Richiami di calcolo vettoriale: gradiente, divergenza e rotore
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Il calcolo vettoriale è l'unico prerequisito matematico che il corso riprende a lezione. Serve per ricavare il campo elettrico dal potenziale (gradiente), per la legge di Gauss (divergenza) e per la legge di Ampère e le equazioni di Maxwell in forma differenziale (rotore).
Prodotti tra vettori
Con a=(ax,ay,az) e b=(bx,by,bz):
prodotto scalare (il risultato è un numero): a⋅b=axbx+ayby+azbz=abcosθ, con θ angolo tra i due vettori. È nullo se i vettori sono perpendicolari.
prodotto vettoriale (il risultato è un vettore): modulo absinθ, direzione perpendicolare al piano di a e b, verso dato dalla regola della mano destra (indice su a, medio su b, il pollice dà a×b). In componenti:
a×b=detu^xaxbxu^yaybyu^zazbz=(aybz−azby)u^x+(azbx−axbz)u^y+(axby−aybx)u^z
È nullo se i vettori sono paralleli e cambia segno scambiando l'ordine: b×a=−a×b. Utili: u^x×u^y=u^z, u^y×u^z=u^x, u^z×u^x=u^y.
Il prodotto vettoriale comparirà nella forza di Lorentz e nel momento di una forza; conviene scrivere sempre il simbolo giusto (⋅ o ×) e la freccia sui vettori.
Derivate parziali e differenziale
Per una funzione di più variabili U(x,y,z) la derivata parziale rispetto a x, ∂x∂U, si calcola derivando rispetto a x e trattando y e z come costanti.
Il differenziale è la variazione di U quando ci si sposta di dl=(dx,dy,dz):
dU=∂x∂Udx+∂y∂Udy+∂z∂Udz
L'operatore nabla
Si definisce il "vettore" di derivate
∇=u^x∂x∂+u^y∂y∂+u^z∂z∂
Da solo non ha significato: va applicato a una funzione. A seconda di come lo si "moltiplica" si ottengono tre operazioni.
Esempio.U=x2y: ∇U=(2xy,x2), che in (1,2) vale (4,1).
Con questo simbolo il differenziale si scrive in modo compatto: dU=∇U⋅dl.
Significato geometrico. Da dU=∣∇U∣dlcosθ si vede che, a parità di passo dl:
U cresce più in fretta se ci si muove lungo∇U (θ=0): il gradiente punta nella direzione di massima crescita e il suo modulo è la rapidità di crescita;
Unon cambia se ci si muove perpendicolarmente a ∇U (θ=90∘): il gradiente è perpendicolare alle superfici di livelloU=cost.
Esempio intuitivo: su una cartina con le curve di livello di una montagna, il gradiente dell'altitudine punta in salita lungo la via più ripida ed è perpendicolare ai sentieri "in piano". In elettrostatica E=−∇V: il campo punta nel verso in cui il potenziale cala più in fretta, ed è perpendicolare alle superfici equipotenziali.
In coordinate sferiche, per una funzione che dipende solo dalla distanza r dall'origine, il gradiente è radiale: ∇U(r)=drdUu^r.
Significato: misura quanto il campo "esce" da un punto. Se si pensa a v come alla velocità di un fluido, ∇⋅v>0 dove c'è una sorgente (il fluido sgorga), <0 dove c'è un pozzo, =0 dove il fluido passa senza accumularsi. Per il campo elettrico le sorgenti sono le cariche: ∇⋅E=ρ/ε0.
Esempio:v=(x,y,z) (campo radiale che cresce allontanandosi): ∇⋅v=1+1+1=3, sorgente uniforme ovunque.
Significato: misura la tendenza del campo a "girare" intorno a un punto. Una piccola girandola immersa nel fluido gira se il rotore non è nullo; l'asse di rotazione è la direzione del rotore.
Esempio:v=(−y,x,0) (rotazione rigida intorno all'asse z): ∇×v=(0,0,1−(−1))=2u^z.
Due identità fondamentali (valgono per funzioni abbastanza regolari):
Proprietà (rotore di un gradiente e divergenza di un rotore).∇×(∇U)=0∇⋅(∇×v)=0
Esempio.U=x2y: ∇U=(2xy,x2,0) e ∇×∇U=(0,0,∂x∂(x2)−∂y∂(2xy))=(0,0,2x−2x)=0.
La prima dice che un campo che è il gradiente di qualcosa non ha rotore: per questo il campo elettrostatico, che è −∇V, è irrotazionale. La seconda dice che un rotore non ha divergenza: è legata al fatto che ∇⋅B=0.
Circuitazione e flusso
La circuitazione di v lungo una linea chiusa γ è ∮γv⋅dl: si somma, lungo il percorso, la componente del campo tangente alla linea.
Il flusso di v attraverso una superficie S è ΦS(v)=∫Sv⋅n^dS: si somma la componente del campo perpendicolare alla superficie. Per una superficie chiusa la normale n^ si prende uscente.
Teoremi della divergenza e di Stokes
Collegano le forme "integrali" (su linee e superfici) a quelle "locali" (in un punto):
Teorema della divergenza (di Gauss).
Teorema della divergenza (di Gauss): per una superficie chiusa S che racchiude il volume V,
∮Sv⋅n^dS=∫V∇⋅vdV
Il flusso uscente è la somma di tutte le sorgenti contenute.
Esempio.v=(x,y,z) su una sfera di raggio 1: ∇⋅v=3 e ∫V3dV=3⋅34π=4π, uguale al flusso uscente 1⋅4π.
Teorema di Stokes (del rotore).
Teorema di Stokes (del rotore): per una linea chiusa γ che fa da bordo a una superficie S (orientata con la regola della mano destra rispetto al verso di percorrenza),
∮γv⋅dl=∫S(∇×v)⋅n^dS
La circuitazione è la somma di tutta la vorticosità che attraversa la superficie.
Esempio.v=(−y,x,0) su un cerchio di raggio 1: ∮v⋅dl=1⋅2π=2π e ∇×v=2u^z, quindi ∫S2dS=2π.
Questi due teoremi permettono di passare dalle equazioni di Maxwell in forma integrale a quelle in forma differenziale.
Coordinate utili
sistema
coordinate
elemento di volume
quando usarlo
cartesiane
x,y,z
dxdydz
piani, cubi
cilindriche
r,φ,z
rdrdφdz
fili, cilindri, cavi coassiali
sferiche
r,θ,φ
r2sinθdrdθdφ
sfere, cariche puntiformi
Superficie di una sfera di raggio r: 4πr2; volume 34πr3. Superficie laterale di un cilindro di raggio r e altezza h: 2πrh.
Versione ripasso
Prodotti
Scalare:a⋅b=axbx+ayby+azbz=abcosθ; nullo se perpendicolari.
Vettoriale: modulo absinθ, perpendicolare al piano dei due, verso con la mano destra:
a×b=(aybz−azby)u^x+(azbx−axbz)u^y+(axby−aybx)u^z
Nullo se paralleli; b×a=−a×b; u^x×u^y=u^z e permutazioni cicliche.
Derivate parziali e nabla
Derivata parziale: si deriva rispetto a una variabile, le altre sono costanti (es. U=ax3+bxyz2+cye−z: ∂xU=3ax2+byz2). Differenziale dU=∂xUdx+∂yUdy+∂zUdz. Operatore ∇=u^x∂x+u^y∂y+u^z∂z, che va applicato a una funzione.
Gradiente (scalare → vettore)
∇U=∂xUu^x+∂yUu^y+∂zUu^z,dU=∇U⋅dl
Punta nella direzione di massima crescita (il modulo è la rapidità) ed è perpendicolare alle superfici di livello. In elettrostatica E=−∇V. Se U=U(r): ∇U=drdUu^r.
Divergenza (vettore → scalare)
∇⋅v=∂xvx+∂yvy+∂zvz
Positiva dove c'è una sorgente, negativa su un pozzo. Per il campo elettrico ∇⋅E=ρ/ε0. Esempio: v=(x,y,z) ha divergenza 3.
Rotore (vettore → vettore)
∇×v=(∂yvz−∂zvy)u^x+(∂zvx−∂xvz)u^y+(∂xvy−∂yvx)u^z
Misura la tendenza del campo a girare. Esempio: v=(−y,x,0) ha rotore 2u^z.
Identità:∇×(∇U)=0 (il campo elettrostatico −∇V è irrotazionale) e ∇⋅(∇×v)=0 (legata a ∇⋅B=0).
Circuitazione, flusso e teoremi
Circuitazione∮γv⋅dl; flussoΦS=∫Sv⋅n^dS (normale uscente se S è chiusa).
Teorema della divergenza: > ∮Sv⋅n^dS=∫V∇⋅vdV (flusso uscente = sorgenti contenute).
Teorema di Stokes: > ∮γv⋅dl=∫S(∇×v)⋅n^dS (normale con la mano destra rispetto al verso di percorrenza).
Permettono di passare dalle equazioni di Maxwell integrali a quelle differenziali. Usi: potenziale (gradiente), legge di Gauss (divergenza), Ampère (rotore).
sistema
coordinate
dV
uso
cartesiane
x,y,z
dxdydz
piani, cubi
cilindriche
r,φ,z
rdrdφdz
fili, cilindri
sferiche
r,θ,φ
r2sinθdrdθdφ
sfere, cariche puntiformi
Sfera: superficie 4πr2, volume 34πr3; cilindro: superficie laterale 2πrh.