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Note per Studenti Lavoro elettrico e potenziale elettrostatico

Lavoro elettrico e potenziale elettrostatico

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Segue Campo elettrostatico e principio di sovrapposizioneIl campo elettrostatico E è la forza per unità di carica che una carica di prova sentirebbe in ogni punto; per più cariche i campi si sommano come vettori, e per distribuzioni continue si integra usando le densità di carica λ, σ, ρ.Campo elettrostatico e principio di sovrapposizione → e usa il gradiente dei richiami di calcolo vettorialeGli strumenti matematici dei campi: derivate parziali, operatore nabla, gradiente di un campo scalare (vettore che punta dove la funzione cresce più in fretta), divergenza (sorgenti di un campo vettoriale) e rotore (vorticosità), più i teoremi della divergenza e di Stokes.Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotore →. Seguito: Dipolo elettricoDue cariche opposte ±q a distanza a formano un dipolo di momento p = q a (da − a +). Lontano il potenziale cala come cosθ/r² e il campo come 1/r³; in un campo esterno uniforme il dipolo subisce un momento p×E che lo allinea, con energia U = −p·E.Dipolo elettrico →. Esercizi: Esercizio 3 · quattro cariche ai vertici di un quadrato, Esercizio 4 · punti di campo nullo e potenziale nullo sull'asse, Esercizio 6 · energia di un quadrato di cariche e lavoro per spostarne una, Esercizio 7 · campo elettrico da un potenziale assegnato, Esercizio 8 · protone in un potenziale a tratti.

Il lavoro della forza elettrica

Una carica q0q_0 si sposta da AA a BB in presenza di un campo E⃗\vec E. Il lavoro compiuto dalla forza elettrica F⃗=q0E⃗\vec F = q_0 \vec E è

Definizione (lavoro della forza elettrica). WAB=∫ABF⃗⋅dl⃗=q0∫ABE⃗⋅dl⃗W_{AB} = \int_A^B \vec F \cdot d\vec l = q_0 \int_A^B \vec E \cdot d\vec l

Esempio. q0=2q_0 = 2 nC in un campo uniforme E=500E = 500 N/C spostata di 0,10{,}1 m nel verso del campo: W=q0Ed=10−7W = q_0 E d = 10^{-7} J.

Caso di una carica puntiforme sorgente qq. Lo spostamento dl⃗d\vec l si scompone in una parte radiale drdr e una perpendicolare a u^r\hat u_r. Il campo è radiale, quindi solo la parte radiale conta: E⃗⋅dl⃗=E dr\vec E \cdot d\vec l = E\,dr. Allora

WAB=q0∫rArBq4πε0r2 dr=q0q4πε0[−1r]rArB=q0q4πε0(1rA−1rB)W_{AB} = q_0 \int_{r_A}^{r_B} \frac{q}{4\pi\varepsilon_0 r^2}\,dr = \frac{q_0 q}{4\pi\varepsilon_0}\left[-\frac1r\right]_{r_A}^{r_B} = \frac{q_0 q}{4\pi\varepsilon_0}\left(\frac{1}{r_A} - \frac{1}{r_B}\right)

Il risultato dipende solo dalle distanze iniziale e finale, non dal percorso seguito. Per il principio di sovrapposizione la stessa cosa vale per qualunque insieme di cariche ferme: la forza elettrostatica è conservativa. Equivalentemente, il lavoro lungo un qualsiasi percorso chiuso è nullo:

Proprietà (circuitazione nulla del campo elettrostatico). ∮E⃗⋅dl⃗=0\oint \vec E \cdot d\vec l = 0

Esempio. Campo uniforme E=100E = 100 V/m e percorso chiuso quadrato: i lati opposti danno contributi uguali e opposti, quindi ∮E⃗⋅dl⃗=0\oint\vec E\cdot d\vec l = 0.

(la circuitazione del campo elettrostatico è nulla). Per il teorema di StokesGli strumenti matematici dei campi: derivate parziali, operatore nabla, gradiente di un campo scalare (vettore che punta dove la funzione cresce più in fretta), divergenza (sorgenti di un campo vettoriale) e rotore (vorticosità), più i teoremi della divergenza e di Stokes.Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotore → questo equivale a ∇×E⃗=0\nabla \times \vec E = 0.

Energia potenziale

Come in meccanica, per una forza conservativa si definisce un'energia potenziale UU tale che il lavoro sia la diminuzione di UU:

Definizione (energia potenziale elettrostatica). WAB=−ΔU=U(A)−U(B)W_{AB} = -\Delta U = U(A) - U(B)

Esempio. Una carica che subisce dal campo il lavoro WAB=+2W_{AB} = +2 mJ passa da U(A)U(A) a U(B)=U(A)−2U(B) = U(A) - 2 mJ: ΔU=−2\Delta U = -2 mJ.

Per due cariche puntiformi, scegliendo U=0U = 0 quando sono infinitamente lontane:

Formula (energia potenziale di due cariche puntiformi). U(r)=14πε0q0 qr\boxed{U(r) = \frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\frac{q_0\,q}{r}}

Esempio. q0=2q_0 = 2 nC e q=3q = 3 nC a r=3r = 3 cm: U=8,99⋅109⋅6⋅10−180,03=1,8⋅10−6U = 8{,}99\cdot10^9\cdot\frac{6\cdot10^{-18}}{0{,}03} = 1{,}8\cdot10^{-6} J.

  • Cariche dello stesso segno: U>0U > 0, e diminuisce allontanandole (si respingono "spontaneamente").
  • Cariche di segno opposto: U<0U < 0, e diminuisce avvicinandole (si attraggono).

Grafico interattivo: Energia potenziale di due cariche in funzione della distanza (unità k|q₀q| = 1, zero all'infinito): per cariche dello stesso segno U è positiva e cala allontanandole (repulsione), per cariche opposte è negativa e cala avvicinandole (attrazione)

Interpretazione. U(r)U(r) è il lavoro che un agente esterno deve compiere per portare q0q_0 dall'infinito alla distanza rr da qq, lentamente (senza fornire energia cinetica). Il lavoro dell'agente esterno è l'opposto di quello della forza elettrica: West=+ΔUW_{\text{est}} = +\Delta U.

Il potenziale elettrostatico

L'energia potenziale dipende dalla carica di prova q0q_0. Dividendo per q0q_0 si ottiene una grandezza che dipende solo dalle sorgenti, il potenziale elettrostatico:

Definizione (potenziale elettrostatico). V=Uq0V(A)−V(B)=∫ABE⃗⋅dl⃗V = \frac{U}{q_0} \qquad\qquad V(A) - V(B) = \int_A^B \vec E \cdot d\vec l

Esempio. Una carica di prova q0=2q_0 = 2 nC con U=6 μU = 6\ \muJ ha V=6⋅10−62⋅10−9=3000V = \frac{6\cdot10^{-6}}{2\cdot10^{-9}} = 3000 V.

  • Unità: il volt, 1 V=1 J/C1\ \text{V} = 1\ \text{J/C}. Da qui si vede perché il campo si misura anche in V/m.
  • Fisicamente conta solo la differenza di potenziale (d.d.p. o tensione) ΔV\Delta V; il valore assoluto dipende da dove si mette lo zero. Per distribuzioni limitate si sceglie V(∞)=0V(\infty) = 0.
  • Il potenziale è uno scalare: per più sorgenti si sommano numeri con il loro segno, molto più semplice che sommare vettori.

Carica puntiforme:

Formula (potenziale di una carica puntiforme). V(r)=14πε0qrV(r) = \frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\frac{q}{r}

Esempio. q=2q = 2 nC a r=3r = 3 cm: V=8,99⋅109⋅2⋅10−90,03=599V = 8{,}99\cdot10^9\cdot\frac{2\cdot10^{-9}}{0{,}03} = 599 V.

Sistema di cariche puntiformi e distribuzione continua:

Formula (potenziale di più cariche). V(P)=14πε0∑iqiriV(P)=14πε0∫dqrV(P) = \frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\sum_i \frac{q_i}{r_i} \qquad\qquad V(P) = \frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\int \frac{dq}{r}

Esempio. PP a 33 cm da +2+2 nC e a 66 cm da −2-2 nC: V=8,99⋅109(2⋅10−90,03−2⋅10−90,06)=300V = 8{,}99\cdot10^9\left(\frac{2\cdot10^{-9}}{0{,}03} - \frac{2\cdot10^{-9}}{0{,}06}\right) = 300 V.

Grafico interattivo: Potenziale di una carica positiva (in unità di kq = 1): positivo e decrescente come 1/r; per una carica negativa il grafico è ribaltato sotto l'asse

Lavoro e potenziale. Una carica qq che passa da AA a BB subisce dal campo un lavoro

Principio di conservazione dell'energia (carica in un campo elettrico). WAB=q [V(A)−V(B)]W_{AB} = q\,[V(A) - V(B)] e, se agisce solo la forza elettrica, la sua energia meccanica si conserva: 12mvA2+qV(A)=12mvB2+qV(B)\tfrac12 m v_A^2 + q V(A) = \tfrac12 m v_B^2 + q V(B)

Esempio. Protone da fermo attraverso ΔV=1000\Delta V = 1000 V: v=2⋅1,602⋅10−19⋅10001,673⋅10−27=4,38⋅105v = \sqrt{\frac{2\cdot1{,}602\cdot10^{-19}\cdot1000}{1{,}673\cdot10^{-27}}} = 4{,}38\cdot10^{5} m/s.

Questo è lo strumento principale degli esercizi: una carica positiva lasciata libera va verso potenziali più bassi e accelera; una negativa va verso potenziali più alti.

L'elettronvolt. È l'energia acquistata da una carica ee che attraversa una d.d.p. di 1 V:

Definizione (elettronvolt). 1 eV=1,602⋅10−19 J1\ \text{eV} = 1{,}602 \cdot 10^{-19}\ \text{J}

Esempio. Un elettrone accelerato da 10001000 V acquista 10001000 eV =1,602⋅10−16= 1{,}602\cdot10^{-16} J.

È l'unità naturale per le energie di atomi e particelle: un elettrone accelerato da 100 V ha energia cinetica 100 eV.

Energia di un sistema di cariche

L'energia elettrostatica di un sistema di cariche puntiformi è il lavoro necessario per costruirlo portando le cariche una alla volta dall'infinito. Si porta q1q_1 (lavoro nullo, non c'è ancora campo), poi q2q_2 nel campo di q1q_1, poi q3q_3 nel campo di q1q_1 e q2q_2, e così via. Il risultato è la somma su tutte le coppie, ciascuna contata una volta:

Formula (energia elettrostatica di un sistema di cariche). U=14πε0∑i<jqiqjrij=12∑iqiViU = \frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\sum_{i<j}\frac{q_i q_j}{r_{ij}} = \frac12\sum_i q_i V_i

dove ViV_i è il potenziale nel punto di qiq_i dovuto a tutte le altre cariche (il fattore 12\frac12 corregge il fatto che nella seconda forma ogni coppia compare due volte). Con 3 cariche le coppie sono 3, con 4 cariche sono 6. Un esempio completo: Esercizio 6 · energia di un quadrato di cariche e lavoro per spostarne una.

Esempio. Tre cariche da 11 nC ai vertici di un triangolo equilatero di lato 1010 cm: U=3⋅8,99⋅109⋅10−180,1=2,7⋅10−7U = 3\cdot8{,}99\cdot10^9\cdot\frac{10^{-18}}{0{,}1} = 2{,}7\cdot10^{-7} J.

Dal potenziale al campo: E⃗=−∇V\vec E = -\nabla V

Per uno spostamento infinitesimo, dV=−E⃗⋅dl⃗dV = -\vec E \cdot d\vec l. Confrontando con dV=∇V⋅dl⃗dV = \nabla V \cdot d\vec l (definizione di gradienteGli strumenti matematici dei campi: derivate parziali, operatore nabla, gradiente di un campo scalare (vettore che punta dove la funzione cresce più in fretta), divergenza (sorgenti di un campo vettoriale) e rotore (vorticosità), più i teoremi della divergenza e di Stokes.Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotore →):

Formula (campo dal potenziale). E⃗=−∇VEx=−∂V∂x, Ey=−∂V∂y, Ez=−∂V∂z\boxed{\vec E = -\nabla V} \qquad E_x = -\frac{\partial V}{\partial x},\ E_y = -\frac{\partial V}{\partial y},\ E_z = -\frac{\partial V}{\partial z}

Esempio. V=3x2V = 3x^2 (volt, con xx in metri): Ex=−dVdx=−6xE_x = -\frac{dV}{dx} = -6x, quindi in x=2x = 2 m è Ex=−12E_x = -12 V/m.

Conseguenze:

  • il campo punta verso i potenziali decrescenti, nella direzione in cui VV cala più in fretta;
  • in una dimensione Ex=−dV/dxE_x = -dV/dx: dove il grafico di V(x)V(x) è piatto il campo è nullo, dove è una retta il campo è uniforme e vale meno la pendenza;
  • è spesso più comodo calcolare prima VV (scalare, si somma senza componenti) e poi derivare.

Verifica sulla carica puntiforme: V=kq/rV = kq/r dipende solo da rr, quindi E⃗=−dVdru^r=kqr2u^r\vec E = -\frac{dV}{dr}\hat u_r = \frac{kq}{r^2}\hat u_r ✓.

Esempio di lettura di un grafico. Se V(x)V(x) è costante a 2 V2\ \text{V} per 0<x<1 m0 < x < 1\ \text{m} e poi scende linearmente fino a −4 V-4\ \text{V} in x=3 mx = 3\ \text{m}, nel primo tratto E=0E = 0, nel secondo Ex=−−4−23−1=+3 V/mE_x = -\frac{-4 - 2}{3 - 1} = +3\ \text{V/m}. È esattamente la situazione dell'Esercizio 8 · protone in un potenziale a tratti.

Grafico interattivo: Esempio del testo (ascissa: x in m): V(x) vale 2 V fino a x = 1 e poi scende linearmente a −4 V in x = 3; E_x = −dV/dx (in V/m) è nullo nel primo tratto e vale +3 V/m nel secondo, il campo è meno la pendenza di V

Superfici equipotenziali

Sono le superfici su cui VV è costante. Proprietà:

  • il campo E⃗\vec E è sempre perpendicolare alle equipotenziali (perché il gradiente è perpendicolare alle superfici di livello);
  • spostare una carica lungo un'equipotenziale non richiede lavoro;
  • due equipotenziali diverse non si intersecano (in un punto il potenziale ha un solo valore);
  • dove le equipotenziali (a passi uguali di ΔV\Delta V) sono più fitte, il campo è più intenso.

Esempi: per una carica puntiforme sono sfere concentriche; per un campo uniforme sono piani perpendicolari al campo; la superficie di un conduttore in equilibrioIn un conduttore in equilibrio il campo interno è nullo, la carica sta sulla superficie, il conduttore è equipotenziale e appena fuori il campo è perpendicolare e vale σ/ε0 (teorema di Coulomb). Un conduttore cavo scherma l'interno (gabbia di Faraday); per induzione le cariche si separano in presenza di un campo esterno.Conduttori in equilibrio elettrostatico → è sempre equipotenziale.

Tabella riassuntiva

grandezza tipo carica puntiforme unità
forza F⃗\vec F vettore kqq0/r2 u^rk q q_0/r^2\,\hat u_r N
campo E⃗=F⃗/q0\vec E = \vec F/q_0 vettore kq/r2 u^rk q/r^2\,\hat u_r V/m = N/C
energia potenziale UU scalare kqq0/rk q q_0/r J
potenziale V=U/q0V = U/q_0 scalare kq/rk q/r V = J/C

Errori comuni

  • Segno del lavoro: il lavoro della forza elettrica è −ΔU-\Delta U, quello dell'agente esterno è +ΔU+\Delta U. Leggere bene cosa chiede il testo.
  • Potenziale nullo non vuol dire campo nullo (e viceversa): nel punto medio tra due cariche +q+q e −q-q il potenziale è zero (kq/a−kq/akq/a - kq/a) ma il campo no (i due campi puntano entrambi verso −q-q e si sommano); al centro di quattro cariche uguali il campo è zero ma il potenziale no.
  • Sommare i potenziali come vettori: si sommano come numeri, con il segno della carica.

Versione ripasso

Lavoro ed energia potenziale

WAB=q0∫ABE⃗⋅dl⃗W_{AB} = q_0\int_A^B\vec E\cdot d\vec l Per una carica puntiforme sorgente E⃗⋅dl⃗=E dr\vec E\cdot d\vec l = E\,dr e WAB=q0q4πε0(1rA−1rB)W_{AB} = \frac{q_0q}{4\pi\varepsilon_0}\left(\frac{1}{r_A}-\frac{1}{r_B}\right) dipende solo dagli estremi: la forza elettrostatica è conservativa (per sovrapposizione vale sempre), cioè ∮E⃗⋅dl⃗=0\oint\vec E\cdot d\vec l=0, equivalente a ∇×E⃗=0\nabla\times\vec E=0 per il teorema di StokesGli strumenti matematici dei campi: derivate parziali, operatore nabla, gradiente di un campo scalare (vettore che punta dove la funzione cresce più in fretta), divergenza (sorgenti di un campo vettoriale) e rotore (vorticosità), più i teoremi della divergenza e di Stokes.Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotore →.

WAB=−ΔUW_{AB} = -\Delta U; per due cariche con U(∞)=0U(\infty)=0: U(r)=14πε0q0qrU(r)=\dfrac{1}{4\pi\varepsilon_0}\dfrac{q_0q}{r}.

Stesso segno: U>0U>0; segno opposto: U<0U<0. U(r)U(r) è il lavoro dell'agente esterno per portare q0q_0 dall'infinito lentamente, West=+ΔUW_{\text{est}}=+\Delta U.

Potenziale

V=Uq0V=\dfrac{U}{q_0}, V(A)−V(B)=∫ABE⃗⋅dl⃗\quad V(A)-V(B)=\int_A^B\vec E\cdot d\vec l, unità volt (1 V=1 J/C1\ \text{V}=1\ \text{J/C}).

Conta la differenza di potenziale; di norma V(∞)=0V(\infty)=0. È uno scalare: si sommano numeri col segno. V=14πε0qr,V(P)=14πε0∑iqiri,V(P)=14πε0∫dqrV=\frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\frac{q}{r},\qquad V(P)=\frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\sum_i\frac{q_i}{r_i},\qquad V(P)=\frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\int\frac{dq}{r} Lavoro e conservazione: WAB=q[V(A)−V(B)]W_{AB}=q[V(A)-V(B)] e 12mvA2+qV(A)=12mvB2+qV(B)\frac12mv_A^2+qV(A)=\frac12mv_B^2+qV(B). Una carica positiva va verso potenziali più bassi, una negativa verso più alti. 1 eV=1,602⋅10−191\ \text{eV}=1{,}602\cdot10^{-19} J.

Energia di un sistema di cariche

Lavoro per costruirlo portando le cariche una alla volta dall'infinito: U=14πε0∑i<jqiqjrij=12∑iqiViU=\frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\sum_{i<j}\frac{q_iq_j}{r_{ij}}=\frac12\sum_iq_iV_i (ViV_i dovuto a tutte le altre; 3 cariche danno 3 coppie, 4 danno 6). Esempio in Esercizio 6 · energia di un quadrato di cariche e lavoro per spostarne una.

Dal potenziale al campo

E⃗=−∇V\vec E=-\nabla V, cioè Ex=−∂xVE_x=-\partial_xV ecc.

Il campo punta verso i potenziali decrescenti. In 1D Ex=−dV/dxE_x=-dV/dx: VV piatto dà E=0E=0, retta dà campo uniforme. Verifica: V=kq/r⇒E⃗=−dVdru^r=kqr2u^rV=kq/r\Rightarrow\vec E=-\frac{dV}{dr}\hat u_r=\frac{kq}{r^2}\hat u_r. Esempio: V=2V=2 V per 0<x<10<x<1 m, poi lineare fino a −4-4 V in x=3x=3 m: E=0E=0 e poi Ex=−−4−23−1=+3E_x=-\frac{-4-2}{3-1}=+3 V/m (Esercizio 8 · protone in un potenziale a tratti).

Equipotenziali

VV costante; E⃗\vec E è perpendicolare ad esse; lungo una equipotenziale il lavoro è nullo; due equipotenziali non si intersecano; più fitte = campo più intenso. Cariche puntiformi: sfere; campo uniforme: piani; la superficie di un conduttore in equilibrioIn un conduttore in equilibrio il campo interno è nullo, la carica sta sulla superficie, il conduttore è equipotenziale e appena fuori il campo è perpendicolare e vale σ/ε0 (teorema di Coulomb). Un conduttore cavo scherma l'interno (gabbia di Faraday); per induzione le cariche si separano in presenza di un campo esterno.Conduttori in equilibrio elettrostatico → è equipotenziale.

grandezza carica puntiforme unità
F⃗\vec F kqq0/r2 u^rkqq_0/r^2\,\hat u_r N
E⃗\vec E kq/r2 u^rkq/r^2\,\hat u_r V/m
UU kqq0/rkqq_0/r J
VV kq/rkq/r V

Esercizi collegati: Esercizio 3 · quattro cariche ai vertici di un quadrato, Esercizio 4 · punti di campo nullo e potenziale nullo sull'asse, Esercizio 7 · campo elettrico da un potenziale assegnato; vedi anche Dipolo elettricoDue cariche opposte ±q a distanza a formano un dipolo di momento p = q a (da − a +). Lontano il potenziale cala come cosθ/r² e il campo come 1/r³; in un campo esterno uniforme il dipolo subisce un momento p×E che lo allinea, con energia U = −p·E.Dipolo elettrico →.

Errori tipici: segno del lavoro (forza elettrica −ΔU-\Delta U, agente esterno +ΔU+\Delta U); V=0V=0 non implica E=0E=0 (punto medio tra +q+q e −q-q: V=0V=0 ma E≠0E\neq0; centro di quattro cariche uguali: E=0E=0 ma V≠0V\neq0); sommare i potenziali come vettori.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata