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Note per Studenti Esercizio 69 · filo di rame e bacchetta di vetro alla stessa tensione

Esercizio 69filo di rame e bacchetta di vetro alla stessa tensione

In questa pagina 8

Testo. Un filo di rame lungo L1=2,0 mL_1 = 2{,}0\ \text{m} e di sezione A1=1,0 mm2A_1 = 1{,}0\ \text{mm}^2 e una bacchetta di vetro lunga L2=2,0 cmL_2 = 2{,}0\ \text{cm} e di sezione A2=1,0 cm2A_2 = 1{,}0\ \text{cm}^2 hanno resistività ρ1=1,7⋅10−8 Ω m\rho_1 = 1{,}7 \cdot 10^{-8}\ \Omega\,\text{m} e ρ2=1,0⋅1012 Ω m\rho_2 = 1{,}0 \cdot 10^{12}\ \Omega\,\text{m}. Il rame ha n=8,5⋅1028n = 8{,}5 \cdot 10^{28} elettroni di conduzione per metro cubo.

a) Calcolare la resistenza dei due oggetti. b) Ai capi del filo di rame si applica ΔV=0,50 V\Delta V = 0{,}50\ \text{V}. Calcolare il campo elettrico nel filo, la corrente, la densità di corrente, la velocità di deriva degli elettroni e la potenza dissipata. c) Ai capi della bacchetta di vetro si applica ΔV=500 V\Delta V = 500\ \text{V}. Calcolare il campo, la corrente e la potenza, e verificare che il vetro non ceda per rigidità dielettrica (Emax⁡≈10 MV/mE_{\max} \approx 10\ \text{MV/m}). d) Alla stessa tensione di 0,500{,}50 V, quante volte è più grande la corrente nel rame di quella nel vetro?

Teoria: Proprietà elettriche della materia e richiami di elettrostaticaLa materia risponde a un campo elettrico in modo diverso: nei conduttori le cariche si muovono liberamente (induzione, corrente), negli isolanti le cariche restano legate e si deformano (polarizzazione), nei semiconduttori la risposta sta in mezzo. Una scala di resistività (da 10^-8 a 10^16 ohm per metro) e la rigidità dielettrica (oltre il limite l'isolante diventa conduttore) quantificano la differenza. Richiami di elettrostatica di base (Coulomb, campo, Gauss, potenziale, dipolo) con i campi notevoli da conoscere a memoria.Proprietà elettriche della materia e richiami di elettrostatica →, Corrente elettrica e legge di OhmLa corrente i = dq/dt è la carica che attraversa una sezione per unità di tempo; la densità di corrente j = n q v_d lega la corrente al moto di deriva delle cariche. La carica si conserva (equazione di continuità). Nei conduttori ohmici j = σE, cioè V = R i con R = ρ ℓ/S; la potenza dissipata per effetto Joule è P = R i².Corrente elettrica e legge di Ohm →.


Strumenti

Per un conduttore omogeneo di lunghezza LL e sezione AA (vedi resistivitàρ dipende solo dal materiale e dalla temperatura; R = ρ L / A vale per un filo con corrente uniforme sulla sezione.Corrente elettrica e legge di Ohm →):

R=ρ LA,E=ΔVL,I=ΔVR,J=IA=σcE,vd=JneR = \rho\,\frac{L}{A}, \qquad E = \frac{\Delta V}{L}, \qquad I = \frac{\Delta V}{R}, \qquad J = \frac{I}{A} = \sigma_c E, \qquad v_d = \frac{J}{n e}

dove σc=1/ρ\sigma_c = 1/\rho è la conducibilità. Le sezioni vanno portate in metri quadrati: 1,0 mm2=1,0⋅10−6 m21{,}0\ \text{mm}^2 = 1{,}0 \cdot 10^{-6}\ \text{m}^2 e 1,0 cm2=1,0⋅10−4 m21{,}0\ \text{cm}^2 = 1{,}0 \cdot 10^{-4}\ \text{m}^2 (l'errore più comune sta qui).


a) Resistenze

R1=1,7⋅10−8⋅2,01,0⋅10−6=3,4⋅10−2 Ω=0,034 ΩR_1 = 1{,}7 \cdot 10^{-8} \cdot \frac{2{,}0}{1{,}0 \cdot 10^{-6}} = 3{,}4 \cdot 10^{-2}\ \Omega = 0{,}034\ \Omega

R2=1,0⋅1012⋅0,0201,0⋅10−4=2,0⋅1014 ΩR_2 = 1{,}0 \cdot 10^{12} \cdot \frac{0{,}020}{1{,}0 \cdot 10^{-4}} = 2{,}0 \cdot 10^{14}\ \Omega

Una bacchetta di vetro corta e grossa ha una resistenza di 2⋅1014 Ω2 \cdot 10^{14}\ \Omega, mentre un filo di rame lungo e sottile ne ha 0,0340{,}034: il rapporto è di quindici ordini di grandezza anche con una geometria molto sfavorevole al rame.

b) Il filo di rame con 0,500{,}50 V

  • Campo: E=0,502,0=0,25 V/mE = \dfrac{0{,}50}{2{,}0} = 0{,}25\ \text{V/m}. Nel filo, a differenza di un conduttore in equilibrio, il campo non è nullo: serve proprio a spingere le cariche.
  • Corrente: I=0,500,034=14,7 AI = \dfrac{0{,}50}{0{,}034} = 14{,}7\ \text{A}.
  • Densità di corrente: J=14,71,0⋅10−6=1,47⋅107 A/m2J = \dfrac{14{,}7}{1{,}0 \cdot 10^{-6}} = 1{,}47 \cdot 10^{7}\ \text{A/m}^2 (verifica: J=E/ρ1=0,25/1,7⋅10−8=1,47⋅107J = E/\rho_1 = 0{,}25/1{,}7 \cdot 10^{-8} = 1{,}47 \cdot 10^{7}).
  • Velocità di deriva: vd=Jne=1,47⋅1078,5⋅1028⋅1,602⋅10−19=1,1⋅10−3 m/sv_d = \dfrac{J}{n e} = \dfrac{1{,}47 \cdot 10^{7}}{8{,}5 \cdot 10^{28} \cdot 1{,}602 \cdot 10^{-19}} = 1{,}1 \cdot 10^{-3}\ \text{m/s}, cioè circa 11 millimetro al secondo. Gli elettroni avanzano lentissimi, ma sono tantissimi: la corrente si stabilisce in tutto il filo quasi subito perché il campo si propaga a velocità vicina a quella della luce.
  • Potenza: P=ΔV I=0,50⋅14,7=7,4 WP = \Delta V\,I = 0{,}50 \cdot 14{,}7 = 7{,}4\ \text{W} (effetto Joule). Per un filo di 22 m, 14,714{,}7 A sono già al limite di quanto un filo di 1 mm21\ \text{mm}^2 sopporta senza scaldare troppo.

c) La bacchetta di vetro con 500500 V

  • Campo: E=5000,020=2,5⋅104 V/m=0,025 MV/mE = \dfrac{500}{0{,}020} = 2{,}5 \cdot 10^{4}\ \text{V/m} = 0{,}025\ \text{MV/m}, quaranta volte meno della rigidità del vetro (10 MV/m10\ \text{MV/m}): il vetro non cede.
  • Corrente: I=5002,0⋅1014=2,5⋅10−12 A=2,5 pAI = \dfrac{500}{2{,}0 \cdot 10^{14}} = 2{,}5 \cdot 10^{-12}\ \text{A} = 2{,}5\ \text{pA}.
  • Potenza: P=500⋅2,5⋅10−12=1,25⋅10−9 WP = 500 \cdot 2{,}5 \cdot 10^{-12} = 1{,}25 \cdot 10^{-9}\ \text{W}: trascurabile.

Anche con 500500 V la corrente nel vetro è circa seimila miliardi di volte più piccola (14,7 A/2,5 pA=5,9⋅101214{,}7\ \text{A}/2{,}5\ \text{pA} = 5{,}9 \cdot 10^{12}) di quella nel rame con 0,50{,}5 V. In pratica nel vetro non scorre corrente: il campo c'è e polarizza il materiale (Dielettrici e polarizzazioneUn isolante in un campo elettrico si polarizza: le sue molecole diventano (o si orientano come) piccoli dipoli. Il vettore polarizzazione ℘ = ε0χE fa comparire cariche di polarizzazione σp = ℘·n sulle superfici, che riducono il campo interno di un fattore εr = 1 + χ. Per questo un dielettrico moltiplica la capacità per εr. Il vettore D = ε0E + ℘ ha come sorgenti solo le cariche libere: il suo flusso è la carica libera racchiusa.Dielettrici e polarizzazione →), ma gli elettroni restano legati.

d) Rapporto delle correnti alla stessa tensione

A parità di ΔV\Delta V le correnti stanno in rapporto inverso alle resistenze:

I1I2=R2R1=2,0⋅10140,034=5,9⋅1015\frac{I_1}{I_2} = \frac{R_2}{R_1} = \frac{2{,}0 \cdot 10^{14}}{0{,}034} = 5{,}9 \cdot 10^{15}


Verifica numerica

python
e = 1.602e-19
rho1, L1, A1, n = 1.7e-8, 2.0, 1.0e-6, 8.5e28
rho2, L2, A2 = 1.0e12, 0.020, 1.0e-4
R1, R2 = rho1*L1/A1, rho2*L2/A2
print(R1, R2)                               # 0.034 ohm, 2e14 ohm
I1 = 0.5/R1; J = I1/A1
print(0.5/L1, I1, J, J/(n*e), 0.5*I1)       # 0.25 V/m, 14.7 A, 1.47e7, 1.08e-3 m/s, 7.35 W
print(500/L2, 500/R2, 500*500/R2)           # 2.5e4 V/m, 2.5e-12 A, 1.25e-9 W
print(R2/R1)                                # 5.9e15

Risultati

grandezza rame vetro
resistenza 0,034 Ω0{,}034\ \Omega 2,0⋅1014 Ω2{,}0 \cdot 10^{14}\ \Omega
tensione applicata 0,500{,}50 V 500500 V
campo 0,250{,}25 V/m 2,5⋅1042{,}5 \cdot 10^{4} V/m
corrente 14,714{,}7 A 2,52{,}5 pA
potenza 7,47{,}4 W 1,25⋅10−91{,}25 \cdot 10^{-9} W

Velocità di deriva nel rame 1,11{,}1 mm/s; rapporto delle correnti a 0,500{,}50 V: 5,9⋅10155{,}9 \cdot 10^{15}.

Errori comuni

  • Sezioni in millimetri o centimetri quadrati inserite nella formula: vanno in metri quadrati (10−610^{-6} e 10−410^{-4}).
  • Pensare che il campo in un filo percorso da corrente sia zero: lo è solo in equilibrio elettrostatico; con corrente E=ΔV/L≠0E = \Delta V/L \neq 0.
  • Giudicare la velocità di deriva dalla rapidità con cui si accende una lampadina: la deriva è di millimetri al secondo, il segnale viaggia con il campo.

Versione ripasso

Testo. Filo di rame (L1=2,0L_1=2{,}0 m, A1=1,0A_1=1{,}0 mm², ρ1=1,7⋅10−8 Ω\rho_1=1{,}7\cdot10^{-8}\ \Omega m, n=8,5⋅1028n=8{,}5\cdot10^{28} m⁻³) e bacchetta di vetro (L2=2,0L_2=2{,}0 cm, A2=1,0A_2=1{,}0 cm², ρ2=1012 Ω\rho_2=10^{12}\ \Omega m). a) Resistenze. b) Rame a 0,500{,}50 V: EE, II, JJ, vdv_d, PP. c) Vetro a 500500 V: EE, II, PP e rigidità (1010 MV/m). d) Rapporto delle correnti a 0,500{,}50 V.

Teoria: Proprietà elettriche della materia e richiami di elettrostaticaLa materia risponde a un campo elettrico in modo diverso: nei conduttori le cariche si muovono liberamente (induzione, corrente), negli isolanti le cariche restano legate e si deformano (polarizzazione), nei semiconduttori la risposta sta in mezzo. Una scala di resistività (da 10^-8 a 10^16 ohm per metro) e la rigidità dielettrica (oltre il limite l'isolante diventa conduttore) quantificano la differenza. Richiami di elettrostatica di base (Coulomb, campo, Gauss, potenziale, dipolo) con i campi notevoli da conoscere a memoria.Proprietà elettriche della materia e richiami di elettrostatica →, Corrente elettrica e legge di OhmLa corrente i = dq/dt è la carica che attraversa una sezione per unità di tempo; la densità di corrente j = n q v_d lega la corrente al moto di deriva delle cariche. La carica si conserva (equazione di continuità). Nei conduttori ohmici j = σE, cioè V = R i con R = ρ ℓ/S; la potenza dissipata per effetto Joule è P = R i².Corrente elettrica e legge di Ohm →.

Metodo: R=ρL/AR=\rho L/A (sezioni in m²), E=ΔV/LE=\Delta V/L, I=ΔV/RI=\Delta V/R, J=I/AJ=I/A, vd=J/nev_d=J/ne.

  1. a) R1=1,7⋅10−8⋅2,010−6=0,034 ΩR_1=1{,}7\cdot10^{-8}\cdot\frac{2{,}0}{10^{-6}}=\boxed{0{,}034\ \Omega}; R2=1012⋅0,02010−4=2,0⋅1014 ΩR_2=10^{12}\cdot\frac{0{,}020}{10^{-4}}=\boxed{2{,}0\cdot10^{14}\ \Omega}.
  2. b) E=0,25E=0{,}25 V/m (nel filo con corrente non è zero); I=0,500,034=14,7 AI=\frac{0{,}50}{0{,}034}=\boxed{14{,}7\ \text{A}}; J=1,47⋅107J=1{,}47\cdot10^7 A/m²; vd=Jne=1,1 mm/sv_d=\frac{J}{ne}=\boxed{1{,}1\ \text{mm/s}}; P=ΔV I=7,4 WP=\Delta V\,I=\boxed{7{,}4\ \text{W}}.
  3. c) E=5000,020=2,5⋅104E=\frac{500}{0{,}020}=2{,}5\cdot10^4 V/m, quaranta volte sotto la rigidità: nessuna scarica; I=5002⋅1014=2,5 pAI=\frac{500}{2\cdot10^{14}}=\boxed{2{,}5\ \text{pA}}; P=1,25⋅10−9P=1{,}25\cdot10^{-9} W.
  4. d) I1I2=R2R1=5,9⋅1015\frac{I_1}{I_2}=\frac{R_2}{R_1}=\boxed{5{,}9\cdot10^{15}}.

Errori tipici: sezioni in mm² o cm² nella formula; credere E=0E=0 in un filo con corrente; confondere la velocità di deriva (mm/s) con la rapidità del segnale.

Teoria collegata