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Note per Studenti Corrente elettrica e legge di Ohm

Corrente elettrica e legge di Ohm

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Segue Dielettrici e polarizzazioneUn isolante in un campo elettrico si polarizza: le sue molecole diventano (o si orientano come) piccoli dipoli. Il vettore polarizzazione ℘ = ε0χE fa comparire cariche di polarizzazione σp = ℘·n sulle superfici, che riducono il campo interno di un fattore εr = 1 + χ. Per questo un dielettrico moltiplica la capacità per εr. Il vettore D = ε0E + ℘ ha come sorgenti solo le cariche libere: il suo flusso è la carica libera racchiusa.Dielettrici e polarizzazione →. Seguito: Circuiti in corrente continuaUn generatore mantiene la corrente grazie a una forza elettromotrice ℰ (lavoro per unità di carica del campo elettromotore non conservativo); con resistenza interna r fornisce V = ℰ − r i. Resistori in serie: R1 + R2; in parallelo: inversi che si sommano. Le leggi di Kirchhoff (nodi e maglie) risolvono qualunque rete; amperometro in serie con resistenza piccola, voltmetro in parallelo con resistenza grande.Circuiti in corrente continua →. Esercizi: Esercizio 69 · filo di rame e bacchetta di vetro alla stessa tensione, Esercizio 21 · rete di sei resistori, Esercizio 22 · circuito RC che alimenta delle lampadine.

Corrente elettrica

In elettrostatica le cariche sono ferme. Se in un conduttore si mantiene un campo elettrico (per esempio collegandone i capi ai poli di una pila), le cariche libere si muovono: si ha una corrente elettrica. La sua intensità è la carica che attraversa una sezione del conduttore per unità di tempo:

Definizione (intensità di corrente). i=dqdt[A=C/s]\boxed{i = \frac{dq}{dt}} \qquad [\text{A} = \text{C/s}]

Esempio. Una carica di 120120 C attraversa una sezione in 6060 s: i=12060=2i = \frac{120}{60} = 2 A.

Per convenzione il verso della corrente è quello in cui si muoverebbero le cariche positive, cioè quello del campo, dal potenziale più alto al più basso. Nei metalli si muovono gli elettroni, in verso opposto: una corrente verso destra è fatta di elettroni che vanno verso sinistra. Per quasi tutti gli effetti (magnetici, termici) le due cose sono equivalenti.

L'ampere è un'unità fondamentale del SI; il coulomb ne deriva: 1 C=1 A s1\ \text{C} = 1\ \text{A s}. Una corrente di 1 A1\ \text{A} corrisponde a 1/e=6,24⋅10181/e = 6{,}24 \cdot 10^{18} elettroni al secondo.

Densità di corrente e velocità di deriva

Il modello. In un metallo gli elettroni di conduzione si muovono già a velocità altissime (∼106 m/s\sim 10^6\ \text{m/s}) per l'agitazione termica, ma in direzioni casuali: in media non vanno da nessuna parte. Con un campo E⃗\vec E ogni elettrone viene accelerato tra un urto e l'altro con gli ioni del reticolo; dopo ogni urto riparte in direzione casuale. Il risultato è un piccolo moto medio, la velocità di deriva v⃗d\vec v_d, sovrapposto al moto caotico.

Quanta carica passa. Si considerano nn portatori per unità di volume, ciascuno con carica qq e velocità di deriva vdv_d. In un tempo dtdt attraversano una sezione SS tutti quelli contenuti in un cilindretto di base SS e altezza vd dtv_d\,dt, cioè nSvd dtn S v_d\,dt portatori:

dq=n q S vd dt⟹i=n q vd Sdq = n\,q\,S\,v_d\,dt \quad\Longrightarrow\quad i = n\,q\,v_d\,S

Si definisce il vettore densità di corrente (corrente per unità di superficie, nella direzione del moto):

Definizione (densità di corrente). j⃗=n q v⃗d[A/m2],i=∫Sj⃗⋅dS⃗\boxed{\vec j = n\,q\,\vec v_d} \qquad [\text{A/m}^2], \qquad i = \int_S \vec j \cdot d\vec S

(la corrente è il flusso di j⃗\vec j attraverso la sezione). Per gli elettroni q=−eq = -e: j⃗\vec j e v⃗d\vec v_d hanno versi opposti, e j⃗\vec j ha comunque il verso del campo.

Esempio numerico. Filo di rame di sezione 1 mm21\ \text{mm}^2 con i=1 Ai = 1\ \text{A}; il rame ha circa un elettrone libero per atomo, n=8,5⋅1028 m−3n = 8{,}5 \cdot 10^{28}\ \text{m}^{-3}:

vd=ineS=18,5⋅1028⋅1,6⋅10−19⋅10−6=7,4⋅10−5 m/sv_d = \frac{i}{neS} = \frac{1}{8{,}5 \cdot 10^{28} \cdot 1{,}6 \cdot 10^{-19} \cdot 10^{-6}} = 7{,}4 \cdot 10^{-5}\ \text{m/s}

Meno di un decimo di millimetro al secondo! Eppure la luce si accende subito quando si preme l'interruttore: a propagarsi in fretta (quasi alla velocità della luce) è il campo lungo il filo, che mette in moto contemporaneamente tutti gli elettroni già presenti.

Conservazione della carica: equazione di continuità

La carica non si crea né si distrugge. Se da una superficie chiusa esce una corrente netta, la carica contenuta deve diminuire di altrettanto:

Legge (equazione di continuità). ∮Sj⃗⋅dS⃗=−dqintdt⟺∇⋅j⃗=−∂ρ∂t\oint_S \vec j \cdot d\vec S = -\frac{dq_{\text{int}}}{dt} \qquad\Longleftrightarrow\qquad \nabla \cdot \vec j = -\frac{\partial\rho}{\partial t}

Esempio. Se la carica dentro una superficie chiusa diminuisce di 22 C ogni secondo, il flusso uscente di j⃗\vec j è ∮j⃗⋅dS⃗=2\oint\vec j\cdot d\vec S = 2 A.

(la forma locale si ottiene col teorema della divergenzaIl flusso di un campo attraverso una superficie chiusa è uguale all'integrale della sua divergenza sul volume racchiuso.Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotore →). In regime stazionario (correnti costanti, nessun accumulo di carica) ∇⋅j⃗=0\nabla \cdot \vec j = 0: tanta corrente entra in una regione, tanta ne esce. Applicata a un nodo di un circuito è la prima legge di KirchhoffIn ogni nodo la somma delle correnti entranti è uguale alla somma delle uscenti.Circuiti in corrente continua →. Lungo un filo senza diramazioni, la corrente è la stessa in ogni sezione, anche se la sezione cambia (cambia invece jj).

Legge di Ohm

Forma microscopica. In molti materiali (metalli, soluzioni) la densità di corrente è proporzionale al campo:

Legge di Ohm (forma microscopica). j⃗=σ E⃗=E⃗ρ\boxed{\vec j = \sigma\,\vec E = \frac{\vec E}{\rho}}

Esempio. Rame con σ=5,9⋅107 Ω−1m−1\sigma = 5{,}9\cdot10^7\ \Omega^{-1}\text{m}^{-1} e E=0,01E = 0{,}01 V/m: j=σE=5,9⋅105 A/m2j = \sigma E = 5{,}9\cdot10^5\ \text{A/m}^2.

σ\sigma è la conduttività ([Ω−1m−1][\Omega^{-1}\text{m}^{-1}]), ρ=1/σ\rho = 1/\sigma la resistività ([Ω m][\Omega\,\text{m}]). Nel modello di deriva: tra due urti (tempo medio τ\tau) l'elettrone acquista velocità eEτ/meE\tau/m, quindi vd=eτmEv_d = \frac{e\tau}{m}E e σ=ne2τm\sigma = \frac{ne^2\tau}{m}.

Forma macroscopica. Per un filo omogeneo di lunghezza ℓ\ell e sezione SS, con campo uniforme lungo il filo: V=EℓV = E\ell e i=jSi = jS, quindi

Legge di Ohm (forma macroscopica). i=jS=EρS=VρℓS⟹V=R i,R=ρ ℓSi = jS = \frac{E}{\rho}S = \frac{V}{\rho\ell}S \quad\Longrightarrow\quad \boxed{V = R\,i}, \qquad \boxed{R = \rho\,\frac{\ell}{S}}

La prima è la prima legge di Ohm, la seconda (resistenza proporzionale alla lunghezza e inversamente alla sezione) la seconda legge di Ohm. Unità: l'ohm, 1 Ω=1 V/A1\ \Omega = 1\ \text{V/A}. Un conduttore che obbedisce alla legge di Ohm (con RR indipendente da VV) si dice ohmico; non lo sono, per esempio, i diodi e le lampade a scarica.

materiale ρ\rho a 20∘ˆC20\^\circ\text{C} (Ω m\Omega\,\text{m})
argento 1,6⋅10−81{,}6 \cdot 10^{-8}
rame 1,7⋅10−81{,}7 \cdot 10^{-8}
alluminio 2,8⋅10−82{,}8 \cdot 10^{-8}
nichel-cromo (resistenze dei fornelli) 1,1⋅10−61{,}1 \cdot 10^{-6}
silicio puro ∼103\sim 10^3
vetro 101010^{10}–101410^{14}

Esempio. 100 m100\ \text{m} di filo di rame da 1 mm21\ \text{mm}^2: R=1,7⋅10−8⋅100/10−6=1,7 ΩR = 1{,}7 \cdot 10^{-8} \cdot 100/10^{-6} = 1{,}7\ \Omega.

Dipendenza dalla temperatura. Nei metalli la resistività cresce con la temperatura (più agitazione, urti più frequenti): ρ(T)≈ρ0[1+α(T−T0)]\rho(T) \approx \rho_0[1 + \alpha(T - T_0)], con α≈4⋅10−3 K−1\alpha \approx 4 \cdot 10^{-3}\ \text{K}^{-1} per il rame. Alcuni materiali sotto una temperatura critica diventano superconduttori, con resistività esattamente nulla (scoperta di Kamerlingh Onnes, 1911, nel mercurio a 4,2 K4{,}2\ \text{K}).

Termoresistenza (Pt100). Poiché RR cresce con la temperatura, un filo metallico serve da termometro, per esempio per misurare la temperatura dell'olio o di un cuscinetto di una macchina. Il Pt100 è un filo di platino con R0=100 ΩR_0 = 100\ \Omega a 0 ∘C0\ ^\circ\text{C} e α=3,85⋅10−3 K−1\alpha = 3{,}85 \cdot 10^{-3}\ \text{K}^{-1} (approssimazione lineare, buona su intervalli moderati). A 80 ∘C80\ ^\circ\text{C}: R=100 (1+3,85⋅10−3⋅80)=130,8 ΩR = 100\,(1 + 3{,}85 \cdot 10^{-3} \cdot 80) = 130{,}8\ \Omega, con una sensibilità di 0,385 Ω0{,}385\ \Omega per kelvin. Misurandolo con una corrente di 11 mA si legge una tensione di 130,8130{,}8 mV, che varia di 0,3850{,}385 mV per kelvin; la potenza dissipata nel sensore è Ri2=0,13Ri^2 = 0{,}13 mW, volutamente piccola per non riscaldare il filo e falsare la misura.

Effetto Joule

Una carica dqdq che attraversa un conduttore passando dal potenziale VAV_A a VB<VAV_B < V_A perde l'energia potenziale dq (VA−VB)=dq Vdq\,(V_A - V_B) = dq\,V. Non accelera (la velocità di deriva è costante): l'energia viene ceduta al reticolo negli urti e diventa calore. La potenza dissipata è

Legge (effetto Joule). P=dq Vdt=V i=R i2=V2R\boxed{P = \frac{dq\,V}{dt} = V\,i = R\,i^2 = \frac{V^2}{R}}

Esempio. Resistore da R=10 ΩR = 10\ \Omega percorso da i=5i = 5 A: P=Ri2=250P = Ri^2 = 250 W, pari a ViV i con V=50V = 50 V.

In forma locale, per unità di volume: p=j⃗⋅E⃗=σE2p = \vec j \cdot \vec E = \sigma E^2. Su questo effetto funzionano stufe, fornelli, asciugacapelli e i fusibili (un filo sottile che fonde se la corrente supera un valore di soglia). Nelle linee elettriche è una perdita: a parità di potenza trasportata P=ViP = Vi, conviene alzare molto la tensione per abbassare la corrente, perché la perdita va come Ri2Ri^2.

L'energia dissipata in un intervallo di tempo è W=∫P dtW = \int P\,dt; con corrente costante W=Ri2 tW = R i^2\,t. Si misura spesso in kilowattora: 1 kWh=3,6⋅106 J1\ \text{kWh} = 3{,}6 \cdot 10^6\ \text{J}.

grandezza formula
corrente i=dq/dt=∫j⃗⋅dS⃗i = dq/dt = \int \vec j \cdot d\vec S
densità di corrente j⃗=nqv⃗d\vec j = nq\vec v_d
continuità ∇⋅j⃗=−∂ρ/∂t\nabla \cdot \vec j = -\partial\rho/\partial t
Ohm microscopica j⃗=σE⃗\vec j = \sigma\vec E
Ohm macroscopica V=RiV = Ri, R=ρℓ/SR = \rho\ell/S
potenza Joule P=Vi=Ri2=V2/RP = Vi = Ri^2 = V^2/R

Errori comuni

Versione ripasso

Corrente e densità di corrente

i=dqdti=\dfrac{dq}{dt} [A], verso delle cariche positive (nei metalli gli elettroni vanno in verso opposto); 1 C=1 A s1\ \text{C}=1\ \text{A s}. j⃗=nqv⃗d\vec j=nq\vec v_d [A/m²], i=∫Sj⃗⋅dS⃗i=\int_S\vec j\cdot d\vec S (flusso di j⃗\vec j).

Per nn portatori e velocità di deriva vdv_d: dq=nqSvd dtdq=nqSv_d\,dt. Esempio: rame, S=1S=1 mm², i=1i=1 A, n=8,5⋅1028n=8{,}5\cdot10^{28} m⁻³: vd=ineS=7,4⋅10−5v_d=\frac{i}{neS}=7{,}4\cdot10^{-5} m/s; a propagarsi in fretta è il campo.

Continuità

∮Sj⃗⋅dS⃗=−dqintdt  ⟺  ∇⋅j⃗=−∂ρ∂t\oint_S\vec j\cdot d\vec S=-\frac{dq_{\text{int}}}{dt}\iff\nabla\cdot\vec j=-\frac{\partial\rho}{\partial t} (forma locale dal teorema della divergenzaIl flusso di un campo attraverso una superficie chiusa è uguale all'integrale della sua divergenza sul volume racchiuso.Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotore →). In regime stazionario ∇⋅j⃗=0\nabla\cdot\vec j=0: è la prima legge di KirchhoffIn ogni nodo la somma delle correnti entranti è uguale alla somma delle uscenti.Circuiti in corrente continua →; in un filo ii è costante, jj cambia con la sezione.

Legge di Ohm

Microscopica: j⃗=σE⃗=E⃗/ρ\vec j=\sigma\vec E=\vec E/\rho (conduttività σ\sigma, resistività ρ\rho in Ω\Omega m). Nel modello di deriva vd=eτmEv_d=\frac{e\tau}{m}E e σ=ne2τm\sigma=\frac{ne^2\tau}{m}. Macroscopica: per un filo V=EℓV=E\ell, i=jSi=jS: V=RiV=Ri, R=ρℓSR=\rho\dfrac{\ell}{S}; 1 Ω=1 V/A1\ \Omega=1\ \text{V/A}.

Ohmico: RR indipendente da VV (non lo sono diodi e lampade a scarica). ρ\rho a 20\,^\circC: argento 1,6⋅10−81{,}6\cdot10^{-8}, rame 1,7⋅10−81{,}7\cdot10^{-8}, alluminio 2,8⋅10−82{,}8\cdot10^{-8}, nichel-cromo 1,1⋅10−61{,}1\cdot10^{-6}, silicio ∼103\sim10^3, vetro 101010^{10}-101410^{14} Ω\Omega m. Esempio: 100100 m di rame da 11 mm²: R=1,7 ΩR=1{,}7\ \Omega. Nei metalli ρ(T)≈ρ0[1+α(T−T0)]\rho(T)\approx\rho_0[1+\alpha(T-T_0)], α≈4⋅10−3 K−1\alpha\approx4\cdot10^{-3}\ \text{K}^{-1} per il rame; sotto una temperatura critica i superconduttori hanno ρ=0\rho=0.

Effetto Joule

La carica perde dq Vdq\,V, ceduta al reticolo come calore:

P=Vi=Ri2=V2R,p=j⃗⋅E⃗=σE2 (per unitaˋ di volume)P=Vi=Ri^2=\frac{V^2}{R},\qquad p=\vec j\cdot\vec E=\sigma E^2\ (\text{per unità di volume})

Stufe e fusibili; nelle linee si alza la tensione per ridurre Ri2Ri^2. W=∫P dtW=\int P\,dt, 1 kWh=3,6⋅1061\ \text{kWh}=3{,}6\cdot10^6 J.

Esercizi: Esercizio 69 · filo di rame e bacchetta di vetro alla stessa tensione, Esercizio 21 · rete di sei resistori, Esercizio 22 · circuito RC che alimenta delle lampadine; vedi Dielettrici e polarizzazioneUn isolante in un campo elettrico si polarizza: le sue molecole diventano (o si orientano come) piccoli dipoli. Il vettore polarizzazione ℘ = ε0χE fa comparire cariche di polarizzazione σp = ℘·n sulle superfici, che riducono il campo interno di un fattore εr = 1 + χ. Per questo un dielettrico moltiplica la capacità per εr. Il vettore D = ε0E + ℘ ha come sorgenti solo le cariche libere: il suo flusso è la carica libera racchiusa.Dielettrici e polarizzazione →.

Pt100: R=R0(1+αT)R=R_0(1+\alpha T) con R0=100 ΩR_0=100\ \Omega, α=3,85⋅10−3 K−1\alpha=3{,}85\cdot10^{-3}\ \text{K}^{-1}; a 80 ∘C80\ ^\circ\text{C} R=130,8 ΩR=130{,}8\ \Omega (sensibilità 0,385 Ω0{,}385\ \Omega/K); con 11 mA, 0,3850{,}385 mV/K e autoriscaldamento 0,130{,}13 mW.

Errori tipici: confondere resistività e resistenza; usare il diametro al posto del raggio (S=πd2/4S=\pi d^2/4); credere che gli elettroni viaggino veloci nel filo; applicare V=RiV=Ri a un generatore senza la sua f.e.m. (Circuiti in corrente continuaUn generatore mantiene la corrente grazie a una forza elettromotrice ℰ (lavoro per unità di carica del campo elettromotore non conservativo); con resistenza interna r fornisce V = ℰ − r i. Resistori in serie: R1 + R2; in parallelo: inversi che si sommano. Le leggi di Kirchhoff (nodi e maglie) risolvono qualunque rete; amperometro in serie con resistenza piccola, voltmetro in parallelo con resistenza grande.Circuiti in corrente continua →).

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata