposti a tensioni grandi: con vD=10 mVv_D=10\ \mathrm{mV} su un modo comune di 1 V1\ \mathrm V (AD=100A_D=100 e CMRR=60 dB\mathrm{CMRR}=60\ \mathrm{dB}) l'errore è ACMvCM=0,1 VA_{CM}v_{CM}=0{,}1\ \mathrm V contro un'uscita utile di 1 V1\ \mathrm V.

Esempio. Con RB=10 kΩR_B = 10\ \mathrm{k\Omega} e Rg=1 kΩR_g = 1\ \mathrm{k\Omega} il guadagno differenziale è 1+2RB/Rg=211 + 2R_B/R_g = 21 e quello di modo comune 11: con vD=10 mVv_D = 10\ \mathrm{mV} e vCM=1 Vv_{CM} = 1\ \mathrm V si ha vOD=210 mVv_{OD} = 210\ \mathrm{mV} e vOCM=1 Vv_{OCM} = 1\ \mathrm V.

Operazionale reale - guadagno finito, offset, correnti di polarizzazione e slew rate

Formula (invertente con guadagno finito). Per un amplificatore invertente con guadagno ideale −R2/R1-R_2/R_1 e opamp con guadagno AA (non più corto virtuale: vD=vO/Av_D=v_O/A): Av=−R2R1⋅AA+(1+R2/R1)=−R2R1⋅11+1+R2/R1A.A_v=-\frac{R_2}{R_1}\cdot\frac{A}{A+(1+R_2/R_1)}=-\frac{R_2}{R_1}\cdot\frac1{1+\dfrac{1+R_2/R_1}{A}}. Se ∣A∣≫1+R2/R1|A|\gg 1+R_2/R_1 si ritrova il valore ideale. Esempio: R2/R1=9R_2/R_1=9 e A0=105A_0=10^5: l'errore è 10/105=0,01%10/10^5=0{,}01\%. Il fattore 11+G/A\dfrac{1}{1+G/A}, con G=1+R2/R1G=1+R_2/R_1, è lo stesso per il non invertente (guadagno ideale GG): Av=G1+G/A=A1+A/GA_v=\dfrac{G}{1+G/A}=\dfrac{A}{1+A/G}. Questa è la struttura di un sistema retroazionato con guadagno diretto AA e fattore di retroazione β=1/G=R1/(R1+R2)\beta=1/G=R_1/(R_1+R_2): Av=A1+AβA_v=\dfrac{A}{1+A\beta}.

Con il guadagno finito anche le resistenze cambiano (β=R1/(R1+R2)\beta=R_1/(R_1+R_2)): la resistenza di ingresso dell'invertente è Rin=R1+R21+AR_{in}=R_1+\dfrac{R_2}{1+A} (il nodo −- non è più a massa virtuale), e la resistenza di uscita dei circuiti con retroazione negativa è Rout=RO1+AβR_{out}=\dfrac{R_O}{1+A\beta}: con RO=100 ΩR_O=100\ \Omega, A=105A=10^5 e β=0,1\beta=0{,}1 è Rout=0,01 ΩR_{out}=0{,}01\ \Omega (praticamente nulla: la retroazione "nasconde" ROR_O).

Esempio. Con R2/R1=9R_2/R_1 = 9 e A=105A = 10^{5}: Av=−91+10/105≈−8,9991A_v = -\frac{9}{1 + 10/10^{5}} \approx -8{,}9991, con un errore di 0,01%0{,}01\% rispetto a −9-9.

Formula (prodotto guadagno-banda). Con A(jω)=A01+jω/ωAA(j\omega)=\dfrac{A_0}{1+j\omega/\omega_A} e A0≫GA_0\gg G: Av(jω)=A1+A/G≃G1+jω/ωB,ωB=ωAA0G=ωTG.A_v(j\omega)=\frac{A}{1+A/G}\simeq\frac{G}{1+j\omega/\omega_B},\qquad\omega_B=\frac{\omega_AA_0}{G}=\frac{\omega_T}{G}. Il circuito è un passa-basso con guadagno GG e banda ωT/G\omega_T/G: guadagno per banda costante (uguale a ωT\omega_T). Più si chiede guadagno, meno banda c'è. Esempio: A0=105A_0=10^5, fT=1 MHzf_T=1\ \mathrm{MHz} (fA=10 Hzf_A=10\ \mathrm{Hz}): per G=10G=10 la banda è 100 kHz100\ \mathrm{kHz}, per G=100G=100 è 10 kHz10\ \mathrm{kHz} (controllato calcolando numericamente A/(1+Aβ)A/(1+A\beta): frequenze a −3 dB-3\ \mathrm{dB} di 100,0 kHz100{,}0\ \mathrm{kHz} e 10,01 kHz10{,}01\ \mathrm{kHz}).

Esempio. Con fT=1 MHzf_T = 1\ \mathrm{MHz}: per G=10G = 10 la banda è fT/G=100 kHzf_T/G = 100\ \mathrm{kHz}, per G=100G = 100 è 10 kHz10\ \mathrm{kHz}.

Grafico interattivo: Guadagno in dB di un non invertente con G = 10 (opamp con prodotto guadagno-banda di 1 MHz) in funzione di log10(f): guadagno 20 dB fino a circa 100 kHz, poi −20 dB/decade

Formula (errore dovuto alla tensione di offset). Si spegne il segnale e si considera VOSV_{OS} come ingresso. In un invertente VOSV_{OS} si somma in serie all'ingresso non invertente, quindi per quel contributo il circuito è un non invertente: vO=−R2R1VS+(1+R2R1)VOS.v_O=-\frac{R_2}{R_1}V_S+\Big(1+\frac{R_2}{R_1}\Big)V_{OS}. Il secondo termine è un errore di ampiezza massima nota e segno incognito. Esempio: R1=1 kΩR_1=1\ \mathrm{k\Omega}, R2=99 kΩR_2=99\ \mathrm{k\Omega} e ∣VOS∣=2 mV|V_{OS}|=2\ \mathrm{mV}: errore fino a 100⋅2 mV=0,2 V100\cdot2\ \mathrm{mV}=0{,}2\ \mathrm V in uscita con ingresso nullo. Si corregge con un trimmer che applica al morsetto non invertente una piccola tensione regolabile, tarata per avere vO=0v_O=0 con VS=0V_S=0 (vale solo alla temperatura di taratura, perché VOSV_{OS} varia con la temperatura e con l'età del componente).

Esempio. Con R1=1 kΩR_1 = 1\ \mathrm{k\Omega}, R2=99 kΩR_2 = 99\ \mathrm{k\Omega} e ∣VOS∣=2 mV|V_{OS}| = 2\ \mathrm{mV} l'errore in uscita è al massimo 100⋅2 mV=0,2 V100 \cdot 2\ \mathrm{mV} = 0{,}2\ \mathrm V.

Formula (errore dovuto alle correnti di ingresso). Con VS=0V_S=0 e un invertente con il morsetto ++ a massa: vINV=vNI=0v_{INV}=v_{NI}=0, in R1R_1 non passa corrente e quindi tutta IINVI_{INV} viene da R2R_2: vO=R2(IB−IOS2)≃R2IB(∣IB∣≫∣IOS∣).v_O=R_2\Big(I_B-\frac{I_{OS}}2\Big)\simeq R_2I_B\quad(|I_B|\gg|I_{OS}|).

Esempio. Con R2=100 kΩR_2 = 100\ \mathrm{k\Omega} e IB=80 nAI_B = 80\ \mathrm{nA}: vO≃R2IB=100 kΩ⋅80 nA=8 mVv_O \simeq R_2 I_B = 100\ \mathrm{k\Omega} \cdot 80\ \mathrm{nA} = 8\ \mathrm{mV}.

Definizione (slew rate e frequenza massima senza distorsione). Gli stadi interni hanno una corrente massima per caricare i condensatori interni, quindi l'uscita non può variare più velocemente di SR=∣dvOdt∣max(V/μs).SR=\left|\frac{dv_O}{dt}\right|_{max}\quad(\mathrm V/\mu\mathrm s). Per una sinusoide vO=Vpsin⁡ωtv_O=V_p\sin\omega t la massima pendenza è ωVp\omega V_p e non si ha distorsione se ωVp≤SR\omega V_p\le SR, cioè fmax=SR2πVp.f_{max}=\frac{SR}{2\pi V_p}.

Esempio: con SR=0,5 V/μsSR=0{,}5\ \mathrm{V/\mu s} e Vp=10 VV_p=10\ \mathrm V si ha fmax=0,5⋅1062π⋅10=7,96 kHzf_{max}=\dfrac{0{,}5\cdot10^6}{2\pi\cdot10}=7{,}96\ \mathrm{kHz}: a frequenze superiori l'onda sinusoidale diventa triangolare. A differenza del limite di banda ωT/G\omega_T/G (valido per segnali piccoli), lo slew rate è un limite a grande segnale: dipende dall'ampiezza.

Grafico interattivo: Slew rate SR = 0,5 V/μs con ingresso sinusoidale di 20 kHz e ampiezza 10 V (oltre f_max = 7,96 kHz), tempo in μs: l'uscita (arancio) non può salire più in fretta di 0,5 V/μs e diventa una forma triangolare di ampiezza ≈ 8,5 V, in ritardo rispetto alla sinusoide ideale (blu)

III. Risposta in frequenza e diagrammi di Bode

Funzione di trasferimento e diagrammi di Bode

Formula (risposta in frequenza e uscita a un ingresso sinusoidale). Un amplificatore lineare con condensatori ha un guadagno che dipende dalla frequenza. Nel dominio di Laplace (Laplace unilatera, funzione di trasferimento e stabilitàCon la trasformata unilatera $X(s)=\int_{0^-}^\infty x(t)e^{-st}dt$ le derivate diventano $\mathcal L[y']=sY-y(0^-)$: un problema di Cauchy causale si riduce a un'equazione algebrica, $Y=\frac{b}{a}X+\frac{\text{termini iniziali}}{a}$ (forzata + libera). La funzione di trasferimento è $H(s)=b(s)/a(s)$; il sistema causale è BIBO stabile se e solo se $H$ è propria e tutti i poli hanno parte reale negativa.Laplace unilatera, funzione di trasferimento e stabilità →) il guadagno A(s)=Vout(s)/Vin(s)A(s)=V_{out}(s)/V_{in}(s) è una funzione razionale di ss. Per segnali sinusoidali si pone s=jωs=j\omega: la funzione complessa A(jω)A(j\omega) è la risposta in frequenza (Risposta in frequenza e risposta a ingresso sinusoidaleGli esponenziali complessi $e^{j\omega t}$ sono autofunzioni dei sistemi LTI stabili: escono moltiplicati per la risposta in frequenza $H(\omega)=\int h(\tau)e^{-j\omega\tau}d\tau$. Per un sistema reale, $A\cos(\omega_0t+\varphi)$ esce come $A|H(\omega_0)|\cos(\omega_0t+\varphi+\arg H(\omega_0))$: la frequenza non cambia, cambiano ampiezza e fase.Risposta in frequenza e risposta a ingresso sinusoidale →) e indica come un segnale sin⁡(ωt)\sin(\omega t) viene modificato:

vin=Vsin⁡(ω0t+φ) ⟹ vout=V ∣A(jω0)∣ sin⁡(ω0t+φ+∠A(jω0)).v_{in}=V\sin(\omega_0t+\varphi)\ \Longrightarrow\ v_{out}=V\,|A(j\omega_0)|\,\sin\big(\omega_0t+\varphi+\angle A(j\omega_0)\big).

Esempio. Con ∣A(jω0)∣=10|A(j\omega_0)| = 10 e ∠A(jω0)=−45∘\angle A(j\omega_0) = -45^\circ, un ingresso 0,1sin⁡(ω0t) V0{,}1\sin(\omega_0 t)\ \mathrm V dà vout=1sin⁡(ω0t−45∘) Vv_{out} = 1\sin(\omega_0 t - 45^\circ)\ \mathrm V.

Definizione (forma fattorizzata di Bode). Dopo aver ricavato A(s)A(s) dal circuito si scrive nella forma con i fattori adimensionali:

A(s)=A0 (sTz1)⋯(sTzk) (1+sTz,k+1)⋯(1+sTzM)(sTp1)⋯(sTph) (1+sTp,h+1)⋯(1+sTpN).A(s)=A_0\,\frac{(sT_{z1})\cdots(sT_{zk})\,(1+sT_{z,k+1})\cdots(1+sT_{zM})}{(sT_{p1})\cdots(sT_{ph})\,(1+sT_{p,h+1})\cdots(1+sT_{pN})}.

  • Zeri e poli sono i valori di ss che annullano numeratore e denominatore. Il fattore (1+sT)(1+sT) ha radice s=−1/Ts=-1/T e si scrive anche (1+s/ωi)(1+s/\omega_i) con ωi=1/T\omega_i=1/T pulsazione del polo/zero (per radici negative; per radici positive ωi=+zi\omega_i=+z_i e il fattore è (1−s/ωi)(1-s/\omega_i)).
  • I fattori (sT)(sT) sono zeri o poli nell'origine.
  • Le radici complesse coniugate si raggruppano in (1+2ξ sωn+s2ωn2)\big(1+2\xi\,\tfrac s{\omega_n}+\tfrac{s^2}{\omega_n^2}\big), con ωn\omega_n pulsazione naturale e ξ∈[0,1]\xi\in[0,1] coefficiente di smorzamento.
  • Si fa in modo che in ogni fattore (1+⋯ )(1+\cdots) il termine noto valga 1: la costante A0A_0 è quindi il valore del guadagno a bassa frequenza (se non ci sono zeri o poli nell'origine).

Esempio di riduzione: A(s)=2+0,02 s(0,1+s)(1+10−3s)A(s)=\dfrac{2+0{,}02\,s}{(0{,}1+s)(1+10^{-3}s)}: si porta fuori 22 dal numeratore e 0,10{,}1 dal primo fattore: A(s)=20,1⋅1+0,01s(1+10s)(1+10−3s)=20⋅1+s/100(1+s/0,1)(1+s/1000)A(s)=\dfrac{2}{0{,}1}\cdot\dfrac{1+0{,}01s}{(1+10s)(1+10^{-3}s)}=20\cdot\dfrac{1+s/100}{(1+s/0{,}1)(1+s/1000)}: costante 20 (26 dB)20\ (26\ \mathrm{dB}), zero a 100 rad/s100\ \mathrm{rad/s}, poli a 0,10{,}1 e 1000 rad/s1000\ \mathrm{rad/s}.

Proprietà (diagramma asintotico del modulo di un polo reale). Per ogni fattore si guardano due casi limite. Per un polo reale 11+jω/ωp\dfrac1{1+j\omega/\omega_p}:

  • ω≪ωp\omega\ll\omega_p: la parte immaginaria è trascurabile, ∣⋅∣≃1|\cdot|\simeq1 (0 dB0\ \mathrm{dB});
  • ω≫ωp\omega\gg\omega_p: domina la parte immaginaria, ∣⋅∣≃ωp/ω|\cdot|\simeq\omega_p/\omega: −20 dB/decade-20\ \mathrm{dB/decade} (ogni volta che ω\omega si moltiplica per 10 il modulo si divide per 10; equivalente a −6 dB/ottava-6\ \mathrm{dB/ottava});
  • in ω=ωp\omega=\omega_p il modulo esatto vale 1/21/\sqrt2, cioè −3 dB-3\ \mathrm{dB} sotto l'asintoto. Le due semirette si raccordano in ωp\omega_p (punto di spezzamentola pulsazione in cui il diagramma asintotico cambia pendenza: coincide con il valore di un polo o di uno zero).

Esempio. Polo in ωp=1000 rad/s\omega_p = 1000\ \mathrm{rad/s}: in ωp\omega_p il modulo è −3 dB-3\ \mathrm{dB} e in ω=104 rad/s\omega = 10^4\ \mathrm{rad/s} è circa −20 dB-20\ \mathrm{dB} (esatto −20,04 dB-20{,}04\ \mathrm{dB}).

Grafico interattivo: Polo reale in ω_p = 1000 rad/s, guadagno in continua 0 dB (ascissa: ω in rad/s, scala logaritmica; ordinata: dB): modulo esatto −10 log₁₀(1 + (ω/ω_p)²) e diagramma asintotico (tratteggio); l'errore massimo è nel punto di spezzamento, dove il modulo esatto è −3 dB, e a ω_p/2 e 2ω_p vale ancora circa 1 dB

Proprietà (modulo e fase asintotici dei singoli fattori).

Fattore Modulo asintotico Fase
costante A0>0A_0>0 costante 20log⁡A020\log A_0 00
costante A0<0A_0<0 idem con ∣A0∣\lvert A_0\rvert ±180∘\pm180^\circ
zero nell'origine s/ωzs/\omega_z +20+20 dB/dec, vale 0 dB0\ \mathrm{dB} in ωz\omega_z +90∘+90^\circ
polo nell'origine ωp/s\omega_p/s −20-20 dB/dec, vale 0 dB0\ \mathrm{dB} in ωp\omega_p −90∘-90^\circ
zero reale (1+s/ωz)(1+s/\omega_z) 00 fino a ωz\omega_z, poi +20+20 dB/dec da 00 a +90∘+90^\circ
polo reale (1+s/ωp)−1(1+s/\omega_p)^{-1} 00 fino a ωp\omega_p, poi −20-20 dB/dec da 00 a −90∘-90^\circ
coppia di zeri complessi 00 fino a ωn\omega_n, poi +40+40 dB/dec da 00 a +180∘+180^\circ
coppia di poli complessi 00 fino a ωn\omega_n, poi −40-40 dB/dec da 00 a −180∘-180^\circ
radice reale positiva (1−s/ω)(1-s/\omega) modulo uguale a quello della radice negativa segno della fase invertito

Esempio. Con uno zero a 100 rad/s100\ \mathrm{rad/s} e un polo a 1000 rad/s1000\ \mathrm{rad/s} su guadagno unitario: 0 dB0\ \mathrm{dB} fino a 100100, poi +20 dB/dec+20\ \mathrm{dB/dec} fino a +20 dB+20\ \mathrm{dB} in 10001000, poi di nuovo piatto a +20 dB+20\ \mathrm{dB}.

Proprietà (fase asintotica di un polo reale). Per un polo reale la fase esatta è −arctan⁡(ω/ωp)-\arctan(\omega/\omega_p): −45∘-45^\circ in ωp\omega_p e asintoti a 0∘0^\circ e −90∘-90^\circ. Nel diagramma asintotico si raccordano i due asintoti con un segmento che comincia una decade prima (ωp/10\omega_p/10) e finisce una decade dopo (10 ωp10\,\omega_p): la fase varia di −90∘-90^\circ su due decadi, cioè con pendenza −45∘-45^\circ/decade, ed è −45∘-45^\circ in ωp\omega_p. Per uno zero reale vale lo stesso con segno ++. Per i fattori nell'origine la fase è costante (±90∘\pm90^\circ). Per i poli o zeri positivi il segno della variazione è opposto: per esempio (1−s/ωz)(1-s/\omega_z) ha lo stesso modulo di (1+s/ωz)(1+s/\omega_z) ma la fase scende da 00 a −90∘-90^\circ (è lo "zero a fase non minima").

Esempio. Polo in ωp=1000 rad/s\omega_p = 1000\ \mathrm{rad/s}: la fase vale 0∘0^\circ fino a 100 rad/s100\ \mathrm{rad/s}, −45∘-45^\circ in 1000 rad/s1000\ \mathrm{rad/s} e −90∘-90^\circ da 104 rad/s10^4\ \mathrm{rad/s} in poi.

Grafico interattivo: Fase dello stesso polo (ascissa: ω in rad/s, scala logaritmica; ordinata: gradi): fase esatta −arctan(ω/ω_p) e diagramma asintotico a rampa che va da 0° a −90° in due decadi, da ω_p/10 a 10ω_p; le due curve coincidono in ω_p (−45°) e l'errore massimo è circa 5,7°, agli estremi della rampa

Circuiti con operazionale in frequenza - Bode e uscita a una sinusoide

Formula (passa-basso invertente). Passa-basso invertente. Z1=R1Z_1=R_1, Z2=R2∥C2Z_2=R_2\|C_2: Av(s)=−R2R111+sR2C2A_v(s)=-\dfrac{R_2}{R_1}\dfrac1{1+sR_2C_2}: guadagno R2/R1R_2/R_1, un polo in ωp=1/(R2C2)\omega_p=1/(R_2C_2).

Esempio. Con R1=10 kΩR_1 = 10\ \mathrm{k\Omega}, R2=100 kΩR_2 = 100\ \mathrm{k\Omega} e C2=1,6 nFC_2 = 1{,}6\ \mathrm{nF}: Av(s)=−101+s/6250A_v(s) = -\frac{10}{1 + s/6250}, guadagno 20 dB20\ \mathrm{dB} e polo in ωp=6250 rad/s\omega_p = 6250\ \mathrm{rad/s}.

Formula (passa-alto invertente). Passa-alto invertente. Z1=R1+1sC1Z_1=R_1+\dfrac1{sC_1} e Z2=R2Z_2=R_2: Av(s)=−R2R1⋅s R1C11+sR1C1A_v(s)=-\dfrac{R_2}{R_1}\cdot\dfrac{s\,R_1C_1}{1+sR_1C_1}: zero nell'origine e polo in ω=1/(R1C1)\omega=1/(R_1C_1); ad alta frequenza vale −R2/R1-R_2/R_1.

Esempio. Con R1=1 kΩR_1 = 1\ \mathrm{k\Omega}, C1=1 μFC_1 = 1\ \mu\mathrm F e R2=10 kΩR_2 = 10\ \mathrm{k\Omega}: il polo è in 1/(R1C1)=1000 rad/s1/(R_1 C_1) = 1000\ \mathrm{rad/s} e ad alta frequenza il guadagno è −R2/R1=−10-R_2/R_1 = -10.

Formula (passa-banda invertente). Passa-banda invertente (i due insieme): Av(s)=−R2R1⋅sτ1(1+sτ1)(1+sτ2),τ1=R1C1, τ2=R2C2.A_v(s)=-\frac{R_2}{R_1}\cdot\frac{s\tau_1}{(1+s\tau_1)(1+s\tau_2)},\qquad\tau_1=R_1C_1,\ \tau_2=R_2C_2. Guadagno di banda R2/R1R_2/R_1 tra ω1=1/τ1\omega_1=1/\tau_1 e ω2=1/τ2\omega_2=1/\tau_2 (se ω1≪ω2\omega_1\ll\omega_2).

Rete RC a scala non separata da un buffer. Due celle RC passa-basso in cascata non danno il prodotto di due poli semplici, perché la seconda carica la prima. Per Vin→R1→V_{in}\to R_1\to nodo aa (con C1C_1 a massa) →R2→\to R_2\to nodo vv (con C2C_2 a massa): VvVin=11+s(R1C1+R1C2+R2C2)+s2R1R2C1C2.\frac{V_v}{V_{in}}=\frac1{1+s(R_1C_1+R_1C_2+R_2C_2)+s^2R_1R_2C_1C_2}. Per R1=5 kΩR_1=5\ \mathrm{k\Omega}, C1=100 nFC_1=100\ \mathrm{nF}, R2=10 kΩR_2=10\ \mathrm{k\Omega}, C2=50 nFC_2=50\ \mathrm{nF}: coefficiente di ss: 0,5+0,25+0,5=1,25 ms0{,}5+0{,}25+0{,}5=1{,}25\ \mathrm{ms}; coefficiente di s2s^2: 2,5⋅10−7 s22{,}5\cdot10^{-7}\ \mathrm{s^2}. Il denominatore ha radici s=−1,25⋅10−3±1,5625⋅10−6−10−65⋅10−7=−1000s=\dfrac{-1{,}25\cdot10^{-3}\pm\sqrt{1{,}5625\cdot10^{-6}-10^{-6}}}{5\cdot10^{-7}}=-1000 e −4000 rad/s-4000\ \mathrm{rad/s}, quindi la rete ha 1(1+s/1000)(1+s/4000)\dfrac1{(1+s/1000)(1+s/4000)}: poli reali e distinti (una rete RC ha sempre poli reali negativi), ma diversi da 1/(R1C1)=20001/(R_1C_1)=2000 e 1/(R2C2)=20001/(R_2C_2)=2000. L'espressione è stata controllata con l'analisi nodale a tre pulsazioni.

Esempio. Con R1=1 kΩR_1 = 1\ \mathrm{k\Omega}, C1=1 μFC_1 = 1\ \mu\mathrm F, R2=100 kΩR_2 = 100\ \mathrm{k\Omega} e C2=1,6 nFC_2 = 1{,}6\ \mathrm{nF}: guadagno di banda R2/R1=100R_2/R_1 = 100 (40 dB40\ \mathrm{dB}) tra ω1=1000 rad/s\omega_1 = 1000\ \mathrm{rad/s} e ω2=6250 rad/s\omega_2 = 6250\ \mathrm{rad/s}.

Formula (uscita con un ingresso costante più una sinusoide). Se vin(t)=V0+V1sin⁡(ω1t+φ)v_{in}(t)=V_0+V_1\sin(\omega_1t+\varphi), per la linearità vout(t)=A(0) V0+∣A(jω1)∣ V1 sin⁡(ω1t+φ+∠A(jω1)).v_{out}(t)=A(0)\,V_0+|A(j\omega_1)|\,V_1\,\sin\big(\omega_1t+\varphi+\angle A(j\omega_1)\big). La componente continua passa moltiplicata per A(0)A(0) (il valore a frequenza zero): se c'è uno zero nell'origine (per esempio un condensatore di accoppiamento all'ingresso) la continua è bloccata.

Il valore ∣A(jω1)∣|A(j\omega_1)| si può leggere sul diagramma asintotico (dB →\to rapporto con 10dB/2010^{dB/20}) oppure calcolare in modo esatto con i numeri complessi: all'esame si dichiara quale dei due si usa e, se chiesto il diagramma, si usa quello.

Esempio 1 (passa-basso invertente). R1=10 kΩR_1=10\ \mathrm{k\Omega}, R2=100 kΩR_2=100\ \mathrm{k\Omega}, C2=1,6 nFC_2=1{,}6\ \mathrm{nF}: Av(s)=−101+s/6250A_v(s)=-\dfrac{10}{1+s/6250} (guadagno 20 dB20\ \mathrm{dB}, polo in ωp=6250 rad/s\omega_p=6250\ \mathrm{rad/s}, cioè 995 Hz995\ \mathrm{Hz}). Con vin=0,1sin⁡(62500 t)v_{in}=0{,}1\sin(62500\,t) (ω=10 ωp\omega=10\,\omega_p): ∣A∣=101+100=0,995|A|=\dfrac{10}{\sqrt{1+100}}=0{,}995 (l'asintotica dà 20−20=0 dB20-20=0\ \mathrm{dB}, cioè 11) e la fase vale 180∘−arctan⁡10=95,7∘180^\circ-\arctan10=95{,}7^\circ (l'asintotica, a 10ωp10\omega_p, dà 180∘−90∘=90∘180^\circ-90^\circ=90^\circ). Quindi vout=0,0995sin⁡(62500 t+95,7∘)v_{out}=0{,}0995\sin(62500\,t+95{,}7^\circ) V. (Valori controllati con analisi nodale con opamp ideale.)

Grafico interattivo: Esempio 1, passa-basso invertente A_v = −10/(1 + s/6250) (ascissa: ω in rad/s, scala logaritmica; ordinata: |A_v| in dB): 20 dB fino al polo ω_p = 6250 rad/s, poi −20 dB/decade; la curva continua è il modulo esatto, il tratteggio l'asintotico; in ω_p il modulo esatto vale 17 dB

IV. Semiconduttori e diodi

Semiconduttori - bande, drogaggio e legge di azione di massa

Formula (concentrazione intrinseca e dipendenza dalla temperatura). Nel silicio puro, a ogni elettrone libero corrisponde una lacuna: n=p=nin=p=n_i. La concentrazione intrinseca a 300 K300\ \mathrm K è ni≈1,5⋅1010 cm−3n_i\approx1{,}5\cdot10^{10}\ \mathrm{cm^{-3}} (contro circa 5⋅1022 cm−35\cdot10^{22}\ \mathrm{cm^{-3}} atomi): un legame ogni 3⋅10123\cdot10^{12} è spezzato. Dipende molto dalla temperatura: ni2=B T3 e−EG/(kT)⟹ni2(T2)ni2(T1)=(T2T1)3e−EGk(1T2−1T1).n_i^2=B\,T^3\,e^{-E_G/(kT)}\quad\Longrightarrow\quad\frac{n_i^2(T_2)}{n_i^2(T_1)}=\Big(\frac{T_2}{T_1}\Big)^3e^{-\frac{E_G}{k}\left(\frac1{T_2}-\frac1{T_1}\right)}. Con k=8,62⋅10−5 eV/Kk=8{,}62\cdot10^{-5}\ \mathrm{eV/K} e il silicio: da 300 K300\ \mathrm K a 450 K450\ \mathrm K il rapporto ni2n_i^2 è circa 6⋅1066\cdot10^6 e quindi nin_i cresce di un fattore circa 2,5⋅1032{,}5\cdot10^3 (con un aumento di 150 ∘C150\ ^\circ\mathrm C i portatori intrinseci salgono di tre ordini di grandezza e diventano confrontabili con un drogaggio debole: è il limite termico di funzionamento dei dispositivi, oltre il quale il semiconduttore perde le proprietà del drogaggio). Il grafico mostra log⁡10ni\log_{10}n_i tra 250250 e 450 K450\ \mathrm K (valori calcolati con la formula del rapporto a partire da ni=1,5⋅1010n_i=1{,}5\cdot10^{10} a 300 K300\ \mathrm K: 1,5⋅1081{,}5\cdot10^8 a 250 K250\ \mathrm K, 4,2⋅10114{,}2\cdot10^{11} a 350 K350\ \mathrm K, 3,8⋅10133{,}8\cdot10^{13} a 450 K450\ \mathrm K).

Esempio. Da 300 K300\ \mathrm K a 450 K450\ \mathrm K la concentrazione intrinseca del silicio passa da 1,5⋅10101{,}5 \cdot 10^{10} a circa 3,8⋅1013 cm−33{,}8 \cdot 10^{13}\ \mathrm{cm^{-3}}, cioè cresce di un fattore circa 2,5⋅1032{,}5 \cdot 10^{3}.

Grafico interattivo: log10 della concentrazione intrinseca n_i del silicio (in cm^-3) in funzione della temperatura T (kelvin): da 8,2 a 250 K a 13,6 a 450 K

Definizione (donatori e accettori, semiconduttore di tipo n e di tipo p).

  • donatori (NDN_D per cm3\mathrm{cm^3}): atomi pentavalenti (fosforo, arsenico, azoto, ...) hanno cinque elettroni di valenza: quattro formano legami, il quinto è poco legato e a temperatura ambiente è libero. L'atomo resta uno ione fisso positivo +q+q. Si ottiene un semiconduttore di tipo n: elettroni = portatori maggioritari, lacune = minoritari.
  • accettori (NAN_A): atomi trivalenti (boro, alluminio, gallio, indio) hanno solo tre elettroni di valenza e lasciano un legame incompleto: un elettrone vicino lo riempie e crea una lacuna libera. L'atomo diventa uno ione fisso negativo −q-q. Si ottiene il tipo p: lacune maggioritarie.

Esempio. Il fosforo con ND=1016 cm−3N_D = 10^{16}\ \mathrm{cm^{-3}} dà un semiconduttore di tipo n con n≃1016 cm−3n \simeq 10^{16}\ \mathrm{cm^{-3}}; il boro con NA=1016 cm−3N_A = 10^{16}\ \mathrm{cm^{-3}} dà un tipo p con p≃1016 cm−3p \simeq 10^{16}\ \mathrm{cm^{-3}}.

Legge di azione di massa e neutralità della carica. In equilibrio termodinamico, a temperatura TT, n⋅p=ni2\boxed{n\cdot p=n_i^2} (generazione e ricombinazione si bilanciano: più elettroni, meno lacune). Inoltre il cristallo è neutro: la carica positiva (lacune pp più donatori ionizzati NDN_D) uguaglia quella negativa (elettroni nn più accettori ionizzati NAN_A): p+ND=n+NA.p+N_D=n+N_A. Sostituendo p=ni2/np=n_i^2/n si ottiene n2−(ND−NA) n−ni2=0n^2-(N_D-N_A)\,n-n_i^2=0, con soluzione positiva n=ND−NA2+(ND−NA2)2+ni2,p=ni2n.n=\frac{N_D-N_A}2+\sqrt{\Big(\frac{N_D-N_A}2\Big)^2+n_i^2},\qquad p=\frac{n_i^2}{n}.

Esempio. Con ND=1016 cm−3N_D = 10^{16}\ \mathrm{cm^{-3}} e ni=1,5⋅1010 cm−3n_i = 1{,}5 \cdot 10^{10}\ \mathrm{cm^{-3}}: n≃1016 cm−3n \simeq 10^{16}\ \mathrm{cm^{-3}} e p=ni2/n=2,25⋅104 cm−3p = n_i^2/n = 2{,}25 \cdot 10^{4}\ \mathrm{cm^{-3}}.

Corrente di deriva e di diffusione - resistenza di una barretta

Formula (velocità di deriva e mobilità). In un campo elettrico EE ogni portatore libero sente la forza qEqE, ma non accelera indefinitamente: gli urti con il reticolo azzerano continuamente la componente di velocità nel verso del campo, e la velocità media si assesta a un valore proporzionale al campo: vn=−μnE (gli elettroni vanno in verso opposto al campo),vp=+μpE.v_n=-\mu_nE\ \text{(gli elettroni vanno in verso opposto al campo)},\qquad v_p=+\mu_pE. μn,μp\mu_n,\mu_p sono le mobilità; per il silicio a basso drogaggio μn≃1300\mu_n\simeq1300, μp≃500 cm2 V−1s−1\mu_p\simeq500\ \mathrm{cm^2\,V^{-1}s^{-1}} (si riducono di 10 volte vicino a 1018 cm−310^{18}\ \mathrm{cm^{-3}}; le lacune sono più lente perché si muovono nella banda di valenza). La proporzionalità vale per E≲3⋅103 V/cmE\lesssim3\cdot10^3\ \mathrm{V/cm}; oltre la velocità satura intorno a 107 cm/s10^7\ \mathrm{cm/s}.

Esempio. Con E=100 V/cmE = 100\ \mathrm{V/cm} e μn=1300 cm2/(V s)\mu_n = 1300\ \mathrm{cm^2/(V\,s)} gli elettroni hanno velocità 1,3⋅105 cm/s1{,}3 \cdot 10^{5}\ \mathrm{cm/s}, in verso opposto al campo.

Formula (corrente di deriva e conducibilità). Densità di corrente. In un volumetto di sezione SS e lunghezza dxdx ci sono p S dxp\,S\,dx lacune; in dtdt percorrono dx=vpdtdx=v_pdt, quindi la corrente è Ip=q p S vpI_p=q\,p\,S\,v_p e la densità (I/SI/S) vale Jp=qpμpEJ_p=qp\mu_pE. Gli elettroni hanno carica −q-q e velocità opposta al campo, per cui la corrente è nello stesso verso del campo: Jn=qnμnEJ_n=qn\mu_nE. In totale Jdrift=q (pμp+nμn) E=σE,σ=q (pμp+nμn)  [S/cm].J_{drift}=q\,(p\mu_p+n\mu_n)\,E=\sigma E,\qquad\sigma=q\,(p\mu_p+n\mu_n)\ \ [\mathrm{S/cm}]. Per un semiconduttore drogato di tipo n con n≫pn\gg p conta solo il primo termine: σ≃qnμn\sigma\simeq qn\mu_n, nel tipo p σ≃qpμp\sigma\simeq qp\mu_p.

Esempio. Silicio di tipo n con n=1016 cm−3n = 10^{16}\ \mathrm{cm^{-3}}, μn=1300 cm2/(V s)\mu_n = 1300\ \mathrm{cm^2/(V\,s)} ed E=10 V/cmE = 10\ \mathrm{V/cm}: σ≃qnμn=1,6⋅10−19⋅1016⋅1300=2,08 S/cm\sigma \simeq q n \mu_n = 1{,}6 \cdot 10^{-19} \cdot 10^{16} \cdot 1300 = 2{,}08\ \mathrm{S/cm} e J=σE=20,8 A/cm2J = \sigma E = 20{,}8\ \mathrm{A/cm^2}.

Formula (resistenza di una barretta di semiconduttore). Barretta uniforme di lunghezza LL (direzione della corrente) e sezione SS con tensione VV ai capi: E=V/LE=V/L, I=J S=σVLSI=J\,S=\sigma\dfrac{V}{L}S, cioè R=Lσ S=ρ LS.\boxed{R=\frac{L}{\sigma\,S}=\frac{\rho\,L}{S}}. Attenzione alle unità: con σ\sigma in S/cm\mathrm{S/cm} la lunghezza va in cm e la sezione in cm2\mathrm{cm^2} (1 mm=0,1 cm1\ \mathrm{mm}=0{,}1\ \mathrm{cm}, 1 mm2=0,01 cm21\ \mathrm{mm^2}=0{,}01\ \mathrm{cm^2}).

Esempio 1 (densità di corrente). Barretta di silicio tipo p, NA=2⋅1017 cm−3N_A=2\cdot10^{17}\ \mathrm{cm^{-3}}, μp=440\mu_p=440, lunga L=100 μm=0,01 cmL=100\ \mu\mathrm m=0{,}01\ \mathrm{cm} con V=4 VV=4\ \mathrm V: E=4/0,01=400 V/cmE=4/0{,}01=400\ \mathrm{V/cm} (sotto il limite di saturazione, quindi la legge lineare vale). Le lacune sono p≃NAp\simeq N_A e si trascurano gli elettroni minoritari (n=ni2/NA≈103 cm−3n=n_i^2/N_A\approx10^3\ \mathrm{cm^{-3}}): J=qpμpE=1,6⋅10−19⋅2⋅1017⋅440⋅400=5632 A/cm2.J=qp\mu_pE=1{,}6\cdot10^{-19}\cdot2\cdot10^{17}\cdot440\cdot400=5632\ \mathrm{A/cm^2}.

Formula (corrente di diffusione e relazione di Einstein). Se la concentrazione dei portatori non è uniforme, l'agitazione termica produce un flusso netto dalla zona più concentrata alla meno concentrata (il numero di attraversamenti di una sezione è maggiore dal lato dove ci sono più portatori). La corrente corrispondente è Jn=qDndndx,Jp=−qDpdpdx,J_n=qD_n\frac{dn}{dx},\qquad J_p=-qD_p\frac{dp}{dx}, con Dn,DpD_n,D_p (cm2/s\mathrm{cm^2/s}) coefficienti di diffusione (nel silicio Dn≃34D_n\simeq34, Dp≃13 cm2/sD_p\simeq13\ \mathrm{cm^2/s}). Il segno cambia perché gli elettroni (carica negativa) che diffondono verso xx crescenti fanno una corrente verso xx decrescenti. Relazione di Einstein: Dnμn=Dpμp=kTq=VT≃25 mV (26 mV a 300 K),\frac{D_n}{\mu_n}=\frac{D_p}{\mu_p}=\frac{kT}{q}=V_T\simeq25\ \mathrm{mV}\ (26\ \mathrm{mV\ a}\ 300\ \mathrm K), dove VTV_T si chiama potenziale termico (1/VT=40 V−11/V_T=40\ \mathrm V^{-1} a 25 mV25\ \mathrm{mV}). La corrente totale è la somma di deriva e diffusione: Jn=qnμnE+qDndndx,Jp=qpμpE−qDpdpdx.J_n=qn\mu_nE+qD_n\frac{dn}{dx},\qquad J_p=qp\mu_pE-qD_p\frac{dp}{dx}.

Esempio. A 300 K300\ \mathrm K è VT=kT/q=8,62⋅10−5⋅300=25,9 mVV_T = kT/q = 8{,}62 \cdot 10^{-5} \cdot 300 = 25{,}9\ \mathrm{mV}; con μn=1300 cm2/(V s)\mu_n = 1300\ \mathrm{cm^2/(V\,s)} si ha Dn=μnVT≈33,6 cm2/sD_n = \mu_n V_T \approx 33{,}6\ \mathrm{cm^2/s}.

Formula (tensione indotta da una concentrazione non uniforme). Con E=−dV/dxE=-dV/dx e integrando tra X1X_1 e X2X_2: V(X2)−V(X1)=VTln⁡n(X2)n(X1)\boxed{V(X_2)-V(X_1)=V_T\ln\frac{n(X_2)}{n(X_1)}}

Esempio. Con n(0)=1017n(0) = 10^{17} e n(L)=1015 cm−3n(L) = 10^{15}\ \mathrm{cm^{-3}} a VT=25 mVV_T = 25\ \mathrm{mV}: V(L)−V(0)=0,025 ln⁡(10−2)≈−115 mVV(L) - V(0) = 0{,}025\,\ln(10^{-2}) \approx -115\ \mathrm{mV}.

Equazione di continuità e portatori minoritari in eccesso

Definizione (ricombinazione e tempo di vita medio dei minoritari). Se si porta il materiale fuori equilibrio (per esempio illuminandolo, o iniettando portatori con una giunzione polarizzata) compaiono lacune in eccesso Δp=p−pn0\Delta p=p-p_{n0}. Ogni lacuna in più modifica pochissimo la concentrazione degli elettroni (n≃NDn\simeq N_D, enorme) ma può cambiare molto quella delle lacune (che è piccolissima): per questo ci si occupa delle cariche di minoranza. La velocità di ricombinazione cresce con pp e si scrive R=p−pn0τp,R=\frac{p-p_{n0}}{\tau_p}, cioè ogni lacuna in eccesso vive in media τp\tau_p (tempo di vita medio, τp=1/(NDfR(T))\tau_p=1/(N_Df_R(T))).

Esempio. Con τp=1 μs\tau_p = 1\ \mu\mathrm s e un eccesso Δp=1014 cm−3\Delta p = 10^{14}\ \mathrm{cm^{-3}} la velocità di ricombinazione è R=Δp/τp=1020 cm−3s−1R = \Delta p/\tau_p = 10^{20}\ \mathrm{cm^{-3}s^{-1}}.

Legge di continuità (lacune in un semiconduttore). Per un volumetto di lunghezza dxdx la variazione nel tempo del numero di lacune è data dal flusso netto di corrente (entra meno esce) più la generazione meno la ricombinazione: ∂p(x,t)∂t=−1q∂Jp(x,t)∂x+G−R.\frac{\partial p(x,t)}{\partial t}=-\frac1q\frac{\partial J_p(x,t)}{\partial x}+G-R. Con la corrente di lacune Jp=qpμpE−qDp∂p/∂xJ_p=qp\mu_pE-qD_p\partial p/\partial x (Corrente di deriva e di diffusione - resistenza di una barrettaNei semiconduttori la corrente ha due cause: il campo elettrico (deriva, J = qpμ_pE + qnμ_nE = σE, con velocità v = μE) e le differenze di concentrazione (diffusione, J_n = qD_n dn/dx, J_p = −qD_p dp/dx). Le due costanti sono legate dalla relazione di Einstein D/μ = V_T = kT/q ≈ 25 mV. Una barretta uniforme di lunghezza L e sezione S ha resistenza R = L/(σS). In un materiale isolato a concentrazione non uniforme la corrente totale è nulla e compare un campo (e una tensione V(X2) − V(X1) = V_T ln[n(X2)/n(X1)]).Corrente di deriva e di diffusione - resistenza di una barretta →) e G=G0=pn0/τpG=G_0=p_{n0}/\tau_p si ottiene la forma completa ∂p∂t=−μpp ∂E∂x−μpE∂p∂x+Dp∂2p∂x2−p−pn0τp.\frac{\partial p}{\partial t}=-\mu_pp\,\frac{\partial E}{\partial x}-\mu_pE\frac{\partial p}{\partial x}+D_p\frac{\partial^2p}{\partial x^2}-\frac{p-p_{n0}}{\tau_p}. Se il campo elettrico è trascurabile (come nelle regioni quasi neutre) e il drogaggio è uniforme: ∂p∂t=Dp∂2p∂x2−p−pn0τp\boxed{\frac{\partial p}{\partial t}=D_p\frac{\partial^2p}{\partial x^2}-\frac{p-p_{n0}}{\tau_p}}

Esempio. Senza campo e con un eccesso uniforme Δp=1014 cm−3\Delta p = 10^{14}\ \mathrm{cm^{-3}} e τp=1 μs\tau_p = 1\ \mu\mathrm s: ∂p/∂t=−Δp/τp=−1020 cm−3s−1\partial p/\partial t = -\Delta p/\tau_p = -10^{20}\ \mathrm{cm^{-3}s^{-1}}.

Formula (decadimento nel tempo dell'eccesso di minoritari). Se l'eccesso è uniforme nello spazio (∂2p/∂x2=0\partial^2p/\partial x^2=0), per esempio subito dopo aver spento una luce che aveva portato pp a pn0+Δp0p_{n0}+\Delta p_0: dpdt=−p−pn0τp ⇒ p(t)=pn0+Δp0 e−t/τp.\frac{dp}{dt}=-\frac{p-p_{n0}}{\tau_p}\ \Rightarrow\ p(t)=p_{n0}+\Delta p_0\,e^{-t/\tau_p}.

Esempio. Con τp=1 μs\tau_p = 1\ \mu\mathrm s, dopo t=3 μst = 3\ \mu\mathrm s l'eccesso è e−3≈5%e^{-3} \approx 5\% di quello iniziale.

Formula (profilo stazionario dei minoritari e lunghezza di diffusione). Se ∂p/∂t=0\partial p/\partial t=0 e c'è un eccesso mantenuto in x=0x=0 (iniezione costante), l'equazione diventa Dp p′′=(p−pn0)/τpD_p\,p''=(p-p_{n0})/\tau_p, cioè per Δp=p−pn0\Delta p=p-p_{n0}: Δp′′=ΔpLp2,Lp=Dpτp(lunghezza di diffusione),\Delta p''=\frac{\Delta p}{L_p^2},\qquad L_p=\sqrt{D_p\tau_p}\quad\text{(lunghezza di diffusione)}, con soluzione generale p(x)=pn0+Aex/Lp+Be−x/Lpp(x)=p_{n0}+Ae^{x/L_p}+Be^{-x/L_p}. Per una regione semi-infinita (x≥0x\ge0, Δp→0\Delta p\to0 per x→∞x\to\infty) A=0A=0 e p(x)=pn0+Δp(0) e−x/Lp.p(x)=p_{n0}+\Delta p(0)\,e^{-x/L_p}.

Esempio. Con Dp=13 cm2/sD_p = 13\ \mathrm{cm^2/s} e τp=1 μs\tau_p = 1\ \mu\mathrm s: Lp=Dpτp=13⋅10−6≈36 μmL_p = \sqrt{D_p\tau_p} = \sqrt{13 \cdot 10^{-6}} \approx 36\ \mu\mathrm m; a x=Lpx = L_p l'eccesso è e−1≈37%e^{-1} \approx 37\% di quello in x=0x = 0.

Grafico interattivo: Profilo dei minoritari in eccesso Δp(x)/Δp(0) (ascissa: x in unità di L_p): regione lunga, esponenziale e^(−x/L_p) che si spegne di un fattore e ogni L_p (37% a x = L_p); regione corta di lunghezza W = 0,5 L_p, in cui la ricombinazione è trascurabile e il profilo è lineare, 1 − x/W, fino a zero al contatto

Formula (equazione del diodo dalla diffusione dei minoritari). In una giunzione pn polarizzata con VV la legge della giunzione dà Δp(0)=pn0(eV/VT−1)\Delta p(0)=p_{n0}\big(e^{V/V_T}-1\big) al bordo della regione n. La corrente di lacune (e analogamente quella degli elettroni nella regione p) è dunque Jp=qDp pn0Lp(eV/VT−1)=qDpni2LpND(eV/VT−1),J_p=\frac{qD_p\,p_{n0}}{L_p}\big(e^{V/V_T}-1\big)=\frac{qD_pn_i^2}{L_pN_D}\big(e^{V/V_T}-1\big), e sommando il contributo degli elettroni si ottiene I=IS(eV/VT−1)I=I_S(e^{V/V_T}-1) con IS=qSni2[DpLpND+DnLnNA]I_S=qSn_i^2\Big[\dfrac{D_p}{L_pN_D}+\dfrac{D_n}{L_nN_A}\Big].

Esempio numerico. ND=1016 cm−3N_D=10^{16}\ \mathrm{cm^{-3}} (pn0=2,25⋅104p_{n0}=2{,}25\cdot10^4), V=0,6 VV=0{,}6\ \mathrm V, τp=1 μs\tau_p=1\ \mu\mathrm s: Δp(0)=2,25⋅104 (e24−1)=6⋅1014 cm−3\Delta p(0)=2{,}25\cdot10^4\,(e^{24}-1)=6\cdot10^{14}\ \mathrm{cm^{-3}} (il 6%6\% di NDN_D: iniezione "a basso livello", dove valgono le formule). La densità di corrente di lacune è Jp=1,6⋅10−19⋅13⋅6⋅10143,6⋅10−3=0,34 A/cm2J_p=\dfrac{1{,}6\cdot10^{-19}\cdot13\cdot6\cdot10^{14}}{3{,}6\cdot10^{-3}}=0{,}34\ \mathrm{A/cm^2}, cioè 34 μA34\ \mu\mathrm A su una sezione di 10−4 cm210^{-4}\ \mathrm{cm^2} (solo componente di lacune; l'equazione del diodo aggiunge quella di elettroni). Il profilo esponenziale è stato verificato anche risolvendo numericamente l'equazione differenziale con le condizioni al contorno (valori 11; 0,3680{,}368; 0,1350{,}135 del massimo in x=0,Lp,2Lpx=0,L_p,2L_p).

Giunzione pn - potenziale di contatto e zona di svuotamento

Formula (potenziale di contatto di una giunzione pn). In equilibrio Jn=0J_n=0 e Jp=0J_p=0 ovunque. Applicando a ciascun lato la formula della concentrazione non uniforme (V(X2)−V(X1)=VTln⁡n(X2)n(X1)V(X_2)-V(X_1)=V_T\ln\frac{n(X_2)}{n(X_1)}) con nn≃NDn_{n}\simeq N_D nella regione n e np≃ni2/NAn_p\simeq n_i^2/N_A nella regione p: Φ0=VTln⁡nnnp=VTln⁡NANDni2\boxed{\Phi_0=V_T\ln\frac{n_n}{n_p}=V_T\ln\frac{N_AN_D}{n_i^2}}

Esempio. Con NA=4⋅1014N_A = 4 \cdot 10^{14}, ND=2⋅1018N_D = 2 \cdot 10^{18}, ni=1,5⋅1010 cm−3n_i = 1{,}5 \cdot 10^{10}\ \mathrm{cm^{-3}} e VT=25 mVV_T = 25\ \mathrm{mV}: Φ0=0,025 ln⁡8⋅10322,25⋅1020≈722 mV\Phi_0 = 0{,}025\,\ln\frac{8 \cdot 10^{32}}{2{,}25 \cdot 10^{20}} \approx 722\ \mathrm{mV}.

Formula (larghezza della zona di svuotamento e campo massimo). La carica totale delle due parti deve essere uguale: qNAxp S=qNDxn S⇒NAxp=NDxnqN_Ax_p\,S=qN_Dx_n\,S\Rightarrow N_Ax_p=N_Dx_n, quindi la zona penetra di più nel lato meno drogato. Il campo è nullo fuori dalla zona, cresce linearmente (per carica costante) fino a un massimo nella giunzione metallurgica e rientra a zero: ha l'andamento di un triangolo di base WW. Il potenziale di contatto è l'area del triangolo: Φ0=12EmaxW\Phi_0=\tfrac12E_{max}W. Risolvendo con la legge di Gauss (εSi≃1 pF/cm\varepsilon_{Si}\simeq1\ \mathrm{pF/cm}): W=2εSiq(1NA+1ND)Φ0,xn=WNANA+ND,xp=WNDNA+ND,Emax=2Φ0W.W=\sqrt{\frac{2\varepsilon_{Si}}{q}\Big(\frac1{N_A}+\frac1{N_D}\Big)\Phi_0},\quad x_n=W\frac{N_A}{N_A+N_D},\quad x_p=W\frac{N_D}{N_A+N_D},\quad E_{max}=\frac{2\Phi_0}{W}.

Esempio. Giunzione simmetrica NA=ND=1016 cm−3N_A=N_D=10^{16}\ \mathrm{cm^{-3}}: Φ0=0,025ln⁡10322,25⋅1020=0,67 V\Phi_0=0{,}025\ln\frac{10^{32}}{2{,}25\cdot10^{20}}=0{,}67\ \mathrm V; W=2⋅10−121,6⋅10−19⋅2⋅10−16⋅0,67=4,1⋅10−5 cm=0,41 μmW=\sqrt{\frac{2\cdot10^{-12}}{1{,}6\cdot10^{-19}}\cdot2\cdot10^{-16}\cdot0{,}67}=4{,}1\cdot10^{-5}\ \mathrm{cm}=0{,}41\ \mu\mathrm m (0,20 μm0{,}20\ \mu\mathrm m per lato) e Emax=2⋅0,674,1⋅10−5=3,3⋅104 V/cmE_{max}=\dfrac{2\cdot0{,}67}{4{,}1\cdot10^{-5}}=3{,}3\cdot10^4\ \mathrm{V/cm}. Con NA=1017N_A=10^{17} e ND=1016N_D=10^{16}: Φ0=0,73 V\Phi_0=0{,}73\ \mathrm V, W=0,32 μmW=0{,}32\ \mu\mathrm m con xn=0,29 μmx_n=0{,}29\ \mu\mathrm m e xp=0,029 μmx_p=0{,}029\ \mu\mathrm m (dieci volte meno nel lato più drogato).

Grafico interattivo: Campo elettrico (kV/cm) nella zona di svuotamento di una giunzione simmetrica N_A = N_D = 10^16 cm^-3 in funzione della posizione x (μm): triangolo di base W = 0,41 μm e valore minimo −32,8 kV/cm nella giunzione

Formula (larghezza della zona di svuotamento con tensione applicata). Le formule precedenti restano valide sostituendo Φ0\Phi_0 con Φ0−V\Phi_0-V: W(V)=W(0)1−VΦ0.W(V)=W(0)\sqrt{1-\frac V{\Phi_0}}.

Esempio. Per la giunzione simmetrica dell'esempio: V=0,3 VV=0{,}3\ \mathrm V (diretta) →W=0,30 μm\to W=0{,}30\ \mu\mathrm m; V=0→0,41 μmV=0\to0{,}41\ \mu\mathrm m; V=−5 V→W=0,411+5/0,67=1,19 μmV=-5\ \mathrm V\to W=0{,}41\sqrt{1+5/0{,}67}=1{,}19\ \mu\mathrm m.

Formula (capacità di giunzione). Capacità di giunzione. La zona di svuotamento è un dielettrico tra due regioni conduttrici: ha capacità per unità di area εSi/W\varepsilon_{Si}/W. Quindi Cj(V)=εSiSW(V)=Cj01−V/Φ0,Cj0=εSiSW(0).C_j(V)=\frac{\varepsilon_{Si}S}{W(V)}=\frac{C_{j0}}{\sqrt{1-V/\Phi_0}},\qquad C_{j0}=\frac{\varepsilon_{Si}S}{W(0)}.

Esempio. Con S=10−4 cm2S=10^{-4}\ \mathrm{cm^2}: Cj0=10−12⋅10−44,1⋅10−5=2,4 pFC_{j0}=\frac{10^{-12}\cdot10^{-4}}{4{,}1\cdot10^{-5}}=2{,}4\ \mathrm{pF}. La capacità decresce con la polarizzazione inversa ed è alla base dei varicap (condensatori controllati in tensione).

Grafico interattivo: Capacità di giunzione dell'esempio, C_j = C_j0/√(1 − V/Φ₀) con C_j0 = 2,4 pF e Φ₀ = 0,67 V (ascissa: V in V, ordinata: pF): vale 2,4 pF a V = 0, sale in polarizzazione diretta (zona più stretta) e scende in inversa, fino a 0,82 pF a −5 V, perché la zona di svuotamento si allarga

Formula (legge della giunzione). Fuori dalla zona di svuotamento la corrente è di diffusione dei portatori minoritari iniettati dall'altro lato. La legge della giunzione dà le concentrazioni dei minoritari ai bordi della zona, in funzione della tensione: pn(xn)=pn0 eV/VT=ni2NDeV/VT,np(−xp)=np0 eV/VT=ni2NAeV/VT.p_n(x_n)=p_{n0}\,e^{V/V_T}=\frac{n_i^2}{N_D}e^{V/V_T},\qquad n_p(-x_p)=n_{p0}\,e^{V/V_T}=\frac{n_i^2}{N_A}e^{V/V_T}.

Esempio. Con ND=1016 cm−3N_D = 10^{16}\ \mathrm{cm^{-3}} e V=0,6 VV = 0{,}6\ \mathrm V: pn0=2,25⋅104p_{n0} = 2{,}25 \cdot 10^{4} e pn(xn)=pn0 e24≈6⋅1014 cm−3p_n(x_n) = p_{n0}\,e^{24} \approx 6 \cdot 10^{14}\ \mathrm{cm^{-3}}.

Formula (equazione del diodo a giunzione). In polarizzazione diretta i minoritari in eccesso si diffondono nelle regioni quasi neutre e si ricombinano dopo una lunghezza di diffusione Lp=DpτpL_p=\sqrt{D_p\tau_p}, Ln=DnτnL_n=\sqrt{D_n\tau_n} (τ\tau vita media). Sommando le due correnti di diffusione si ottiene l'equazione del diodo I=IS(eV/VT−1),IS=qS ni2[DpLpND+DnLnNA]\boxed{I=I_S\left(e^{V/V_T}-1\right),\qquad I_S=qS\,n_i^2\left[\frac{D_p}{L_pN_D}+\frac{D_n}{L_nN_A}\right]}

Esempio. Con IS=1,5⋅10−15 AI_S = 1{,}5 \cdot 10^{-15}\ \mathrm A e V=0,6 VV = 0{,}6\ \mathrm V: I=IS (e24−1)≈40 μAI = I_S\,(e^{24} - 1) \approx 40\ \mu\mathrm A.

Il diodo a giunzione - equazione, modelli e piccolo segnale

Formula (caratteristica del diodo a giunzione). Il diodo è una giunzione pn (Giunzione pn - potenziale di contatto e zona di svuotamentoMettendo a contatto un semiconduttore p e uno n le lacune diffondono verso n e gli elettroni verso p lasciando una zona di svuotamento di ioni fissi, con un campo che frena la diffusione. In equilibrio tra le regioni quasi neutre c'è il potenziale di contatto Φ0 = V_T ln(N_A N_D / n_i^2), la zona ha larghezza W = sqrt[(2ε/q)(1/N_A + 1/N_D) Φ0] e campo massimo E_max = 2Φ0/W. Con tensione diretta V la barriera scende a Φ0 − V e W(V) = W0 sqrt(1 − V/Φ0); il comportamento è quello di una capacità C_j = C_j0/sqrt(1 − V/Φ0). La corrente è I = I_S (e^{V/V_T} − 1). Ai morsetti di un diodo isolato la tensione è nulla: Φ0 non si misura con un voltmetro.Giunzione pn - potenziale di contatto e zona di svuotamento →) con due morsetti: anodo (lato p) e catodo (lato n). Con la tensione VDV_D (anodo meno catodo) e la corrente IDI_D (entrante nell'anodo):

ID=IS(eVD/VT−1).I_D=I_S\left(e^{V_D/V_T}-1\right).

  • VD>0V_D>0 di pochi VTV_T: ID≃ISeVD/VTI_D\simeq I_Se^{V_D/V_T}, esponenziale: la corrente cresce di un fattore 10 ogni VTln⁡10≃58 mVV_T\ln10\simeq58\ \mathrm{mV} (a VT=25 mVV_T=25\ \mathrm{mV}). Per questo, su un grande intervallo di corrente, la tensione resta vicina a 0,60{,}6–0,7 V0{,}7\ \mathrm V.
  • VD<0V_D<0: ID≃−ISI_D\simeq-I_S (pochi femtoampere nel silicio): il diodo è interdetto.
  • La tensione a corrente fissata cala di circa 2 mV/∘C2\ \mathrm{mV/^\circ C} con la temperatura.

Esempio. Con IS=10−14 AI_S = 10^{-14}\ \mathrm A e VD=0,65 VV_D = 0{,}65\ \mathrm V: ID≃IS e0,65/0,025≈2,0 mAI_D \simeq I_S\,e^{0{,}65/0{,}025} \approx 2{,}0\ \mathrm{mA}; ogni 58 mV58\ \mathrm{mV} in più moltiplicano la corrente per 1010.

Grafico interattivo: Corrente I_D (mA) in funzione di V_D (V) per I_S = 10^-14 A e V_T = 25 mV: nulla fino a circa 0,55 V, poi cresce 10 volte ogni 58 mV

Principio (retta di carico: soluzione di una rete con un diodo). Un diodo in serie a RR con generatore EE: l'equazione E−VDR=IS(eVD/VT−1)\dfrac{E-V_D}{R}=I_S(e^{V_D/V_T}-1) non ha soluzione elementare. Si risolve per iterazione o graficamente con la retta di carico (I=(E−V)/RI=(E-V)/R) tracciata sulla caratteristica: il punto di lavoro è l'intersezione.

Esempio: E=5 VE=5\ \mathrm V, R=1 kΩR=1\ \mathrm{k\Omega}, IS=10−14 AI_S=10^{-14}\ \mathrm A. Partendo da I=4,3 mAI=4{,}3\ \mathrm{mA}: VD=VTln⁡IIS=0,025ln⁡(4,3⋅1011)=0,6696 VV_D=V_T\ln\frac{I}{I_S}=0{,}025\ln(4{,}3\cdot10^{11})=0{,}6696\ \mathrm V; I=(5−0,6696)/1 kΩ=4,330 mAI=(5-0{,}6696)/1\ \mathrm{k\Omega}=4{,}330\ \mathrm{mA}; ripetendo converge a VD=0,6699 VV_D=0{,}6699\ \mathrm V, ID=4,33 mAI_D=4{,}33\ \mathrm{mA} (verificato con un risolutore numerico). Con il modello a tensione costante Vγ=0,7 VV_\gamma=0{,}7\ \mathrm V si avrebbe I=4,3 mAI=4{,}3\ \mathrm{mA}: l'errore sulla corrente è dello 0,7%0{,}7\%. Convergenza velocissima perché la tensione dipende dal logaritmo della corrente.

Grafico interattivo: Retta di carico del diodo con E = 5 V e R = 1 kΩ (V_D in ascissa, I in mA): la retta I = (5 − V_D)/1 kΩ incontra la caratteristica esponenziale (I_S = 10⁻¹⁴ A) nel punto di lavoro V_D = 0,670 V, I_D = 4,33 mA; la tensione sul diodo è quasi indipendente dalla corrente

Definizione (modelli semplificati del diodo).

Modello Diodo ON Diodo OFF
ideale corto circuito (VD=0V_D=0), vale se ID>0I_D>0 circuito aperto (ID=0I_D=0), vale se VD<0V_D<0
con soglia VγV_\gamma generatore di tensione VγV_\gamma (anodo ++): VD=VγV_D=V_\gamma, vale se ID>0I_D>0 circuito aperto, vale se VD<VγV_D<V_\gamma
lineare a tratti VD=Vγ+rDIDV_D=V_\gamma+r_DI_D, vale se ID>0I_D>0 circuito aperto, vale se VD<VγV_D<V_\gamma

Esempio. Con il modello a soglia Vγ=0,7 VV_\gamma = 0{,}7\ \mathrm V, E=5 VE = 5\ \mathrm V e R=1 kΩR = 1\ \mathrm{k\Omega}: I=(5−0,7)/1 kΩ=4,3 mAI = (5 - 0{,}7)/1\ \mathrm{k\Omega} = 4{,}3\ \mathrm{mA}, positiva, quindi il diodo è davvero ON.

Grafico interattivo: Diodo reale e modello lineare a tratti (ascissa: V_D in V, ordinata: I_D in mA): esponenziale con I_S = 10⁻¹⁴ A e V_T = 25 mV, e modello con soglia V_γ = 0,65 V e r_D = 5 Ω: corrente nulla sotto V_γ e poi una retta di pendenza 1/r_D = 200 mS; il modello con sola soglia (r_D = 0) sarebbe la semiretta verticale in V_γ, quello ideale la semiretta verticale in 0 V

Proprietà (soluzione di una rete a diodi per ipotesi e verifica).

  1. Ipotesi sullo stato di ogni diodo (di solito: si parte da quello più plausibile) e sostituzione di ciascun diodo con il circuito corrispondente (corto/aperto, o generatore VγV_\gamma);
  2. soluzione della rete lineare risultante;
  3. verifica delle condizioni: per un diodo ipotizzato ON, ID>0I_D>0; per uno ipotizzato OFF, VD<VγV_D<V_\gamma (o <0<0 nell'ideale);
  4. se una verifica fallisce si cambia l'ipotesi e si ripete; si arriva a una combinazione coerente (tipicamente unica, per la tensione d'ingresso data).

Esempio. Diodo ideale in serie a R=1 kΩR = 1\ \mathrm{k\Omega}: con E=5 VE = 5\ \mathrm V l'ipotesi ON dà I=5 mA>0I = 5\ \mathrm{mA} > 0 (vera); con E=−5 VE = -5\ \mathrm V darebbe I=−5 mA<0I = -5\ \mathrm{mA} < 0 (falsa), quindi il diodo è OFF con I=0I = 0 e VD=−5 V<0V_D = -5\ \mathrm V < 0.

Definizione (diodo Zener). Un diodo costruito per lavorare in breakdown inverso: oltre una tensione inversa VZV_Z la corrente inversa cresce rapidamente, con tensione quasi costante (effetto Zener o a valanga). Modello ideale in tre stati:

  • VD≥0V_D\ge0 e ID>0I_D>0: ON diretto, VD=0V_D=0 (o VγV_\gamma);
  • −VZ<VD<0-V_Z<V_D<0: OFF, ID=0I_D=0;
  • VD=−VZV_D=-V_Z con ID<0I_D<0 (corrente nel verso catodo-anodo): breakdown, il diodo è un generatore di tensione VZV_Z.

Con resistenza dinamica rzr_z (pendenza nel breakdown) V=VZ+rzIZV=V_Z+r_zI_Z.

Esempio. Zener con VZ=5,6 VV_Z = 5{,}6\ \mathrm V: con −3 V-3\ \mathrm V ai capi è OFF (ID=0I_D = 0); con una tensione inversa che tenderebbe a superare 5,6 V5{,}6\ \mathrm V va in breakdown e VD=−5,6 VV_D = -5{,}6\ \mathrm V.

Grafico interattivo: Caratteristica del diodo Zener ideale (V_Z = 5,6 V) nel piano V_D–I_D: in conduzione diretta V_D = 0 con I_D > 0, tra −V_Z e 0 è interdetto (I_D = 0), nel breakdown V_D = −V_Z con corrente inversa qualunque

Formula (resistenza differenziale del diodo). Con una polarizzazione (VD,ID)(V_D,I_D) e un piccolo segnale sovrapposto, la tangente (Amplificatori reali, punto di lavoro e piccoli segnaliUn amplificatore reale è non lineare: la tensione di uscita satura vicino alle alimentazioni e solo in un piccolo intorno di un punto di lavoro Q segue una retta, la tangente alla transcaratteristica. Per questo ogni stadio si studia in due fasi separate: polarizzazione (solo generatori costanti, condensatori aperti) e segnale (generatori costanti spenti, condensatori di accoppiamento e di bypass in corto, transistor sostituito dal modello a piccolo segnale). La sovrapposizione vale solo per le due componenti separate, non per il circuito intero.Amplificatori reali, punto di lavoro e piccoli segnali →) dà una conduttanza 1rd=dIDdVD=ISVTeVD/VT≃IDVT⟹rd=VTID=25 mVID.\frac1{r_d}=\frac{dI_D}{dV_D}=\frac{I_S}{V_T}e^{V_D/V_T}\simeq\frac{I_D}{V_T}\quad\Longrightarrow\quad r_d=\frac{V_T}{I_D}=\frac{25\ \mathrm{mV}}{I_D}.

Esempio. Con ID=4,33 mAI_D = 4{,}33\ \mathrm{mA} si ha rd=VT/ID=25 mV/4,33 mA≈5,8 Ωr_d = V_T/I_D = 25\ \mathrm{mV}/4{,}33\ \mathrm{mA} \approx 5{,}8\ \Omega.

Grafico interattivo: Piccolo segnale nel punto di lavoro dell'esempio, V_D = 0,67 V e I_D = 4,33 mA (ascissa: V_D in V, ordinata: I_D in mA): la tangente in Q ha pendenza I_D/V_T = 173 mS, cioè r_d = V_T/I_D = 5,8 Ω, e incontra l'asse delle ascisse 25 mV (cioè V_T) sotto Q; a ±10 mV la tangente e la curva sono ancora vicine

Reti a diodi e transcaratteristiche

Principio (metodo per costruire la transcaratteristica di una rete a diodi).

  1. Elencare le combinazioni di stato dei diodi (con NN diodi, al massimo 2N2^N; molte non possono esistere).
  2. Per ogni combinazione sostituire i diodi (ON: corto circuito o generatore VγV_\gamma; OFF: circuito aperto) e ricavare Vout=fk(Vin)V_{out}=f_k(V_{in}) (retta con pendenza e intercetta).
  3. Condizioni di validità: per ogni diodo ON imporre ID≥0I_D\ge0 (di solito una disuguaglianza lineare in VinV_{in}); per ogni diodo OFF imporre VD≤VγV_D\le V_\gamma (o ≤0\le0). Le disuguaglianze danno l'intervallo di VinV_{in} in cui la combinazione vale.
  4. Punti di spezzamento: sono gli estremi degli intervalli (dove una condizione diventa uguaglianza). Le due rette adiacenti devono dare lo stesso valore in quel punto (continuità), ed è un controllo da fare sempre.
  5. Grafico: unire i segmenti, indicando pendenza di ogni tratto e coordinate dei punti di spezzamento.

Esempio. Con due diodi le combinazioni sono al massimo 22=42^2 = 4; per il limitatore con un solo diodo e VB=2 VV_B = 2\ \mathrm V ne bastano due, con punto di spezzamento in Vin=2 VV_{in} = 2\ \mathrm V.

Proprietà (limitatore superiore a diodo). La caratteristica è Vout=min⁡(Vin,2 V)V_{out}=\min(V_{in},2\ \mathrm V): un limitatore superiore (clipper). Con Vγ=0,7 VV_\gamma=0{,}7\ \mathrm V il limite è VB+Vγ=2,7 VV_B+V_\gamma=2{,}7\ \mathrm V.

Esempio. Con VB=2 VV_B = 2\ \mathrm V: per Vin=1 VV_{in} = 1\ \mathrm V si ha Vout=1 VV_{out} = 1\ \mathrm V, per Vin=8 VV_{in} = 8\ \mathrm V si ha Vout=2 VV_{out} = 2\ \mathrm V; con Vγ=0,7 VV_\gamma = 0{,}7\ \mathrm V il limite sale a 2,7 V2{,}7\ \mathrm V.

Grafico interattivo: Limitatore superiore con V_B = 2 V (ascissa: V_in in V, ordinata: V_out in V): V_out = V_in finché il diodo è OFF e poi resta bloccata a V_B = 2 V; con la soglia V_γ = 0,7 V il limite sale a 2,7 V

Proprietà (limitatore doppio a due diodi: stati e intervalli).

Stati VoutV_{out} Condizioni Intervallo di VinV_{in}
D1,D2D_1,D_2 OFF VinRLR+RL=0,8 VinV_{in}\dfrac{R_L}{R+R_L}=0{,}8\,V_{in} −3≤Vout≤5-3\le V_{out}\le5 −3,75≤Vin≤6,25-3{,}75\le V_{in}\le6{,}25
D1D_1 ON, D2D_2 OFF 5 V5\ \mathrm V corrente in D1D_1: Vin−51 k−54 k≥0\dfrac{V_{in}-5}{1\ \mathrm k}-\dfrac5{4\ \mathrm k}\ge0 Vin≥6,25V_{in}\ge6{,}25
D1D_1 OFF, D2D_2 ON −3 V-3\ \mathrm V corrente in D2D_2: −3−Vin1 k−34 k≥0\dfrac{-3-V_{in}}{1\ \mathrm k}-\dfrac{3}{4\ \mathrm k}\ge0 Vin≤−3,75V_{in}\le-3{,}75

Esempio. Con Vin=5 VV_{in} = 5\ \mathrm V i due diodi sono OFF e Vout=0,8⋅5=4 VV_{out} = 0{,}8 \cdot 5 = 4\ \mathrm V; con Vin=8 VV_{in} = 8\ \mathrm V conduce D1D_1 e Vout=5 VV_{out} = 5\ \mathrm V.

Grafico interattivo: Transcaratteristica del limitatore doppio con R = 1 kΩ, R_L = 4 kΩ, limiti −3 V e +5 V: pendenza 0,8 tra V_in = −3,75 V e +6,25 V, poi costante

Proprietà (limitatore con diodo Zener). Vin→R→VoutV_{in}\to R\to V_{out} con uno Zener (anodo a massa, catodo sul nodo di uscita) di tensione VZ=5 VV_Z=5\ \mathrm V. Per Vout<0V_{out}<0 lo Zener è un diodo normale in diretta: ON, Vout=0V_{out}=0 (con VγV_\gamma, −0,7-0{,}7); per 0<Vout<50<V_{out}<5 è OFF; per Vout>5V_{out}>5 è in breakdown: Vout=5 VV_{out}=5\ \mathrm V. Quindi Vout=VinV_{out}=V_{in} per 0≤Vin≤50\le V_{in}\le5, 00 per Vin<0V_{in}<0 e 55 per Vin>5V_{in}>5: limitatore tra 00 e 5 V5\ \mathrm V (il circuito protegge un ingresso sensibile).

Esempio. Con VZ=5 VV_Z = 5\ \mathrm V: Vin=3 VV_{in} = 3\ \mathrm V dà Vout=3 VV_{out} = 3\ \mathrm V, Vin=8 VV_{in} = 8\ \mathrm V dà Vout=5 VV_{out} = 5\ \mathrm V e Vin=−4 VV_{in} = -4\ \mathrm V dà Vout=0V_{out} = 0.

Grafico interattivo: Zener come limitatore con V_Z = 5 V (ascissa: V_in in V, ordinata: V_out in V): per V_in < 0 lo Zener conduce come un diodo normale e V_out = 0, tra 0 e 5 V è OFF e V_out = V_in, oltre 5 V è in breakdown e V_out = 5 V

Raddrizzatori e circuiti a diodi con carico

Formula (raddrizzatore a semionda con diodo ideale). Per il diodo ideale, su un periodo: Vmedio=1T∫0T/2Vpsin⁡ωt dt=Vpπ,Vrms2=1T∫0T/2Vp2sin⁡2ωt dt=Vp24 ⇒ Vrms=Vp2,V_{medio}=\frac1T\int_0^{T/2}V_p\sin\omega t\,dt=\frac{V_p}{\pi},\qquad V_{rms}^2=\frac1T\int_0^{T/2}V_p^2\sin^2\omega t\,dt=\frac{V_p^2}{4}\ \Rightarrow\ V_{rms}=\frac{V_p}2, PR=Vrms2R=Vp24R.P_R=\frac{V_{rms}^2}{R}=\frac{V_p^2}{4R}.

Esempio. Con Vp=10 VV_p = 10\ \mathrm V e R=100 ΩR = 100\ \Omega: Vmedio=10/π≈3,18 VV_{medio} = 10/\pi \approx 3{,}18\ \mathrm V, Vrms=5 VV_{rms} = 5\ \mathrm V e P=25/100=0,25 WP = 25/100 = 0{,}25\ \mathrm W.

Grafico interattivo: Tensione sul carico di un raddrizzatore a semionda ideale con v_g = 10 sin(ωt), in funzione di ωt (radianti): positiva per metà periodo, nulla per l'altra metà

Formula (raddrizzatore a doppia semionda con diodi ideali). Con un ponte di quattro diodi (o con un trasformatore a presa centrale e due diodi) anche la semionda negativa è ribaltata: vR=∣vg∣v_R=|v_g| (con il ponte, due diodi in serie conducono per ciascuna semionda, quindi con soglia vR=∣vg∣−2Vγv_R=|v_g|-2V_\gamma). Per diodi ideali: Vmedio=2Vpπ,Vrms=Vp2,PR=Vp22R.V_{medio}=\frac{2V_p}{\pi},\qquad V_{rms}=\frac{V_p}{\sqrt2},\qquad P_R=\frac{V_p^2}{2R}.

Esempio. Per Vp=10 VV_p=10\ \mathrm V e R=100 ΩR=100\ \Omega: 6,37 V6{,}37\ \mathrm V di media e 0,5 W0{,}5\ \mathrm W.

Grafico interattivo: Raddrizzatore a doppia semionda con v_g = 10 sin ωt (ascissa: ωt in rad, due periodi; ordinata: V): la sinusoide (tratteggio), l'uscita del ponte ideale |v_g| e quella del ponte con due diodi in serie di soglia V_γ = 0,7 V, che è |v_g| − 1,4 V ed è nulla quando |v_g| < 1,4 V; la media del caso ideale è 2V_p/π = 6,37 V

Formula (ripple del rivelatore di picco). In parallelo al carico si mette un condensatore CC. Quando vgv_g supera la tensione vCv_C del condensatore il diodo conduce e CC si carica seguendo vgv_g fino al picco; quando vgv_g scende, il diodo si interdice e CC si scarica su RR con costante di tempo RCRC (vC≃Vpe−t/RCv_C\simeq V_pe^{-t/RC}) finché vgv_g lo raggiunge di nuovo. L'uscita diventa quasi costante, con una piccola oscillazione residua (ripple) di ampiezza picco-picco ΔV≃Vp TscaricaRC≃VpfRC(semionda),Vp2fRC(doppia semionda),\Delta V\simeq V_p\,\frac{T_{scarica}}{RC}\simeq\frac{V_p}{fRC}\quad\text{(semionda)},\qquad\frac{V_p}{2fRC}\quad\text{(doppia semionda)},

Esempio. Con Vp=10 VV_p = 10\ \mathrm V, f=50 Hzf = 50\ \mathrm{Hz}, R=1 kΩR = 1\ \mathrm{k\Omega} e C=100 μFC = 100\ \mu\mathrm F: ΔV≃VpfRC=1050⋅0,1=2 V\Delta V \simeq \frac{V_p}{fRC} = \frac{10}{50 \cdot 0{,}1} = 2\ \mathrm V (stima per eccesso; la simulazione dà 1,65 V1{,}65\ \mathrm V).

Grafico interattivo: Raddrizzatore a semionda con filtro capacitivo (V_p = 10 V, f = 50 Hz, R = 1 kΩ, C = 100 μF), tempo in ms: v_C (linea arancio) insegue il picco della sinusoide v_g (blu) quando il diodo conduce e poi si scarica con RC = 100 ms; a regime oscilla tra 8,35 e 10 V (ripple 1,65 V, media 9,18 V)

Formula (diodo lineare a tratti con soglia: tensione di uscita). Vout=RR+rD (E+Vγ)=0,8 (E+1)(E≤−1 V),Vout=0(E≥−1 V).V_{out}=\frac{R}{R+r_D}\,(E+V_\gamma)=0{,}8\,(E+1)\quad(E\le-1\ \mathrm V),\qquad V_{out}=0\quad(E\ge-1\ \mathrm V).

Esempio. A E=−6 VE=-6\ \mathrm V si ha Vout=−4 VV_{out}=-4\ \mathrm V. Il punto di spezzamento è in E=−Vγ=−1 VE=-V_\gamma=-1\ \mathrm V e la pendenza del tratto che conduce è R/(R+rD)=0,8R/(R+r_D)=0{,}8.

Grafico interattivo: Transcaratteristica dell'esempio (V_γ = 1 V, r_D = 10 Ω, R = 40 Ω; ascissa: E in V, ordinata: V_out in V): nulla per E ≥ −1 V (diodo OFF), poi retta di pendenza R/(R + r_D) = 0,8 con punto di spezzamento in (−1; 0), fino a −4 V a E = −6 V

V. Transistor bipolare

Transistor bipolare - struttura, regioni di funzionamento e modello del trasporto

Formula (corrente di saturazione del BJT). Per la legge della giunzione la concentrazione dei portatori in base al bordo con l'emettitore è np(0)=np0eVBE/VTn_p(0)=n_{p0}e^{V_{BE}/V_T} e la corrente di diffusione nella base, di pendenza costante, è IC=IS eVBE/VTI_C=I_S\,e^{V_{BE}/V_T}, con IS=qSDBWBni2NB.I_S=qS\frac{D_B}{W_B}\frac{n_i^2}{N_B}.

Esempio. Con S=10−4 cm2S = 10^{-4}\ \mathrm{cm^2}, DB=25 cm2/sD_B = 25\ \mathrm{cm^2/s}, WB=1 μmW_B = 1\ \mu\mathrm m, NB=1017 cm−3N_B = 10^{17}\ \mathrm{cm^{-3}} e ni=1,5⋅1010 cm−3n_i = 1{,}5 \cdot 10^{10}\ \mathrm{cm^{-3}}: IS=1,6⋅10−19⋅10−4⋅2510−4⋅2,25⋅10201017≈9⋅10−15 AI_S = 1{,}6 \cdot 10^{-19} \cdot 10^{-4} \cdot \frac{25}{10^{-4}} \cdot \frac{2{,}25 \cdot 10^{20}}{10^{17}} \approx 9 \cdot 10^{-15}\ \mathrm A.

Definizione (guadagno di corrente in continua del BJT). Quindi la corrente di collettore dipende dalla tensione base-emettitore, non da VCEV_{CE} (la tensione di collettore sposta solo il bordo della zona di svuotamento) e non dipende dal drogaggio dell'emettitore. Il rapporto tra le correnti è il guadagno di corrente in continua βF=ICIB≃LEWB⋅DBDE⋅NENB(≫1),\beta_F=\frac{I_C}{I_B}\simeq\frac{L_E}{W_B}\cdot\frac{D_B}{D_E}\cdot\frac{N_E}{N_B}\quad(\gg1),

Esempio. Con IC=2 mAI_C = 2\ \mathrm{mA} e IB=20 μAI_B = 20\ \mu\mathrm A si ha βF=IC/IB=100\beta_F = I_C/I_B = 100.

Formula (BJT in zona attiva diretta). In zona attiva diretta, quindi, IC=ISeVBE/VT,IC=βFIB,IE=−(1+βF)IB\boxed{I_C=I_Se^{V_{BE}/V_T},\qquad I_C=\beta_FI_B,\qquad I_E=-(1+\beta_F)I_B}

Esempio: con IS=10−15 AI_S=10^{-15}\ \mathrm A, VBE=0,65 VV_{BE}=0{,}65\ \mathrm V si ha IC=10−15e26=0,196 mAI_C=10^{-15}e^{26}=0{,}196\ \mathrm{mA}; per avere IC=2 mAI_C=2\ \mathrm{mA} servono VBE=0,025ln⁡(2⋅1012)=0,708 VV_{BE}=0{,}025\ln(2\cdot10^{12})=0{,}708\ \mathrm V. Come nel diodo, VBEV_{BE} resta tra 0,60{,}6 e 0,7 V0{,}7\ \mathrm V per correnti tra 0,20{,}2 e 4 mA4\ \mathrm{mA} (VBE,onV_{BE,on}), e diminuisce di circa 2,2 mV/∘C2{,}2\ \mathrm{mV/^\circ C} a corrente costante.

Grafico interattivo: Caratteristica di trasferimento di un BJT in zona attiva, I_C = I_S e^(V_BE/V_T) con I_S = 10⁻¹⁵ A e V_T = 25 mV (ascissa: V_BE in V, ordinata: I_C in mA): quasi nulla sotto 0,6 V e poi ripidissima, 10 volte più grande ogni 58 mV; V_BE = 0,65 V dà 0,196 mA e 0,708 V dà 2 mA, cioè la tensione base-emettitore resta sempre intorno a 0,7 V per correnti da 0,2 a 3 mA

Formula (modello del trasporto di Ebers-Moll). Per descrivere tutte le zone si usa il modello del trasporto: la corrente "di trasporto" attraverso la base è la differenza tra una componente diretta e una inversa, IT=IS(eVBE/VT−eVBC/VT)=IF−IR,I_T=I_S\left(e^{V_{BE}/V_T}-e^{V_{BC}/V_T}\right)=I_F-I_R, con IF=IS(eVBE/VT−1)I_F=I_S(e^{V_{BE}/V_T}-1) (corrente a VBC=0V_{BC}=0) e IR=IS(eVBC/VT−1)I_R=I_S(e^{V_{BC}/V_T}-1) (a VBE=0V_{BE}=0); le correnti di base di ciascuna giunzione sono IF/βFI_F/\beta_F e IR/βRI_R/\beta_R (βR\beta_R = guadagno inverso, molto piccolo, 1÷101\div10, perché il collettore è poco drogato e la base non è simmetrica).

Esempio. Con IS=10−15 AI_S = 10^{-15}\ \mathrm A, VBE=0,65 VV_{BE} = 0{,}65\ \mathrm V e VBC=−5 VV_{BC} = -5\ \mathrm V: IT≈10−15 e26≈0,196 mAI_T \approx 10^{-15}\,e^{26} \approx 0{,}196\ \mathrm{mA} (il termine in VBCV_{BC} è trascurabile).

Definizione (le quattro zone di funzionamento del BJT).

Zona Giunzione BE Giunzione BC Condizioni (npn) Modello
attiva diretta diretta inversa VBE=VBE,onV_{BE}=V_{BE,on}, IB>0I_B>0, VCE>VCE,satV_{CE}>V_{CE,sat} IC=βFIBI_C=\beta_FI_B
saturazione diretta diretta VCE=VCE,satV_{CE}=V_{CE,sat} (≈0,1÷0,2 V\approx0{,}1\div0{,}2\ \mathrm V), IB>0I_B>0, IC<βFIBI_C<\beta_FI_B interruttore chiuso tra C ed E
interdizione inversa inversa VBE<VBE,onV_{BE}<V_{BE,on}, IB=IC=0I_B=I_C=0 interruttore aperto
attiva inversa inversa diretta (non usata: βR\beta_R è bassissimo)

Esempio. Con VCC=12 VV_{CC} = 12\ \mathrm V, RC=3 kΩR_C = 3\ \mathrm{k\Omega}, IB=50 μAI_B = 50\ \mu\mathrm A e βF=100\beta_F = 100: βFIB=5 mA\beta_F I_B = 5\ \mathrm{mA} darebbe VCE=12−15=−3 VV_{CE} = 12 - 15 = -3\ \mathrm V, impossibile; il transistor è in saturazione con IC≃12/3=4 mA<5 mAI_C \simeq 12/3 = 4\ \mathrm{mA} < 5\ \mathrm{mA}.

Formula (effetto Early e resistenza di uscita). Effetto Early. Aumentando VCEV_{CE} la zona di svuotamento base-collettore si allarga e la base si restringe (WBW_B diminuisce): la corrente di collettore cresce un poco. Il prolungamento delle caratteristiche a VCE<0V_{CE}<0 taglia l'asse in un punto −VA-V_A (tensione di Early, VA=50÷200 VV_A=50\div200\ \mathrm V): IC=ISeVBE/VT(1+VCEVA),ro=(∂IC∂VCE)−1=VA+VCEIC≃VAIC.I_C=I_Se^{V_{BE}/V_T}\Big(1+\frac{V_{CE}}{V_A}\Big),\qquad r_o=\left(\frac{\partial I_C}{\partial V_{CE}}\right)^{-1}=\frac{V_A+V_{CE}}{I_C}\simeq\frac{V_A}{I_C}.

Esempio: VA=50 VV_A=50\ \mathrm V e IC=2 mAI_C=2\ \mathrm{mA} a VCE=5 VV_{CE}=5\ \mathrm V: ro=50+52 mA=27,5 kΩr_o=\dfrac{50+5}{2\ \mathrm{mA}}=27{,}5\ \mathrm{k\Omega}; tra VCE=1V_{CE}=1 e 10 V10\ \mathrm V ICI_C varia da 1,021{,}02 a 1,21{,}2 volte il valore di riferimento. Per un pnp si usa ∣VA∣|V_A| (e nei dati d'esame VAV_A può comparire negativo: ∣VA∣|V_A|).

Grafico interattivo: Tensione di Early (β = 100, V_A = 50 V; ascissa: V_CE in V, estesa a valori negativi, ordinata: I_C in mA, solo tratto in zona attiva): le rette I_C = βI_B(1 + V_CE/V_A) per I_B = 10, 20 e 30 μA, prolungate all'indietro, si incontrano tutte nello stesso punto V_CE = −V_A sull'asse delle ascisse; la pendenza di ciascuna è I_C/(V_A + V_CE) = 1/r_o

Polarizzazione del BJT

Formula (equivalente di Thévenin del partitore di base). RB1R_{B1} da VCCV_{CC} alla base, RB2R_{B2} dalla base a massa, RCR_C dal collettore a VCCV_{CC}, RER_E dall'emettitore a massa. Si sostituisce il partitore di base con il suo equivalente di Thévenin (Teoremi di Thévenin e di NortonUna rete resistiva lineare vista da due morsetti equivale (Thévenin) a un GIT in serie a un resistore: la f.e.m. è la tensione a vuoto v_0 e il resistore è la resistenza interna R_eq, cioè la resistenza vista dai morsetti con tutti i generatori indipendenti spenti. Equivale anche (Norton) a un GIC in parallelo a un resistore: la corrente è quella di cortocircuito i_cc e la conduttanza è G_eq = 1/R_eq. Vale R_eq = v_0 / i_cc.Teoremi di Thévenin e di Norton →): VB=VCCRB2RB1+RB2,RB=RB1∥RB2.V_B=V_{CC}\frac{R_{B2}}{R_{B1}+R_{B2}},\qquad R_B=R_{B1}\|R_{B2}.

Esempio. Con VCC=15 VV_{CC} = 15\ \mathrm V, RB1=100 kΩR_{B1} = 100\ \mathrm{k\Omega} e RB2=50 kΩR_{B2} = 50\ \mathrm{k\Omega}: VB=15⋅50150=5 VV_B = 15 \cdot \frac{50}{150} = 5\ \mathrm V e RB=33,3 kΩR_B = 33{,}3\ \mathrm{k\Omega}.

Formula (polarizzazione del BJT a quattro resistenze, zona attiva diretta). Ipotesi di zona attiva diretta: IC=βFIBI_C=\beta_FI_B e VBE=VBE,on (0,6÷0,7 V)V_{BE}=V_{BE,on}\ (0{,}6\div0{,}7\ \mathrm V). Dalla prima: IB=VB−VBERB+(1+βF)RE,IC=βFIB,VCE=VCC−RCIC−RE(IC+IB)\boxed{I_B=\frac{V_B-V_{BE}}{R_B+(1+\beta_F)R_E},\quad I_C=\beta_FI_B,\quad V_{CE}=V_{CC}-R_CI_C-R_E(I_C+I_B)} e con βF≫1\beta_F\gg1: IC≃VB−VBERB/βF+REI_C\simeq\dfrac{V_B-V_{BE}}{R_B/\beta_F+R_E}, VCE≃VCC−(RC+RE)ICV_{CE}\simeq V_{CC}-(R_C+R_E)I_C.

Verifica obbligatoria: IB≥0I_B\ge0 e VCE≥VCE,satV_{CE}\ge V_{CE,sat}.

Esempio (zona attiva). VCC=15 VV_{CC}=15\ \mathrm V, RB1=100 kΩR_{B1}=100\ \mathrm{k\Omega}, RB2=50 kΩR_{B2}=50\ \mathrm{k\Omega}, RE=1 kΩR_E=1\ \mathrm{k\Omega}, RC=2 kΩR_C=2\ \mathrm{k\Omega}, βF=100\beta_F=100, VBE=0,7 VV_{BE}=0{,}7\ \mathrm V. Thévenin: VB=15⋅50150=5 VV_B=15\cdot\dfrac{50}{150}=5\ \mathrm V, RB=33,3 kΩR_B=33{,}3\ \mathrm{k\Omega}. IB=5−0,733,3+101⋅1 mA=32,0 μA,IC=3,20 mA,VCE=15−2⋅3,20−1⋅3,232=5,37 V.I_B=\frac{5-0{,}7}{33{,}3+101\cdot1}\ \mathrm{mA}=32{,}0\ \mu\mathrm A,\quad I_C=3{,}20\ \mathrm{mA},\quad V_{CE}=15-2\cdot3{,}20-1\cdot3{,}232=5{,}37\ \mathrm V. IB>0I_B>0 e VCE=5,37 V>VCE,satV_{CE}=5{,}37\ \mathrm V>V_{CE,sat}: ipotesi verificata, il transistor è in zona attiva con Q=(3,20 mA, 5,37 V)Q=(3{,}20\ \mathrm{mA},\,5{,}37\ \mathrm V). La retta di carico è IC=VCC−VCERC+RE(1+1/βF)I_C=\dfrac{V_{CC}-V_{CE}}{R_C+R_E(1+1/\beta_F)}.

Grafico interattivo: Rette di carico I_C = (V_CC − V_CE)/(R_C + R_E(1 + 1/β)) con V_CC = 15 V, R_E = 1 kΩ: con R_C = 2 kΩ il punto di lavoro è in zona attiva (5,37 V; 3,20 mA), con R_C = 5 kΩ cade in saturazione (V_CE,sat = 0,2 V; 2,46 mA)

Formula (corrente di collettore e stabilità del punto di lavoro). βF\beta_F ha un'incertezza molto grande (anche 110÷800110\div800 per lo stesso tipo) e VBEV_{BE} cala di 2,2 mV/∘C2{,}2\ \mathrm{mV/^\circ C}. La corrente di collettore dipende da entrambi: IC=βFVB−VBERB+(1+βF)RE.I_C=\beta_F\frac{V_B-V_{BE}}{R_B+(1+\beta_F)R_E}.

Esempio: con βF=200\beta_F=200 al posto di 100100, il circuito con RE=1 kΩR_E=1\ \mathrm{k\Omega} passa da IC=3,20I_C=3{,}20 a 3,67 mA3{,}67\ \mathrm{mA} (+15%+15\%, e VCEV_{CE} da 5,375{,}37 a 3,97 V3{,}97\ \mathrm V); senza RER_E (RB=33,3 kΩR_B=33{,}3\ \mathrm{k\Omega}) passerebbe da 12,912{,}9 a 25,8 mA25{,}8\ \mathrm{mA} (+100%+100\%), cioè fuori dalla zona attiva. RER_E realizza una retroazione negativa in continua: se ICI_C cresce, cresce la caduta su RER_E e cala la tensione VBEV_{BE} effettiva. Per questo si usa RER_E (e poi si mette un condensatore di bypass per il segnale: Amplificatori a BJT - emettitore comune, collettore comune e base comuneGli stadi elementari a BJT si distinguono dal terminale comune a ingresso e uscita. Emettitore comune: guadagno di tensione alto e invertente, A_v = −β0 R_C/(r_π + R_E1(1+β0)) (−g_m R_C con l'emettitore in bypass), R_out = R_C. Collettore comune (inseguitore di emettitore): A_v ≈ 1, R_in alta, R_out bassa (≈ 1/g_m). Base comune: A_v = g_m(R_C∥R_L) non invertente, R_in ≈ 1/g_m bassa, R_out = R_C. Per ogni stadio si disegna il circuito di piccolo segnale, si trova il doppio bipolo (g11, g21, g22) e il guadagno complessivo si ottiene con i due partitori di ingresso e di uscita.Amplificatori a BJT - emettitore comune, collettore comune e base comune →).

Modello a piccolo segnale del BJT

Definizione (parametri del modello a piccolo segnale del BJT). Siano iC=ISevBE/VT(1+vCEVA)i_C=I_Se^{v_{BE}/V_T}\big(1+\tfrac{v_{CE}}{V_A}\big) e iB=iC/βFi_B=i_C/\beta_F (zona attiva diretta).

  • Transconduttanza: gm=∂iC∂vBE∣Q=ICQVT=40 V−1⋅ICQg_m=\dfrac{\partial i_C}{\partial v_{BE}}\Big|_Q=\dfrac{I_{CQ}}{V_T}=40\ \mathrm{V^{-1}}\cdot I_{CQ} (con VT=25 mVV_T=25\ \mathrm{mV}). La variazione di corrente di collettore è ic=gmvbei_c=g_mv_{be}. Dipende solo dalla corrente di polarizzazione: 40 mS40\ \mathrm{mS} per ogni mA.
  • Guadagno di corrente per piccoli segnali: β0=∂iC∂iB∣Q\beta_0=\dfrac{\partial i_C}{\partial i_B}\Big|_Q (in generale diverso da βF=IC/IB\beta_F=I_C/I_B; nei temi si danno entrambi, anche uguali).
  • Resistenza di ingresso: rπ=∂vBE∂iB∣Q=β0gm=β0VTICQr_\pi=\dfrac{\partial v_{BE}}{\partial i_B}\Big|_Q=\dfrac{\beta_0}{g_m}=\dfrac{\beta_0V_T}{I_{CQ}}: la corrente di base varia di ib=vbe/rπi_b=v_{be}/r_\pi.
  • Resistenza di uscita (effetto Early): ro=(∂iC∂vCE)−1=VA+VCEQICQ≃VAICQr_o=\left(\dfrac{\partial i_C}{\partial v_{CE}}\right)^{-1}=\dfrac{V_A+V_{CEQ}}{I_{CQ}}\simeq\dfrac{V_A}{I_{CQ}}; se non è dato VAV_A si pone ro=∞r_o=\infty.

Esempio. Con ICQ=2,5 mAI_{CQ} = 2{,}5\ \mathrm{mA} e β0=200\beta_0 = 200: gm=2,5/25=100 mSg_m = 2{,}5/25 = 100\ \mathrm{mS} e rπ=β0/gm=2 kΩr_\pi = \beta_0/g_m = 2\ \mathrm{k\Omega}.

Grafico interattivo: Linearizzazione in un punto di lavoro con I_CQ = 1 mA (ascissa: v_be in mV rispetto a V_BEQ, ordinata: i_C in mA, V_T = 25 mV): l'esponenziale i_C = I_CQ e^(v_be/V_T) e la sua tangente in Q, i_C = I_CQ(1 + v_be/V_T), di pendenza g_m = I_CQ/V_T = 40 mS; per v_be piccolo coincidono, a +10 mV l'errore è già il 6% e a +40 mV la tangente è quasi la metà dell'esponenziale

Definizione (circuito equivalente ibrido a π del BJT). Con i generatori continui spenti il transistor si sostituisce con:

  • tra base ed emettitore la resistenza rπr_\pi (ai suoi capi la tensione vπ=vbev_\pi=v_{be});
  • tra collettore ed emettitore il generatore di corrente pilotato gm vπg_m\,v_\pi (verso: dal collettore all'emettitore per il npn; per il pnp, con tensioni e correnti entrambe cambiate di segno, il circuito di piccolo segnale è lo stesso) in parallelo a ror_o.

Esempio. Con gm=100 mSg_m = 100\ \mathrm{mS} e rπ=2 kΩr_\pi = 2\ \mathrm{k\Omega} (β0=200\beta_0 = 200): una vπ=1 mVv_\pi = 1\ \mathrm{mV} dà ib=0,5 μAi_b = 0{,}5\ \mu\mathrm A e gmvπ=0,1 mA=β0ibg_m v_\pi = 0{,}1\ \mathrm{mA} = \beta_0 i_b.

Amplificatori a BJT - emettitore comune, collettore comune e base comune

Formula (emettitore comune con resistenza di emettitore non bypassata). Per RE1≠0R_{E1}\ne0: vin=vπ+RE1(ib+gmvπ)=[1+RE1(gm+1/rπ)]vπv_{in}=v_\pi+R_{E1}(i_b+g_mv_\pi)=\big[1+R_{E1}(g_m+1/r_\pi)\big]v_\pi e vo=−gmvπRCv_o=-g_mv_\pi R_C. Con gmrπ=β0g_mr_\pi=\beta_0:

Avint=vovin=−β0RCrπ+RE1(1+β0)  (a uscita aperta),Ri=rπ+RE1(1+β0) (vista dalla base).A_v^{int}=\frac{v_o}{v_{in}}=-\frac{\beta_0R_C}{r_\pi+R_{E1}(1+\beta_0)}\ \ (\text{a uscita aperta}),\qquad R_{i}=r_\pi+R_{E1}(1+\beta_0)\ \text{(vista dalla base)}.

Doppio bipolo (con RBR_B e RCR_C inclusi, RsR_s e RLR_L fuori): g11=1RB∥[rπ+RE1(1+β0)],g21=−β0RCrπ+RE1(1+β0),g22=RC,g12=0.g_{11}=\frac1{R_B\|[r_\pi+R_{E1}(1+\beta_0)]},\quad g_{21}=-\frac{\beta_0R_C}{r_\pi+R_{E1}(1+\beta_0)},\quad g_{22}=R_C,\quad g_{12}=0. È unidirezionale (g12=0g_{12}=0). Il guadagno complessivo è Av=vovs=RiRi+Rs⏟ingresso⋅(−β0 (RC∥RL)rπ+RE1(1+β0))⏟stadio(Ri=RB∥[rπ+RE1(1+β0)]).A_v=\frac{v_o}{v_s}=\underbrace{\frac{R_i}{R_i+R_s}}_{\text{ingresso}}\cdot\underbrace{\Big(-\frac{\beta_0\,(R_C\|R_L)}{r_\pi+R_{E1}(1+\beta_0)}\Big)}_{\text{stadio}}\qquad(R_i=R_B\|[r_\pi+R_{E1}(1+\beta_0)]).

Esempio (ICQ=2,5 mAI_{CQ}=2{,}5\ \mathrm{mA}, β0=200\beta_0=200: gm=100 mSg_m=100\ \mathrm{mS}, rπ=2 kΩr_\pi=2\ \mathrm{k\Omega}; RB=33,3 kΩR_B=33{,}3\ \mathrm{k\Omega}, RE1=200 ΩR_{E1}=200\ \Omega, RC=2 kΩR_C=2\ \mathrm{k\Omega}, Rs=1 kΩR_s=1\ \mathrm{k\Omega}, RL=4 kΩR_L=4\ \mathrm{k\Omega}): rπ+RE1(1+β0)=2+40,2=42,2 kΩr_\pi+R_{E1}(1+\beta_0)=2+40{,}2=42{,}2\ \mathrm{k\Omega}; g21=−200⋅242,2=−9,48g_{21}=-\dfrac{200\cdot2}{42{,}2}=-9{,}48; Ri=33,3∥42,2=18,6 kΩR_i=33{,}3\|42{,}2=18{,}6\ \mathrm{k\Omega}; partitore di ingresso 18,619,6=0,949\dfrac{18{,}6}{19{,}6}=0{,}949; partitore di uscita RLRC+RL=0,667\dfrac{R_L}{R_C+R_L}=0{,}667: Av=0,949⋅(−9,48)⋅0,667=−6,00.A_v=0{,}949\cdot(-9{,}48)\cdot0{,}667=-6{,}00. (Il valore è stato verificato con l'analisi nodale del circuito di piccolo segnale: −5,997-5{,}997.) Con β0RE1≫RB+rπ\beta_0R_{E1}\gg R_B+r_\pi si ha Av≃−RC/RE1A_v\simeq-R_C/R_{E1}: il guadagno non dipende più dal transistor, si hanno una resistenza di ingresso grande (≃β0RE1\simeq\beta_0R_{E1}) e bassa distorsione, al prezzo di un guadagno ridotto.

Formula (emettitore comune con bypass totale). Se tutta RER_E è in parallelo a un condensatore di bypass (RE1=0R_{E1}=0, ωCE≫gm\omega C_E\gg g_m): il segnale ha l'emettitore a massa e Avint=−β0RCrπ=−gmRC,Ri=RB∥rπ,Rout=RC.A_v^{int}=-\frac{\beta_0R_C}{r_\pi}=-g_mR_C,\qquad R_i=R_B\|r_\pi,\qquad R_{out}=R_C.

Esempio. Con gm=100 mSg_m = 100\ \mathrm{mS} (ICQ=2,5 mAI_{CQ} = 2{,}5\ \mathrm{mA}) e RC=2 kΩR_C = 2\ \mathrm{k\Omega} in parallelo a RL=4 kΩR_L = 4\ \mathrm{k\Omega}: Avint=−gmRC=−200A_v^{int} = -g_m R_C = -200; con il carico −gm(RC∥RL)=−133-g_m (R_C \| R_L) = -133.

Formula (collettore comune, inseguitore di emettitore). Ingresso in base, uscita sull'emettitore (resistenza RER_E verso massa), collettore a VCCV_{CC} (a massa per il segnale). Con RLR_L in parallelo a RER_E: RE′=RE∥RLR_E'=R_E\|R_L. Il segnale tra base e massa è vb=vπ+(1+β0) ib RE′=[rπ+(1+β0)RE′]ibv_b=v_\pi+(1+\beta_0)\,i_b\,R_E'=\big[r_\pi+(1+\beta_0)R_E'\big]i_b, e l'uscita è vo=(1+β0)RE′ ibv_o=(1+\beta_0)R_E'\,i_b: Av=vovb=(1+β0)RE′rπ+(1+β0)RE′<1,Ri=RB∥[rπ+(1+β0)RE′],Rout=RE∥rπ+RB∥Rs1+β0.A_v=\frac{v_o}{v_b}=\frac{(1+\beta_0)R_E'}{r_\pi+(1+\beta_0)R_E'}<1,\quad R_i=R_B\|[r_\pi+(1+\beta_0)R_E'],\quad R_{out}=R_E\Big\|\frac{r_\pi+R_B\|R_s}{1+\beta_0}.

Esempio. Con β0=100\beta_0 = 100, rπ=2,5 kΩr_\pi = 2{,}5\ \mathrm{k\Omega} e RE′=1 kΩR_E' = 1\ \mathrm{k\Omega}: Av=101⋅12,5+101≈0,976A_v = \frac{101 \cdot 1}{2{,}5 + 101} \approx 0{,}976 e, prima di RBR_B, Ri=rπ+(1+β0)RE′=103,5 kΩR_i = r_\pi + (1 + \beta_0)R_E' = 103{,}5\ \mathrm{k\Omega}.

Formula (base comune). Ingresso sull'emettitore, uscita sul collettore, base a massa per il segnale (tramite condensatore). Dall'emettitore la resistenza vista è 1gm+1/rπ=rπ1+β0\dfrac1{g_m+1/r_\pi}=\dfrac{r_\pi}{1+\beta_0} in parallelo a RER_E: Ri=RE∥rπ1+β0≃1gmR_i=R_E\|\dfrac{r_\pi}{1+\beta_0}\simeq\dfrac1{g_m} (bassa). Poiché vπ=−vev_\pi=-v_e e la corrente gmvπg_mv_\pi scorre dal collettore all'emettitore: Avint=vove=gm RC  (non invertente),Rout=RC,Ai≃β01+β0≃1.A_v^{int}=\frac{v_o}{v_e}=g_m\,R_C\ \ (\text{non invertente}),\qquad R_{out}=R_C,\qquad A_i\simeq\frac{\beta_0}{1+\beta_0}\simeq1.

Esempio. Con gm=40 mSg_m = 40\ \mathrm{mS} e RC=3 kΩR_C = 3\ \mathrm{k\Omega}: Avint=gmRC=120A_v^{int} = g_m R_C = 120, non invertente, con resistenza di ingresso circa 1/gm=25 Ω1/g_m = 25\ \Omega.

Proprietà (confronto tra gli stadi elementari a BJT).

Stadio AvA_v RinR_{in} RoutR_{out} Uso
emettitore comune (bypass) −gmRC-g_mR_C (alto, invertente) media (rπ∥RBr_\pi\parallel R_B) RCR_C guadagno di tensione
emettitore comune con RE1R_{E1} −RCRE1-\dfrac{R_C}{R_{E1}} circa alta RCR_C guadagno stabile, linearità
collettore comune ≃1\simeq1 alta bassa (∼1gm\sim\dfrac1{g_m}) buffer
base comune gmRCg_mR_C (non inv.) bassa (∼1gm\sim\dfrac1{g_m}) RCR_C alta frequenza, cascode

Esempio. A ICQ=1 mAI_{CQ} = 1\ \mathrm{mA} (gm=40 mSg_m = 40\ \mathrm{mS}) e RC=5 kΩR_C = 5\ \mathrm{k\Omega} l'emettitore comune in bypass ha ∣Av∣=gmRC=200|A_v| = g_m R_C = 200 (invertente), la base comune lo stesso modulo senza inversione, il collettore comune Av≃1A_v \simeq 1.

Amplificatore differenziale a BJT

Formula (polarizzazione della coppia differenziale). Con ingressi a potenziale nullo e transistor identici le due correnti di emettitore sono uguali e valgono metà della corrente di coda: IC1=IC2=IEE2⋅βF1+βF≃IEE2.I_{C1}=I_{C2}=\frac{I_{EE}}{2}\cdot\frac{\beta_F}{1+\beta_F}\simeq\frac{I_{EE}}2.

Esempio. Con IEE=1 mAI_{EE} = 1\ \mathrm{mA} e βF=100\beta_F = 100: IC1=IC2=0,5⋅100101≈0,495 mAI_{C1} = I_{C2} = 0{,}5 \cdot \frac{100}{101} \approx 0{,}495\ \mathrm{mA}.

Formula (coppia differenziale a grande segnale). Comportamento a grande segnale. Con vD=v1−v2v_D=v_1-v_2 le due correnti di collettore si dividono secondo iC1−iC2=IEEtanh⁡vD2VTi_{C1}-i_{C2}=I_{EE}\tanh\dfrac{v_D}{2V_T}: lineare per ∣vD∣≲VT|v_D|\lesssim V_T (circa 25 mV25\ \mathrm{mV}), poi la corrente si porta tutta in un transistor (limite a ±IEE\pm I_{EE}).

Esempio. Con IEE=1 mAI_{EE} = 1\ \mathrm{mA} e vD=25 mVv_D = 25\ \mathrm{mV}: iC1−iC2=1 tanh⁡(0,5)≈0,46 mAi_{C1} - i_{C2} = 1\,\tanh(0{,}5) \approx 0{,}46\ \mathrm{mA}; con vD=200 mVv_D = 200\ \mathrm{mV} è tanh⁡4≈1\tanh 4 \approx 1, cioè tutta la corrente passa in Q1Q_1.

Grafico interattivo: Differenza delle correnti di collettore normalizzata (i_C1 − i_C2)/I_EE in funzione di v_D (V): lineare vicino all'origine, saturazione a ±1 oltre circa ±100 mV

Formula (guadagno differenziale della coppia). Modo differenziale. Le variazioni di corrente dei due emettitori sono opposte: la corrente nel nodo di coda non varia, quindi la tensione di coda non varia: emettitore a massa per il segnale (qualunque sia REER_{EE}). Ogni semicircuito è un emettitore comune con bypass totale: AD(1)=vo1vD=−gmRC2,AD(2)=vo2vD=+gmRC2,AD=vo1−vo2vD=−gmRC,Rid=2rπ.A_{D}^{(1)}=\frac{v_{o1}}{v_D}=-\frac{g_mR_C}{2},\quad A_D^{(2)}=\frac{v_{o2}}{v_D}=+\frac{g_mR_C}{2},\quad A_D=\frac{v_{o1}-v_{o2}}{v_D}=-g_mR_C,\quad R_{id}=2r_\pi.

Esempio. Con gm=20 mSg_m = 20\ \mathrm{mS}, RC=10 kΩR_C = 10\ \mathrm{k\Omega} e rπ=5 kΩr_\pi = 5\ \mathrm{k\Omega}: da un collettore AD(1)=−gmRC/2=−100A_D^{(1)} = -g_m R_C/2 = -100, tra i collettori AD=−200A_D = -200 e Rid=2rπ=10 kΩR_{id} = 2r_\pi = 10\ \mathrm{k\Omega}.

Formula (guadagno di modo comune della coppia). Modo comune. Le correnti di emettitore variano nello stesso verso e la corrente totale ie1+ie2i_{e1}+i_{e2} passa in REER_{EE}: per ogni semicircuito è come avere una resistenza 2REE2R_{EE} nell'emettitore (si divide a metà il circuito). Allora ACM=vo1vCM=−β0RCrπ+2(1+β0)REE≃−RC2REE(da un collettore a massa).A_{CM}=\frac{v_{o1}}{v_{CM}}=-\frac{\beta_0R_C}{r_\pi+2(1+\beta_0)R_{EE}}\simeq-\frac{R_C}{2R_{EE}}\quad(\text{da un collettore a massa}).

Esempio. Con β0=100\beta_0 = 100, rπ=5 kΩr_\pi = 5\ \mathrm{k\Omega}, RC=10 kΩR_C = 10\ \mathrm{k\Omega} e REE=100 kΩR_{EE} = 100\ \mathrm{k\Omega}: ACM=−100⋅105+2⋅101⋅100≈−0,0495A_{CM} = -\frac{100 \cdot 10}{5 + 2 \cdot 101 \cdot 100} \approx -0{,}0495.

Formula (CMRR della coppia differenziale). CMRR=∣AD(1)∣∣ACM∣≃gmRC/2RC/(2REE)=gmREE.\mathrm{CMRR}=\frac{|A_D^{(1)}|}{|A_{CM}|}\simeq\frac{g_mR_C/2}{R_C/(2R_{EE})}=g_mR_{EE}.

Esempio. Con gm=20 mSg_m = 20\ \mathrm{mS} e REE=100 kΩR_{EE} = 100\ \mathrm{k\Omega}: CMRR≃gmREE=2000\mathrm{CMRR} \simeq g_m R_{EE} = 2000, cioè 66 dB66\ \mathrm{dB}.

VI. Transistor ad effetto di campo

Transistor ad effetto di campo - JFET e MOSFET

Definizione (zone di funzionamento del n-MOS).

Zona Condizione Corrente
interdizione vGS<Vtv_{GS}<V_t iD=0i_D=0
ohmica (triodo) vGS>Vtv_{GS}>V_t, 0<vDS<vGS−Vt0<v_{DS}<v_{GS}-V_t iD=k [ 2(vGS−Vt)vDS−vDS2]i_D=k\,[\,2(v_{GS}-V_t)v_{DS}-v_{DS}^2]
saturazione vGS>Vtv_{GS}>V_t, vDS>vGS−Vtv_{DS}>v_{GS}-V_t iD=k (vGS−Vt)2(1+λvDS)i_D=k\,(v_{GS}-V_t)^2(1+\lambda v_{DS})

Esempio. Con Vt=2,5 VV_t = 2{,}5\ \mathrm V, k=2 mA/V2k = 2\ \mathrm{mA/V^2}, vGS=4 Vv_{GS} = 4\ \mathrm V e vDS=5 V>vGS−Vt=1,5 Vv_{DS} = 5\ \mathrm V > v_{GS} - V_t = 1{,}5\ \mathrm V: saturazione, con iD=2⋅1,52=4,5 mAi_D = 2 \cdot 1{,}5^2 = 4{,}5\ \mathrm{mA}.

Formula (corrente di drain in saturazione). Nel corso la saturazione si scrive anche con la corrente IDSSI_{DSS}: iD=k(vGS−Vt)2=IDSS(vGSVt−1)2,IDSS=k Vt2  (k=12μCoxWL).i_D=k(v_{GS}-V_t)^2=I_{DSS}\Big(\frac{v_{GS}}{V_t}-1\Big)^2,\qquad I_{DSS}=k\,V_t^2\ \ (k=\tfrac12\mu C_{ox}\tfrac WL).

Esempio. Con Vt=2,5 VV_t = 2{,}5\ \mathrm V, IDSS=12,5 mAI_{DSS} = 12{,}5\ \mathrm{mA} (k=2 mA/V2k = 2\ \mathrm{mA/V^2}) e vGS=4 Vv_{GS} = 4\ \mathrm V: iD=12,5 (4/2,5−1)2=4,5 mAi_D = 12{,}5\,(4/2{,}5 - 1)^2 = 4{,}5\ \mathrm{mA}.

Grafico interattivo: Caratteristica di uscita di un n-MOS con k = 1 mA/V² e V_ov = V_GS − V_t = 2 V: i_D (mA) in funzione di v_DS (V): parabola (zona ohmica) fino a v_DS = 2 V, poi saturazione a k V_ov² = 4 mA

Formula (corrente di drain del JFET in saturazione). Il JFET (a giunzione) ha un canale drogato (per esempio di tipo n) collegato a drain e source, e una regione di gate di tipo opposto che forma con il canale una giunzione pn polarizzata inversamente: aumentando ∣vGS∣|v_{GS}| la zona di svuotamento della giunzione si allarga e strozza il canale. Per un n-JFET vGS≤0v_{GS}\le0 (tipicamente) e vale iD=IDSS(1−vGSVp)2(saturazione, vDS>vGS−Vp),i_D=I_{DSS}\Big(1-\frac{v_{GS}}{V_p}\Big)^2\quad(\text{saturazione, }v_{DS}>v_{GS}-V_p),

Esempio. Un n-JFET con IDSS=8 mAI_{DSS} = 8\ \mathrm{mA} e Vp=−4 VV_p = -4\ \mathrm V a vGS=−2 Vv_{GS} = -2\ \mathrm V ha iD=8 (1−0,5)2=2 mAi_D = 8\,(1 - 0{,}5)^2 = 2\ \mathrm{mA}.

Formula (parametri del modello a piccolo segnale del MOSFET). Dal punto di lavoro Q=(VGS,ID)Q=(V_{GS},I_D): id=gmvgs+govds,gm=∂iD∂vGS=2k(VGS−Vt)(1+λVDS)=2∣ID∣∣VGS−Vt∣=2k∣ID∣(1+λVDS),ro=1go=VDS+1/λID≃1λ∣ID∣.i_d=g_mv_{gs}+g_ov_{ds},\quad g_m=\frac{\partial i_D}{\partial v_{GS}}=2k(V_{GS}-V_t)(1+\lambda V_{DS})=\frac{2|I_D|}{|V_{GS}-V_t|}=2\sqrt{k|I_D|(1+\lambda V_{DS})},\quad r_o=\frac1{g_o}=\frac{V_{DS}+1/\lambda}{I_D}\simeq\frac1{\lambda|I_D|}. Il circuito equivalente ha la porta di ingresso aperta (gin=0g_{in}=0: nessuna corrente di gate), il generatore pilotato gmvgsg_mv_{gs} da drain a source e ror_o in parallelo: è il modello del BJT con rπ→∞r_\pi\to\infty (Modello a piccolo segnale del BJTPer piccole variazioni attorno al punto di lavoro il BJT in zona attiva diretta si comporta come una rete lineare: tra base ed emettitore la resistenza r_π = β0/g_m, tra collettore ed emettitore il generatore pilotato g_m v_π in parallelo alla resistenza r_o. I parametri dipendono solo dalla polarizzazione: g_m = |I_CQ|/V_T (≈ 40 mS per mA), r_π = β0/g_m, r_o = (V_A + V_CE)/I_C. Il modello è unidirezionale (nessun effetto del collettore sulla base). Un transistor con base e collettore in corto (collegamento a diodo) si comporta come resistenza 1/(g_m + 1/r_π) ≈ 1/g_m.Modello a piccolo segnale del BJT →). Con λ=0\lambda=0 è ro=∞r_o=\infty. Il modello è unidirezionale.

Esempio. Con ID=1 mAI_D = 1\ \mathrm{mA} e VGS−Vt=0,5 VV_{GS} - V_t = 0{,}5\ \mathrm V: gm=2ID/(VGS−Vt)=4 mSg_m = 2I_D/(V_{GS} - V_t) = 4\ \mathrm{mS}; con λ=0,02 V−1\lambda = 0{,}02\ \mathrm V^{-1} è ro≃1/(λID)=50 kΩr_o \simeq 1/(\lambda I_D) = 50\ \mathrm{k\Omega}.

MOSFET - caratteristiche di uscita dalla struttura del canale

Definizione (condensatore MOS: regimi di funzionamento e carica del canale). Si distinguono tre regimi del condensatore MOS (substrato di tipo p, n-MOS), in funzione di vGBv_{GB}:

  • accumulazione (vGB<0v_{GB}<0): il gate negativo richiama lacune sotto l'ossido; nessun canale;
  • svuotamento (0<vGB<Vt0<v_{GB}<V_t): il gate positivo respinge le lacune, lasciando ioni accettori fissi (zona svuotata) senza portatori mobili;
  • inversione (vGB>Vtv_{GB}>V_t): sotto l'ossido si accumula uno strato di elettroni liberi (il canale), la cui carica per unità di area è proporzionale alla tensione oltre la soglia: Qn=−Cox (vGS−Vt).Q_n=-C_{ox}\,(v_{GS}-V_t). VtV_t è la tensione di soglia: per vGS<Vtv_{GS}<V_t non c'è canale (interdizione).

Esempio. Con Cox=3,45⋅10−7 F/cm2C_{ox} = 3{,}45 \cdot 10^{-7}\ \mathrm{F/cm^2} e vGS−Vt=2 Vv_{GS} - V_t = 2\ \mathrm V: ∣Qn∣=Cox (vGS−Vt)=6,9⋅10−7 C/cm2|Q_n| = C_{ox}\,(v_{GS} - V_t) = 6{,}9 \cdot 10^{-7}\ \mathrm{C/cm^2}.

Formula (corrente in zona ohmica del MOSFET e resistenza del canale). IDI_D è la stessa in ogni sezione (conservazione della corrente): si separano le variabili e si integra da y=0y=0 (V=0V=0) a y=Ly=L (V=VDSV=V_{DS}): IDL=WμnCox∫0VDS(vGS−Vt−V) dV=WμnCox[(vGS−Vt)VDS−VDS22].I_DL=W\mu_nC_{ox}\int_0^{V_{DS}}(v_{GS}-V_t-V)\,dV=W\mu_nC_{ox}\Big[(v_{GS}-V_t)V_{DS}-\frac{V_{DS}^2}2\Big]. ID=μnCoxWL[(vGS−Vt)VDS−VDS22]=k [2(vGS−Vt)VDS−VDS2],k=12μnCoxWL.\boxed{I_D=\mu_nC_{ox}\frac WL\Big[(v_{GS}-V_t)V_{DS}-\frac{V_{DS}^2}{2}\Big]=k\,\big[2(v_{GS}-V_t)V_{DS}-V_{DS}^2\big],\quad k=\tfrac12\mu_nC_{ox}\tfrac WL.} Per VDSV_{DS} piccola il termine quadratico è trascurabile: ID≃2k(vGS−Vt)VDSI_D\simeq2k(v_{GS}-V_t)V_{DS}, il canale è un resistore controllato dalla tensione di gate con ron=12k (vGS−Vt).r_{on}=\frac1{2k\,(v_{GS}-V_t)}.

Esempio. Con k=1,38 mA/V2k = 1{,}38\ \mathrm{mA/V^2}, vGS−Vt=2 Vv_{GS} - V_t = 2\ \mathrm V e VDS=1 VV_{DS} = 1\ \mathrm V: ID=1,38 [2⋅2⋅1−1]=4,14 mAI_D = 1{,}38\,[2 \cdot 2 \cdot 1 - 1] = 4{,}14\ \mathrm{mA}; per VDSV_{DS} piccola ron=12⋅1,38⋅2≈0,18 kΩr_{on} = \frac{1}{2 \cdot 1{,}38 \cdot 2} \approx 0{,}18\ \mathrm{k\Omega}.

Formula (saturazione del MOSFET: strozzamento del canale). La formula vale finché la carica è positiva su tutto il canale. Al drain la tensione tra gate e canale è vGS−VDSv_{GS}-V_{DS}: la carica si annulla per VDS=vGS−Vt=VovV_{DS}=v_{GS}-V_t=V_{ov} (strozzamento, pinch-off). Per VDS≥VovV_{DS}\ge V_{ov} il punto di strozzamento si sposta verso il source e la parte del canale tra lo strozzamento e il drain è una zona svuotata che regge la tensione in eccesso VDS−VovV_{DS}-V_{ov}: la corrente non cresce più, resta il valore ottenuto per VDS=VovV_{DS}=V_{ov}: ID=k [2Vov2−Vov2]=k Vov2=12μnCoxWL (vGS−Vt)2.I_D=k\,\big[2V_{ov}^2-V_{ov}^2\big]=k\,V_{ov}^2=\tfrac12\mu_nC_{ox}\frac WL\,(v_{GS}-V_t)^2. La modulazione della lunghezza di canale: la zona di strozzamento si allarga con VDSV_{DS} e la lunghezza efficace del canale diventa L−ΔL(VDS)L-\Delta L(V_{DS}), quindi IDI_D aumenta un poco: ID=kVov2(1+λVDS)I_D=kV_{ov}^2(1+\lambda V_{DS}), analogo all'effetto Early.

Esempio. Con k=1,38 mA/V2k = 1{,}38\ \mathrm{mA/V^2} e Vov=2 VV_{ov} = 2\ \mathrm V: lo strozzamento avviene a VDS=2 VV_{DS} = 2\ \mathrm V e ID=kVov2=5,52 mAI_D = k V_{ov}^2 = 5{,}52\ \mathrm{mA}.

Polarizzazione dei MOSFET

Formula (polarizzazione del MOSFET a quattro resistenze: partitore di gate). RG1R_{G1} da VDDV_{DD} al gate, RG2R_{G2} dal gate a massa, RDR_D dal drain a VDDV_{DD}, RSR_S dal source a massa. Poiché IG=0I_G=0 il partitore di gate non è caricato e VG=VDDRG2RG1+RG2,VG=VGS+RSID,VDS=VDD−(RD+RS)ID.V_G=V_{DD}\frac{R_{G2}}{R_{G1}+R_{G2}},\qquad V_G=V_{GS}+R_SI_D,\qquad V_{DS}=V_{DD}-(R_D+R_S)I_D.

Esempio. Con VDD=20 VV_{DD} = 20\ \mathrm V, RG1=300 kΩR_{G1} = 300\ \mathrm{k\Omega} e RG2=100 kΩR_{G2} = 100\ \mathrm{k\Omega} (senza corrente di gate): VG=20⋅100400=5 VV_G = 20 \cdot \frac{100}{400} = 5\ \mathrm V.

Formula (equazione di secondo grado per V_GS in saturazione). In saturazione (trascurando λ\lambda): ID=IDSS(VGSVt−1)2I_D=I_{DSS}\big(\tfrac{V_{GS}}{V_t}-1\big)^2. Sostituendo IDI_D nella prima equazione: VG=VGS+RSIDSS(VGSVt−1)2 ⟺ RSIDSSVt2 VGS2+(1−2RSIDSSVt)VGS+(RSIDSS−VG)=0.V_G=V_{GS}+R_SI_{DSS}\Big(\frac{V_{GS}}{V_t}-1\Big)^2\ \Longleftrightarrow\ \frac{R_SI_{DSS}}{V_t^2}\,V_{GS}^2+\Big(1-\frac{2R_SI_{DSS}}{V_t}\Big)V_{GS}+\big(R_SI_{DSS}-V_G\big)=0.

Esempio. Con Vt=2 VV_t = 2\ \mathrm V, IDSS=4 mAI_{DSS} = 4\ \mathrm{mA}, RS=1 kΩR_S = 1\ \mathrm{k\Omega} e VG=5 VV_G = 5\ \mathrm V: VGS2−3VGS−1=0V_{GS}^2 - 3V_{GS} - 1 = 0, con radici 3,3033{,}303 e −0,303-0{,}303; si sceglie VGS=3,303 V>VtV_{GS} = 3{,}303\ \mathrm V > V_t.

Grafico interattivo: Soluzione grafica nel piano (V_GS, I_D): la retta I_D = (V_G − V_GS)/R_S = 5 − V_GS (R_S = 1 kΩ) incontra la parabola di saturazione I_D = 4(V_GS/2 − 1)² (V_t = 2 V, I_DSS = 4 mA) in V_GS = 3,303 V, I_D = 1,70 mA; l'altra intersezione dell'equazione (V_GS = −0,303 V) è sulla parte non fisica

Amplificatori a MOSFET - source comune, drain comune e gate comune

Formula (source comune: doppio bipolo). Ingresso al gate, uscita al drain, source a massa per il segnale (se è bypassato) o tramite RS1R_{S1} (parte di RSR_S non bypassata): g21=vovi∣io=0=−gmRD1+gmRS1,g11=1RG,g22=RD,g12=0.g_{21}=\frac{v_o}{v_i}\Big|_{i_o=0}=-\frac{g_mR_D}{1+g_mR_{S1}},\qquad g_{11}=\frac1{R_G},\qquad g_{22}=R_D,\qquad g_{12}=0.

Esempio. Con gm=4 mSg_m = 4\ \mathrm{mS}, RD=5 kΩR_D = 5\ \mathrm{k\Omega} e source bypassato (RS1=0R_{S1} = 0): g21=−gmRD=−20g_{21} = -g_m R_D = -20; con RS1=250 ΩR_{S1} = 250\ \Omega diventa −20/(1+1)=−10-20/(1 + 1) = -10.

Formula (guadagno complessivo del source comune). (Con RS1R_{S1}: il segnale vgs=vi−RS1 gmvgsv_{gs}=v_i-R_{S1}\,g_mv_{gs}, cioè vgs=vi/(1+gmRS1)v_{gs}=v_i/(1+g_mR_{S1}).) Il guadagno complessivo Av=vovs=RGRg+RG⏟ingresso⋅(−gm (RD∥RL)1+gmRS1)⏟stadio con carico.A_v=\frac{v_o}{v_s}=\underbrace{\frac{R_G}{R_g+R_G}}_{\text{ingresso}}\cdot\underbrace{\Big(-\frac{g_m\,(R_D\|R_L)}{1+g_mR_{S1}}\Big)}_{\text{stadio con carico}}.

Esempio. gm=4 mSg_m=4\ \mathrm{mS}, RD=RL=5 kΩR_D=R_L=5\ \mathrm{k\Omega}, Rg=100 kΩR_g=100\ \mathrm{k\Omega}, RG=1 MΩR_G=1\ \mathrm{M\Omega}. Con source totalmente bypassato: Av=11,1⋅(−4⋅2,5)=−9,09A_v=\dfrac{1}{1{,}1}\cdot(-4\cdot2{,}5)=-9{,}09; con RS1=250 ΩR_{S1}=250\ \Omega (gmRS1=1g_mR_{S1}=1): Av=0,909⋅(−102)=−4,55A_v=0{,}909\cdot\Big(-\dfrac{10}{2}\Big)=-4{,}55 (valori verificati con un'analisi nodale). La resistenza di source non bypassata dimezza il guadagno ma lo rende meno dipendente da gmg_m (per gmRS1≫1g_mR_{S1}\gg1 è −RD′/RS1-R_D'/R_{S1}).

Formula (drain comune, inseguitore di source). Ingresso al gate, uscita sul source (resistenza RSR_S verso massa, carico RLR_L in parallelo), drain a VDDV_{DD} (massa per il segnale). Con RS′=RS∥RLR_S'=R_S\|R_L: g21=gmRS1+gmRS,g11=1RG,g22=RS∥1gm=RS1+gmRS,g12=0,g_{21}=\frac{g_mR_S}{1+g_mR_S},\quad g_{11}=\frac1{R_G},\quad g_{22}=R_S\Big\|\frac1{g_m}=\frac{R_S}{1+g_mR_S},\quad g_{12}=0, Av=RGRg+RG⋅gmRS′1+gmRS′.A_v=\frac{R_G}{R_g+R_G}\cdot\frac{g_mR_S'}{1+g_mR_S'}.

Esempio. Con gm=4 mSg_m = 4\ \mathrm{mS}, RS′=2,5 kΩR_S' = 2{,}5\ \mathrm{k\Omega}, Rg=100 kΩR_g = 100\ \mathrm{k\Omega} e RG=1 MΩR_G = 1\ \mathrm{M\Omega}: Av=10001100⋅1011≈0,826A_v = \frac{1000}{1100} \cdot \frac{10}{11} \approx 0{,}826.

Formula (gate comune). Ingresso al source (la sorgente di segnale con RgR_g è collegata al source tramite un condensatore; RSR_S a massa serve alla polarizzazione), uscita al drain, gate a massa per il segnale (condensatore di bypass CGC_G: in teoria non servirebbe perché la corrente di gate è nulla, ma serve a garantire il gate a massa quando si considerano le capacità del dispositivo): g21=gmRD,g11=1RG+gm  (in assenza di RS),g22=RD,Rin=RS∥1gm,g_{21}=g_mR_D,\quad g_{11}=\frac1{R_G}+g_m\ \ (\text{in assenza di }R_S),\quad g_{22}=R_D,\quad R_{in}=R_S\Big\|\frac1{g_m}, Av=RinRin+Rg gm(RD∥RL).A_v=\frac{R_{in}}{R_{in}+R_g}\,g_m(R_D\|R_L).

Esempio. Con gm=4 mSg_m = 4\ \mathrm{mS}, RS=2 kΩR_S = 2\ \mathrm{k\Omega}, RD=RL=5 kΩR_D = R_L = 5\ \mathrm{k\Omega} e Rg=100 ΩR_g = 100\ \Omega: Rin=2000∥250≈222 ΩR_{in} = 2000 \| 250 \approx 222\ \Omega e Av=222322⋅4⋅2,5≈6,9A_v = \frac{222}{322} \cdot 4 \cdot 2{,}5 \approx 6{,}9.

VII. Multistadio e specchi di corrente

Amplificatori multistadio e accoppiamento diretto

Formula (guadagno di una cascata di stadi unidirezionali).

  1. si calcolano per ogni stadio RinR_{in}, g21g_{21} (o guadagno a vuoto) e RoutR_{out};
  2. la resistenza di ingresso dello stadio k+1k+1 è il carico dello stadio kk; la resistenza di uscita dello stadio kk è la resistenza della sorgente per lo stadio k+1k+1;
  3. il guadagno totale è il prodotto Av=Rin1Rin1+Rg⋅g21(1)Rin2Rout1+Rin2⋅g21(2)RLRout2+RL.A_v=\frac{R_{in1}}{R_{in1}+R_g}\cdot g_{21}^{(1)}\frac{R_{in2}}{R_{out1}+R_{in2}}\cdot g_{21}^{(2)}\frac{R_L}{R_{out2}+R_L}.

Esempio 1 (due emettitori comuni con condensatore di accoppiamento). Due stadi identici con IC=1 mAI_C=1\ \mathrm{mA} (gm=40 mSg_m=40\ \mathrm{mS}, β0=100\beta_0=100, rπ=2,5 kΩr_\pi=2{,}5\ \mathrm{k\Omega}), emettitori in bypass, RB=20 kΩR_B=20\ \mathrm{k\Omega} (partitore di base); RC1=5 kΩR_{C1}=5\ \mathrm{k\Omega}, RC2=3 kΩR_{C2}=3\ \mathrm{k\Omega}, RL=3 kΩR_L=3\ \mathrm{k\Omega}, Rg=1 kΩR_g=1\ \mathrm{k\Omega}.

Specchi di corrente

Formula (specchio di corrente elementare a BJT). Q1Q_1 ha base e collettore collegati (transistor a diodo, VCB=0V_{CB}=0, in zona attiva diretta) ed è attraversato dalla corrente di riferimento IRI_R, imposta da un resistore: IR=VCC+VEE−VBERBI_R=\dfrac{V_{CC}+V_{EE}-V_{BE}}{R_B} (quindi IRI_R è praticamente proporzionale all'alimentazione). Q2Q_2 ha la stessa VBEV_{BE} di Q1Q_1 (basi e emettitori collegati): se i due transistor sono identici e alla stessa temperatura hanno la stessa corrente di collettore ICI_C: IR=IC+IB1+IB2=IC(1+2βF) ⟹ IC2=IR βFβF+2≃IRI_R=I_C+I_{B1}+I_{B2}=I_C\Big(1+\frac{2}{\beta_F}\Big)\ \Longrightarrow\ \boxed{I_{C2}=I_R\,\frac{\beta_F}{\beta_F+2}\simeq I_R}

Esempio: alimentazione totale 10 V10\ \mathrm V, RB=9,3 kΩR_B=9{,}3\ \mathrm{k\Omega}, VBE=0,7 VV_{BE}=0{,}7\ \mathrm V: IR=1 mAI_R=1\ \mathrm{mA}; con βF=100\beta_F=100 la corrente copiata è IC2=0,980 mAI_{C2}=0{,}980\ \mathrm{mA}. Per l'effetto Early con VA=100 VV_A=100\ \mathrm V, se VCE2=5 VV_{CE2}=5\ \mathrm V (contro VCE1=VBE=0,7 VV_{CE1}=V_{BE}=0{,}7\ \mathrm V) la corrente è maggiore di un altro (1+5/100)/(1+0,7/100)=1,043(1+5/100)/(1+0{,}7/100)=1{,}043 (+4,3%+4{,}3\%): la resistenza di uscita è rg=ror_g=r_o (100 kΩ100\ \mathrm{k\Omega} per IC=1 mAI_C=1\ \mathrm{mA}).

Grafico interattivo: Corrente copiata I_C2 dello specchio dell'esempio (I_R = 1 mA, β_F = 100, V_A = 100 V; ascissa: V_CE2 in V, ordinata: mA): sotto circa 0,2 V (a sinistra del grafico) Q₂ è in saturazione e la corrente non è copiata; oltre, vale 0,980 mA (l'errore del 2% dovuto alle basi) a V_CE2 = V_BE = 0,7 V e cresce con la pendenza 1/r_o = 10 μS per l'effetto Early, fino a 1,022 mA a 5 V (+4,3%): il generatore non è ideale

Formula (specchio di corrente a MOSFET). Il MOSFET a diodo (VDS=VGSV_{DS}=V_{GS}, gate-drain collegati) ha ID=k1(VGS−Vt)2I_D=k_1(V_{GS}-V_t)^2; un secondo MOSFET con la stessa VGSV_{GS} ha ID2=k2(VGS−Vt)2I_{D2}=k_2(V_{GS}-V_t)^2, quindi ID2=IRk2k1=IR(W/L)2(W/L)1(λ=0).I_{D2}=I_R\frac{k_2}{k_1}=I_R\frac{(W/L)_2}{(W/L)_1}\quad(\lambda=0).

Esempio. Con IR=0,1 mAI_R = 0{,}1\ \mathrm{mA} e (W/L)2/(W/L)1=4(W/L)_2/(W/L)_1 = 4: ID2=0,4 mAI_{D2} = 0{,}4\ \mathrm{mA}.